{"id":12045,"date":"2012-11-27T11:43:11","date_gmt":"2012-11-27T10:43:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12045"},"modified":"2012-11-27T11:43:11","modified_gmt":"2012-11-27T10:43:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-memorie-dal-giorno-del-giudizio-di-davide-gadda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12045","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Memorie dal giorno del giudizio&#8221; di Davide Gadda"},"content":{"rendered":"<p>Caldo. Infernale.<\/p>\n<p>L\u2019opprimente canicola di questa fottuta citt\u00e0 di frontiera.<\/p>\n<p>Quaggi\u00f9 sono cresciuto, ne sono scappato appena ho potuto e se non fosse stato per quelle quattro firme dal notaio non mi sarei mai sognato di ripassare. Ma proprio ora che ho fatto quel che dovevo e potrei essere sulla via del ritorno, cento miglia lontano o forse pi\u00f9, cosa diavolo mi sta trattenendo? Perch\u00e9 mi ritrovo in questo archivio, con una pila di carte ingiallite, roba passata?<\/p>\n<p>Si, lo so. Quel passato \u00e8 il mio. E forse sono solo stanco e cerco una scusa per ritardare il rientro. Del resto, ho guidato tutta la notte.<\/p>\n<p>Sul tavolo, davanti a me, ho gli atti del processo. Ancora non oso aprirli.<\/p>\n<p>Ricordo quando fummo convocati quaggi\u00f9. Alla Corte d\u2019Appello del Territorio Occidentale.<\/p>\n<p>Era piena estate, proprio come adesso.<\/p>\n<p>Un torrido mezzogiorno, le finestre serrate.<\/p>\n<p>Un bambino. Ero solo un bambino.<\/p>\n<p>Soffocavo ma non fiatavo, immobile come gi\u00e0 sapevo restare, come sul mio banco di scuola, prima\u00a0 fila, tante volte avevo sopportato il disprezzo di Mr. Beatback quando puniva i miei compagni, in quegli istanti mi fulminava con lo sguardo, gi\u00e0, perch\u00e9 mia madre si era rifiutata di firmare, inconcepibile per un maestro di queste parti, no Mr. Beatback, mi spiace, ma a mio figlio punizioni corporali no, non la firmo la vostra liberatoria, e da allora quando Beatback affondava la verga nella carne di un compagno la sua furia raddoppiava perch\u00e9 mi vedeva impassibile, eppure impassibile io lo ero solo in apparenza, in verit\u00e0 strozzavo i miei gemiti in gola, e intanto contavo le vergate, tre \u2026 quattro \u2026 cinque \u2026 Beatback mi urlava tratter\u00f2 anche te come gli altri, anzi, il doppio dei colpi, otto \u2026 nove \u2026 io non cedevo, e cos\u00ec dovevo fare adesso, seduto di fronte al poliziotto, perch\u00e9\u00a0 lui mi fissava allo stesso modo, ma io per resistere al suo sguardo contavo, stavolta i cigolii del ventilatore,\u00a0 quattro \u2026 cinque \u2026, il poliziotto taceva ma intuivo i suoi pensieri, otto \u2026 , nove \u2026., avanti, lo sai bene, piccolo sgorbio, che sei un mezzo cafro, undici \u2026,dodici \u2026, in fondo non \u00e8 tua la colpa , quindici \u2026 sedici \u2026., la colpa \u00e8 solo di tua madre, viene dalla costa, vero? ventuno \u2026 ventidue \u2026, tutte cos\u00ec, le donne della costa?, venticinque \u2026 ventisei \u2026 vanno all\u2019universit\u00e0 e l\u00e0 si mettono in testa strane idee, trentadue \u2026, trentatr\u00e9\u2026 qualcuno scost\u00f2 la porta, dall\u2019aula echeggi\u00f2 un \u201cUdite udite, udite, la Corte discuter\u00e0 il caso di \u2026\u201d, lo sbirro fece \u201c Vedrai, moccioso, che tra poco tocca a te.\u201d, \u201c \u2026 tutti in piedi, entra la corte, presieder\u00e0 Sua Eccellenza \u2026\u201d , la porta fu richiusa, io ripresi a contare, quarantuno \u2026 quarantadue \u2026 quarantatr\u00e9 \u2026<\/p>\n<p>Infine, la porta si riapr\u00ec. Ed eccolo, il cenno che aspettavo.<\/p>\n<p>Entrai.<\/p>\n<p>Arrancavo, stordito dal brusio crescente, tra sguardi schifati, verdetti gi\u00e0 sussurrati, colpi di tosse e risolini. E d\u2019un tratto lo vidi.<\/p>\n<p>Il giudice, sulla scranna. Subito mi investirono le percosse del suo martelletto, bamm!, bamm!, bamm!, mi fissava e urlava \u201cSilenzio in aula!\u201d. Per un istante vidi Beatback sulla scranna. O meglio, vidi il suo trionfo. E mi scoprii totalmente paralizzato.<\/p>\n<p>Mi sento sudato, un senso di vertigine mi riporta precipitosamente al presente. Ho bisogno di fumare, ma frugo nel pacchetto e ricordo che \u00e8 vuoto da stamattina. Impreco a denti stretti. Cerco di calmarmi e finalmente affronto il fascicolo. Adesso lo sto leggendo, leggo e ricordo chiaramente.