{"id":1236,"date":"2009-05-02T19:08:56","date_gmt":"2009-05-02T18:08:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1236"},"modified":"2009-05-02T19:08:56","modified_gmt":"2009-05-02T18:08:56","slug":"l%e2%80%99ultimo-applauso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1236","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;L&#8217;ultimo applauso&#8221; di Letizia Sperzaga"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Lo sento.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E\u2019 dietro quest\u2019angolo di muro. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E\u2019 come un animale ed io lo sento respirare. Pulsare.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E\u2019 una cosa viva, che cambia ogni sera, che si contorce mutando forma.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Che desidera. S\u00ec, il pubblico \u00e8 un animale in tutto e per tutto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Chi non ha mai vissuto l\u2019esperienza del palcoscenico per pi\u00f9 di una o due volte potrebbe pensare che non sia vero, che un pubblico accidenti non \u00e8 altro che un insieme eterogeneo di individui pensanti, senzienti, ognuno con la propria personalit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Beh, lasciatemelo dire, sono tutte stronzate. Il pubblico \u00e8 una cosa sola, una cosa a parte. Viva e con un\u2019unica mente. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Metti insieme cinquanta, cento, mille persone e ficcale davanti ad un sipario in attesa che questo si apra e cominci uno spettacolo, e ti troverai un essere informe con centinaia di occhi, migliaia di zampe ed un solo respiro. Un essere che freme impaziente o sonnecchia annoiato, che gorgoglia fra colpetti di tosse e sussurri indecifrabili. E ribolle nervoso. Ti aspetta al varco.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Che come un cane ti fa le feste e ti corre incontro nel vederti comparire: applaude, scodinzola, guaisce tra i risolini gioiosi delle signore. A volte ti lascia intuire il suo ringhiare sommesso. O la sua noia.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Come stasera, maledizione. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">L\u2019animale \u00e8 annoiato, lo sento. Non aspetta altro che questa serata non ancora iniziata finisca, per tornare fuori di qui, nelle sue molteplici tane, a mangiare, dormire, riprodursi \u2026 <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E\u2019 quasi il mio momento. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Faccio lentamente avanti e indietro nella penombra, cercando di fare meno rumore possibile. Gli occhi ormai si sono quasi del tutto abituati. L\u2019addetto al sipario mi saluta con un cenno del capo, e mi fa un \u2018in bocca al lupo\u2019 a mezza voce. Gli rimando un sorriso svogliato. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Poi giocherello con una grossa fune sfilacciata che pende dall\u2019alto. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Dalle quinte intravedo la presentatrice, una bella bambolona platinata come un trans di viale Mancuso. Stringe il microfono come un gradito trofeo fallico, all\u2019altezza delle due enormi zinne rifatte che fanno capolino da una scollatura imbarazzante. Sta ringraziando sindaci, assessori, associazioni culturali di mezzo mondo per l\u2019organizzazione di questa \u2018magnifica serata\u2019, dice lei. Poi passa agli <em>sponsors<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Penso non sia una buona idea sciorinare un elenco del genere ad un animale annoiato, ma che ci posso fare? Ad ognuno il suo mestiere.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ci siamo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Tra poco annuncer\u00e0 il mio nome.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Se fosse per me proporrei qualcosa di vivace, di anticonvenzionale, tipo:<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">\u00abEcco a voi signore e signoriiii\u2026 per la gioia di grandi e picciniiii\u2026 quel gran testa di birillo di Oreste Lavianiiii!!!!\u00bb e a quel punto farei partire uno scroscio di applausi, urla festanti, in una entusiastica <em>standing<\/em> <em>ovation<\/em>. Magari una <em>ola<\/em> da stadio. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ma la prosperosa signorina dalle turgide poppe manca completamente di senso dell\u2019umorismo e fa una presentazione vecchia maniera, di quelle che fanno scendere il latte alle ginocchia.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">L\u2019animale reagisce con un brevissimo applauso moscio. <em>Clap clap<\/em>, fa con le manine di burro.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Il mio primo istinto \u00e8 quello di buttare a terra il <em>papillon<\/em> e andare a tirare pezzi di pane alle paperelle del laghetto. Ma guarda se si pu\u00f2 lavorare in queste condizioni!<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Quindici anni fa l\u2019animale non si sarebbe mai permesso. Quindici anni fa la gente si sarebbe spelata le mani solo a sentire il mio nome, e quello prima di entrare in scena, sarebbe stato forse il momento pi\u00f9 entusiasmante di tutta la serata. Ma allora si trattava di tutt\u2019altro animale. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Era un pubblico scelto, di intenditori attenti ad ogni sfumatura. Che coglieva ogni finezza artistica, e restava col fiato sospeso. Che si commuoveva, contorceva le mani rapito da tutto ci\u00f2 che avveniva sul palco. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ed io amavo i suoi suoni, i suoi rumori. Il brusio in platea misto all\u2019odore delle tavole di legno del palco mi esaltava, mi faceva sentire un dio. Mi piacevano i bisbigli, le risatine, i sospiri, lo stupore attonito a stento trattenuto in quei delicati \u2018oh!\u2019 che facevano il solletico\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E poi gli applausi. Adoravo il suono degli applausi, quello scroscio irregolare che mi elevava per qualche minuto sopra i mortali, che coronava la mia impresa con l\u2019illusione che fosse qualcosa di eterno.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Credevo di avere tutto. Credevo di essere invincibile. Ero il grande Oreste Laviani, porca miseria!<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E io purtroppo lo so, ne sono consapevole: non \u00e8 che non esista pi\u00f9 un pubblico cos\u00ec. C\u2019\u00e8, da qualche parte, solo non \u00e8 pi\u00f9 roba per me. Ora sospira, freme, si commuove per qualcun altro. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Mi guardo intorno e trovo solo facce svogliate.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ho seriamente voglia di andarmene.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Alla fine mi frega il mio senso del dovere e mi avvio verso la scena.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Oltrepasso una quinta e rimango abbagliato dai fari bianchi: i miei occhi si erano abituati cos\u00ec bene alla penombra del retropalco che per un attimo perdo l\u2019orientamento, ma non mi fermo. Conosco la sensazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Avanzo per raggiungere il proscenio, e sfodero il mio miglior \u2018sorriso da concerto\u2019, quello che faceva ripartire l\u2019applauso nei momenti pi\u00f9 impensati, quello che spesso mi ripagava facendomi trovare delle ammiratrici in camerino, calorose e disponibili. Piacevo molto alle donne. Nell\u2019\u201881 ero stato eletto a furor di popolo il tenore pi\u00f9 affascinante di tutto il panorama musicale. Nelle opere mi facevano sempre fare le parti da bell\u2019innamorato, e i registi (quasi tutti checche indiavolate, per la verit\u00e0) non vedevano l\u2019ora di farmi comparire in scena a torso nudo, perch\u00e9 si vedessero i miei bei pettorali. E posso capire ancora se si interpreta Radames o Otello, ma mi sono trovato mezzo nudo persino in <em>Boh\u00e8me<\/em>! <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">In mezzo ad una scenografia che rappresentava una Parigi di fine \u2018800 a dieci gradi sotto zero, con la neve finta, mi dovevo denudare come si fa l\u20198 di marzo nelle discoteche pi\u00f9 bieche, cantando \u2018Che gelida manina\u2019 davanti ad una cicciona imbacuccata con sciarpe e scialletti tipo nonna Abelarda, che di gelido non aveva nulla, meno che mai le <em>manine<\/em>. Ci vuole una fantasia!! Comunque. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">A me stava bene: la cosa contribuiva a rendermi ancora pi\u00f9 famoso e desiderato dalle donne.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Anche miei <em>cachet<\/em> erano qualcosa di esorbitante, delle cifre spaventose. Ma i teatri facevano a gara per avermi, e cos\u00ec sganciavano la grana. Ricordo che nell\u201983, tra Berlino, Parigi e New York arrivai a guadagnare due miliardi e mezzo di lire in un solo anno. Togli pure le tasse, le percentuale all\u2019agente\u2026 ancora oggi mi chiedo come diavolo ho fatto a sperperare tutto quel patrimonio. Anche per una gran testa di birillo come me ci vuole del bell\u2019impegno per bruciarsi tutti quei soldi.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Fatti coraggio, mi dico. Sorridi. Se va tutto bene questa \u00e8 l\u2019ultima volta. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Proseguo. I miei occhi cominciano a distinguere alcune sagome.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Un pianoforte a mezza coda \u00e8 sistemato sulla sinistra del palco, e il pianista, con dei culi di bottiglia al posto degli occhi, mi guarda torvo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Camminando butto un occhio al fondale e non credo a quello che vedo. Il sorriso mi si ammoscia sulla faccia: sul pannello di sfondo, alle mie spalle, c\u2019\u00e8 un enorme scritta colorata:<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">\u00ab<\/span><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">SAGRA DEL TORTELLO FRITTO<\/span><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">\u00bb e sotto, a destra, lo stemma del comune di Borgazzolo Mantovano, e a sinistra il disegno di un enorme raviolo unto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Come un automa raggiungo il centro del palco. Non riesco pi\u00f9 a sorridere, anzi un po\u2019 mi viene da vomitare. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Davvero la mia carriera finisce cos\u00ec? Davvero questa sar\u00e0 l\u2019ultima volta? Il gran finale?