{"id":12470,"date":"2013-01-11T19:49:56","date_gmt":"2013-01-11T18:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12470"},"modified":"2013-01-11T19:49:56","modified_gmt":"2013-01-11T18:49:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-anna-luca-e-di-silvia-pizzighello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12470","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Anna, Luca (e\u2026)&#8221; di Silvia Pizzighello"},"content":{"rendered":"<p>Si erano spostati dal loro appartamento in affitto per avvicinarsi alla casa dei genitori di Luca. Anna, mentre caricava e scaricava scatoloni di \u201ccose\u201d (<em>incredibile quante \u201ccose\u201d si mettono da parte in una vita!<\/em>), non faceva che sospirare e sbottare dopo ogni scalinata, dicendo \u201csperiamo sia l\u2019ultimo trasloco, non ne posso pi\u00f9, sai..\u201d.<br \/>\nMa quest\u2019ultimo trasloco era stato diverso dai precedenti. Non era per spostarsi vicino all\u2019 Universit\u00e0, non era per lasciare un appartamento condiviso con qualche ex- fidanzato, non era nemmeno per avvicinarsi al lavoro\u2026<br \/>\nPurtroppo questa volta era diverso.<br \/>\nLa mamma di Luca aveva iniziato a stare male a inizio dell\u2019anno. Gli eventi erano precipitati con una rapidit\u00e0 tale da rendere ancora pi\u00f9 disarmante e difficoltoso l\u2019affrontarli. Prima, degli insospettabili malesseri, poi le visite, l\u2019attesa interminabile degli esiti\u2026 e poi\u2026e poi era gi\u00e0 tardi.<br \/>\nLa malattia aveva consumato questa piccola, ma forte donna di mezza et\u00e0 nel giro di pochi mesi (<em>due mesi e tredici giorni\u2026e le sette ore e venti del mattino del quattordicesimo<\/em>, sapeva bene Luca).<br \/>\nOra Anna si trovava in cucina, stava riempiendo d\u2019acqua una pentola per fare il t\u00e8. Una sola tazza di t\u00e8. Era a casa da sola. Luca dopo una settimana di sofferto, ma riservato lutto, aveva gi\u00e0 ricominciato a lavorare. <em>Io non so se ce la farei<\/em> pensava tra s\u00e9 e s\u00e9\u2026<em>non so se sarei riuscita a non piangere, a non impazzire, a non gridare<\/em>\u2026e riviveva con la mente ogni singolo istante del giorno del funerale.<br \/>\nEra stato tremendo, una sofferenza che lei stessa non aveva saputo reprimere, lasciandosi andare ad un pianto senza fine, alimentato da ogni abbraccio dato a Luca, agli amici e ai parenti tutti.<br \/>\nLui era stato molto pi\u00f9 composto. Aveva perso il padre pi\u00f9 di dieci anni prima. Era una triste strada, quella della perdita irreparabile, gi\u00e0 percorsa.<br \/>\nL\u2019acqua bolliva. Si alz\u00f2 dalla sedia, ma non dai suoi pensieri, e mentre intingeva la bustina nell\u2019acqua vaporosa si mise a pensare quanto sentiva l\u2019assenza di quella donna. Che quasi ogni pomeriggio, quando non era a letto sfinita dal male, bussava all\u2019ingresso, per condividere con lei qualche istante di serenit\u00e0 (e perch\u00e9 no, di piacevoli pettegolezzi), davanti a del buon caff\u00e8.<br \/>\nLe sembrava di sentire ancora adesso quel sommesso toc toc a cui seguiva un suo \u201caspetti che le apro\u201d, e che dava inizio ad una mezz\u2019ora di cicaleccio senza pause\u2026<br \/>\nOra non c\u2019era pi\u00f9. Era nel silenzio, da sola, ad attendere che solo che il t\u00e8 si raffreddasse e arrivasse presto sera per riavere Luca a casa.