{"id":12513,"date":"2013-01-16T18:29:32","date_gmt":"2013-01-16T17:29:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12513"},"modified":"2014-07-08T17:19:31","modified_gmt":"2014-07-08T16:19:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-regalo-di-von-kaspiterina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12513","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il regalo&#8221; di Samuele Montalbano"},"content":{"rendered":"<p>Finalmente a casa da solo. Sono usciti tutti e mi sto godendo il silenzio che torna padrone dell\u2019appartamento. Prendo un libro, un bel poliziesco svedese nel quale vorrei addentrarmi, sistemo i cuscini del divano e mi sdraio beat\u2026.<\/p>\n<p>Driiiin! Driiiiiiiin! Driiiiiiiiiiiiiiiin!<\/p>\n<p>Non ci credo. Suonano alla porta.<\/p>\n<p>Alzo gli occhi al cielo e con due improperi fra i denti vado a vedere chi \u00e8.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec? Chi \u00e8?<\/p>\n<p>&#8211; Sono io, la Luisa!<\/p>\n<p>\u00c8 la signora del piano terreno, curiosona e un po\u2019 svitata ma assolutamente innocua. Le apro.<\/p>\n<p>Appena la vedo vengo colpito dal sorriso ebete che ha sulla faccia. C\u2019\u00e8 qualcosa di strano.<\/p>\n<p>Inclino la testa di lato per studiarla meglio, cercando di capire cos\u2019\u00e8 che non mi convince. Poi sento l\u2019indice della sua mano destra ticchettare su qualcosa di duro sotto i nostri sguardi. I suoi occhi si fanno grandi e complici, inarca le sopracciglia, guarda in basso e strizzandomi un occhio mi dice:<\/p>\n<p>&#8211; Guarda cosa ti ho portato! Bello vero? Io un nome ancora non glielo\u2019ho dato, se no poi mi affeziono.<\/p>\n<p>Mi affeziono a cosa? Sono talmente inebetito dal suo sguardo che ancora non ho abbassato gli occhi.<\/p>\n<p>Lo faccio. E lo vedo.<\/p>\n<p>Mi dico che non pu\u00f2 essere. Guardo ancora. Lo tocco. Non c\u2019\u00e8 niente da fare: esiste. Un alano di ceramica bianca, alto un metro, accucciato sulle zampe posteriori, con un grosso buco rotondo dietro il collo.<\/p>\n<p>Sgrano gli occhi interrogativo e per non sembrare proprio rincoglionito comincio a buttare fuori parole a caso:<\/p>\n<p>&#8211; Lu \u2013 Luisa, eh, cosa, cosa, cos\u2019\u00e8 sto\u2019\u2026 s\u00ec insomma il ca-cane d-da dove salta fuo\u2026 l\u2019hai portato in ascensore?<\/p>\n<p>&#8211; Dai mo\u2019, su, facci entrare, che te lo presento, che \u00e8 proprio quello che ti ci vuole. D\u00e0 un tocco, come dire, un tocco pi\u00f9 imponente all\u2019ingresso sai? E poi non sporca mica, eh? Eh eh!<\/p>\n<p>Mi faccio di lato e seguo la Luisa che imbocca sicura il corridoio di casa mia mentre trascina di lato l\u2019alano tenendogli la testa tra le mani.<\/p>\n<p>Entra nello studio, si siede sul divano e si mette la bestia accanto, come se fosse vera.<\/p>\n<p>&#8211; Guarda \u2013 mi fa \u2013 guardalo qui alla luce che bell\u2019esemplare! Vero? E poi ai bimbi ci piacerebbe un sacco, non \u00e8 divertente?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prendo la sedia girevole della scrivania e mi accomodo davanti ai due inattesi ospiti contemplando la scena. Accavallo le gambe, congiungo le punte delle mani sotto il naso e guardo alternativamente il cane e la Luisa. Per un po\u2019 non dico nulla, quasi indeciso a chi rivolgermi. Poi trovo le parole:<\/p>\n<p>&#8211; Quindi, fammi capire Luisa, tu avresti pensato di, ehm, di prestarci questo cane per un po\u2019?