{"id":12485,"date":"2013-01-13T18:04:30","date_gmt":"2013-01-13T17:04:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12485"},"modified":"2013-01-13T18:04:30","modified_gmt":"2013-01-13T17:04:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-campana-di-francesco-sportelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12485","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La campana&#8221; di Francesco Sportelli"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa.<\/p>\n<p>In quel giorno di sole il piccolo paese era in festa, le strade risuonavano dei passi di tutta la gente che si muoveva per arrivare in tempo per il grande evento. Una tale attesa c\u2019era di solito solo per la festa del santo patrono.<\/p>\n<p>Ma tutto era stato cos\u00ec fortemente atteso e ampiamente pubblicizzato anche nei paesi vicini che alle nove di mattina, ben tre ore prima dell\u2019evento, le sedie disposte ordinatamente in piazza erano gi\u00e0 tutte occupate e chi poteva metteva a diposizione della gente rimasta in piedi anche le sedie di casa propria.<\/p>\n<p>Dopo decenni di sacrifici, rinvii, illusioni e disillusioni, finalmente tutto era pronto per inaugurare le tre grandiose campane della chiesa del paese per la cui costruzione ogni singolo cittadino aveva dato di tasca propria e persino chi non disponeva di denaro, pur di partecipare, si era messo a disposizione per preparare tutto quanto servisse per rendere quel giorno memorabile.<\/p>\n<p>Ora voi dovete sapere che quel paese per troppi anni aveva ascoltato solo il rumore delle bombe e degli spari che risuonavano ancora negli incubi dei bambini, dei loro genitori e di tutti quelli che, benedicendo Dio, erano riusciti a tornare salvi dai vari fronti di guerra. La voglia di una pace duratura aveva spinto tutti verso questa grande impresa.<\/p>\n<p>Capite bene che attesa ci fosse per sentire un suono nuovo nell\u2019aria, anzi, tre suoni: DIN\u2026 DON\u2026 DAN!<\/p>\n<p>E quel giorno l\u2019attesa avrebbe avuto il suo compimento.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che per fare le cose in grande le tre campane furono commissionate a tre fabbricanti diversi in modo che ognuno desse alla sua campana una caratteristica che la rendesse memorabile ed unica.<\/p>\n<p>La prima campana fu fabbricata nella capitale ed era intarsiata fantasticamente con scene che riguardavano la storia del piccolo paese.<\/p>\n<p>La seconda campana, veniva addirittura dall\u2019altra parte dell\u2019oceano e per trasportarla c\u2019erano volute tutte le precauzioni che di solito si usavano per i monumenti. Era rivestita con un materiale che le dava la lucentezza dell\u2019oro in modo che il riflesso del sole su di essa si sarebbe visto anche da molto lontano.<\/p>\n<p>La terza campana, costruita da un artigiano locale, era semplicemente\u2026 una campana. S\u00ec d\u2019accordo, le campane nuove sono tutte belle lucenti, ma questa era davvero semplice. Qualcuno pens\u00f2 che, in fondo, una volta montata sul campanile sarebbe stata la pi\u00f9 nascosta e allora l\u2019importante era che funzionasse, anche perch\u00e9 ormai non era pi\u00f9 il caso di lamentarsi.<br \/>\nIl paese aveva finalmente le sue tre campane, i suoi DIN\u2026 DON\u2026 DAN!<\/p>\n<p>Ore dieci e mezza. Tutti sono pronti. Discorso del sindaco. Discorso del vescovo. Era stato invitato a parlare persino il deputato alla camera la cui nonna era nata nel paese.<\/p>\n<p>Ore undici e cinquantacinque. Ringraziamenti a tutti da parte di tutti e\u2026 voil\u00e0\u2026 nel boato di un applauso scrosciante, il drappo rosso che copriva la parte superiore della torre che ospitava le campane era scivolato via grazie ad un meccanismo progettato da uno di quelli che non aveva potuto offrire denaro, ma solo il suo lavoro.<\/p>\n<p>Le campane erano l\u00ec, gli applausi e le grida felici di tutti non riuscivano a placarsi. Qualcuno ha giurato di aver visto piangere per la commozione anche i pi\u00f9 impenitenti e incalliti delinquenti della zona.