<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Per un attimo vedo cosa sono diventato: un uomo di sessant\u2019anni (quasi sessantatre per l\u2019esattezza) gonfio di cortisone e birra, che non entra pi\u00f9 nello smoking. Un uomo solo con tre matrimoni falliti alle spalle, che cena davanti al televisore con tranci di pizza dell\u2019Esselunga e cibo cinese da asporto. Un tenore dalla voce ormai dura, leggermente traballante<span> <\/span>(in realt\u00e0 non molto, quel tanto che basta a finire la carriera nel concerto inaugurale di una sagra di ravioli bisunti). <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Mi posiziono a favore di luce. Manco a dirlo il puntamento \u00e8 stato fatto a cazzo di cane, ma sono un professionista e saprei come gestire la scena anche se andasse via la corrente. L\u2019animale dalle molte mani aveva gi\u00e0 smesso di applaudire prima che arrivassi in mezzo al palco.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Lascio scendere le braccia lungo i fianchi e con la sinistra tocco la tasca dello smoking. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">I due fondi di vetro spesso che sbucano da dietro il pianoforte<span> <\/span>mi fanno un cenno inespressivo, una roba del tipo: posso cominciare, Maestro?<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Non gli rispondo e lui parte lo stesso. E cambiare gli occhiali, no?! Mi sembra chiaro che non ci vede una fava. In realt\u00e0 Ray Charles della bassa mantovana non suona affatto male. Le note inebriano l\u2019aria in tutta la loro magia. E\u2019la <em>Lucia di Lammermoor<\/em>. Povero Donizetti. L\u2019ultima reminiscenza degli allori di un vecchio cantante lirico. Il sottofondo al mio spettacolo d\u2019addio.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Sono ancora in tempo a cambiare idea. La mano tocca di nuovo la tasca della giacca. Le note si spandono, si allargano. Mi sfiorano il petto, le labbra, come un bacio. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">E\u2019 lunga quest\u2019introduzione. Sono ancora in tempo a decidere di aprire la bocca e cantare. Di produrre quel suono opaco, leggermente ballonzolante che mi riesce ora. Di certo non troverei femmine procaci in camerino, o il mio agente che mi sventola sotto il naso nuovi contratti. Sarebbe sufficiente trovare una busta con le miserabili 200\u20ac pattuite col teatro. Scroccherei la cena al rinfresco del dopo-concerto, a base di tartine, spumante di infima categoria e ovviamente tortello fritto. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Poi tornerei a casa. Da solo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Penserei ai miei quattro figli che non si degnano di rivolgermi la parola dal \u201997, quando mi sono giocato la casa a Montecarlo, lasciando due famiglie sul lastrico. Penserei a Giada, la pi\u00f9 piccola. Se la vedessi per strada neanche la riconoscerei. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Mah. Magari se le telefonassi\u2026 magari sarei ancora in tempo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Il mio pianista accompagnatore sta terminando l\u2019introduzione all\u2019aria. Non riesco proprio a capire come: forse usa una sorta di metodo <em>Braille<\/em>\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Le note sfumano, concludono. Ora io dovrei attaccare: \u00abTombe degli avi miei\u2026\u00bb ma la<em> Lucia di Lammermoor<\/em> stasera termina qui. Ho deciso. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">La mano entra in tasca, tocca il ferro: una Colt Combat Commander calibro 9, del 1984. L\u2019avevo comprata a New York, durante una tourn\u00e9e, in Sigel Park nell\u2019\u201886. Da vera testa di cazzo quale sono, avevo rischiato senza nemmeno pensarci su un secondo, ficcandomela in valigia in mezzo a mutande e calzini. Cos\u00ec. Tanto per dimostrare al mondo che Oreste Laviani poteva permettersi qualunque cosa. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Nell\u2019attimo di silenzio che segue, il mio Steve Wonder padano mi fissa. Io non ho attaccato. Intuisco il suo imbarazzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Magistralmente suona di nuovo l\u2019ultima cadenza, e con una <em>nonchalance<\/em> incredibile mi rid\u00e0 la nota d\u2019inizio. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Mannaggia. Ma guarda un po\u2019 dove ti vado a trovare un pianista decente! Proprio adesso che non mi serve pi\u00f9. Che peccato.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Per la seconda volta di seguito l\u2019aria di Edgardo rimane sospesa, senza la mia voce.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Stringo l\u2019impugnatura. Negli anni \u201990, le puntate al Casin\u00f2 le facevo con la destra, per scaramanzia. Non che questa precauzione mi sia mai servita a qualcosa. Per\u00f2 sono mancino e la mia sinistra estrae la pistola.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Inizia un flebile brusio. Qualcuno forse pensa ad una trovata registica per interpretare in modo pi\u00f9 moderno il brano. Oramai in teatro non bisogna pi\u00f9 stupirsi di niente: la scorsa stagione per esempio ho visto una Traviata, in cui Violetta era vestita da infermiera, e Alfredo, primario di cardiologia, la inseguiva per farle la puntura. Roba che Verdi se lo sapesse, anche da morto, si metterebbe a piangere con lacrime e singhiozzi.