{"id":12295,"date":"2012-12-30T18:25:21","date_gmt":"2012-12-30T17:25:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12295"},"modified":"2012-12-30T18:25:21","modified_gmt":"2012-12-30T17:25:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-jonathan-delle-stelle-di-maria-santa-tilli-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12295","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Jonathan delle Stelle&#8221;  di Maria Santa Tilli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Jonathan abitava su una stella, Silerma, molto vicina alla Terra\u00a0 tanto vicina che lui sognava di poter volare fino a quella sfera luminosa mentre seduto sul raggio pi\u00f9 a sud \u2013 dondolando i piedini nel vuoto \u2013 guardava gli infiniti puntini luminosi che lo circondavano. Jonathan era un bambino costretto, come gli altri abitanti della stella, in condizioni di sudditanza dai Tudok provenienti da un meteorite buio ed arido, che periodicamente venivano a razziare i fiori che qui crescevano rigogliosi. I Tudok\u00a0 erano di corporatura minuta, ricoperti da una sottile corazza formata da tanti cerchi tenuti fra di loro da una morbida trama di steli di margherite tanto che nessuno sapeva come avessero la pelle e l\u2019unica cosa che si poteva vedere bene erano gli occhi, bellissimi, stretti come fessure di verde intenso circondati\u00a0 da piccole palline blu\u00a0 che fungevano da ciglia. Indossavano, sopra la corazza, una specie di scafandro al centro del quale emergeva una lunga proboscide con la quale aspiravano i fiori i cui steli servivano per tessere le loro corazze ed i petali erano cosparsi sopra le rocce del loro inospitale asteroide per rendervi la vita pi\u00f9 accettabile. Era\u00a0\u00a0 tradizione che i preziosi fiordalisi venissero raccolti solo dagli abitanti di Silerma, messi in grandi ceste di cristallo e consegnati al Re che li faceva conservare in grotte fosforescenti sconosciute ai Toduk.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I Sillini, temevano molto i Tudok\u00a0\u00a0 perch\u00e9 inutilmente aggressivi e\u00a0 non\u00a0\u00a0 rispettosi delle tradizioni antichissime che accompagnavano la semina e la raccolta dei\u00a0 magici fiori anche se, i Venerandi, raccontavano che un tempo, i due popoli\u00a0 vivevano in\u00a0 amicizia. Cosa\u00a0 era successo per cambiare cos\u00ec tanto le cose, era un segreto che nessuno poteva n\u00e9 chiedere n\u00e9 sapere, solo il buon Re ed i suoi familiari n\u2019erano informati ma tutto si confondeva fra sogno e realt\u00e0 ed ormai pi\u00f9 nessuno ricordava quei giorni felici.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La stella di Jonathan era molto fertile anche se aveva poca acqua, per questo veniva rifornita del prezioso minerale\u00a0 con delle astronavi ampolle, dai loro amici fraterni, gli Gnauti. Questi abitavano Arbas, un pianeta allo stato liquido costellato da fiori di loto talmente grandi che, al centro dei loro petali sorgevano le citt\u00e0\u00a0 collegate fra loro, da lunghi ponti di cristalli luminosi tanto che, visto dallo spazio sembrava avvolto da una\u00a0 trina splendente.\u00a0 I cristalli venivano estratti nelle miniere di Silerma dai Bukis, abitanti del sottosuolo e dati in cambio della preziosa acqua. D\u2019aspetto dolce ed accattivante, gli Gnauti avevano grandi\u00a0 occhi neri con ciglia lunghissime che terminavano, come per i Tudok, in tante palline colorate.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le donne si distinguevano dagli uomini per i capelli raccolti in tante treccine a loro volta attorcigliate a\u00a0 \u201c lumachella \u201c\u00a0 e trattenute da stelline di cristallo\u00a0 che, incorniciando il viso formavano come una corona.