{"id":12504,"date":"2013-01-13T19:09:15","date_gmt":"2013-01-13T18:09:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12504"},"modified":"2013-01-13T19:09:15","modified_gmt":"2013-01-13T18:09:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-a-roma-una-sera-di-emanuele-vacchetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12504","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;A Roma, una sera&#8221; di Emanuele Vacchetto"},"content":{"rendered":"<p>Alessandro Marchionati, che la Madre divina ti aiuti e sia con te.<\/p>\n<p>Alessandro \u00e8 ricoverato da stamattina in gravissime condizioni al neurochirurgico del San Camillo. Qualcuno lo ha picchiato e gli ha sfondato il cranio a Testaccio nella notte di ieri.<\/p>\n<p>Io Alessandro l\u2019ho incontrato. Avevo accompagnato Anna Paola, dopo essere stati da Paola, all\u2019autobus alla stazione Termini. L\u00ec, dopo che ho messo Anna Paola sul suo autobus, stavo aspettando il 75 che mi riportava a Monteverde. L\u2019ho visto, quel ragazzo, seduto sulla pensilina, con un cartoccio in mano che avvolgeva una bottiglia di vino. Lui continuava a bere, seduto per terra ubriaco.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivato l\u2019autobus, io sono salito e mi sono seduto. Anche il ragazzo \u00e8 salito, un po\u2019 barcollante, e si \u00e8 lasciato cadere sul sedile di fronte, in fondo a una vettura semivuota.<\/p>\n<p>Ha bevuto un\u2019altra sorsata di vino, ha tappato la bottiglia con un tappo di plastica ma fatto come un tappo di sughero, segno certo di vinaccio, e si \u00e8 messo comodo. Dopo qualche minuto gi\u00e0 era addormentato e russava con la bottiglia avvolta in un sacchetto di carta, stretta fra le ginocchia.<\/p>\n<p>Era proprio di fronte, lo guardavo e fra me pensavo: povero ragazzo, giovane, bello ma gi\u00e0 sfiorito per tristezza, per disperazione, per non so cosa. Potrebbe essere mio figlio, o me stesso di anni fa, pensavo. In genere non ci penso, credo che la gente ognuno abbia il suo destino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anch\u2019io chiudo gli occhi e ripeto la mia preghiera: Om Gam Ganapataye Namah, dieci venti cento volte, dipende dalla lunghezza del tragitto. Chiss\u00e0 cosa direbbe la gente che mi trovo accanto in autobus, in treno, in aereo sapesse che per ore e silenziosamente prego con amore un dio dalla testa di elefante con una zanna spezzata. Come potrei spiegare che non \u00e8 meno simbolo di quanto non lo sia la loro croce, ma senza tutto quel sangue?<\/p>\n<p>Via Cavour, il Colosseo. A un certo punto uno schiocco forte e secco, qualcosa mi colpisce in fronte. Apro gli occhi, anche lui apre gli occhi. Il tappo di plastica \u00e8 saltato via, mi \u00e8 finito in faccia ed \u00e8 caduto. Il ragazzo farfugliando si scusa. Io rido, fa niente, mi chino, raccolgo il tappo e glielo rendo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se quel tappo non fosse schizzato come animato da una sua propria volont\u00e0, il ragazzo forse avrebbe saltato la fermata di Testaccio e si sarebbe svegliato al capolinea del 75, magari buttato gi\u00f9 da un autista notturno stanco e nervoso. Si sarebbe trovato solo e frastornato nella notte, in un quartiere buio e silenzioso com\u2019\u00e8 Monteverde Vecchio di notte, al freddo di gennaio, imprecando. Ma adesso sarebbe in salvo, a casa sua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Invece il tappo \u00e8 saltato, mi ha preso in testa, \u00e8 caduto, io ho riso, il ragazzo ha aperto gli occhi, ha visto che il vicino non era ostile, ha sorriso timidamente, ha detto: \u201c\u00c8 vino buono\u2026\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEh, gi\u00e0\u2026\u201d, lo rassicuro.