{"id":12220,"date":"2012-12-23T19:52:54","date_gmt":"2012-12-23T18:52:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12220"},"modified":"2012-12-23T19:52:54","modified_gmt":"2012-12-23T18:52:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-lena-la-piccola-campana-di-giovanna-bertino-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12220","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Lena, la piccola campana&#8221; di Giovanna Bertino (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di Lena , la piccola campana, che un giorno perse la via di casa e si ritrov\u00f2 in un luogo a lei del tutto sconosciuto. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Non tutti sanno che, ogni anno nella notte di Pasqua,\u00a0 tutte le campane delle chiese del mondo lasciano i loro campanili e volano fino a Roma\u00a0 in lunghi cortei alati, alla testa\u00a0 e alla coda dei quali ci sono le campane pi\u00f9 vecchie ed esperte,che la strada per S Pietro gi\u00e0 la conoscono. Una volta arrivate a destinazione il Papa, che le sta aspettando affacciato alla sua finestra, le benedice\u00a0 una per una e, alla fine della solenne cerimonia, le campane cominciano a suonare tutte insieme e sembra allora che la bella cupola di Michelangelo debba crollare gi\u00f9, tanto \u00e8 forte lo scampanellio. Poi le campane si dispongono in fila indiana e\u00a0 riprendono la via di casa, per far ritorno ai loro campanili prima che faccia giorno.<\/p>\n<p>Lena era una giovane e graziosa campana di bronzo dalla\u00a0 voce bellissima. Era stata fusa in una rinomata e antica fonderia pontificia del centro Italia per conto di una\u00a0 chiesetta di collina, ai confini con l\u2019Austria, dedicata a\u00a0 S. Maria Maddalena, e questo stesso nome le fu imposto anche se, nella nostra storia, la\u00a0 chiameremo semplicemente Lena, data la\u00a0 sua giovane et\u00e0.<\/p>\n<p>E proprio in onore di S Maria Maddalena, la superficie della piccola campana era stata decorata con scene della vita della Santa\u00a0 e con\u00a0 ghirlande di fiori.<\/p>\n<p>Dal campanile dove era andata ad abitare, Lena godeva di un panorama bellissimo che le riempiva gli occhi e il cuore di meraviglia: una distesa ondulata di morbide colline odorose di mele che a primavera si coloravano di\u00a0 bianco-rosa. E se spingeva lo sguardo pi\u00f9 lontano, Lena vedeva grandi boschi di abeti e\u00a0 prati\u00a0 immensi.<\/p>\n<p>Anche se\u00a0 era l\u2019unica campana di quel piccolo campanile, Lena non soffriva affatto di solitudine. All\u2019uscita da scuola i bimbi si fermavano\u00a0 sempre a giocare nella piazzetta della chiesa e le loro voci gioiose le giungevano a scaldarle il cuore. E poi Lena aveva il suo gran da fare. Doveva suonare per la S. Messa, per\u00a0 il catechismo, i matrimoni , i sacramenti, i funerali, la festa patronale, le processioni, eccetera, eccetera, e allora prendeva la rincorsa e via! Ding, dong, ding, dong, suonava veloce Lena, che era una campana \u201c a slancio\u201d, e la sua voce argentina vibrava a lungo, libera nell\u2019aria. Le prime volte le veniva da ridere quando il batocchio di ferro le\u00a0 colpiva la pancia perch\u00e9 le faceva il solletico, e non riusciva a trattenersi neanche ai funerali. Ma poi, mese dopo mese, ci aveva fatto l\u2019abitudine e, almeno in certe occasioni, era diventata assai professionale.<\/p>\n<p>Quello era il suo primo viaggio a Roma e si sentiva molto emozionata, anche perch\u00e9 alla guida del\u00a0 corteo c\u2019era Maria Dolens,\u00a0 la campana pi\u00f9 grande d\u2019Italia, un vero mito. Aveva sentito dire che\u00a0 ogni sera suonava cento rintocchi\u00a0 per onorare i caduti di tutte le guerre e per invocare la pace e la fratellanza tra i popoli del mondo intero. Sembrava addirittura che fosse stata fusa col bronzo dei cannoni della grande guerra e che un papa\u00a0 avesse dettato l\u2019iscrizione di pace incisa nel suo manto. Lena si sentiva talmente felice ed eccitata per questo viaggio che quel pomeriggio, rintoccando per la Santa Messa, ston\u00f2\u00a0 a tal punto da far rabbrividire l\u2019anziano campanaro, il prete e tutti i fedeli.<\/p>\n<p>Quando finalmente arriv\u00f2 la mezzanotte, Lena lasci\u00f2 il suo campanile, il paese, le colline odorose, i boschi , le valli, i laghi\u00a0 e vol\u00f2 talmente in alto da superare le cime pi\u00f9 alte dei monti.\u00a0 Poi, dirigendosi a sud, raggiunse il lunghissimo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 corteo di campane e, prima di quanto pensasse, si ritrov\u00f2 nella meravigliosa piazza di San Pietro.