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Grazie alle ampolle-astronavi, i Sillini potevano coltivare la loro stella di fiori bellissimi fra i quali i rari fiordalisi\u00a0 che dovevano essere piantati e colti solo su disposizione di Magnum il\u00a0 governatore\u00a0 del Re in quanto oltre che indispensabili alla vita su Silerma, avevano anche la caratteristica di spandere nello spazio vicino\u00a0 pollini e colore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Quella sera se ne stava come il solito incantato a guardare gi\u00f9 quando all\u2019improvviso una flotta di piccole ampolle spaziali gli pass\u00f2 vicinissima, tanto vicina che lo spostamento d\u2019aria lo fece precipitare nel vuoto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Jonathan cadeva cercando con le braccia di equilibrarsi nuotando nell\u2019aria. Aveva paura ma anche una gran curiosit\u00e0 perch\u00e9 consapevole di avvicinarsi a quei colori e quel mondo tanto sognato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All\u2019improvviso lo avvolse un gran freddo, i pensieri si affollavano nella sua testolina, pensava alla mamma ed al\u00a0 babbo, a quanto lo avrebbero cercato invano ed al loro dolore. Pensava agli amici che lo avrebbero atteso nel giardino dei fiordalisi inutilmente, se li immaginava l\u00e0 dove ogni giorno si recavano a giocare, vicino al gran pozzo d\u2019argento abitato dall\u2019arcobaleno ma, via via che si allontanava dalla sua stella e si avvicinava alla sfera luminosa un dolce tepore lo avvolse e la paura piano piano si sciolse come per magia. Chiuse gli occhi e si lasci\u00f2\u00a0 andare.\u00a0 Il suo stupore fu grande nell\u2019accorgersi che la sua caduta non era pi\u00f9 precipitosa\u00a0 ma stava planando dolcemente. In un attimo si trov\u00f2 seduto in mezzo ad un cespuglio profumato, si guard\u00f2 in giro ed in alto vide una grande sfera luminosa del colore dei suoi occhi e poi fiori sconosciuti, profumi dolcissimi e creature volanti mai viste. Era caduto proprio in un posto bellissimo!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Mamma, vado in giardino a giocare !\u00a0 Mentre diceva questo Annina era gi\u00e0 fuori nel bel giardino inondato da uno splendido sole. La palla saltellando fin\u00ec nel cespuglio di lavanda dal quale si lev\u00f2 un gridolino soffocato e salt\u00f2 fuori, un po\u2019 indolenzito Jonathan che, quando vide la bambina emise uno strano suono, fra lo spaventato ed il divertito. Non gli era mai capitato in vita sua di vedere una bambina tanto graziosa ma con le orecchie cos\u00ec ridicolmente piccole e con le mani ed i piedi senza quelle deliziose ventose che lui aveva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Annina era rimasta a bocca aperta\u00a0 perch\u00e9 quel bambino era molto carino ma le orecchie erano veramente troppo grandi e rotonde, come le frittelle della mamma\u00a0 pens\u00f2, e le manine, con quelle ventosine verdi erano davvero poco comuni, per non parlare dei capelli color arancio che gli scendevano a frangetta fin sugli occhi, questi grandi e rotondi di un giallo intenso. Tuttavia, nonostante il reciproco stupore, i due bambini si sorrisero e Jonathan sent\u00ec quel particolare\u00a0 pizzicorino sulla punta del naso come gli capitava ogni volta che provava simpatia per qualcuno ma era anche un po\u2019 timoroso perch\u00e9 non sapeva come comunicare con la strana bambina che aveva davanti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Annina lanci\u00f2 la palla in alto, e Jonathan nel tentativo di prenderla allung\u00f2 un braccio ma nel fare questo piccolo gesto si trov\u00f2 a volare a mezz\u2019aria. Non capiva cosa gli stesse succedendo, mai\u00a0\u00a0 aveva volato e non era certo un bello spettacolo vederlo fare capriole ed annaspare nel tentativo di darsi un equilibrio. Era tanto il suo stupore che non riusciva ad emettere nessun suono mentre tutto intorno al giardino si riempiva delle \u201cOh \u201c\u00a0 di stupore di Annina che battendo le manine gridava: Bello, bello, come fai, dove hai imparato, anch\u2019io, anch\u2019io voglio anch\u2019io!