{"id":12283,"date":"2012-12-28T18:28:20","date_gmt":"2012-12-28T17:28:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12283"},"modified":"2013-01-02T18:45:29","modified_gmt":"2013-01-02T17:45:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-favola-del-gigante-irlandese-di-gianluca-meis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12283","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La favola del gigante irlandese&#8221; di Gianluca Meis"},"content":{"rendered":"<p>Non lontano dalle rive del lago Neagh, nel nord est del Regno Unito, tutti attribuivano l\u2019eccezionale altezza fisica di Charles al fatto che fosse stato concepito in cima ad un pagliaio.<br \/>Nei giochi tra bambini era quello che tirava la palla pi\u00f9 lontano. Nei campi riusciva a raccogliere le mele, anche dai rami pi\u00f9 difficili da raggiungere per la madre o gli altri contadini. Era sempre il primo ad avvistare qualsiasi mezzo si avvicinasse in lontananza a Drummullan. Ma quando tutti ebbero finito di mettere i denti, cambiare la voce o farsi la prima barba, Charles continuava a crescere.<br \/>Le gambe e le braccia si allungavano. Non poteva pi\u00f9 guardare negli occhi nessuno senza doversi prima sedere. E anche in quel caso occorreva che il suo interlocutore fosse pi\u00f9 alto della media. Non c&#8217;era donna che sognasse di farsi accompagnare all&#8217;altare da lui. Che figura ci avrebbe mai fatto con un gigante al fianco? La sposa sarebbe parsa ridicola a chiunque. Stare con lui faceva sembrare piccoli e insignificanti. Tanti, troppi, preferivano stare alla larga dal gigante, passato con gli anni da simpatica curiosit\u00e0 ad anomala bizzarria.<br \/>Tutto quello che Charles si sent\u00ec di fare fu mettere le sue giacche e le sue camicie, cucite su misura per lui dalla madre, in una valigia e partire alla volta di Londra.<\/p>\n<p>Arrivato nella capitale non fatic\u00f2 tuttavia molto a ritrovare gli stessi sguardi di curiosit\u00e0 dai quali aveva cercato di fuggire. I pochi soldi che aveva non gli avrebbero permesso che qualche giorno in albergo e la ricerca di un lavoro andava assai a rilento. Trov\u00f2 da fare al vecchio porto come scaricatore, ma il salario era basso. Non parlava con nessuno tranne che con un vecchio di nome Eric; lo aveva preso in simpatia perch\u00e9 anche lui originario di un paesino nei dintorni del lago Neagh. Un giorno gli capit\u00f2 di trasformare l&#8217;ennesimo tentativo da parte di un collega d&#8217;offenderlo in una risorsa. &#8220;Dovresti stare al Cox, non al porto!&#8221;<br \/>Il Cox era un museo nei pressi di Cockspurstreet, vicino a Charing Cross station. Un museo particolare: vi erano esposte cose strane che il proprietario aveva comprato negli anni da vari circhi. Era qualcosa a met\u00e0 strada tra un gabinetto scientifico e una raccolta truffaldina di sirene, uccelli rari, animali mitologici e &#8220;scherzi della natura&#8221; finiti, dopo la morte, in una qualche vasca di vetro piena di un liquido piuttosto puzzolente. Qualsiasi sprovveduto poteva restare stupito di fronte alla sirena di Melbourne che, come recitava la didascalia, fu rinvenuta al largo della citt\u00e0 australiana e portata a Londra per essere esposta niente meno che per la regina! Charles, che stupido non era, vide subito la maldestra sutura tra la parte superiore di una povera scimmietta, impagliata chiss\u00e0 quando, e la coda di un grosso salmone, come ne aveva pescati tanti nel lago di Neagh!<br \/>Alla sua prima visita gli capit\u00f2 la fortuna di trovare alla cassa il padrone stesso del museo, il quale non si lasci\u00f2 sfuggire per un attimo l&#8217;occasione d&#8217;avere nel suo locale una meraviglia simile: oltretutto viva. N\u00e9 impagliata n\u00e9 in formaldeide. Charles inizi\u00f2 cos\u00ec a lavorare come tutto fare al museo, il quale in breve tempo visse una nuova stagione di successi del tutto simile ai giorni in cui fu aperto per la prima volta. La gente veniva soprattutto per la meraviglia pi\u00f9 grande di tutte, anzi, la pi\u00f9 alta! Grazie al nuovo lavoro Charles pot\u00e9 anche affittare una casa proprio a fianco del museo e finalmente riusc\u00ec anche a farsi fare dei mobili su misura per lui. Per la prima volta nella sua vita pot\u00e9 dormire senza dover tenere i piedi e le gambe, fin quasi al ginocchio, fuori dal letto. Pot\u00e9 mangiare stando seduto obbedendo al proverbio di tenere &#8220;le gambe sotto la tavola&#8221; e non stando ad un metro per doversi poi chinare in avanti. Aveva insomma trovato una vita a sua misura.