<br \/>\nIl rumore delle auto, fuori sulla strada, erano l\u2019unica interruzione di quel silenzio. <em>Assordante silenzio<\/em>, pensava. S\u00ec, le due parole definivano bene quello che sentiva in quella casa.<br \/>\nNon era molto a suo agio l\u00ec. Era la casa dei nonni materni di Luca, lasciata alla mamma prima e a Luca poi\u2026ma visto quanto successo (e al prezzo degli affitti pens\u00f2 con un po\u2019 di imbarazzo), era andata bene cos\u00ec.<br \/>\nVoleva bene a Luca, le era stato vicino in momenti difficili della sua vita\u2026praticamente ogni giorno o uno ogni due era stato difficile\u2026<br \/>\nDa quando si erano incontrati, lei era riuscita a dimostrargli cosa vuol dire avere una fidanzata-contrasto vivente. Lei era proprio cos\u00ec, un vero e proprio contrasto vivente.<br \/>\nEra in un certo modo aggressiva, ma molto sensibile, era indipendente ma tollerava a fatica i rari momenti di solitudine, sentiva il bisogno di dire ci\u00f2 che pensava liberamente, ma si pentiva per lunghi giorni delle conseguenze\u2026.amava i libri horror e le favole per bambini\u2026Il bianco ed il nero insomma. Ma non si mischiavano in grigio, semplicemente si alternavano, rendendole la vita piuttosto difficile. <em>Che donna sono<\/em>\u2026pens\u00f2.<br \/>\nSi mise a tavola, inizi\u00f2 a sorseggiare dalla tazza, lo sguardo perso verso la cucina, dentro questi pensieri e i ricordi che ne sorgevano\u2026ad un tratto, il t\u00e8 bollente le usc\u00ec dalla tazza, le bagn\u00f2 la maglia, le labbra ed il mento, provocandole un forte dolore per la scottatura.<br \/>\nUn istante dopo, rovesci\u00f2 completamente la tazza sulla tavola, pozzanghere scure si formarono sul legno ed iniziarono lentamente a sgocciolare verso il pavimento.<br \/>\nIndietreggi\u00f2 bruscamente con la sedia, allontanandosi dal tavolo, dalla sedia vuota accanto a lei\u2026poi rimase l\u00ec, fissa immobile\u2026chiuse gli occhi, lentamente raccolse le gambe e serr\u00f2 le braccia forte al petto, poi inizi\u00f2 a singhiozzare, inghiottendo aria in profondi respiri\u2026come se le mancasse ossigeno da minuti interi.<br \/>\nTra i singhiozzi convulsi inizi\u00f2 a pregare ad alta voce, a farlo con tutto il cuore e la concentrazione che aveva, con tutta l\u2019intensit\u00e0 di cui era capace. Ma in cuor suo, segretamente, inizi\u00f2 a sperare, a desiderare con tutta s\u00e9 stessa che pregare funzionasse.<br \/>\nLuca stava rientrando dal lavoro, era ormai sera ed era buio. La giornata non era stata particolarmente intensa\u2026ma da un po\u2019 di tempo a questa parte, anche le domeniche passate a letto, gli sembravano troppo pesanti\u2026<br \/>\nLa perdita della mamma, cos\u00ec improvvisa e allo stesso modo cos\u00ec lenta ed agonizzante, lo aveva svuotato. Aveva ripreso rapidamente le sue routine di lavoro, di uscite con Anna, con gli amici; ma si sentiva come guidato da una forza esterna. Si sentiva inespressivo, come se stesse vivendo solo superficialmente; aveva l\u2019impressione che, se si fosse fermato anche solo un attimo per pensare, sarebbe finito in mille pezzi e le sue preziose routine, fili che lo sostenevano e lo animavano come un burattino, spezzate con chiss\u00e0 quali conseguenze.<br \/>\nCos\u00ec semplicemente faceva. Si sforzava di non pensare e faceva.<br \/>\nAnche quella era stata una giornata di fare\u2026ma non abbastanza, e cos\u00ec era divenuta per lui ancora pi\u00f9 pesante, angosciante, vissuta nella fatica di riempire di qualcosa i momenti fiacchi del lavoro.