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Jonathan cominciava ad essere stanco di quella ridicola situazione quando una bellissima farfalla gli si pos\u00f2 sulla spalla e dondolando le antenne, come solo le farfalle sanno fare, gli sussurr\u00f2, \u201c\u00a0 Non preoccuparti e non avere paura, il vuoto per noi non esiste, \u00e8 bellissimo lasciarsi andare sentirai che sensazione d\u2019immensa libert\u00e0 !\u201d Cos\u00ec dicendo lo accarezz\u00f2 dolcemente con le ali\u00a0 abbassando le antennine con complicit\u00e0. Se \u00e8 tutto un sogno, si disse Jonathan spero di non svegliarmi ma ecco all\u2019improvviso un fremito percorse tutto il giardino e delle ombre scure si allungarono tra le siepi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0\u201cAnnina, vieni a casa che si sta facendo buio!\u201d\u00a0 Quel richiamo cos\u00ec simile a quello della sua mamma quando si attardava a giocare nel giardino dei fiordalisi, lo riport\u00f2 alla realt\u00e0. Si guard\u00f2 intorno smarrito cercando qualche riferimento noto ma vide soltanto quella strana bambina che lo guardava mentre a ritroso tornava verso la porta di quella che doveva essere la sua casa, e quell\u2019oscurit\u00e0 che diveniva sempre pi\u00f9 fitta e paurosa.. \u201cAdesso arriveranno i Tudok e mi porteranno sul loro triste meteorite\u201d pens\u00f2 Jonathan e la paura, l\u2019invase dalla testa ai piedi facendogli battere gli unici due dentini che aveva davanti mentre la porta si chiudeva alle spalle di Annina che non era affatto convinta di aver sognato, come le stava cercando di spiegare la sua mamma.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel giardino tutto si stava preparando per accogliere la notte, ma nonostante la paura, Jonathan non riusciva a smettere di pensare agli straordinari eventi che gli erano accaduti e si chiedeva preoccupato\u00a0 cosa sarebbe successo ancora.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fece un po\u2019 girare le orecchie a destra \u2013 segno di nervosismo &#8211; si fece coraggio e svolazz\u00f2 curioso nel giardino sempre pi\u00f9 stupito di questa sua nuova, inaspettata\u00a0 capacit\u00e0. Aveva ragione la farfalla, era molto bello volteggiare libero e senza peso. La tutina di fili di fiordaliso intrecciati che gli aveva tessuto la mamma, lo proteggeva bene dal freddo che stava scendendo e mentre volteggiava lasciava una scia luminosa di polline profumato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Pens\u00f2 che doveva essere per forza un sogno, un bellissimo sogno in cui tutti i desideri potevano realizzarsi, cos\u00ec cominci\u00f2 a desiderare che tutto ci\u00f2 non finisse mai dimenticandosi dei Tudok, che non potevano certo esistere un sogno tanto bello. Questa certezza lo rasseren\u00f2 e timidamente si mosse in direzione della casa di Annina.\u00a0 Si accost\u00f2 ad una finestra illuminata ed all\u2019interno vide un bel fuoco danzante docile dentro una strana cavit\u00e0.\u00a0 Mai aveva visto il fuoco ardere sottomesso, sul suo pianeta era temutissimo perch\u00e9, inarrestabile e selvaggio, scioglieva i\u00a0 pochi ghiacciai causando delle terribili inondazioni e carestie ma qui\u2026\u2026\u2026..che fosse\u00a0 un prodigio?\u00a0 Alla fine decise di non stupirsi pi\u00f9 di fronte a niente di quel che avesse visto in quel meraviglioso luogo. Sbirci\u00f2 ancora nella casa e vide che la strana bambina sedeva insieme a due altre persone, un po\u2019 buffe come lei ma molto grandi ed ad un\u2019altra \u201ccosa\u201d piccola e pelosa che mangiava da una scodellina posta sul pavimento. Non riusciva ad immaginare chi fossero i due giganti e tanto meno la \u201ccosa\u201d pelosa ma, mentre la prudenza gli suggeriva di andare via, la curiosit\u00e0 lo teneva incollato alla finestra e quale non fu il suo stupore nel vedere quelle creature cominciare a mangiare, ridere e scherzare mentre, se lui fosse stato li, avrebbe avuto un gran terrore dei due giganti. Cerc\u00f2 di attirare l\u2019attenzione di Annina per dirle di fuggire, ma guardandola vide che i suoi occhi erano felici e sereni e ne fu turbato. Gi\u00e0, i suoi occhi. Che strano pens\u00f2, tutti gli occhi che ho visto fino ad ora sono di colore giallo, o neri come quelli degli Gnauti o verdi come quelli dei Tudok. Possono essere di un giallo luminoso o spento, di un giallo arancio e picchiettati di bianco ma, mai mi \u00e8 capitato di vedere degli occhi cos\u00ec azzurri. Mooooolto strano!