<\/p>\n<p>\u201cLo fa mio zio. Io ci lavoro con mio zio. Fa il contadino\u201d.<\/p>\n<p>\u201cBello! I contadini non ci sono pi\u00f9\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cA Sezze, Sezze Romano, \u00e8 mai stato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, per\u00f2 ho conosciuto una volta una baronessa di Sezze, giocava, si \u00e8 persa tutto\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo faccio delle cose al cinema, piccole\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa va\u2019?, bello\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cHo fatto un film con Leonardo di Caprio\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa va\u2019?, bello\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cIl vino \u00e8 buono perch\u00e9 lo fa mio zio. Mette i tappi di plastica perch\u00e9 il sughero costa. Per\u00f2 \u00e8 buono\u2026\u201d<\/p>\n<p>Tira gi\u00f9 un\u2019altra sorsata e fa per rimettersi a sonnecchiare, poi guarda fuori, abbiamo passato la Piramide, siamo a via Marmorata, al Testaccio. Lui neanche saluta, balza su, e si precipita verso le porte che gi\u00e0 stanno quasi per chiudersi. Le oltrepassa e scende nella notte. L\u2019autobus riparte.<\/p>\n<p>A Roma la gente parla, capita in continuazione di trovare ubriachi noiosi nella notte ma, per qualche motivo che non so il vuoto di fronte mi fa tristezza,\u00a0 fa freddo, Roma non vale niente col freddo, non \u00e8 la sua stagione. Anch\u2019io arrivo alla mia fermata, scendo, un freddo di merda, il meglio \u00e8 starsene di notte a casa a guardare la televisione pensando ad altro e poi dormire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mattino dopo vado al baretto di Natalino a Via dei 4 Venti, prendo il caff\u00e8, sfoglio il giornale a disposizione dei clienti, niente di nuovo, cio\u00e8 non vedo niente di nuovo, esco, faccio le mie cose.<\/p>\n<p>La sera alle sette vedo che manca il pane. Esco a comprarlo, passo di nuovo davanti al baretto di Natalino, mi fermo per un altro caff\u00e8.<\/p>\n<p>Il giornale \u00e8 ormai gualcito e abbandonato in agonia sul tavolino, dopo essere stato sfogliato da decine di clienti. Distrattamente lo tiro su e lo riguardo, ormai poco attraente se non per svagati e distratti come me.<\/p>\n<p>\u201cRagazzo trovato col cranio sfondato. Un passante ha chiamato all\u2019alba la polizia. In rianimazione al neurochirurgico del San Camillo. Alessandro Marchionati, di Sezze Romano, \u00e8 stato aggredito nella notte al quartiere Testaccio. I famigliari lo descrivono come un bravo ragazzo, che lavorava con lo zio picolo produttore di vino locale. Aveva lavorato come comparsa in cinema, nel film che Leonardo di Caprio aveva l\u2019anno scorso girato in Italia. Le sue condizioni sono gravissime\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho finito in fretta il caff\u00e8 e sono uscito in questo freddo romano senza storia, dove non c\u2019\u00e8 da fare altro che aspettare che passi. Oh il bel freddo invernale di Torino, cos\u00ec secco e pungente che ti fa lacrimare di piacere ad ogni boccata d\u2019aria! Perch\u00e9, e cosa c\u2019entro io? Qual \u00e8 il messaggio? Quale il segnale? Che cosa devo imparare da questa storia? Perch\u00e9 le storie non vengono mai per caso. Se sei a quel 75 l\u00ec, \u00e8 perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che devi essere. Se rileggi svagato un giornale gualcito \u00e8 perch\u00e9 lo devi fare. E se sul giornale trovi Sezze, contadino, vino, Leonardo di Caprio, la stessa sequenza che hai sentito la notte prima e si tratta di un ragazzo col cranio sfondato a botte che si \u00e8 scusato con te per un tappo di plastica in fronte con un sorriso infinitamente triste, ci sar\u00e0 pure un motivo.