{"id":12552,"date":"2013-01-20T19:18:41","date_gmt":"2013-01-20T18:18:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12552"},"modified":"2013-01-22T10:17:03","modified_gmt":"2013-01-22T09:17:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-una-vita-rubata-di-barby","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12552","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Una vita rubata&#8221; di Barbara Giorgi"},"content":{"rendered":"<p>Il ragazzo tornava a casa da solo, come a volte capitava adesso che era grande. Ormai conosceva la strada e non\u00a0 gli faceva pi\u00f9 paura come le prime volte. In cinque minuti quel breve tratto di strada lo avrebbe portato dalla sua famiglia. Lo amavano tanto. Lui era speciale. E questo lo sapeva bene. Era nato speciale, e mamma e pap\u00e0 glielo dimostravano continuamente. Lui aveva 47 cromosomi, mentre gli altri ne avevano solo 46. Era questo a renderlo cos\u00ec speciale: lui aveva qualcosa in pi\u00f9 rispetto alla norma.<\/p>\n<p>E poi gli piaceva attraversare la galleria, sul marciapiede senza scendere mai, come gli aveva ripetuto talmente tante di quelle volte mamma, che ora la cosa lo faceva sorridere. \u00abNeanche fossi stupido\u00bb. Disse a voce alta.<\/p>\n<p>Forse fu la defezione intellettuale che lo rendeva cos\u00ec speciale, che gli imped\u00ec di rendersi conto che i passi, sempre pi\u00f9 frettolosi e circospetti che rimbombavano paurosamente vicini nel buio dietro di se, non erano quelli di un passante in ritardo che si affrettava a rientrare a casa.<\/p>\n<p>Un genoma normale gli avrebbe instillato qualche dubbio, una discreta dose di ansia, e una giusta quantit\u00e0 di paura da mettergli fretta nelle gambe e correre, correre pi\u00f9 forte che poteva.<\/p>\n<p>Ma la sua indole fiduciosa non se ne preoccup\u00f2.<\/p>\n<p>Il suo cuore continuava tranquillo a zoppicare ad andatura normale. Normale per lui.<\/p>\n<p>E il suo cervello elaborava pensieri semplici e belli &#8211; come la sua anima &#8211; su mamma e pap\u00e0 e quello che avrebbero fatto quella sera insieme, dopo cena.<\/p>\n<p>Con la sua andatura lenta tirava calci a una lattina di birra che ormai era ridotta a un ammasso informe di alluminio. La luce\u00a0 fioca rilasciata delle rade lampadine che illuminavano la galleria\u00a0 non era sufficiente ad illuminare la strada, ma ormai lui la conosceva a memoria. Lui era intelligente.<\/p>\n<p>Gli piaceva tanto la galleria, perch\u00e9 l\u00ec sotto tutti i suoni si amplificavano come un gigantesco stereo: l\u00ec il rombo delle auto sembrava come quello che aveva sentito al Mugello una domenica che era andato con mamma e pap\u00e0 a vedere le corse, tanto tempo prima. Lui quel giorno non l\u2019aveva pi\u00f9 scordato. Era stato in assoluto il giorno pi\u00f9 felice della sua vita.<\/p>\n<p>E fu anche perch\u00e9 i suoi dolci pensieri avevano la priorit\u00e0 su tutto, che non ebbe neanche il sentore che qualcosa di brutto stava per accadergli.<\/p>\n<p>Quel cromosoma in pi\u00f9 che lo rendeva diverso e speciale, proprio quella sera aveva permesso che la depravazione umana si accanisse contro di lui, anima semplice e generosa che aveva riposto nel prossimo pi\u00f9 fiducia di quanto ne avesse mai meritata.<\/p>\n<p>Destino avverso? No, crudelt\u00e0 allo stato puro.