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ho sempre saputo che d\u2019azzurro ci fosse solo il cielo, pens\u00f2 Jonathan, si vede che Annina ha per occhi dei pezzetti di cielo, si vede che le persone che abitano questo pianeta hanno negli occhi il cielo! Questo lo confort\u00f2 molto perch\u00e9 persone con quei colori non potevano certo essere cattive e in ogni modo a quel punto era talmente stanco da non avere quasi pi\u00f9 paura e facendo un grande sbadiglio si stacc\u00f2\u00a0 a fatica dalla finestra luminosa e si avvi\u00f2, un po\u2019 volando, un po\u2019 sbattendo qua e la verso il cespuglio di lavanda Vi si accovacci\u00f2 e ripiegando le rosee grandi orecchie sul visino chiuse gli occhi cercando di dormire. Il. Giardino intorno a lui fa percorso da un sussurro lieve: Jonathan dorme, entriamo nei suoi sogni e culliamolo, povero piccolo solo e spaventato!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Su Silerma, Cheri, la mamma di Jonathan lo stava cercando disperatamente. Era stata nel giardino dei fiordalisi, aveva chiesto agli amici del suo piccolo ma nessuno lo aveva visto. A\u00a0 poco a poco si fece strada nel suo cuore la paura che potesse essere stato rapito dai Tudok ma, questo non era mai successo. Quei visitatori si limitavano a depredarli delle riserve dei fiori e punivano solo chi non collaborava ma, non avevano portato via mai nessuno. Allora dove poteva essere il suo bambino!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le ventosine in cima alle dita di Cheri erano diventate rosso fuoco, colore che assumevano quando era sul punto di piangere me lei, come tutti gli abitanti di Silerma, era molto forte sul piano emotivo. Come avrebbero potuto altrimenti resistere allo strazio ed alla disperazione di vedersi portare via quei fiori dai quali dipendevano tutte le cose su Silerma!? D\u2019improvviso un lampo le attravers\u00f2 la mente: bisognava andare a chiedere al grande Gaal, il saggio che abitava in cima alla Roccia dei Pensieri. Solo lui poteva ritrovare Jonathan ma arrivare al suo cospetto\u00a0 era molto impegnativo: si dovevano scalare i propri pensieri e pi\u00f9 loro erano dolorosi pi\u00f9 la strada si costellava di difficolt\u00e0. Cheri\u00a0 aveva molti ricordi dolorosi risalenti alla sua infanzia, quando i suoi genitori furono condannati a lavorare nelle miniere dei cristalli perch\u00e9 si erano ribellati ai Toduk e lei che era molto piccola si salv\u00f2 solo perch\u00e9 si nascose nella tana d\u2019Astrid, la talpa verde che abitava sotto\u00a0 la sua casa. Astrid la allev\u00f2 amorevolmente fino al momento in cui fu troppo grande per stare nella tana e dovette uscire nel mondo superiore. Non fu facile tornare a vivere in superficie, era sola e nessuno si ricordava di lei ma conobbe Hu-Ki suo marito e dopo poco nacque Jonathan riempiendo la loro vita d\u2019energia e felicit\u00e0! Questi pensieri le procurarono difficolt\u00e0 veramente grandi nella scalata della Roccia: si trov\u00f2 davanti al fuoco ed all\u2019abisso, al ragno saltante che la obbligo a cambiare sentiero tante volte ed al camaleonte nero che le rivolse domande dolorosissime, al vuoto ed alla sabbia viva, ma l\u2019amore e la speranza di ritrovare il suo bambino l\u2019aiutarono a superarli tutti e presto fu al cospetto di Gaal.