<\/p>\n<p>&#8211; Mo\u2019 quale prestare! Ve-lo-re-ga-lo! Eh? Allora?<\/p>\n<p>&#8211; Ah! \u00c8 un regalo! Ma tu pensa, mi-mi cogli un po\u2019 cos\u00ec, sai? Non me lo aspettavo, &#8230;non so proprio come, come \u2026 scusa, ma a che serve?<\/p>\n<p>Luisa strizza gli occhi come se stessimo barando a briscola, poi assume un\u2019aria esperto-tecnica-cospirativa\u00a0 e mi fa:<\/p>\n<p>&#8211; Guarda qui! Qui dietro, vedi?<\/p>\n<p>Mi indica il grosso buco dietro le orecchie del cagnone.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 un portaombrelli! No dico, lo avresti detto? Un por-ta om-brel-li! Pratico no? Chiss\u00e0 quante volte sei tornato a casa con l\u2019ombrello fradicio e non sapevi dove metterlo! E se lo lasci sul pianerottolo si lamentano, e se lo porti in casa fai tutta la stradina di acqua fino al bagno, e se te lo dimentichi vicino all\u2019ingresso la mattina dopo trovi una pozza ancora da asciugare! Insomma, uno l\u2019ombrello non sa mai dove metterlo. Invece cos\u00ec risolvi e ti cavi via un pensiero, no?<\/p>\n<p>Osservo e ascolto rapito, mi sembra di stare tra il pubblico di una di quelle televendite con le testimonianze pseudo-autentiche che si vedono la mattina sulle tv private, solo che \u00e8 in casa mia che sta succedendo tutto questo.<\/p>\n<p>&#8211; E poi guarda, guarda qui!<\/p>\n<p>Con una mossa abilissima la Luisa afferra l\u2019alano, lo gira sotto sopra, sfila un tappino di plastica rossa vicino alla coda e poi, quasi compiaciuta, comincia a fare su e gi\u00f9 con il mignolo nell\u2019ano del colosso di ceramica.<\/p>\n<p>&#8211; Visto? C\u2019ha un tappino per l\u2019evacuazione dell\u2019acqua! Cos\u00ec ogni tanto lo puoi svuotare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Esterrefatto, indeciso se presentare denuncia a qualche associazione animalista, cerco di ricompormi e di reagire.<\/p>\n<p>Da un lato penso che sono finalmente alle soglie della soluzione di uno dei pi\u00f9 grandi problemi dell\u2019umanit\u00e0 (dove lasciare l\u2019ombrello bagnato una volta giunti a casa) dall\u2019altro mi dico che devo riprendere in mano la situazione e trovare un espediente per evitare il peggio: sar\u00e0 anche utile ma ho una reputazione da difendere, io. Quel coso in casa mia non deve entrare. O lui, o me.<\/p>\n<p>Mi gioco la carta dell\u2019eccesso di gratitudine.<\/p>\n<p>&#8211; Luisa, Luisa, ma tu sei troppo generosa, io ti ringrazio ma davvero, non\u2026, noi non possiamo accettare, lo dico anche a nome di mia moglie sai &#8211; tiro in ballo l\u2019autorit\u00e0 femminile &#8211; \u00e8 un regalo prezioso e poi cos\u00ec, senza motivo, non vorrei che tu te ne privassi, sai che la nostra casa \u00e8 sempre un po\u2019 un accampamento, il cos.. il cane non sarebbe a suo agio. Sono certo che a casa tua completerebbe bene l\u2019insieme!<\/p>\n<p>La guardo negli con un\u2019aria tipo \u201cgrazie, sono commosso, ma non potrei mai\u201d certo di essere riuscito a rimandare al mittente il regalo. La Luisa per\u00f2 \u00e8 un panzer e mi sferra il colpo basso, un inatteso colpo che mi lascia immobile e senza respiro.<\/p>\n<p>&#8211; Ma io ne ho due! Per questo uno te lo voglio regalare!<\/p>\n<p>Ho un mancamento. Il gomito del braccio che mi sorreggeva il mento scivola dal ginocchio e met\u00e0 di me ha un improvviso movimento franoso sulla destra. Con un colpo di reni riesco a stabilizzarmi di nuovo sulla sedia. Se ci fosse un arbitro chiederei il time-out.