<\/p>\n<p>I passi dietro di lui si fermarono all\u2019improvviso. E come tutte le cose destinate ad accadere, successe.<\/p>\n<p>L\u2019uomo lo afferr\u00f2 da dietro stringendogli il collo con il braccio destro per immobilizzarlo. Una scantonata e una ginocchiata alla gamba destra, gli caus\u00f2 un cedimento di cui approfitt\u00f2 per deviarlo rapidamente verso una rientranza nascosta e buia della galleria.<\/p>\n<p>Il ragazzo riusc\u00ec solo a sgranare gli occhi e a mugugnare per la sorpresa. Quella presa salda non gli concesse altro. Sentiva l\u2019alito caldo di vino e il respiro affannoso dell\u2019uomo dentro l\u2019orecchio che farfugliava parole in una lingua a lui sconosciuta. Voleva dirgli che quella stretta lo soffocava, voleva chiedergli perch\u00e9 gli stesse facendo male, ma lo stupore e la sua deficienza intellettuale non glielo consentirono.<\/p>\n<p>Sent\u00ec l\u2019eccitazione animalesca della depravazione dietro di se, gonfiarsi e indurirsi all\u2019altezza dei fianchi, e allora ebbe paura. Paura per tutte le cose sconosciute e che non capiva, e delle quali la mamma gli diceva sempre di diffidare; paura di quello sconosciuto che gli stringeva ancora la gola, e gli faceva venire da vomitare. Perch\u00e9 non lo lasciava andare a casa? E perch\u00e9 lo stringeva cos\u00ec forte?<\/p>\n<p>Quel puzzo di alcol\u00a0 che\u00a0 rilasciava ad ogni zaffata gli dava alla testa. Sentiva il vomito gonfiargli lo stomaco, come quando aveva l\u2019influenza e mamma lo metteva subito a letto con il termometro e una coperta in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il rombo amplificato delle auto che correvano veloci sotto la galleria sovrastava ogni altro rumore, compresi i suoi gemiti.<\/p>\n<p>Con la mano libera, l\u2019uomo gli slacci\u00f2 la cinta e con un movimento rapido gli cal\u00f2 i pantaloni e si libero anche delle mutande. Il ragazzo avverti un\u2019altra forte ondata di vomito scaldargli lo stomaco e il viso, che stavolta sal\u00ec dall\u2019esofago e usc\u00ec prepotentemente dalla bocca in uno spruzzo verdastro e maleodorante di succhi gastrici. Un sudore gelato gli imperl\u00f2 la fronte e brividi di caldo e freddo lo scossero di in un tremore innaturale.<\/p>\n<p>L\u2019uomo lo piego in avanti e con un calcio lo costrinse ad inginocchiarsi carponi sul suo vomito e il ragazzo ne respir\u00f2 i vapori caldi e acidi. Lacrime di disperazione gli rigarono il viso ora che capiva.<\/p>\n<p>Sent\u00ec il tintinnio della cinta dei pantaloni che cadeva sull\u2019asfalto, ma non era la sua.<\/p>\n<p>Gli girava la testa, il respiro affannato e disperato si confondeva con quello corto ed eccitato dell\u2019uomo che con pochi movimenti si era liberato dei suoi pantaloni. Ed ora sentiva lo strofinio contro le natiche del suo membro nudo ed eccitato dall\u2019abominio che stava per consumare.<\/p>\n<p>Il rumore delle auto ora, era un turbinio lontano e confuso. Una nuova ondata di vomito lo colse e gli svuot\u00f2 lo stomaco finendo tutto sulle sue mani. L\u2019odore acre gli bruciava la gola.<\/p>\n<p>L\u2019uomo farfugli\u00f2 qualcosa col fiato corto nella sua lingua e con una spinta pelvica inizi\u00f2 il suo abominevole coito.