{"id":12517,"date":"2013-01-16T18:31:54","date_gmt":"2013-01-16T17:31:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12517"},"modified":"2013-01-19T12:30:28","modified_gmt":"2013-01-19T11:30:28","slug":"premio-racconti-per-corti-2013-il-panificio-di-von-kaspiterina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12517","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2013 &#8220;Il panificio&#8221; di Von Kaspiterina"},"content":{"rendered":"<p><i>Remo Catasto sta passeggiando per la citt\u00e0 quando ad un certo punto si ferma incuriosito davanti ad una macelleria. In una mano ha una grossa borsa per la spesa e un ombrello. <\/i><\/p>\n<p><i>Fissa l&#8217;insegna della macelleria. C&#8217;\u00e8 qualcosa che non lo convince. Si gratta una tempia, arriccia il naso, scuote la testa.<\/i><\/p>\n<p><i>Si guarda intorno, fa qualche passo avanti e indietro, poi torna verso la macelleria e si ferma a guardarla.<\/i><\/p>\n<p><i>Si guarda di nuovo intorno, come per verificare che non arrivi nessuno. Ad un certo punto decide ed entra.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Dietro il bancone della macelleria c&#8217;\u00e8 Ermete Salpacci, con gli occhiali da lettura sulla punta del naso. Nel negozio non ci sono avventori. <\/i><\/p>\n<p><i>Salpacci fa un bel sorriso a Remo Catasto e gli dice<\/i>: Buongiorno! Come posso aiutarla? Oggi abbiamo del filetto che gli manca la parola!<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Io veramente credevo che questo fosse un panificio. Che ne avete fatto del panificio?<\/p>\n<p><i>Salpacci guarda stranito sua moglie alla cassa, le fa un&#8217;occhiata come per dire &#8220;questo \u00e8 pazzo&#8221;, poi si ricompone, sfodera un bel sorriso e dice<\/i>: Buongiorno! Come posso aiutarla? Oggi abbiamo del filetto che gli manca la parola!<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: No, guardi, lei non mi frega mica sa? Dove lo avete messo il pane?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Come le stavo dicendo&#8230; Oggi abbiamo dell&#8217;ottimo filetto!<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: La macelleria \u00e8 qui da quanto mi scusi?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Veramente siamo qui da cinque anni, vero Clelia?<\/p>\n<p><i>Clelia<\/i>: S\u00ec s\u00ec, \u00e8 proprio come dice Ermete, cinque anni!<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Aha! dunque non pu\u00f2 dimostrare che qui prima non ci fosse un panificio, eh? Bene! Vedo che cominciate a ragionare! <i>(passeggia avanti e indietro per il negozio come se fosse una SS che sta interrogando dei prigionieri, l&#8217;ombrello dritto dietro la schiena)<\/i>.<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Ma veramente, guardi, io non voglio dimostrare un bel niente. Io sono solo un macellaio che &#8230;<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Non cambi discorso! Stiamo parlando del panificio, capisce? <i>(lo dice con occhi da invasato; comincia a dare preoccupanti segni di instabilit\u00e0 mentale)<\/i>.<\/p>\n<p><i>Salpacci deglutisce impaurito, sua moglie fa per prendere il telefono, come per chiamare la polizia, ma Salpacci le fa cenno di no<\/i>.<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Certo, certo! Non bisogna cambiare discorso, \u00e8 maleducazione, si sa. Dunque mi parlava di questo panificio, vero?<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i> <i>(come riprendendosi da una trance)<\/i>: Il panificio, certo! Dov&#8217;\u00e8 questo maledetto panificio?<\/p>\n<p>Salpacci <i>(allargando le braccia e annunedo)<\/i>: E dov&#8217;\u00e8 questo bellissimo panificio eh? boh?<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Mi dica la verit\u00e0: questa storia della macelleria \u00e8 tutta una montatura, vero? Ah, ma io l&#8217;avevo capito! Avanti, fuori il pane!<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: ah, ah ah! Ho capito, \u00e8 uno scherzo vero? Una candid camera eh? Dov&#8217;\u00e9 la telecamera? E&#8217; qui? \u00c8 l\u00ec? <i>(e comincia a fare boccacce verso vari punti del suo negozio)<\/i><\/p>\n<p><i>Catasto<\/i> (rivolto alla signora Clelia): Ma suo marito \u00e8 pazzo o cosa?<\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: Ma no, ma no! Ermete \u00e8 un gran giocherellone sa? Sapesse quanto mi fa ridere le clienti! Vero Ermete?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Come? <i>(si muove per il negozio cercando ancora di capire dov&#8217;\u00e8 la telecamera)<\/i>.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i> <i>(sbatte fragorosamente le mani sul bancone)<\/i>: Basta! Ordine! Allora! Signor Macellaio, mi dica un po&#8217;, questo negozio \u00e8 suo?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Beh certo che \u00e8 mio, \u00e8 il mio negozio&#8230;<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Quindi lei possiede questo locale? Me lo pu\u00f2 confermare?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: No, io sarei in affitto veramente.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Aha! Vede che scopriamo un sacco di cose? Prima il negozio \u00e8 suo e ora non lo \u00e8 pi\u00f9&#8230; \u00c8 tutto drammaticamente sospetto, non trova?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: &#8230;.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Fuori il nome del proprietario dunque!<\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: \u00c8 il ragionier Spaventoni&#8230;<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Ottimo! Me lo si chiami al telefono allora!