<br \/>La serenit\u00e0 conquistata non dur\u00f2 a lungo. Una notte dei ladri entrarono in casa sua, mentre lui era fuori a bere con il proprietario del museo Cox, e gli portarono via ogni soldo risparmiato, ogni cosa con un poco di valore che fosse possibile trasportare. Persino una cornice in argento all&#8217;interno della quale Charles aveva l&#8217;unico ricordo dei suoi genitori nel frattempo morti. Gli lasciarono a far da compagnia un Fuck the Giant inciso con la punta di un coltello sulla porta. Il dispiacere fu molto e cos\u00ec Charles inizi\u00f2 a moltiplicare le occasioni, che per lui erano gi\u00e0 sufficientemente numerose, per bere. Si ridusse a diventare alcolista. Gli capitava spesso di arrivare sbronzo anche al lavoro. In una di queste volte, mentre girava con la scopa per le sale del museo, pi\u00f9 per reggersi che effettivamente per pulire, la sirena di Melbourne per un attimo gli parve parlare: &#8220;Charles toccher\u00e0 anche a te&#8221;. Mentre sgranava gli occhi, arrossati dall&#8217;Wisky, sentiva i feti con due teste nei barattoli prenderlo in giro: &#8220;il gigante irlandese, il gigante irlandese&#8230;non troveranno mai un barattolo tanto grande per te&#8221;.<\/p>\n<p>Il giorno dopo quell&#8217;episodio Charles and\u00f2 a trovare Eric. Gli chiese solennemente una promessa. In caso Charles fosse morto prima di lui, voleva che Eric buttasse in mare il cadavere. Doveva a tutti i costi impedire a chiunque di ottenere il suo corpo per farne studi o peggio, per esporlo in un museo come il Cox!<br \/>Eric, ridendo, giur\u00f2 alzando la mano sinistra e tenendo l&#8217;altra sul cuore, pensando cos\u00ec di tranquillizzare l&#8217;amico. Le angosce di Charles nei giorni successivi andarono sempre pi\u00f9 aumentando, e pi\u00f9 crescevano pi\u00f9 ricorreva al Whisky per stare tranquillo. In pochi mesi era il fantasma di s\u00e9 stesso. Cos\u00ec alto e magro da far spavento e sembrare agli altri in preda ai capricci del vento. Charles in effetti barcollava, ma la colpa era sempre e solo del suo essere ormai costantemente sbronzo. Una mattina non si present\u00f2 al museo per il suo turno di lavoro. Cos\u00ec fece anche il giorno dopo e l&#8217;altro ancora. Il proprietario inizi\u00f2 a preoccuparsi, anche perch\u00e9 vedeva le finestre della sua casa, l\u00ec accanto, sempre chiuse. Era gi\u00e0 andato a bussare ma nessuno aveva aperto. Si decise cos\u00ec a chiamare la polizia e a fare con loro irruzione in casa. Trovarono Charles riverso sul tavolo, con la testa tra le braccia conserte, morto soffocato disse il medico interpellato dalla polizia. Lo stesso medico, alla fine della visita legale sul posto, chiese ai poliziotti: &#8220;Che ne farete ora del corpo?&#8221; &#8220;Se nessuno lo reclama finir\u00e0 all&#8217;obitorio e qualcuno provveder\u00e0 a seppellirlo&#8221;. &#8220;Se nessuno lo reclama potrei averlo io per degli studi che sto da anni conducendo?&#8221;.<br \/>La notizia della morte di Charles si diffuse in fretta e furono in molti a far visita al suo cadavere all&#8217;obitorio. Ma non un amico. Erano tutti medici che ne reclamavano il corpo per poter fare degli studi, delle ricerche, e magari pubblicarne i risultati su qualche rivista, sperando in chiss\u00e0 quale scoperta. Eric purtroppo in quei giorni era al largo, su una chiatta diretta al nord per scaricare del pesce. Seppe della morte dell&#8217;amico troppo tardi per onorare la sua promessa. Il corpo di Charles fu venduto da un poco onesto funzionario dell&#8217;obitorio pubblico, ad un ricco anatomista: John Hunter. Questi per paura d&#8217;essere scoperto fece bollire subito il corpo di Charles finch\u00e9 non comparvero le ossa. La bollitura dello sfortunato gigante dur\u00f2 diversi giorni e nei due anni successivi pi\u00f9 nessuno seppe nulla di Charles, n\u00e9 Eric riusc\u00ec a scoprire che fine avesse fatto o se poteva portare almeno un fiore su una qualche tomba. Lo scheletro di Charles alla fine ricomparve: una gigantesca teca in cristallo, anche questa fatta rigorosamente su misura, mostrava le ossa bianche e ben riordinate da Hunter &#8211; su un supporto in metallo assai costoso &#8211; nel museo che il bizzarro anatomista si era nel frattempo fatto costruire. Non truffaldine sirene o feti abortiti. Nulla di tutto questo. Il museo di Hunter era una moderna visione dell&#8217;uomo. Ossa di nani, giganti, crani con tumori ossei, arti amputati perch\u00e9 malformati o mai cresciuti. Non pi\u00f9 le favole di mostri mitologici, ma mostri veri, come lui stesso andava orgogliosamente ripetendo. Mostri veri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12283\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12283\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non lontano dalle rive del lago Neagh, nel nord est del Regno Unito, tutti attribuivano l\u2019eccezionale altezza fisica di Charles al fatto che fosse stato concepito in cima ad un pagliaio.Nei giochi tra bambini era quello che tirava la palla pi\u00f9 lontano. 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