<\/p>\n<p>Mai suono cos\u00ec agghiacciante era uscito dalla bocca del ragazzo. Un dolore inimmaginabile lo fece urlare straziato, lo strazio di una vita rubata, e pi\u00f9 urlava pi\u00f9 sentiva che il piacere dell\u2019uomo gli ingrossava il membro, e gli faceva aumentare la velocit\u00e0 della spinta fino a raggiungere il parossismo e l\u2019orgasmo.<\/p>\n<p>Pochi minuti e si era compiuto lo scempio. Pochi minuti di violenza per segnare in maniera indelebile qualunque essere vivente.<\/p>\n<p>Pochi minuti ed era finito tutto. Ma per chi?<\/p>\n<p>L\u2019uomo bestemmi\u00f2 qualcosa fra i denti nella sua strana lingua sicuramente dell\u2019est, gli assest\u00f2 un calcio nello stomaco che lo fece rotolare a terra, poi gli sput\u00f2 addosso.<\/p>\n<p>Si rivest\u00ec\u00a0 in un attimo e lasci\u00f2 il ragazzo in balia di se stesso accasciato al suolo, sofferente e solo, con la sua vita irrimediabilmente spezzata.<\/p>\n<p>Piangeva il pianto silenzioso e sommesso degli innocenti. I singhiozzi e il tremore lo scuotevano ancora. Il suo povero cuore gi\u00e0 malandato arrancava a fatica, accasciato l\u00ec per terra, sull\u2019asfalto sporco del suo vomito, raggomitolato su un fianco e con i pantaloni ancora calati, indubbia certificazione della violenza subita.<\/p>\n<p>\u00abMamma\u00bb, mormor\u00f2. \u00abPap\u00e0\u00bb. Gli parve cos\u00ec di sentirli vicini.<\/p>\n<p>Le menti semplici godono del privilegio di relegare in un angolo remoto le brutture meglio di chiunque altro. E Angelo non faceva eccezione.<\/p>\n<p>E lo fece, a modo suo.<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi. Si estrani\u00f2 dal suo corpo e dall\u2019oscenit\u00e0 del presente. Sospir\u00f2 piano.<\/p>\n<p>Una luce bianca da lontano gli venne incontro e si sent\u00ec avvolgere in un caldo abbraccio.<\/p>\n<p>La luce si dilat\u00f2 e anche il calore. Aveva il sapore dolce dello zucchero filato che gli piaceva tanto.<\/p>\n<p>Non era pi\u00f9 accasciato al suolo ennesima vittima di uno stupro, sfinito e umiliato dalla vita, con un forte dolore in mezzo al petto, ma al Mugello con pap\u00e0 e mamma.<\/p>\n<p>Era una calda giornata di primavera. Lui indossava il cappellino rosso della Ferrari con la visiera, quello che gli aveva regalato pap\u00e0 quando Schumacher aveva vinto i mondiali.<\/p>\n<p>E ridevano, tutti e tre felici del frastuono delle auto da corsa che correvano a duecentocinquanta all\u2019ora. Al ragazzo il rombo amplificato delle macchine in pista piaceva tanto. Mamma gli accarezzava la testa con dolcezza e\u00a0 gli sorrideva benevola, e pap\u00e0 gli aveva comprato una bandiera grande a scacchi bianchi e neri che il ragazzo agitava al vento con orgoglio.<\/p>\n<p>Mamma e pap\u00e0 gli avevano fatto questa sorpresa per il suo compleanno e tutti e tre insieme erano andati a vedere le corse.<\/p>\n<p>Era il suo desiderio pi\u00f9 grande e mamma e pap\u00e0 lo avevano realizzato. Per lui. Un\u2019ondata di amore gli scald\u00f2 l\u2019anima. La luce bianca lo avvolse nel suo definitivo candore.<\/p>\n<p>Era al sicuro con l\u2019affetto di mamma e pap\u00e0. Era felice. Oggi, era\u00a0 il giorno pi\u00f9 felice della sua vita.<\/p>\n<div><\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12552\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12552\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ragazzo tornava a casa da solo, come a volte capitava adesso che era grande. 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