{"id":12605,"date":"2013-01-21T18:07:12","date_gmt":"2013-01-21T17:07:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12605"},"modified":"2013-01-21T18:07:12","modified_gmt":"2013-01-21T17:07:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-favola-di-un-sogno-damore-di-gianandrea-parisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12605","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Favola di un sogno d&#8217;amore&#8221; di Gianandrea Parisi"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">C\u2019era una volta una bambina, di nome Laura, bella come un cielo stellato, dolce come un abbraccio materno, eppure ferma nelle sue convinzioni come il pi\u00f9 antico degli adulti. Era talmente bella che fin da piccola, gli altri bambini le stavano intorno e, con l\u2019ingenuit\u00e0 tipica di quell\u2019et\u00e0, ognuno di loro non faceva che dirle: \u201cVuoi essere la mia ragazza? Vuoi essere la mia piccola fidanzatina?\u201d. Ma lei si faceva seria, e senza distogliere lo sguardo rispondeva: \u201cNo, certo. Non posso fidanzarmi con te, aspetto la persona giusta. E quando arriver\u00e0, la riconoscer\u00f2 con certezza\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Viveva con i suoi genitori e con un vecchio servitore, il quale, vedovo, aveva un figlio della stessa et\u00e0 di Laura. E quando il bambino la sentiva parlare cos\u00ec, sorrideva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli anni passavano e Laura cresceva, in bellezza e dolcezza. A scuola tutti i suoi compagni la corteggiavano, dicendole ognuno: \u201cVuoi essere la mia ragazza? Vuoi essere la mia piccola fidanzatina?\u201d. Ma lei assumeva sempre quell\u2019espressione seria, tipica delle persone pi\u00f9 mature, e con fermezza, rispondeva: \u201cNo, certo, non posso fidanzarmi con te, aspetto la persona giusta. E quando arriver\u00e0, la riconoscer\u00f2 con certezza\u201d. Il figlio del servitore ascoltava quelle parole, e sorrideva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alle scuole superiori, Laura sbocci\u00f2, come un fiore meraviglioso. E tutti i suoi compagni la invitavano ad uscire, la imploravano di stare con loro, e ognuno diceva: \u201cVuoi essere la mia ragazza? Vuoi essere la mia fidanzata?\u201d. Ma lei, con il tono deciso di chi sa cosa vuole dalla vita, rispondeva sempre: \u201cNo, certo. Non posso fidanzarmi con te, aspetto la persona giusta. E quando arriver\u00e0, la riconoscer\u00f2 con certezza\u201d. Anche il figlio del servitore cresceva, e sempre sentiva quelle parole, e sempre sorrideva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E cos\u00ec passavano gli anni, e il liceo finiva; iniziava l\u2019universit\u00e0, e Laura era la consolazione dei suoi genitori, dei professori e di tutte le persone che le stavano intorno. I suoi colleghi facevano a gara per sederle accanto, per accompagnarla a casa, per regalarle fiori e gioielli, compiere gesti romantici che potessero conquistarla. Ci fu uno di loro che con i petali di 200 rose rosse segn\u00f2 la strada che ogni giorno lei faceva da casa all\u2019universit\u00e0, un altro che sacrific\u00f2 un anno intero della propria vita per catturare due stelle, metterle in un cofanetto intrecciato di desideri, speranze e sogni, e offrirglielo in dono. E ognuno di loro non faceva che chiederle: \u201cVuoi essere la mia ragazza? Vuoi essere la mia fidanzata?\u201d. Ma lei, il cui sguardo serio e sicuro mai era cambiato, rispondeva: \u201cNo, certo. Non posso fidanzarmi con te, aspetto la persona giusta. E quando arriver\u00e0, la riconoscer\u00f2 con certezza\u201d. Il figlio del servitore, che continuava a starle accanto e che nel frattempo era anche diventato orfano, ascoltava quelle parole, e sorrideva dentro di se.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E venne il momento in cui ognuno di noi trova un posto nella vita, e quel momento arriv\u00f2 anche per Laura. Con la tenerezza che ne era il carattere distintivo, diede il suo saluto al mondo universitario e si gett\u00f2 a capofitto nel mondo del lavoro, trovando quasi subito un posto di grande responsabilit\u00e0 e prestigio, nel quale le sue capacit\u00e0 spiccavano come oasi in mezzo al deserto. Tutti la adoravano: colleghi, clienti, dirigenti. Al suo passaggio ogni cosa si fermava, gli orologi trattenevano il respiro per non disturbare, con il loro ticchettio, il fruscio lento della sua figura che attraversava quasi volando i corridoi, le penne non spruzzavano pi\u00f9 inchiostro per il timore che qualche goccia potesse sporcare la sua pelle fatata, sedie e tavoli restavano bloccati ai loro posti in muta ammirazione dei suo capelli d\u2019angelo. E tutti, come sempre succedeva, divenivano schiavi di ardori, chi porgendo fiori, chi doni, chi promesse e vanterie, implorandola, supplicandola sempre con le medesime parole: \u201cVuoi essere la mia ragazza? Vuoi essere la mia fidanzata?