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 a passi rapidi al vialetto d\u2019ingresso, faceva freddo, e il vento che si infilava su per le maniche ed il collo, lo faceva rabbrividire\u2026.<em>non vedo l\u2019ora di entrare<\/em> pens\u00f2\u2026pens\u00f2 subito ad Anna, a cosa gli avrebbe preparato per cena\u2026al calore che l\u2019attendeva in casa\u2026nonostante questo, i suoi occhi si alzarono da terra per andare, come una calamita, alla casa dei suoi. Ogni sera, prima di ogni cosa, quello che cercava con lo sguardo, era la finestra della cucina dei genitori, cos\u00ec vicina alla casa dove viveva ora con Anna\u2026eppure cos\u00ec distante. Non ci entrava da settimane ormai, aveva molto da fare l\u00ec dentro, ma non ora\u2026ora non voleva neanche pensarci, gli veniva il vomito solo al pensiero di dover entrare l\u00ec\u2026senza i suoi genitori.<br \/>\nE non riusciva, ogni sera ed ogni mattina ed ogni volta che ci passava di fronte, a non guardare verso quella stanza\u2026sperando di vedere accesa ancora una volta la luce\u2026come se per magia gli avvenimenti di quell\u2019ultimo periodo, non fossero mai accaduti. Era ogni volta una fitta al cuore, dei balconi socchiusi sul buio a ricordargli che era tutto reale, e che l\u00ec non c\u2019era pi\u00f9 nessuno.<br \/>\nPoi, quasi con vergogna per non averlo fatto prima, guardava l\u2019illuminazione che veniva dalla sua di cucina. Dove Anna l\u2019aspettava, ogni sera. L\u2019amava Anna, sarebbe impazzito senza di lei, era la sua ancora di salvezza, la sua spinta a continuare una vita che gli stava togliendo tutto, era\u2026era buio.<br \/>\nNero. Buio. Interdetto, si ferm\u00f2 nel viale. Niente luce di casa, niente Anna a salutarlo dalla finestra come spesso faceva. <em>Strano<\/em>, pens\u00f2, <em>non doveva andare fuori oggi<\/em>.<br \/>\nRiprese a percorrere pi\u00f9 rapidamente il viale, cercando in tasca il cellulare per vedere se qualche sms di avviso o qualche chiamata gli era sfuggita. Niente.<br \/>\nGir\u00f2 le chiavi nella porta d\u2019ingresso. Il corridoio era immerso nell\u2019oscurit\u00e0 e non sembrava affatto riscaldato, come era solitamente. Il suo cervello registr\u00f2 rapidamente che qualcosa non andava\u2026il suo cuore rispose, e il suo battito si fece sempre pi\u00f9 rapido pulsare..quasi ad assordargli le orecchie.<br \/>\n\u201cAnna? Anna tutto bene? Dove sei?\u201d Disse percorrendo il corridoio verso la cucina.<br \/>\nSpalanc\u00f2 con irruenza la porta temendo di trovarla\u2026non sapeva neanche lui cosa\u2026ma una vocina nel cervello avrebbe suggerito morta\u2026gi\u00e0, come la mamma, o come il pap\u00e0\u2026<br \/>\nMa Anna non era morta.<br \/>\nEra seduta su una sedia, con le gambe distese e le braccia appoggiate lungo le cosce.<br \/>\nDava le spalle alla porta d\u2019ingresso, ma la sua posizione rispetto era stonata\u2026 era storta, girata di lato.<br \/>\nCome se le avessero servito qualcosa di tremendo sul piatto e si fosse allontanata inorridita, fu il pensiero bizzarro che gli sovvenne in quel momento.<br \/>\nIn realt\u00e0 era stato terrorizzato per alcuni istanti, \u201cAnna che cazzo hai?\u201d disse lasciando la 24 ore a terra ed accucciandosi davanti a lei.<br \/>\nQuando vide il suo volto, il terrore si impossess\u00f2 nuovamente di lui, direttamente dalle viscere, dalla pancia\u2026alla bocca, dove sent\u00ec forte di nuovo, l\u2019istinto di vomitare.