<\/p>\n<p>Qualcuno mi aveva trascinato su una sedia accanto alla giuria. Il giudice url\u00f2 di dar inizio al dibattimento. Ricordo anche il procuratore e l\u2019avvocato, mi erano parsi affogare di sudore nelle loro toghe e nelle parrucche.<\/p>\n<p>Vidi mia madre. Soffriva nel suo abito scuro, a fianco dell\u2019avvocato, e si sforzava di sorridermi. L\u2019avvocato si soffermava a guardarla. Che se ne fosse infatuato lo sospettavo gi\u00e0, e la cosa mi dava terribilmente sui nervi.<\/p>\n<p>Vostro Onore, oggi non ci saremmo dovuti riunire qui, ma sfortunatamente l\u2019evidenza del caso non \u00e8 stata riconosciuta nel primo grado di giudizio \u2026\u00a0 mi oppongo, Vostro Onore, \u00e8 proprio per l\u2019inconsistenza delle accuse che la mia cliente \u00e8 stata a suo tempo scagionata \u2026 si chiama insufficienza probatoria, Vostro Onore, non assoluzione con formula piena, il signor avvocato lo sa bene, e pertanto siamo stati costretti al ricorso, ed esibiremo nuove prove, Vostro Onore, il signor procuratore \u00e8 giunto alla discutibile decisione di convocare un minore, non chiarir\u00e0 nulla e sollever\u00e0 le giuste perplessit\u00e0 della cittadinanza, no, Vostro Onore, la mia \u00e8 stata una scelta sofferta ma necessaria ai fini dell\u2019accertamento della verit\u00e0, perch\u00e9 il ragazzo \u00e8 la prova vivente, oserei dire la pistola fumante dei reati imputati alla madre, mi oppongo, Vostro Onore, respinta, avvocato, lasci concludere il procuratore, vi ringrazio, Vostro Onore, come dicevo, prove schiaccianti lo erano gi\u00e0 le dichiarazioni dei figli di prime nozze di Vanderwit, mi oppongo, Vostro Onore, essi non esibirono alcuna prova, le loro erano illazioni da figliastri evidentemente gelosi della mia cliente, non gelosi Vostro Onore, \u00e8 tutto cos\u00ec chiaro, il ragazzo figlio di seconde nozze \u00e8 nato, eppure nulla faceva ritenere che fosse prematuro, solo sette mesi dopo il rientro di Vanderwit, quando gi\u00e0 era chiara da tempo, secondo le testimonianze \u2026 , illazioni, Vostro Onore, \u2026 l\u2019illecita relazione adultera della moglie con un giardiniere mezzosangue \u2026 , mi oppongo, Vostro Onore, \u2026 un bastardo che \u00e8 il vero padre del ragazzo \u2026 , mi oppongo, Vostro Onore, si imputa alla mia cliente la relazione mista con un uomo che non pu\u00f2 essere convocato in quest\u2019aula, poich\u00e9 nel frattempo deceduto, \u2026 Vostro Onore, \u00e8 mio parere che Vanderwit scopr\u00ec la tresca e perci\u00f2 cacci\u00f2 il giardiniere, ma per amore della moglie e il buon nome della famiglia mise tutto a tacere, cercate di capirlo, dopo anni di guerra e prigionia il suo unico desiderio era vivere il pi\u00f9 serenamente possibile gli anni che gli restavano, del resto a casa nessuno avrebbe desiderato turbarlo, ma quando mor\u00ec, i veri figli hanno sollevato il caso per pura sete di giustizia \u2026, no, Vostro Onore, non per giustizia, ma per la spartizione dell\u2019eredit\u00e0, \u2026 Vostro Onore, a dispetto delle vane argomentazioni dell\u2019avvocato difensore, stavolta dimostreremo pienamente l\u2019accusa convocando, come \u00e8 nelle mie prerogative, il professor Rufus per sottoporre il ragazzo all\u2019accertamento scientifico di cittadinanza, Vostro Onore, il signor procuratore rischia di coprirsi di ridicolo, nient\u2019affatto, Vostro Onore, ritengo solo che questo caso non debba occupare pi\u00f9 a lungo le aule di Giustizia e chiedo il permesso di poter procedere, tre raffiche di martelletto in rapida successione, silenzio in aula, signor procuratore potete procedere.