\u201d. Ma lei, che nonostante fosse adulta, aveva conservato quello stesso viso da bambina, rispondeva con tenacia: \u201cNo, certo. Non posso fidanzarmi con te, aspetto la persona giusta. E quando arriver\u00e0, la riconoscer\u00f2 con certezza\u201d. E mentre lei parlava, il figlio del servitore che sempre le viveva accanto e sempre con ossequioso rispetto, eseguiva ogni suo ordine, rimaneva fermo in un angolo, solo con i propri pensieri. E sorrideva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quando Laura comp\u00ec i cinquant\u2019anni di et\u00e0, un potente uomo d\u2019affari, che vantava la capacit\u00e0 di acquistare universi, per poi rivenderli a met\u00e0 prezzo ai barboni della stazione, si invagh\u00ec di lei. Le fece una corte serrata, privandola persino del suo stesso respiro. Si narra che convinse lo stesso padrone dell\u2019inferno a spegnere momentaneamente i supplizi dei dannati, pur di regalare, al cuore della donna, il silenzio pi\u00f9 puro che il mondo avesse mai ascoltato. Le offr\u00ec le chiavi della porta di Shan &#8211; gri \u2013 l\u00e0, dove meraviglie inconoscibili si prostrarono al suo cospetto, e strinse un patto con le gerarchie angeliche, affinch\u00e8 il nome della donna che desiderava fosse pronunciato dalla voce perfetta di Dio. Tutto questo fece per lei. E mai si stanc\u00f2 di porle sempre la stessa domanda: \u201cVuoi essere la mia donna? Vuoi essere la mia fidanzata?\u201d. Alcuni sostengono che Laura attese qualche minuto prima di dare la risposta, altri che l\u2019uomo minacci\u00f2 di far crollare l\u2019intera compagine del mondo se solo avesse sentito un verso differente dal \u201cs\u00ec\u201d. Alcuni, i pi\u00f9 incoscienti, giurano e spergiurano di avere percepito esitazione e paura nella voce di lei. La realt\u00e0, invece, ben diversa dalle leggende, fu che ella sorrise, quel sorriso capace di sciogliere i ghiacci eterni che vivono nei cuori degli uomini pi\u00f9 malvagi. E soffocando la brace ardente negli occhi di lui, disse: \u201cNo, certo. Non posso fidanzarmi con te, aspetto la persona giusta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E quando arriver\u00e0, la riconoscer\u00f2 con certezza\u201d. E vicino a lei, il ragazzo, ormai diventato un uomo, che da una vita continuava a starle accanto, scosse la testa e sorrise.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pass\u00f2 ancora del tempo e finalmente Laura si ritir\u00f2 nella sua villa, dove trascorse gli ultimi anni di vita soffrendo per una malattia incurabile. Chi la vide in quel periodo si ostina a spergiurare che se anche il suo fisico l\u2019aveva tradita, la bellezza dei suoi occhi restava ferma come un soldato schierato in battaglia, e che la fierezza che aveva accompagnato ogni suo rifiuto sventolava come una dichiarazione di intenti nel vento di una serata autunnale. Quando finalmente sent\u00ec avvicinarsi il momento della sua morte, chiam\u00f2 l\u2019unica persona che le era sempre rimasta accanto durante l\u2019intero arco della sua vita. Il suo servitore si avvicin\u00f2 al talamo e ristette fermo, in attesa di ascoltare le sue ultime parole.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma bast\u00f2 un sospiro, perch\u00e8 l\u2019uomo scoppiasse in un pianto lungo e straziante. Fra i singhiozzi diede libero sfogo ai sentimenti che da sempre aveva provato per lei, us\u00f2 parole da poeta e gesti da artista per descrivere le vette alle quali lo aveva fatto giungere, vivendogli ogni giorno accanto, e le offr\u00ec le uniche cose che possedeva: se stesso, il suo dolore per la sua prossima dipartita, le lacrime versate e la sua fedelt\u00e0 eterna. Infine, con un filo di voce, disse: \u201cVuoi essere la mia ragazza? Vuoi essere la mia fidanzata?\u201d. E lei apr\u00ec gli occhi, ed ancora la luce traspariva da essi nonostante la malattia. Gli tocc\u00f2 lievemente la mano con le sue ultime forze e gli disse: \u201cS\u00ec, certo, adesso posso fidanzarmi ed essere la tua ragazza. Poich\u00e8 in te ho finalmente trovato il mio ultimo scopo, il significato pi\u00f9 nobile della vita che ho vissuto, e desidero che tu sia per sempre mio compagno e marito ed amico e principio e fine di ogni mio respiro\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ci\u00f2 che successe dopo, a pochi \u00e8 dato saperlo. Alcuni sostengono che una divinit\u00e0 commossa guar\u00ec Laura e che lei e il suo unico amore partirono per una terra lontana dove vissero ancora a lungo e dove furono benedetti dalla nascita di ben tre figli. Altri dicono che il Signore delle sabbie dei sogni, amante delle storie, li abbia chiamati alla sua corte, per l\u2019eternit\u00e0 accompagnato dal racconto delle loro vicende. Chi, infine, dice che l\u2019anziano servitore, moderno Prometeo, sia scomparso con il corpo della sua amata, e che di lui si siano perse ancora oggi le tracce. Ma la verit\u00e0 \u00e8 una sola, e solo io posso parlarvene: io, che giunsi la mattina dopo a casa di Laura, e li trovai entrambi, l\u2019uno fra le braccia dell\u2019altra, stretti con la tenerezza di chi si sente al sicuro, protetto dai mali del mondo. Uniti in vita e nella morte. E sulle loro labbra un sorriso eterno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12605\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12605\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta una bambina, di nome Laura, bella come un cielo stellato, dolce come un abbraccio materno, eppure ferma nelle sue convinzioni come il pi\u00f9 antico degli adulti. 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