<br \/>\nEra sfatta, bianca alla luce che proveniva dai soli lampioni in strada, era sfatta di pianto\u2026di quello intenso che ti gonfia gli occhi e ti arrossa le guance. Ma era lo sguardo a lasciarlo incapace di capire\u2026gli occhi erano fissi in un punto, all\u2019altezza delle sue ginocchia. Lo sguardo era basso come quello di un bambino umiliato da un rimprovero, e gli occhi..quelli erano letteralmente sbarrati\u2026lo facevano impazzire due occhi cos\u00ec\u2026<br \/>\nSenza pensarci, l\u2019afferr\u00f2 con rabbia all\u2019altezza delle spalle ed inizi\u00f2 a scuoterla con risolutezza urlando \u201cAnna che cazzo succede? Eh? Me lo dici??\u201d<br \/>\nNel silenzio (neanche una macchina si sentiva in quel momento) e nella tenue penombra, Anna biascic\u00f2 qualcosa. Con la lentezza di una paura che sentiva crescere ogni istante, Luca lasci\u00f2 le sue spalle e avvicin\u00f2 piano, quasi solennemente, l\u2019orecchio alla sua bocca.<br \/>\n\u201cDimmi ti prego\u201d, le disse pianissimo, quasi temesse di svegliarla da chiss\u00e0 quale stato di profonda trance\u2026La bocca di Anna si socchiuse lentamente, si distese in una lunga fessura orizzontale, da cui trasse un profondo respiro\u2026Con orrore Luca la guard\u00f2, il volto sfigurato da una smorfia orripilante, occhi fissi nel nulla, la bocca in un ghigno deforme\u2026era terribile\u2026 <em>sto per impazzire<\/em> pens\u00f2, allontanandosi sulle ginocchia..<br \/>\nPoi Anna inizi\u00f2 con un profondo inspiro, che rapidamente si tramut\u00f2 in un verso gutturale e poi in un folle, straziante urlo, che prese forma velocemente e in poche parole, stridenti e fastidiose come le unghie su un muro. \u201cE\u2019 QUI!!\u201d. Ogni parola distorta ed allungata, fino a lasciarla completamente senza fiato.<br \/>\nPoi scoppi\u00f2 a singhiozzare e si raggomitol\u00f2 sulla sedia.<br \/>\nCome scosso da mani invisibili, Luca si protese in avanti e la fece scendere dalla sedia, abbracciandola forte.<br \/>\nPassarono degli interminabili minuti dove rimasero cos\u00ec, stretti l\u2019uno all\u2019altro, sul pavimento di casa, come due cuccioli spaventati. Anna non smetteva di singhiozzare tra le sue braccia, poi lui la costrinse ad alzare il viso e ad allontanarsi un po\u2019\u2026non stava pi\u00f9 respirando\u2026 \u201cRespira Anna, ti prego amore, respira, calmati, calmati!\u201d<br \/>\nLei, con gli occhi iniettati di nuova follia, serr\u00f2 forte le mani sulle sue, gli si avvicin\u00f2 e smettendo improvvisamente di singhiozzare, con una voce che non era pi\u00f9 una voce, o perlomeno non di Anna bens\u00ec di qualche donna abbandonata all\u2019isteria, gli sussurr\u00f2 \u201cIo la vedo\u201d!<br \/>\nLa paura primitiva, quella che avvolge ed ottunde il resto del mondo, si impossess\u00f2 di lui? \u201cChi cazzo vedi? Pazza!! Di chi cazzo parli?\u201d Disse scuotendola con furia e terrore allo stesso tempo. Lei, con una calma inumana, gli si avvicin\u00f2 e (<em>sorridendo? Stava davvero sorridendo?<\/em>\u00a0&#8230;Pens\u00f2 lui con orrore crescente) gli disse, \u201camore\u2026\u201d soffoc\u00f2 una risatina folle (si..stava ridendo) \u2026 \u201ctua madre \u00e8 venuta a farci visita\u2026\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12470\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12470\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si erano spostati dal loro appartamento in affitto per avvicinarsi alla casa dei genitori di Luca. 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