<\/p>\n<p>Sembrava che anche l\u2019aria aspettasse di accogliere quei tre suoni nuovi, unici, liberatori e ripetibili: DIN\u2026 DON\u2026 DAN!<\/p>\n<p>Per dare ancora pi\u00f9 solennit\u00e0 ai rintocchi, si era scelto di far suonare le campane a festa, una alla volta per un minuto ciascuna, prima di dare il via al tripudio del concerto che tutti aspettavano.<\/p>\n<p>Ore dodici. Prima campana.<\/p>\n<p>DIN! DIN! DIN!DIN! DIN!&#8230;.<\/p>\n<p>Un boato di voci si alz\u00f2 fino a quasi coprirne il suono.<\/p>\n<p>Ore dodici e un minuto. Seconda campana.<\/p>\n<p>DON! DON! DON! DON! DON!&#8230;.<\/p>\n<p>Ormai le urla e gli applausi erano incontenibili.<\/p>\n<p>Ore dodici e due minuti. Terza campana.<\/p>\n<p>DEN!? DEN!? DEN!?&#8230;&#8230;!?<\/p>\n<p>Il suono, dapprima nascosto dal rumore festante, si fece via via pi\u00f9 presente mentre l\u2019incredulit\u00e0 delle persone comandava alle loro voci e alle loro mani di fermarsi.<\/p>\n<p>DEN!? DEN!? DEN!?&#8230;&#8230;\u201cMa che suono \u00e8??\u201d \u2013 si chiedevano guardandosi a vicenda con l\u2019espressione di chi spera che il dubbio sia solo un\u2019impressione personale &#8211;\u00a0 \u201cForse \u00e8 stata montata male???\u201d \u2013 e in questa domanda gi\u00e0 si instaurava quel senso di vana speranza tipico di chi non vuole arrendersi\u00a0all&#8217;evidenza.<\/p>\n<p>Il fatto era che, sotto gli occhi e le orecchie di tutti, la campana era STONATA!<\/p>\n<p>Il primo che ruppe l\u2019immobilit\u00e0 incredula di quel minuto eterno fu il parroco che corse subito dal campanaro per far cessare quella specie di suono ed annullare l\u2019ordine di far suonare le campane tutte insieme. E difatti dopo qualche momento torn\u00f2 il silenzio nella piazza. Solo i bambini continuavano a far festa a modo loro, ignari di tutto quello che stava accadendo. In fondo per loro la campana suonava. (O forse suonava per loro?)<\/p>\n<p>Si and\u00f2 subito a cercare l\u2019artigiano che aveva costruito la campana che faceva \u201cDEN!?\u201d per farsi dare spiegazioni.<\/p>\n<p>Intanto gli altri due costruttori si consultavano per stabilire le possibili motivazioni di quel suono cos\u00ec sgradevole e in disaccordo con le loro due campane, deridendo, neanche troppo velatamente, il loro collega locale. Si cap\u00ec che la campana era montata correttamente. Quindi l\u2019unica motivazione per cui risultasse cos\u00ec male accordata con le altre due era il fatto che la nota che essa produceva fosse un <i>LA bemolle calante<\/i> e questo poteva essere imputato soltanto a un difetto di fabbricazione.<\/p>\n<p>(Il <i>LA bemolle<\/i> \u00e8 una nota che si trova esattamente al centro tra il <i>SOL<\/i> e il <i>LA<\/i>, ma quando \u00e8 <i>calante<\/i> si avvicina di pi\u00f9 al <i>SOL, <\/i>resta imprecisa e questo \u00e8 molto fastidioso se suonato insieme ad altre note precise.)<\/p>\n<p>L\u2019artigiano lo trovarono seduto su un muretto in fondo alla piazza con sei ragazzi da un lato e altri sei dall\u2019altro che avevano in viso la sua stessa espressione. Un sorriso consapevole, come se ognuno di loro avesse previsto le reazioni di tutta quella gente.<\/p>\n<p>Il sindaco in persona, insieme a tutta la giunta, lo and\u00f2 prendere e lo costrinse ad attraversare tutta la piazza per salire sul paco e spiegare a tutti che lui era l\u2019unico responsabile dell\u2019accaduto e che la delusione provata da tutta quella gente l\u2019avrebbe pagata a caro prezzo. Fece segno ai suoi ragazzi di rimanere dove erano e nel tragitto dal muretto al palco l\u2019artigiano fu sommerso da insulti e frasi del tipo: \u201cSei la vergogna del paese!\u201c oppure \u201cVatti a fidare di quelli di casa tua!!\u201d. Non avevano avuto quello che si aspettavano.