{"id":12587,"date":"2013-01-20T19:27:02","date_gmt":"2013-01-20T18:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12587"},"modified":"2013-01-20T19:27:02","modified_gmt":"2013-01-20T18:27:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-cuore-un-cuore-e-un-palloncino-di-ilaria-montagni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12587","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il Cuore, un cuore e un palloncino&#8221; di Ilaria Montagni"},"content":{"rendered":"<p>Imma era una ragazzina dai capelli rossi e la testa grande grande. Assomigliava a un palloncino enorme, quella testa. Un palloncino poggiato sul collo, tutto colmo di pensieri, dubbi e ragionamenti contorti. Potevi vedere all&#8217;interno del palloncino trasparente gli ingranaggi del cervello in continuo movimento, oliati dalle ore e ore passate a studiare con la schiena curva sui libri di latino e di matematica. Giorno e notte, sette giorni su sette. Ma come ogni palloncino che si rispetti, la testona di Imma voleva volare, sganciarsi da tutto il resto del corpo e seguire tra le nuvole i valori e la morale astratta lontana dalle cose della terra. Imma aveva il desiderio profondo di trovare la ricetta per far aderire i suoi ideali all&#8217;imprecisione delle cose.<\/p>\n<p>Ma se Imma aveva la testa grande grande, pronta a spiccare il volo, legata al collo solo da un filo sottilissimo, il suo cuore era piccino piccino. Un palloncino quasi sgonfio, si sarebbe potuto dire, preso a calci e pugni come un pallone da rugby. Che se i palloni da calcio si prendono solo le pedate e quelli da pallavolo solo gli schiaffi, il cuore di Imma era bello tumefatto da tutti i tipi di botte.<\/p>\n<p>Per proteggere il suo cuore piccino piccino, Imma l&#8217;aveva fin da bimba chiuso per bene dentro un&#8217;armatura, a mo&#8217; di scrigno. Solo sua madre riusciva a entrarci dentro, sia per ferirlo che per curarlo. Era incredibile come la mamma di Imma riuscisse a infilzare i tacchi nel suo cuore e poi a disinfettare subito dopo le ferite sanguinanti della sua bimba. E cos\u00ec Imma con la sua testa grande grande non riusciva a trovare una spiegazione logica dell&#8217;amore che non fosse associata al dolore. Le mani della sua mamma erano un giorno piene di carezze e quello dopo di cazzotti.<\/p>\n<p>Attivando gli ingranaggi oliati della sua testa a palloncino, Imma aveva pure pensato che le dimensioni cos\u00ec grosse del suo capo fossero dovute a tutte le volte che la mamma dalla culla l&#8217;aveva buttata a terra per chiss\u00e0 quale motivo. La terra\u2026 quanta paura le faceva\u2026 Forse per questo Imma voleva allontanarsene il prima possibile. Volare e non cadere pi\u00f9 sul suolo. Tonf.<\/p>\n<p>Pure gli aculei aveva Imma. Degli spini che respingevano gli abbracci altrui. Solo sua madre riusciva a fare entrare le braccia tra un aculeo e l&#8217;altro. Sapeva abbracciarla con amore, la sua mamma.<\/p>\n<p>Guardandosi intorno per la sua citt\u00e0, Imma non aveva mai trovato nessuno come lei. Persino i suoi fratelli e sua madre, sangue del suo sangue, avevano la testa pi\u00f9 piccola della sua e il cuore pi\u00f9 grande, senza alcuna gabbia per proteggerlo. Della testa e del cuore di suo padre Imma non sapeva nulla. Non aveva mai visto neanche una foto del suo pap\u00e0.<\/p>\n<p>Anno dopo anno, Imma si era chiusa al mondo che tanto era diverso da lei. Beh, in realt\u00e0, Imma sapeva che c&#8217;era un ragazzetto, un certo Manfredi, nel suo quartiere con la testa grande grande pressappoco come la sua, ma le poche volte che lo aveva visto in giro aveva provato una sensazione di disagio&#8230; Riusciva a vedere nel palloncino di quel ragazzino tanti pensieri confusi, tante idee luminose che la intimorivano. Pur essendo uguale a lei, sentiva che ancora mancava qualcosa che li avvicinasse.