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Questi aveva una lunga barba a strisce verdi e gialle, segno di gran sapienza, le orecchie erano ricoperte di peluria raccolta in tante treccine che gli ricadevano sul collo, gli occhi erano gialli spruzzati di bianco, le ventose sulle estremit\u00e0 avevano il colore dei fiordalisi segno che aveva raggiunto la saggezza dei\u00a0 Padri, ed era seduto al centro di due tronchi di platano(pianta rarissima) scavati\u00a0 ed incrociati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Appena vide Cheri le fece cenno di avvicinarsi e girandosi verso la Sfera dell\u2019Infinito vi poggi\u00f2 sopra le dita e disse: Ti aspettavo, il nostro Jonathan si trova sul pianeta abitato dagli Umani. Esseri strani\u00a0 a volte imprevedibili. Vi \u00e8 caduto accidentalmente e non ci sono grandi speranze di\u00a0 riportarlo indietro, l\u2019unica remota speranza \u00e8 la prossima concomitanza del passaggio fra noi e la<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Terra (cos\u00ec si chiama il pianeta degli Umani) del Vento Solare\u00a0 evento che accade ogni mille dei nostri anni e che scatena tempeste terribili, tanto spaventose da accendere il fuoco nel pozzo dell\u2019arcobaleno, un fuoco selvaggio che tutto divora facendo rivivere per pochi minuti la magia di un ponte luminoso e colorato sospeso fra noi e loro. Tutto questo accadr\u00e0 fra poche ore e non abbiamo nessun\u00a0 modo di comunicare con Jonathan n\u00e9 di proteggerlo, possiamo solo sperare che la polvere di fiordaliso di cui \u00e8 cosparsa la sua tutina gli renda visibile il prodigio. Vai Cheri, vai a ricoprire la tua casa di petali e sabbia, racchiudi queste tre conchiglie nel palmo della tua mano e con Hu-Ki aspetta, aspetta fiduciosa. Quando le conchiglie cominceranno a muoversi, il prodigio avr\u00e0 inizio\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Baldo, il cagnolino di Annina si grattava la schiena come il solito contro il cespuglio pi\u00f9 grande del giardino, aveva gi\u00e0 avuto il suo latte ed ora aspettava che Annina uscisse per giocare un po\u2019 con lei. Il sole era gi\u00e0 alto e le creature del prato si andavano via via svegliando. Una scossa pi\u00f9 forte delle altre strapp\u00f2 Jonathan ai suoi sogni e prima ancora di rendersi conto di cosa stesse succedendo si trov\u00f2 a planare verso il basso. Le orecchie si misero a muoversi freneticamente, il che significava che era spaventatissimo, mentre i suoi occhi incrociavano quelli della \u201ccosa pelosa\u201d che aveva visto in casa di Annina la sera prima. Lo stupore di uno si riversava negli occhi dell\u2019altro poi, come rispondendo ad un segnale, tutti e due schizzarono uno a destra ed uno a sinistra del cespuglio cercando rifugio alla\u00a0 paurosa visione che avevano appena avuto. La \u201ccosa pelosa\u201d emetteva un suono a dir poco terrorizzante e Jonathan al colmo della disperazione cominci\u00f2 a muovere le braccia in su ed in gi\u00f9 e cos\u00ec si accorse di nuovo di volare.\u00a0 Oh volare. Volare, alzarsi e riabbassarsi, fare capriole nell\u2019aria, rincorrere le farfalle ed assistere dall\u2019alto al risveglio dei fiori con tutti quei loro meravigliosi colori! Ce n\u2019erano alcuni a forma di campanelle di un rosa tenerissimo ed ogni volta che Jonathan li sfiorava lasciavano cadere una goccia di rugiada che toccando terra si solidificava e trasformava in tante perle multicolori che rimbalzando sul prato si attaccavano agli steli d\u2019erba e rami degli alberi, rendendo tutto fiabescamente luminoso. Altri invece si piegavano infastiditi scuotendo le foglie con disappunto alla vista di quel buffo bambino volante cos\u00ec stranino e rumoroso. Bastava un piccolo movimento ed era in alto, in basso a destra o sinistra o faceva capriole. Era stupito e divertito, tutto gli sembrava una favola, la \u201c cosa\u00a0 pelosa\u201d lo guardava muovendo la coda velocemente e facendo dei piccoli balzi nella speranza di poter prendere il volo ma non riusciva a fare altro che dei ridicoli ruzzoloni perci\u00f2, con il naso sporco d\u2019erba e foglie decise di desistere e limitarsi a guardare quel bambino cos\u00ec poco comune. Ooohh\u00a0 che gran magia, pensava Jonathan, se potessero vedermi i miei amici, la mia mamma\u2026\u2026\u2026 la mia mamma!