<\/p>\n<p>Intanto l\u2019artigiano continuava a sorridere e questo indisponeva ancora di pi\u00f9 le autorit\u00e0 e tra una spinta e l\u2019altra riusc\u00ec a salire sul palco dove lo portarono davanti al microfono e l\u00ec inizi\u00f2 una specie di interrogatorio.<\/p>\n<p>La folla festante di qualche minuto prima ora aveva un\u2019espressione mista di rabbia e curiosit\u00e0, in fondo era uno di loro ed era sempre stato una brava persona e un bravissimo artigiano, ma quello che aveva fatto non sarebbero riusciti a perdonarglielo.<\/p>\n<p>Il sindaco si pose davanti al microfono e, facendo il gesto del dito davanti alla bocca accompagnato da un deciso \u201cSsshhh!!\u201d, fece fare nella piazza un silenzio irreale, mentre lo sguardo del vescovo si posava un po\u2019 sull\u2019artigiano, un po\u2019 sulla folla, un po\u2019 su quei ragazzi rimasti seduti su quel muretto in fondo. E fece cenno al sindaco di poter proseguire.<\/p>\n<p>\u201cTi rendi conto di quello che hai fatto?\u201d \u2013 tuon\u00f2 il sindaco al microfono, mentre cresceva la consapevolezza che avrebbe anche potuto sfruttare quell\u2019occasione per accrescere i consensi tra i suoi elettori \u2013 \u201cProprio qui, nel tuo paese!\u201d E senza aggiungere altro fece posto all\u2019artigiano in modo che da quel microfono potesse dare le sue motivazioni e, come molti pretendevano, potesse almeno fare le sue scuse in pubblico.<\/p>\n<p>Molti che fino a quel momento non avevano neanche mai saputo come era fatta la sua voce, lo sentirono dire con voce serena, ma ferma: \u201cMi avete chiesto una campana che fosse speciale?\u201d<\/p>\n<p>e senza dare alla gente il tempo di annuire riprese: \u201cMi avete chiesto un campana unica?\u201d e ancora: \u201cMi avete chiesto una campana che col suo suono ci ricordasse ogni giorno che non siamo pi\u00f9 in guerra?\u201d<\/p>\n<p>Ora sul viso di tutti era visibile la domanda che nessuno os\u00f2 fare: \u201cMa dove vuoi arrivare?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEbbene\u201d \u2013 disse l\u2019artigiano del paese \u2013 \u201cvi ho accontentati!\u201d.<\/p>\n<p>La curiosit\u00e0 nella gente aveva lasciato quasi totalmente spazio alla rabbia e intanto il sindaco cercava di far tornare il silenzio, ma solo per rendere pi\u00f9 gustosa agli occhi di tutti l\u2019improbabile auto-difesa di quello scriteriato concittadino.<\/p>\n<p>Puntando l\u2019indice verso il fondo della piazza l\u2019artigiano disse: \u201cVedete quei ragazzi sul muretto?\u201d. E mentre con andamento sincronizzato le teste della folla si volgevano indietro, l\u2019indice puntato dell\u2019artigiano si trasform\u00f2 con movimento ritmico in richiamo per i ragazzi invitandoli a raggiungerlo sul palco.<\/p>\n<p>Due ali di folla circondarono quei ragazzi, per la verit\u00e0 ora abbastanza impauriti, ma bastava lo sguardo sereno dell\u2019artigiano a farli camminare spediti verso il palco. Il tutto con il sottofondo di un crescente mormorio di stizza.<\/p>\n<p>Un volta sul palco i ragazzi si posizionarono intorno all\u2019artigiano ancora una volta come su quel muretto: sei di qua, sei di l\u00e0.<\/p>\n<p>Al microfono disse: \u201cAvete bisogno di qualcuno a cui dare la colpa?\u201d \u2013 e qui il mormorio si fece scherno poich\u00e9 la gente si sentiva presa in giro anche perch\u00e9 l\u2019artigiano non aveva abbandonato per un solo momento quel suo sorriso &#8211; \u201cAllora vi dico: la colpa \u00e8 mia, ma il merito \u00e8 loro!\u201d indicando i ragazzi con entrambe le braccia aperte come a volerli abbracciare.<\/p>\n<p>A questa affermazione, tutti, compresi il sindaco ed il vescovo, restarono sospesi tra il fare e il non fare semplicemente perch\u00e9 avvertivano che stavano per ascoltare qualcosa che adesso avrebbe coinvolto anche i figli di molti che erano l\u00ec e allora si concessero ancora qualche momento di ascolto.