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ma non \u00e8 il mio caso. Niente regia moderna. Sono piuttosto tranquillo, non pensavo. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Con calma mi porto la pistola alla bocca. Con l\u2019indice cerco il grilletto, lo sento.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Avviene tutto in un attimo. In platea qualcuno urla, qualcuno balza in piedi dal suo posto, qualcuno come al solito non capisce nulla. Comincio a fare pressione col dito.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Dalla seconda quinta, non so come, il vigile del fuoco addetto alla sorveglianza si accorge di cosa sto facendo e comincia a correre verso di me, attraversando il palco a grandi falcate. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Poi si lancia in volo, butta avanti le braccia e mi raggiunge da dietro, afferrandomi il gomito per farmi cadere l\u2019arma. Ma non ci riesce.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Riesce solo a cambiare leggermente la traiettoria del proiettile. La deflagrazione fa rimbombare l\u2019intero teatro, e il colpo deviato mi squarcia la guancia e mi fa partire l\u2019orecchio destro e l\u2019articolazione della mandibola. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Tutto si spegne.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Mi ritrovo a terra riverso, con la faccia pigiata sulle tavole di legno del palcoscenico, in una pozza di sangue che si sta allargando lentamente. Non riesco a muovermi, sono come paralizzato. Sento solo un immenso ronzio che mi rimbomba in testa come un frastuono. Non riesco veramente a capire se provo dolore: \u00e8 come se avessi il cranio stritolato in una pressa.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Con la coda dell\u2019occhio intravedo della carne trita appiccicata sulla enorme \u2018s\u2019 della parola \u2018sagra\u2019 del pannello colorato di sfondo. In mezzo ai piccoli grumi di carne e sangue vedo un ciuffo di capelli corti e neri. Dev\u2019essere la mia basetta destra. Sta lentamente scivolando lungo l\u2019immagine del raviolo fritto. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Improvvisamente ho il sentore che qualcuno mi abbia portato via la pistola. Vedo tanti piedi intorno a me, ma nessuno osa toccarmi. Mi gira la testa, sto per vomitare. Se quel coglione del pompiere si fosse fatto gli affaracci suoi sarebbe gi\u00e0 tutto finito. Istintivamente muovo la lingua, forse per parlare, non so, ma trovo un buco: credo che oltre a un bel pezzo di faccia mi manchino diversi denti dalla parte destra. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Non riesco a muovermi, non vedo oltre il palco, ma immagino che la bestia gi\u00f9 in platea stia battendo la ritirata, confusa. Spaventata. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Immagino che quei pochi distratti che ancora non avevano ben chiara la situazione stiano ora tentando di portarsi verso l\u2019uscita scavalcando il vicino di posto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Trecento braccia sovrapposte a trecento gambe ammassate che tentano la fuga, ingorgando le uscite di sicurezza.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ho destabilizzato il mostro. L\u2019animale \u00e8 confuso. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Appena fuori di qui sar\u00e0 disperso, e ricompariranno a poco a poco tanti individui, ognuno con la propria vita, ognuno coi propri ricordi, i propri pensieri.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Ci siamo. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Non vedo pi\u00f9 nulla, non sento rumori, solo questo forte ronzio che mi trapana il cervello. <\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Che strano. Questo fruscio prepotente mi ricorda un altro suono che ho sempre amato tanto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Eccolo, il gran finale. E questo ronzio \u00e8 il mio ultimo applauso.<\/span><\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Nessunaspaziatura\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1236\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1236\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sento. E\u2019 dietro quest\u2019angolo di muro. E\u2019 come un animale ed io lo sento respirare. Pulsare. E\u2019 una cosa viva, che cambia ogni sera, che si contorce mutando forma. Che desidera. S\u00ec, il pubblico \u00e8 un animale in tutto e per tutto. Chi non ha mai vissuto l\u2019esperienza del palcoscenico per pi\u00f9 di una [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1236\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1236\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":375,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1236","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1236"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/375"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1236"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1236\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}