&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Di colpo le ventosine divennero pericolosamente rosse. Stava per piangere. La sua mamma, la sua stella, il\u00a0 babbo, i suoi amici,\u00a0 tutto gli mancava in modo molto doloroso. Qui era fantastico ma non era il suo mondo, gli mancavano persino i Tudok la cui insensibilit\u00e0 era poca cosa rispetto alla solitudine da cui si accorse di essere circondato. Avere tutte queste meraviglie non serviva a niente se non poteva condividerle con chi amava, se non poteva avere vicino i suoi affetti, i suoi amici, la sua Stella bella e difficile ma, della quale conosceva tutto ed era conosciuto da tutti. Qui non lo conosceva nessuno, erano incuriositi da lui ma non sapevano proprio chi era!\u00a0 Una lacrima tonda tonda rotol\u00f2 gi\u00f9\u00a0 ma non fece in tempo a toccare la sua guancia che una piccola tortora bianca con la sua ala gliela asciug\u00f2\u00a0 beccandolo lievemente sul nasino per farlo sorridere.\u00a0 Mi chiamo Alma, disse la tortora\u00a0 e ad ogni\u00a0 beccata nasceva sul viso di Jonathan\u00a0 una stellina d\u2019argento cos\u00ec che poco dopo era tutto ricoperto di stelle luminose. Specchiandosi nello stagno si vide cos\u00ec buffo che non pot\u00e9 fare a meno di scoppiare in una risata fragorosa e liberatoria. Danzando si rotolava sul prato\u00a0 con la tortora\u00a0 che lo guardava teneramente e le stelline, ad una ad una, si\u00a0 spensero facendolo tornare roseo e paffutello come prima.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">All\u2019improvviso si alz\u00f2 un vento caldo ed umido mentre delle nuvole minacciose si avvicinavano velocemente, tutto il prato fu percorso da un sussulto di paura. I fiori chiusero rapidamente i loro petali e l\u2019erba si pieg\u00f2 verso terra mentre gli alberi scuotendo le foglie lanciavano l\u2019allarme agli ultimi scoiattoli che si attardavano fra i loro rami.\u00a0 Vieni presto, ci dobbiamo riparare, sta per arrivare il Vento Solare e se non troviamo presto un rifugio saremo in gran pericolo!&#8230; Cos\u00ec dicendo la tortora spingeva decisamente Jonathan verso la caverna della fontana, a destra della casa di Annina dove i due giganti correvano in giro a sbarrare finestre e porte. Per essere \u201cloro\u201d cos\u00ec agitati ci deve essere un gran pericolo, si disse Jonathan e saltellano e svolazzando scompostamente segu\u00ec la tortora. Dal cielo scendeva rapidamente un\u2019oscurit\u00e0 cupa ed un grandissimo silenzio era calato sul giardino, un silenzio che faceva paura tanto era carico di tensione.\u00a0 Jonathan si guard\u00f2 intorno cercando di vedere l\u2019interno del rifugio e fu sorpreso di scoprire che tanti occhi lo guardavano dall\u2019oscurit\u00e0 ma non n\u2019ebbe paura perch\u00e9 riconobbe la farfalla che agit\u00f2 le antennine per salutarlo e poi con lui c\u2019era la sua amica Alma. Trov\u00f2 un angolino vuoto e vi si adagi\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fuori si stava scatenando una tempesta terribile, vento e lampi spazzavano il prato, una pioggia rabbiosa martellava tutto intorno ed il buio si faceva sempre pi\u00f9 fitto. Non aveva mai visto nulla di simile ora all\u2019improvviso c\u2019erano anche degli spaventosi rumori provenienti forse dal cielo e Jonathan cominci\u00f2 a tremare dalla paura. La farfalla se ne accorse, le vol\u00f2 vicina e posandosi sul bordo delle sue orecchie (sembrano una pista d\u2019atterraggio pens\u00f2) gli parl\u00f2 dolcemente descrivendogli cosa sarebbe successo di l\u00ec a poco e cio\u00e8 che la tempesta sarebbe finita e sarebbe comparso il prodigio dell\u2019arcobaleno che per pochi attimi avrebbe collegato