<\/p>\n<p>Dopo aver rivolto uno sguardo complice ai suoi ragazzi, come a voler sottintendere che era arrivato il momento di sciogliere il segreto, l\u2019uomo disse: \u201cI giorni della guerra ci hanno portato via il sorriso, il riposo, le persone pi\u00f9 care e le cose pi\u00f9 preziose, ma non ci hanno portato via la voglia di sperare ogni giorno nella pace e in un ritorno alla serenit\u00e0. Questi ragazzi un giorno vennero a trovarmi mentre lavoravo e stavo costruendo, per conto dello stato, armi, munizioni e tutto quello che la guerra usa per uccidere. Facevo questo per poter vivere, ma stavo morendo dentro. Ai ragazzi spiegai che prima della guerra costruivo campane e ne avevo costruite talmente tante e per tanti luoghi della nazione che ogni rintocco di campana che sentivo mi sembrava di essere chiamato <i>pap\u00e0<\/i>\u201d \u2013 a questo punto qualcuno tra la folla sorrise un po\u2019 tra i denti, ma ormai tutti erano incollati al racconto \u2013 \u201cSentito questo, i ragazzi ebbero un\u2019idea che da quel momento per me rappresent\u00f2 il solo ed unico motivo di speranza anche perch\u00e9 fui subito contagiato dal loro entusiasmo. L\u2019idea era quella il cui risultato oggi \u00e8 sotto i vostri occhi: costruire una campana fondendo i bossoli dei proiettili trovati per le strade del nostro paese.\u201d<\/p>\n<p>A queste parole nessuno ebbe pi\u00f9 il coraggio di muovere un muscolo se non per respirare, ma in silenzio.<\/p>\n<p>L\u2019uomo prosegu\u00ec: \u201cI ragazzi negli anni della guerra hanno raccolto pi\u00f9 di trecentomila bossoli ed ogni giorno mentre li contavamo e accatastavamo eravamo sempre pi\u00f9 fieri del nostro lavoro e del risultato che, prima o poi, ne sarebbe conseguito. Il momento arriv\u00f2 quando mi proposero di costruire una campana proprio per il mio amato paese.<\/p>\n<p>Ora, cari amici, vi ripeto le domande che vi ho fatto poco fa: \u201cMi avete chiesto una campana che fosse speciale?\u201d, \u201cMi avete chiesto un campana unica?\u201d, \u201cMi avete chiesto una campana che col suo suono ci ricordasse ogni giorno che non siamo pi\u00f9 in guerra?\u201d, ebbene se non siete soddisfatti del risultato prendetevela pure con me, ma ringraziate questi ragazzi per la speranza che ci hanno insegnato.\u201d<\/p>\n<p>Adesso il boato sentito durante il rintocco della prima campana era niente in confronto a quello che si alz\u00f2 da ogni persona presente, sindaco e vescovo compresi. Solo per un momento i bambini presenti smisero di giocare richiamati da quello che stava accadendo, ma un attimo dopo le loro voci si riunirono alla festa.<\/p>\n<p>I ragazzi dell\u2019artigiano si strinsero a lui e i loro genitori che erano in piazza piansero di orgoglio.<\/p>\n<p>Ci fu solo una cosa che interruppe, a suo modo, la festa: \u201c<i>DIN! <\/i><i>DON! DEN!&#8230; DIN! DON! <\/i><i>DEN!&#8230; DIN! DON! DEN!&#8230;<\/i>\u201d \u2013\u00a0 il parroco aveva dato l\u2019ordine al campanaro lass\u00f9 in cima!<\/p>\n<p>Quel suono sgraziato si era unito a quello delle altre due campane e, almeno per quel giorno, tutti furono entusiasti di ascoltare quel <i>LA bemolle calante<\/i>, storia viva di quel piccolo paese.<\/p>\n<p>Dopo quella giornata, il sindaco, d\u2019accordo con le altre autorit\u00e0, decise di porre quella campana speciale in un campanile esclusivamente ed essa dedicato perch\u00e9 \u2013 tratto dal suo discorso \u2013 \u201c\u00c8 una voce fuori dal coro e canta da sola una melodia che non pu\u00f2 e non deve confondersi con le altre melodie della vita. Canta la pace con la forza di chi sa cosa sia la guerra. E pi\u00f9 che un <i>LA bemolle calante,<\/i> mi piace pensare che essa produca un <i>SOL crescent<\/i>e. Come il SOLE della nostra speranza.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12485\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12485\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa. 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