<\/p>\n<p>Ho pregato per Alessandro con tutte le mie forze, ho detto e ripetuto tutti i mantra di vita che l\u2019India mi ha insegnato, perch\u00e9 viva. O perch\u00e9 non viva, se questo lo render\u00e0 pi\u00f9 felice. Ma qualcosa mi sfugge. Quante volte in giovent\u00f9 ho girato per Roma nella notte, stanco triste e ubriaco, a volte picchiato, derubato, le costole rotte, le denunce della polizia, i risvegli inebetito e la profonda voglia di morire per uscire da questo film dell\u2019orrore dove mai ho chiesto di recitare. Quante volte avrei potuto morire per aver sfidato da sfrontato incosciente la fragilit\u00e0 della crudelt\u00e0 umana, fragile perch\u00e9 figlia della paura. Mia sorella \u00e8 morta cos\u00ec, e non ho potuto fare altro che dedicarle una poesia, neppure piangere perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 una cosa che non mi fa piangere \u00e8 proprio la morte. Mi fanno piangere i cartoni animati di Heidi l\u2019orfanella, ma la morte, quella vera, proprio no. La morte mi fa niente, c\u2019\u00e8 e basta, oppure non c\u2019\u00e8, ma per arrivarci bisogna non avere paura.<\/p>\n<p>\u00c8 la paura la causa di tutto il male. Anzi, la Paura. Ora lo so, ma ce n\u2019\u00e8 voluta. E la Paura \u00e8 un durissimo cristallo annidato nel cuore, ma come tutti i cristalli per fortuna basta poco a mandarlo in pezzi. A volte basta un mantra, una frase ripetuta all\u2019infinito, fino a che \u00e8 la frase che ripete se stessa mentre tu guardi fuori dai vetri del 75 il Colosseo, piazza Venezia, la sinagoga, il Tevere che riflette brutte luci di un giallo acido e sporco. Ma Alessandro non c\u2019\u00e8 arrivato al Tevere, \u00e8 sceso prima, di corsa, senza neppure salutare.<\/p>\n<p>Forse Alessandro Marchionati di Sezze Romano, contadino che voleva fare l\u2019attore, \u00e8 la mia figura nello specchio. Forse un <i>mio<\/i> dio pietoso mi ha risparmiato, e un <i>suo<\/i> dio impietoso non l\u2019ha fatto. Lui, con la sua patetica bottiglia di vinaccio dal tappo di plastica, si \u00e8 presentato, scendendo di corsa dall\u2019autobus 75, davanti al suo carnefice. Di corsa, per paura di fare tardi all\u2019appuntamento.<\/p>\n<p>Vorrei andare al San Camillo, vedere come sta, confortare i suoi genitori. Rendermi utile insomma. Un tempo l\u2019avrei fatto. Ma i tempi sono cambiati anche a Roma, la Roma puttana e generosa che mi aveva incantato da ragazzo, quasi quarant\u2019anni fa. Oggi c\u2019\u00e8 in giro una maledetta paura. In fondo, prima del suo carnefice, forse sono stato l\u2019ultimo a vederlo vivo, o almeno abbastanza vivo, Alessandro Marchionati. Potrebbero pensare che l\u2019ho mezzo ammazzato io. Gi\u00e0 me li vedo i poliziotti: \u201cLei chi \u00e8?, cosa fa?, come lo conosce? Che cosa ha visto? Quanti eravate?\u201d. Vagli a spiegare che ho visto un ragazzo che avrebbe potuto essere mio figlio sull\u2019autobus 75 in una notte di gennaio, briaco, con una specie di nuvola nera\u00a0 nera, un\u2019ombra su un viso proprio bello, ma gi\u00e0 segnato, perd\u00eco, a vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec adesso sto a casa mia, triste perch\u00e9 non capisco le cose, non capisco i segnali accidenti, e posso solo chiedere all\u2019elefante con la zanna spezzata che tanto vale la croce di fare qualcosa per Alessandro Marchionati, di Sezze Romano. Qualunque cosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12504\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12504\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Marchionati, che la Madre divina ti aiuti e sia con te. 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