<\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: Ma come al telefono&#8230;.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Ho detto me lo si chiami al telefono. La vede quella cosa che ha vicino al registratore di cassa? <i>(indica con la punta dell&#8217;ombrello, dando colpetti all&#8217;apparecchio) <\/i>Quello \u00e8 un telefono. Chiami immediatamente il ragionier Spaventoni e mi intruduca presso di lui!<\/p>\n<p><i>Moglie e marito si guardano sempre pi\u00f9 spaventati ed eseguono gli ordini di Catasto tentando di assecondarlo.<\/i><\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: P-pronto? Ragioniere \u00e8 lei? S-sono la Clelia, la moglie di Ermete. S\u00ec, quelli della macelleria. Ascolti, qui c&#8217;\u00e8 un signore che vorrebbe parlarle. S\u00ec, va bene, glielo passo&#8230; <i>(tende la cornetta verso Catasto e poi va a mettersi in piedi vicino al marito, i due guardano completamente straniti la telefonata)<\/i>.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Buongiorno! Come? Chi sono io non importa! Risponda a poche semplici domande e la lascer\u00f2 libero immediatamente! Dunque: il suo inquilino, qui, sostiene di vendere carne e di non aver nulla a che fare con un negozio di panetteria. Lei in quanto proprietario mi sa dire se prima in questo luogo vi era una panetteria? Aha? S\u00ec? Ah \u00e8 cos\u00ec eh? <i>(mette gi\u00f9 la cornetta e si guarda perplesso la punta delle scarpe)<\/i><\/p>\n<p><i>La signora Clelia e il marito lo guardano con apprensione, pendendo dalle sue labbra. <\/i><\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: Allora? Cosa le ha detto?<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Purtroppo parole irriferibili ad una gentile signora come lei. <i>(Poi tace e comincia a camminare avanti e indietro per il negozio, pensieroso. Anche marito e moglie dopo un po&#8217; cominciano a seguirlo)<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i> <i>(puntando il dito verso il macellaio)<\/i>: Signor Ermete, mi dica, lei ha sempre fatto il macellaio?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Certo, da quando avevo quattordici anni!<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Uhm, capisco. E non ha mai pensato, neanche per un momento, di fare il panettiere? Mi risponda sinceramente.<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Veramente no.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Parenti, amici panettieri?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: No, nessuno.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Ci pensi bene, si prenda del tempo. Non risponda alla cazzo, per Diana!<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i> <i>(impaurito, fa finta di pensare un po&#8217;)<\/i>: No, ci ho pensato, non mi pare proprio.<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: E lei signora? Che mi dice di lei?<\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: In che senso mi scusi?<\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Ma nel senso del panificio no? Parenti, amici, esperienze precedenti?<\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i>: Beh, ecco, io &#8211; si parla di tanti anni fa, eh &#8211; ho lavorato in un panificio per un&#8217;estate&#8230; <i>(il marito la guarda terrorizzato, poi sposta gli occhi su Catasto)<\/i><\/p>\n<p><i>Catasto<\/i>: Aha! Aha! Aha!!!! <i>(sempre pi\u00f9 forte, puntando l&#8217;ombrello contro Salpacci)<\/i> Lo vede? Lo vede? Lo vede che un panificio da qualche parte salta sempre fuori?<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i>: Cara, non mi avevi mai detto di questo panificio, eppure ci siamo sempre detti tutto!<\/p>\n<p><i>Signora Clelia<\/i> <i>(piangendo)<\/i>: Ma amore, era solo un panificio, non pensavo fosse una cosa importante, \u00e8 poi \u00e8 stato solo per tre mesi, ero giovane&#8230;.<\/p>\n<p><i>Salpacci guarda la moglie deluso e scuote la testa.<\/i><\/p>\n<p><i>Catasto<\/i> <i>(rivolto a Salpacci)<\/i>: Tutti i nodi vengono al pettine, n&#8217;est ce pas? La chiamerei una confessione in piena regola.<\/p>\n<p><i>Salpacci<\/i> <i>(guarda la moglie sconsolato)<\/i>: Io, io non ho parole&#8230; Trent&#8217;anni di matrimonio, trent&#8217;anni di amore e affetto buttati al vento! Un panificio! Cosa devo sentire! Un panificio! <i>(scimmiottando la moglie)<\/i> &#8220;era solo un panificio, solo per tre mesi, ero giovane&#8221; <i>(si toglie il grembiule, lo butta a terra e se ne va. La moglie lo insegue fuori dal negozio)<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>Catasto si guarda intorno, va alla vetrina per assicurarsi di essere rimasto solo. Mette il cartello &#8220;chiuso&#8221; alla porta, la chiude a chiave e tira gi\u00f9 le tapparelle. Dalla borsa prende una radio CD portatile, inserisce la spina, la appoggia sul banco della cassa e attacca la musica a palla: Lonely boy dei The Black Keys. Poi apre la borsa e ballando con gesti molto pronunciati comincia a infilarci dentro salami, prosciutti, polli, &#8230; Infine spegne la luce, apre di poco la porta, verifica che non stia passando nessuno ed esce.<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>La scena si chiude.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12517\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12517\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Remo Catasto sta passeggiando per la citt\u00e0 quando ad un certo punto si ferma incuriosito davanti ad una macelleria. 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