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Devo mettere in campo un diversivo. Le offro una vodka. Lei rifiuta, per\u00f2 vorrebbe un th\u00e9.<\/p>\n<p>Va bene lo stesso, questa mossa mi permette di alzarmi e di andare in cucina, a ricomporre le idee.<\/p>\n<p>Mentre preparo tento di inventarmi la scusa del secolo, ma la mia mente frulla a vuoto, non trova appigli. Penso alle situazioni pi\u00f9 improbabili, invento intolleranze alla ceramica, un certificato redatto da luminari che attesta una mia paura atavica dei cani, l\u2019incompatibilit\u00e0 del cagnone con il gatto di legno in cui tengo le chiavi all\u2019ingresso, oppure \u201cNon te lo avevo mai detto? Io l\u2019ombrello non lo uso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Verso il th\u00e9 nella tazza, la metto sul piattino e\u00a0 mi giro per tornare nello studio. Appena mi volto mi trovo davanti la Luisa sorridente che fa pat pat sulla testa dell\u2019alano. Dallo spavento butto la tazza e il piattino in aria. Sento il rumore di piatti rotti alle mie spalle, il th\u00e9 rovente mi trapassa la maglietta e mi cola lungo la schiena. Urlo sguaiatamente cercando di togliermela.<\/p>\n<p>&#8211; Cazzo! Cazzo! Cazzo! Brucia! Ahia!<\/p>\n<p>La Luisa si spaventa e tenta di calmarmi. Fa un passo verso di me ma inciampa nel cane, vola in avanti in una specie di abbraccio a tuffo e mi scaraventa contro il mobile del lavandino.<\/p>\n<p>Ci ritroviamo a terra storditi, io a torso nudo, la Luisa avvinghiata a me. Il cane ci guarda con sdegno come se dicesse \u201cPervertiti!\u201d.<\/p>\n<p>Con un po\u2019 di imbarazzo scollo le dita della Luisa dai miei capezzoli e mi alzo, aiutando anche lei a rimettersi in piedi.<\/p>\n<p>La guardo. Poi scuoto la testa e le dico:<\/p>\n<p>&#8211; Ma non \u00e8 che questa simpatica bestiola porta un po\u2019 sfiga?<\/p>\n<p>&#8211; Ma no, cosa dici mai? \u00c8 solo un coso di ceramica, un portaombrelli, non avrai mica paura di un portaombrelli grande e grosso come sei, vero?<\/p>\n<p>&#8211; Di un portaombrelli no, ma di un portaombrelli che porta sfiga un po\u2019 s\u00ec.<\/p>\n<p>Lei si fa seria per un attimo, poi allarga un sorrisone e battendomi su un braccio mi dice:<\/p>\n<p>&#8211; Sei sempre il solito, eh? Ma lo sai che ci stavo quasi per cascare? A te va sempre di scherzare! Ah, voi giovani\u2026 Ma non ti preoccupare, ora qui pulisco tutto io. Tu vai a sistemare l\u2019Ubaldo all\u2019ingresso.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019Ubaldo?<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec, Ubaldo! Mi \u00e8 venuto in mente prima. Mi ricorda un mio cugino di terzo grado che stava a Gambettola e che aveva sempre sta\u2019 faccia lunga da cagnone triste, eh eh!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Basta. \u00c8 tutto inutile. Mi sono difeso, ma la Luisa ha vinto. \u00c8 una forza sovrumana, sicuramente oltre le mie capacit\u00e0. Getto definitivamente la spugna.<\/p>\n<p>Prendo Ubaldo per le orecchie appuntite e lo trascino fino al pianerottolo. Lo piazzo di fianco alla porta e gli dico:<\/p>\n<p>&#8211; Non ti muovere da l\u00ec, intesi?<\/p>\n<p>Mi sa che mi sono rincoglionito del tutto.<\/p>\n<p>E a desso chi lo dice a mia moglie?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12513\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12513\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente a casa da solo. 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