il prato con l\u2019universo. Una moltitudine di colori, un ponte radioso sul quale si raccontavano le pi\u00f9 disparate leggende come ad esempio che tramite quel ponte si potesse raggiungere una stella di nome Silerma, una stella abitata da piccoli esseri che vivevano con i fiori e per i fiori, una stella giardino d\u2019inimmaginabile bellezza ma, disse la farfalla sono solo leggende perch\u00e9 mai nessuno pot\u00e9 andare a vedere in quanto il prodigio dura solo pochi attimi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Jonathan era attonito, la bocca senza volerlo gli si era aperta e gli unici dentini davanti brillavano nell\u2019oscurit\u00e0, non riusciva ad emettere nessun suono ma n\u2019era certo, la farfalla stava parlando della \u201c sua\u201d\u00a0 stella, non c\u2019erano dubbi. Una gran felicit\u00e0, lo invase perch\u00e9 comprese che c\u2019era una possibilit\u00e0 di ritornare a casa anche se remota, anche se difficile ma si poteva tentare! La sua tutina di steli di fiordaliso cominci\u00f2 ad emettere delle piccole scariche di luce che gli facevano un lieve solletico costringendolo ad alzarsi e muoversi verso l\u2019esterno. La tempesta si stava placando,\u00a0 vide che anche le altre creature si stavano muovendo per uscire all\u2019aperto cos\u00ec salut\u00f2 con un lieve bacino la farfalla e si lasci\u00f2 trasportare da quell\u2019energia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Su Silerma Cheri e Hu-Ki avevano diligentemente cosparso la loro casa di sabbia e petali come aveva detto il saggio Gaad e si erano seduti sul dondolo della serenit\u00e0 nella attesa degli eventi. Cheri stringeva con forza nella mano le tre conchiglie ma queste rimanevano inesorabilmente ferme facendo crescere nel suo cuore l\u2019angoscia ed il timore di non poter pi\u00f9 rivedere il suo amatissimo Jonathan.\u00a0 D\u2019improvviso, mentre il cielo diventava rosso ed un vento sibilante cominciava a percorrere tutta la stella, le conchiglie cominciarono a ruotare sempre pi\u00f9 velocemente e Cheri seppe che il prodigio aveva avuto inizio ma, seppe anche che sarebbe durato pochissimo perci\u00f2 prese per mano Hu-Ki e cominciarono a girare nella stanza del sacro cerchio girando in senso contrario a quello delle conchiglie creando cos\u00ec un vortice positivo e benevolo che, oltre ad opporsi alla tempesta avrebbe protetto la casa ed i suoi abitanti. Il\u00a0 Vento Solare\u00a0\u00a0 nella sua potenza distruttiva, aveva raggiunto il giardino dei fiordalisi e di qui il pozzo d\u2019argento dove, protetto da un coperchio di steli dormiva l\u2019arcobaleno.\u00a0 In un attimo gli steli furono spazzati via e si sent\u00ec nell\u2019aria un lunghissimo lamento. All\u2019arcobaleno non piaceva essere svegliato cos\u00ec violentemente ma nulla poteva opporsi alla furia di quel vento e raccolti in gran fretta tutti i suoi colori si sent\u00ec lanciato in basso, spinto ed attratto verso un punto luminoso che andava facendosi via via pi\u00f9 grande fino a diventare una sfera, un mare, un continente, un giardino. La corsa dell\u2019arcobaleno fin\u00ec nel prato di fianco alla casa di Annina e si conficc\u00f2 nel terreno spandendo intorno i suoi magici colori. Vieni a vedere Jonathan, chiam\u00f2 la tortora, vieni a vedere che meraviglia, \u00e8 tornato l\u2019arcobaleno! Jonathan non solo era gi\u00e0 fuori ma ricordando le dolci parole della farfalla si dirigeva volando all\u2019impazzata verso quel ponte di magia ed incurante delle incognite e del pericolo vi si \u201cappiccic\u00f2\u201d con le ventosine appena in tempo perch\u00e9, esaurita la spinta del vento solare gi\u00e0 l\u2019arcobaleno si stava distaccando dal prato per tornare al pozzo d\u2019argento impaziente di riprendere il suo sonno.