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Imma se ne cresceva sola soletta, arrotolandosi su se stessa. Conosceva l&#8217;amore elemosinato e sapeva solo voler bene soffrendo. Allora mescolava l&#8217;odio all&#8217;amore e si prendeva cura del suo corpo ferendolo e maltrattandolo. Le cicatrici di sua madre erano vicine ai segni che Imma lasciava sul suo corpo.<\/p>\n<p>Imma aveva sempre una paura folle. Paura che l&#8217;unico amore possibile fosse questo. Paura che un abbraccio divenisse una morsa stretta da cui non potersi liberare. Allora Imma chiudeva tutto dentro l&#8217;armatura del suo cuore e viveva semplicemente cos\u00ec.<\/p>\n<p>Poi un giorno, nel parco vicino casa sua, con le borse della spesa tra le mani, Imma incontr\u00f2 un Cuore enorme, infinito, stratosferico. Un Cuore mai visto prima, che riempiva tutto il suo campo visivo lasciando in secondo piano ogni altra cosa sotto i suoi occhi. Imma non sapeva di chi fosse quel Cuore cos\u00ec grande. Pi\u00f9 guardava quel Cuore, pi\u00f9 si sentiva nuova, leggera. Sentiva spalancarsi il suo cuore piccino piccino, ma questa volta ad aprirlo era una chiave inserita dolcemente nel lucchetto, non un tacco inficcato nella carne.<\/p>\n<p>Quel Cuore era cos\u00ec bello, cos\u00ec pieno di Luce. E standogli vicino, il cuore di Imma cominciava ad allargarsi sempre pi\u00f9, come a voler accogliere pi\u00f9 Luce possibile. Ma quell&#8217;armatura tutta intorno alle pareti del suo cuore le faceva male\u2026 Era ancora l\u00ec. Si sentiva stringere, soffocare dalle paure che l&#8217;avevano cos\u00ec irrigidita.<\/p>\n<p>Dopo aver visto quel Cuore enorme, infinito, stratosferico, Imma cap\u00ec che non si poteva vivere pi\u00f9 come prima. Non aveva senso chiudersi a riccio. Imma cominci\u00f2 piano piano a togliersi gli aculei. Uno dopo l&#8217;altro, dolorante per ogni spina che si staccava dalla sua corazza. Ogni aculeo in meno significava esporsi, sbagliare, fare dei capitomboli da cui piano piano Imma riusciva comunque a risollevarsi. Le bastava mirare a quel Cuore enorme, infinito, stratosferico, per ritrovare il suo cammino. &#8220;A volte &#8211; diceva tra s\u00e9 e s\u00e9 Imma &#8211; bisogna solo camminare, inciampare e prendere vie sbagliate&#8230; L&#8217;importante \u00e8 avere il Cuore come meta, no?&#8221; .<\/p>\n<p>Aveva pochi anni Imma, ma decise di andare a vivere da sola in una stanza piccola piccola in una citt\u00e0 lontana lontana. Se ne era andata via, Imma, questo aveva deciso di fare, questo era quello che sentiva giusto per lei e il Cuore. Erano lei e quel Cuore enorme, infinito, stratosferico, adesso. Solo lei e quel Cuore. Si era abituata ormai alla sua solitudine. Si rinchiudeva nella sua stanzetta e sperava. Si lasciava cullare dalla Musica che sbocciava dentro di s\u00e9. Forse tutto questo cominciava a bastarle. Come chiedere di pi\u00f9? Ma Imma non sapeva che quel Cuore aveva in serbo per lei sentimenti inaspettati. Cose che lei non immaginava neanche di poter provare.<\/p>\n<p>In quella nuova citt\u00e0 lontana lontana, Imma rivide Manfredi. La sua testa era sempre grande grande, sempre a forma di palloncino, sempre rivolta verso l&#8217;alto. C&#8217;erano ancora pi\u00f9 pensieri e idee contorte a passare da un ingranaggio all&#8217;altro del suo cervello.<\/p>\n<p>Nel deserto di quella citt\u00e0 lontano, la Luce dentro la testa di Manfredi si mostrava ancora pi\u00f9 forte, pi\u00f9 tersa. A guardar bene, Imma si rese conto che quella Luce aveva preso il posto del cuore piccino piccino di Manfredi. Dove era andato a finire il suo cuore rinchiuso anche lui in una spessa armatura? La testa grande grande c&#8217;era ancora, ma il cuore? Dove era adesso?