{"id":12093,"date":"2012-12-07T17:55:47","date_gmt":"2012-12-07T16:55:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12093"},"modified":"2012-12-07T17:55:47","modified_gmt":"2012-12-07T16:55:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-vergine-di-ferro-di-margherita-de-simone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12093","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La vergine di ferro&#8221; di Margherita De Simone"},"content":{"rendered":"<p>Era arrivata presto la primavera quell&#8217;anno, \u00a0e aveva ammantato di verde la periferia di quella piccola provincia dell&#8217; Italia meridionale. Le botteghe avventuravano gi\u00e0 fuori le proprie mercanzie, cos\u00ec come usa fare nel sud. La ragazza usc\u00ec di casa, guard\u00f2 l&#8217;aria, quel sole giovane e nuovo, e pens\u00f2 a lui. Nella vicina citt\u00e0 i tram ripartivano carichi di passeggeri, e i tram che seguivano vomitavano nere folle sul marciapiede; un uomo dal cappotto color cammello si liber\u00f2 della calca e si sorprese del sole, guard\u00f2 il cielo e insegu\u00ec sul vento il pensiero di lei. Lei scese dal tram del primo pomeriggio, in un pomeriggio in cui lui non l&#8217;aspettava pi\u00f9. La ragazza calc\u00f2 quei sampietrini \u00a0come a ritroso nel tempo, rifece il percorso, lei, proprio lei che non amava ripensare, ridire, rifare. Ora si era fermata, \u00a0affamata di un significato da assegnare alle riflessioni che il sole faceva in sua vece \u00a0brillando sui \u00a0vetri delle finestre dell&#8217;ufficio di lui. Lui, che munito di profondi occhi scuri scrutava e non sapeva di ferire con quegli occhi, e che misurava bene i propri passi \u00a0e pesava ogni pi\u00f9 piccolo gesto. Lui \u00a0aveva imparato a mantenere le distanze come giusta prossemica per vivere. Con lei era stata una scoperta, \u00a0l&#8217;autogoverno non l&#8217;aveva tutelato, dimostrandosi una disciplina fallace di fronte all&#8217;imponderabile. E lei era l&#8217;imponderabile. Sull&#8217;ultimo gradino della soglia dell&#8217;ente in cui lavorava, si guard\u00f2 intorno e la vide. Si arrest\u00f2 sconcertato, lei gli si avvicin\u00f2 titubante.- Sei contento che t&#8217;abbia cercato? Lui non la guard\u00f2, e non rispose. \u00a0Erano passati tre mesi da quando s&#8217;era dileguata, aveva ben diritto ad un po di broncio, e adesso in un pomeriggio qualsiasi osava farsi viva su quel marciapiede.- \u00a0Sono stata con te ugualmente. Ora mi vuoi del male? Lui fiss\u00f2 un punto oltre di lei, guardava sempre altrove quando non si fidava, e ora non si fidava. S&#8217;avvi\u00f2 all&#8217;auto, ignorandola, poi a d&#8217; un tratto le fece cenno di salire accanto a s\u00e8.- Dove mi porti?-, -Non lo so-. Avvi\u00f2 il motore e part\u00ec. Si diresse al mare, svoltando nel sentiero di una ancora brulla pineta. Poi fiss\u00f2 le onde spumose ed instancabili di quel vecchio mare.- Sono ancora pi\u00f9 vecchio di quando m&#8217;hai abbandonato.- ,- Credi davvero che sia un problema l&#8217;et\u00e0? No, pu\u00f2 spaventare solo attraverso i nomi che le diamo. Che nome hai ora?-, _Ho sempre il nome di chi non \u00e8 felice.Ti ho cercato.-<\/p>\n<p>_Io ho scritto il tuo nome, cercandoti senza cercarti, non posso stare con te e stare con un altro.-<\/p>\n<p>-Perch\u00e8 sei qui?-, -Vorrei di pi\u00f9. E riesco ad odiarmi mentre ti dico mentre mi dico facciamola finita.-<\/p>\n<p>Lui la guard\u00f2 e poi disse- Sono sposato lo sai. Lo sapevi.-<\/p>\n<p>_Gi\u00e0, entrambi abbiamo un&#8217;ombra, ha il profilo di tua moglie a volte, \u00a0e altre volte assume la sagoma del mio ragazzo, almeno in questo siamo nell&#8217;uguale buio. Lui guard\u00f2 il mare, e quello gli ced\u00e8 la forza di dirlo, finalmente dirlo a lei.