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 quel Rufus e io sussultai\u00a0 L\u2019avevo gi\u00e0 visto. Qualche notte prima. In quella casa dove eravamo andati a stare, mia madre ed io, da soli. Non riuscivo a dormire, ero andato alla finestra e avevo visto mia madre aprire il cancelletto all\u2019avvocato e a quel Rufus. Erano entrati guardandosi intorno e senza dire una parola. Mi ricordai anche della sera prima dell\u2019udienza. Mia madre mi aveva versato una lozione sui capelli, ingiungendomi di trattenerla. Quella roba puzzava da far schifo, il tanfo mi rivoltava lo stomaco, ma avevo ubbidito e dopo un po\u2019 mia madre mi aveva sciacquato la testa. Poi mi aveva abbracciato, mi aveva detto bambino mio non dar retta alle cattiverie che sentirai, domani sera sar\u00e0 tutto finito e un giorno ce ne andremo da questo posto. Mi sorrideva e piangeva, le avevo detto mamma non piangere, anch\u2019io voglio andarmene da qui.<\/p>\n<p>Rufus si schiar\u00ec la voce, indubbiamente il ragazzo presenta labbra carnose, una mandibola e arcate zigomatiche tendenzialmente pronunciate, narici allargate, occhi e capelli neri, caratteristiche differenti dal fu signor Vanderwit, ma talvolta l\u2019espressione dei caratteri ereditari potrebbe saltare intere generazioni, spiegatevi meglio professor Rufus, ehm, la signora Vanderwit da nubile era Lacroix di cognome, chiara ascendenza ugonotta, il suo diritto di cittadinanza \u00e8 stato accertato sino alla quinta generazione prevista per legge, e mentre Rufus parlava io pensavo.<\/p>\n<p>Pensavo al pubblico.<\/p>\n<p>Erano in tanti, e non erano l\u00ec per sostenerci.<\/p>\n<p>Rufus tossicchi\u00f2, perdonate, intendevo dire che le popolazioni del mezzogiorno francese possono risentire di remoti incroci gitani, latini o saraceni, la cui verifica, oltrech\u00e9 impossibile, non pu\u00f2 certo essere prevista legalmente, e pertanto professor Rufus, il diritto di cittadinanza del ragazzo non pu\u00f2 essere dimostrato? <em>Mamma, perch\u00e9 mi hai fatto diverso?<\/em> Certo, signor procuratore, abbiamo un metodo scientifico che la Corte Suprema dell\u2019Unione ha stabilito probante, lo potrebbe illustrare alla Corte? <em>Mamma, io non voglio essere diverso<\/em>! Il test \u00e8 basato sulla chiara differenza strutturale dei capelli, in termini di spessore, porosit\u00e0 e contenuto adiposo, tra le popolazioni ammesse e quelle escluse per legge dal diritto di cittadinanza \u2026<em> Mamma, perch\u00e9 non posso essere come loro?<\/em> \u2026 un semplice pettine dirimer\u00e0 la questione, comprendo i sorrisi del pubblico, ma il test \u00e8 scientifico e ha valore legale &#8230; <em>Ehi tu! Ciccione barbarossa in terza fila! Che ho di diverso da voi?<\/em> \u2026 il pettine deve avere denti sottili e ravvicinati \u2026 <em>E tu, signora biondotinta col cappellino a fiori, ascoltami! Il mio sangue \u00e8 uguale al tuo!<\/em> \u2026 e per provare il diritto di cittadinanza deve scorrere sui capelli senza intoppi \u2026 <em>Non sono diverso! Ve lo dimostrer\u00f2, a tutti quanti! Ve lo giuro ! <\/em><\/p>\n<p>Ricordo che avvertii un vago fetore alcolico e subito dopo mi apparve una grassa faccia paonazza. Rufus, la fronte madida, gli occhialini cascanti sulla punta del naso, con una mano esibiva il pettine e con l\u2019altra mi indicava di avvicinarmi, cosa che feci. Tremava e ansimava leggermente, penso che io solo, standogli cos\u00ec vicino, potessi notarlo. Appoggi\u00f2 il pettine sulla mia fronte, a lato di una frangia che mia madre mi aveva faticosamente acconciato poche ore prima. Il pettine part\u00ec, scorrendo lentamente sui miei capelli, poi improvvisamente sembr\u00f2 arrestarsi. Tutto in un istante, Rufus impallid\u00ec e la sua mano diede uno strappo. Uno strappo che il pubblico non vide, ma che io avvertii chiaramente. Avvertii il dolore. Ma trattenni, trattenni molto bene la smorfia. E mantenni perfettamente immobile la testa.<\/p>\n<p>Il pettine riprese a scorrere, stavolta quasi dolcemente.<\/p>\n<p>E mi sollev\u00f2 delicato una ciocca di capelli sulla nuca.<\/p>\n<p>L\u2019archivista sta fumando. Sigarette nazionali, quel tabacco da quattro soldi che ho sempre detestato.\u00a0Per\u00f2 a questo punto non me ne frega nulla. Ora mi alzo e gliene chiedo una.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nota: l\u2019identificazione razziale col test del pettine era realmente praticata nel Sudafrica dell\u2019apartheid.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12045\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12045\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caldo. 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