<\/p>\n<p>Imma guardava Manfredi, comparso per caso davanti a lei, e sentiva nascere dentro di s\u00e9 desideri che non aveva mai provato prima. Il bisogno di donare e non di ricevere. Un bene sublimato, senza senso di possesso. Era strana quella sensazione, cos\u00ec inaspettata. Perch\u00e9 il suo cuore piccino piccino adesso si stava aprendo anche all&#8217;uomo&#8230; Un cuore che Imma pensava rivolto soltanto al suo Cuore enorme, infinito, stratosferico. Quel Cuore l\u00ec, sapeva Imma, non l&#8217;avrebbe mai abbandonata.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;incontro inaspettato con Manfredi, Imma cercava un senso nelle cose quotidiane, cercava di dimenticare quelle sensazioni nuove dentro di lei. Ma le sarebbe bastato un solo cenno per avvicinarsi a Manfredi e buttar via l&#8217;ordinariet\u00e0 dei suoi giorni. Non per chiss\u00e0 quale slancio emotivo e irrazionale: Imma era certa che ovunque Manfredi fosse voluto andare lei lo avrebbe seguito. Imma vedeva che in mezzo a loro due il Cuore diventava ancora pi\u00f9 enorme, infinito, stratosferico. Sentiva quel Cuore pulsare pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Ma Imma aveva sempre quella grande paura che la bloccava&#8230; Manfredi si ripresent\u00f2 sul cammino di Imma in tante, inaspettate occasioni. E pi\u00f9 lo incrociava, pi\u00f9 Imma cercava di allontanarsi da quella Luce che l&#8217;attraeva cos\u00ec tanto e che al contempo rischiarava e illuminava tutte le sue fragilit\u00e0. Si sentiva smascherata di fronte a quella Luce.<\/p>\n<p>Eppure, alla fine, incrociandolo cos\u00ec spesso, Imma non pot\u00e9 che cedere. Tentando di ripararsi da tanta Luce, Imma un giorno os\u00f2 guardare Manfredi un po&#8217; pi\u00f9 intensamente. Cercava quel cuore scomparso chiss\u00e0 dove.<\/p>\n<p>Poi cap\u00ec.<\/p>\n<p>Un filo, un sottile capo di seta, quasi impercettibile, chiudeva la testa a forma di palloncino di Manfredi. Era un filo infinitamente lungo. La Luce di Manfredi sembrava scorrere lungo quel filo serico.<\/p>\n<p>Imma, senza farsi notare da Manfredi, con cui non aveva mai parlato e che forse, offuscato dalla sua Luce non si era mai accorto di lei, cominci\u00f2 a seguire il percorso di quel filo dipanato verso lo sconosciuto.<\/p>\n<p>Imma camminava, viaggiava, si spostava per arrivare al bandolo della matassa. Mari, monti e cieli, fino a tornare nella sua citt\u00e0, la loro citt\u00e0, il loro quartiere, il palazzo di Manfredi.<\/p>\n<p>Imma entr\u00f2 nel palazzo di Manfredi, gi\u00f9, al piano interrato. Il cuore di Manfredi, piccino piccino e rinchiuso in un&#8217;armatura, come quello di Imma, era l\u00ec nascosto, nello scantinato.<\/p>\n<p>Imma stacc\u00f2 il palloncino pieno di ingranaggi visibili in trasparenza dal suo collo. Tagli\u00f2 il filo che univa il cuore di Manfredi al suo corpo e con quello stesso fil\u00f2 un\u00ec il suo palloncino al cuore di Manfredi. Palloncino e cuore volarono in alto fino a schiacciarsi entrambi su contro il soffitto dello scantinato.<\/p>\n<p>Il palloncino spingeva contro il muro e si spostava, strisciava sempre pi\u00f9 verso la finestra. Il cuore di Manfredi e la testa di Imma uniti, oltre ogni tempo e oltre ogni distanza. Quel filo che li univa non si sarebbe mai spezzato. Non lo avevano tessuto certo loro quel filo l\u00ec.<\/p>\n<p>Cuore e palloncino unito andarono incontro al Cuore enorme, infinito, stratosferico. Si radicarono l\u00ec dentro. Dal palloncino di Imma scivolarono via gli ingranaggi. Il cuore di Manfredi si liber\u00f2 dalla sua armatura. E il Cuore si accese ancora di pi\u00f9 fino a illuminare dalla citt\u00e0 di Imma e Manfredi la citt\u00e0 lontana lontana dove si erano ritrovati.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12587\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12587\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imma era una ragazzina dai capelli rossi e la testa grande grande. 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