<\/p>\n<p>Non star\u00f2 qui a narrare la solenne cerimonia che segu\u00ec, n\u00e9 la fortissima emozione che Lena prov\u00f2 al cospetto del Papa, e neppure come trem\u00f2 quando le Sante Dita, nel benedirla, la sfiorarono. Dir\u00f2 solo che, sulla via del ritorno, la nostra piccola campana si sentiva ancora\u00a0 talmente tanto frastornata e stordita dalla felicit\u00e0 che, invece di seguire Maria Dolens in rotta verso nord, si ritrov\u00f2 dietro un gruppetto di campane australiane che svoltarono a sud-est, alla volta del mar Ionio.<\/p>\n<p>L\u2019acqua del mare mandava bagliori d\u2019argento sotto i raggi lunari e Lena, che il mare non lo aveva mai visto prima, rallent\u00f2 il suo volo per guardarlo meglio. Ad un tratto scorse alcuni delfini saltare tra le onde di spuma in modo talmente gioioso e birichino che, senza rendersene conto, prese a seguirli. Dopo un\u00a0 bel po\u2019 si arrest\u00f2 e si accorse di essersi perduta, di essere sola\u00a0 sul grande mare nero. Non che avesse paura, ben inteso, Lena era una campana coraggiosa. Ma si sentiva molto preoccupata perch\u00e9, a breve, avrebbe fatto giorno e lei non sarebbe stata al suo solito posto nel vecchio campanile.\u00a0 E poich\u00e9 non passavano altre campane a cui poter domandare la strada, Lena decise di seguire il suo istinto e prosegu\u00ec diritta.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 in cui arriv\u00f2, c\u2019erano alti palazzi bianchi e casette dello stesso colore, gli uni addossati alle altre in un labirinto di strade. Una lunga fila di palme danzava alla brezza del mare e\u00a0 qualche raro passante\u00a0 gi\u00e0 si affrettava al lavoro.\u00a0 Non c\u2019erano monti\u00a0 n\u00e9\u00a0 boschi e neppure laghetti laggi\u00f9 ma una lunghissima striscia di sabbia dorata. Lena cerc\u00f2 un\u00a0\u00a0 campanile\u00a0 dove potersi riposare ma, per quanto\u00a0 cercasse in quel groviglio di tetti,\u00a0 non le riusc\u00ec di trovarne uno cosicch\u00e9 si ferm\u00f2 sul tetto di un\u00a0 largo edificio bianco e celeste. Doveva essere una scuola perch\u00e9 nel cortile interno Lena vide un campo di basket e qualche banco accatastato contro il muro. E infatti, dopo un po\u2019, arrivarono i bimbi con le loro cartelle colorate e le loro voci gioiose.\u00a0 Lena guardava questi\u00a0 bimbi e, sebbene avessero i capelli scuri e la pelle olivastra, avevano la stessa allegria ed esuberanza dei bimbi biondi del suo paesino tra i monti. Cos\u00ec la piccola campana si sent\u00ec meno sola e decise di restarsene lass\u00f9, su quel tetto, ad aspettare che tornasse la notte per poter riprendere la via di casa.<\/p>\n<p>Non erano trascorse che poche ore dall\u2019inizio delle lezioni e gi\u00e0 Lena sonnecchiava al tepore del sole ormai alto che, all\u2019improvviso, la piccola campana ud\u00ec come\u00a0 sibili acuti e prolungati che le misero i brividi addosso. Allora, d\u2019istinto, si lev\u00f2 in volo e prese a suonare pi\u00f9 forte che poteva.<\/p>\n<p>DING DONG DING DONG DING DONG&#8230;.<\/p>\n<p>I bimbi lasciarono i loro banchi e corsero fuori in cortile a vedere. Poi arrivarono le maestre e infine\u00a0 il direttore, e tutti guardavano a bocca aperta una piccola campana suonare sospesa nel cielo.<\/p>\n<p>Il missile colp\u00ec la scuola in quel preciso istante e subito l\u2019aria divent\u00f2 densa di polvere, fumo e grida. E mentre l\u2019edificio bruciava, le maestre tra le lacrime urlavano i nomi\u00a0 dei loro scolari e ringraziavano Allah\u00a0 di essere tutti vivi. Presto arrivarono le autoambulanze, le forze dell\u2019ordine e la stampa, e in tutto quel trambusto nessuno si accorse di una piccola campana che giaceva in un angolo spaccata in due.<\/p>\n<p>L\u2019anziano campanaro si gratt\u00f2 la fronte perplesso. In tanti anni non gli era mai successa una cosa del genere: qualcuno aveva nottetempo rubato la loro bella campana! Per farci cosa? Eppure la serratura della porticina del campanile non sembrava forzata e difficilmente il furto sarebbe passato inosservato se la campana fosse stata calata dall\u2019esterno.\u00a0 Ma come era potuto succedere? E\u00a0 perch\u00e9 proprio alla sua Maria Maddalena? Per invidia? Di tutte le campane che aveva suonato, lei era quella che aveva di gran lunga il suono pi\u00f9 bello e pi\u00f9 dolce. Sarebbe stato difficile rimpiazzarla se il maresciallo non l\u2019avesse recuperata.<\/p>\n<p>L\u2019anziano campanaro sospir\u00f2 di nuovo, scosse la testa e, mesto, si avvi\u00f2 lentamente gi\u00f9 per le scale strette del campanile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12220\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12220\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di Lena , la piccola campana, che un giorno perse la via di casa e si ritrov\u00f2 in un luogo a lei del tutto sconosciuto. 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