- Aspetto sempre la sera come liberazione, posso incontrarmi con il vero me. Sono allora con il nome con cui vivo con te. E ho la faccia di chi non \u00e8 con te, sono quello che non ti ha accanto, e la notte \u00e8 lunga, ma anche breve, e si fa imminente quello che mi soppianta e attraversa il giorno.- .-Credi che sia facile per me? Averti cos\u00ec \u00e8 un&#8217;illusione, \u00e8 una finzione, \u00e8 immaginare di bere senza dissetarsi mai, non saziarsi, spendersi senza aver certezza di nessun ritorno. Eppure nessuno e nulla \u00e8 \u00a0paragonabile a te, e io devo cercarti per sempre. Vorrei il tuo passato. Riportami indietro.- Lui ubbid\u00ec. Lei veemente \u00a0scese dall&#8217;auto, lui l&#8217;aveva \u00a0lasciata davanti a quelle botteghe chiuse , gli scarsi passanti e le ultime elemosine di sole le vietarono la folla a cui avrebbe mescolarsi, trov\u00f2 solo la solitudine della sera avvelenata da un freddo che nessun sole \u00a0avrebbe saputo scacciare. E poi, ecco la sua strada, sempre la stessa lunga e feroce che promuove \u00a0i pensieri, corta e polverosa che la sa isolare, che pretende di essere percorsa per assicurarle un posto dove rincasare. Lui fu nella stanza fredda come sa essere un deserto, la notte fuori fu anche dentro, il soffitto parve accostarsi al suo viso, lo interrog\u00f2, lo pungol\u00f2 minaccioso come una volta di stalattiti. La sua camera fu una vergine di Norimberga che scacci\u00f2 il giorno che congedandosi da lui lo salut\u00f2 per chiudersi, tirandosi alle spalle la propria porta, quella che divent\u00f2 per lui il coperchio del sarcofago sulla faccia, le punte che foderavano la valva gli \u00a0s&#8217;avvicinarono e gli si conficcarono nella testa senza ucciderlo ma procurandogli la solita agonia. Aculei che furono ricordi dell&#8217;altra estate, senza essere feroci seppero essere tormenti, come il silenzio dei cori di cicale, i giovani e irridenti occhi verdi dei vent&#8217;anni di lei, le \u00a0sue cosce che in \u00a0un gesto di pudore strano non volle mai mostrare. E le sue notti che furono la replica di tutte le altre notti, di altri amanti, con ancora gli stessi bui, \u00a0con le stesse stelle. La stessa voglia di perdersi e di aversi ancora, cos\u00ec come sa promettere ogni domani, quando si fa paura, o sbaglio o intuizione.<\/p>\n<p>Lei fu dietro i vetri, le scalpitava nel petto una rivoluzione, mentre guardava le costellazioni di una notte tagliente. Guard\u00f2 l&#8217;altra se stessa e cap\u00ec che non era volont\u00e0 ne passione ad agitarla, ma solo l&#8217;attrazione che spinge verso la scoperta, perch\u00e8 non sapeva cosa volesse essere, \u00a0mentre lui la faceva sentire ci\u00f2 che era nel presente.- Cosa sarebbe cambiato se avessi avuto la sua et\u00e0? O lui la mia? Nulla perch\u00e8 perdersi \u00e8 perdersi. Smarrirsi fra le epoche \u00e8 come smarrirsi fra le geografie. Lui \u00e8 lontano, come se fosse nato nell&#8217;altro secolo. La notte non \u00e8 solo questa notte, ma la replica di tutte le notti, sua moglie \u00e8 tutte le mogli tradite, e se questo \u00e8 male \u00e8 anche tutti i mali della storia, \u00e8 il riflesso del male di sempre che vediamo come guardiamo le stelle che sono solo repliche di stelle, uguali alle stelle di sempre. Lui che mi conosce col mio nome di oggi, mastica con me l&#8217;idea di una vergine di ferro, perch\u00e8 siamo la verginit\u00e0 che non conoscevo che non conosceva, che non infrangeremo mai, perch\u00e8 inespugnabile, perch\u00e8 noi siamo ci\u00f2 che non avremo mai.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12093\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12093\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era arrivata presto la primavera quell&#8217;anno, \u00a0e aveva ammantato di verde la periferia di quella piccola provincia dell&#8217; Italia meridionale. 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