\u00a0 Jonathan si trovava come all\u2019interno di un grande imbuto sfavillante di luci e colori. Intorno a lui ruotavano tante cose come in una macchina del tempo, la talpa Astrid, il saggio Gaad, gli Gnauti con i lunghi capelli brinati, i Tudok con i loro strettissimi occhi verdi e le lunghe proboscidi svolazzanti. (Sono buffi, non mi fanno pi\u00f9 paura sono cos\u00ec impacciati) Tutto questo saliva veloce verso l\u2019alto immerso in una luce accecante ed a un sibilo, un acuto rumore di fondo che non riusciva a decifrare\u2026\u2026.un suono\u2026\u2026.un richiamo\u2026.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Jonathan svegliati!! Svegliati bimbo mio, \u00e8 ora di tornare a casa!! Jonathan non capiva cosa stesse succedendo ma\u2026 allora era stato tutto un sogno, non si era mai mosso da Silerma. La farfalla, la tortora, la cosa pelosa non erano mai esistiti !\u00a0 E\u2019 mai possibile pens\u00f2 guardando gi\u00f9 verso quella sfera luminosa che mi sia sognato tutto? Cheri lo guardava con espressione dolce e severa insieme\u2026. Vieni Jonathan e ricordati che se non starai attento un giorno o l\u2019altro finirai per cadere verso quella luce, sei troppo imprudente\u2026. Cos\u00ec dicendo si gir\u00f2 per avviarsi verso casa e non vide quindi lo stupore negli occhi del suo bambino che scendendo dal raggio della sua Stella per seguirla si era trovato impigliata nella tutina una soffice piuma bianca. Bianca e soffice come quelle della dolce tortora Alma. Un sorriso furbetto gli illumin\u00f2 il visino e cap\u00ec di non avere sognato ma ebbe anche la certezza che tutto doveva rimanere un segreto per preservare la pace e la diversit\u00e0 del suo mondo e di quella sfera luminosa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Jonathan era diventato grande e la saggezza cominciava a dare i suoi frutti. Sulla la punta della piuma mand\u00f2 un bacio al suo \u201csogno luminoso&#8221;\u00a0 e saltellando rincorse la mamma impaziente di tornare a casa ed al suo piccolo amato mondo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0Da sud uno stormo d\u2019astronavi-ampolle\u00a0 si avvicinava preparandosi all\u2019atterraggio ed inondando di una lievissima rugiada i giardini di fiori multicolori. Gli Gnauti erano tornati a portare la gioia su Silerma, le creature del pianeta d\u2019acqua e quelle della stella giardino formavano l\u2019armonia, un\u2019armonia deliziosamente profumata ma, come c\u2019\u00e8 il fuoco e l\u2019acqua, il male ed il bene, l\u2019armonia non pu\u00f2 esistere senza il caos e cos\u00ec Jonathan sal\u00ec un altro gradino nella scala della saggezza:\u00a0 Cap\u00ec che anche i Toduk erano necessari, fu certo che non potevano essere solo\u00a0 predatori\u00a0 senza cuore dovevano avere\u00a0 un\u2019altra funzione e posizione nel suo universo e si ripromise di conoscerli meglio.\u00a0\u00a0 Ma questa \u00e8 tutta un\u2019altra storia\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12295\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12295\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jonathan abitava su una stella, Silerma, molto vicina alla Terra\u00a0 tanto vicina che lui sognava di poter volare fino a quella sfera luminosa mentre seduto sul raggio pi\u00f9 a sud \u2013 dondolando i piedini nel vuoto \u2013 guardava gli infiniti puntini luminosi che lo circondavano. Jonathan era un bambino costretto, come gli altri abitanti della [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12295\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12295\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3178,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-12295","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12295"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3178"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12295"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12295\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12299,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12295\/revisions\/12299"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}