{"id":12002,"date":"2012-11-24T19:56:55","date_gmt":"2012-11-24T18:56:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12002"},"modified":"2012-11-24T19:56:55","modified_gmt":"2012-11-24T18:56:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-segreto-del-lago-vilia-di-elisa-sala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=12002","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il segreto del lago &#8211; Vilia&#8221; di Elisa Sala"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">-Ciao, ciao! Aspettatemi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">&#8211; Ancora un bacetto al pap\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Giulio raggiunse di corsa la figlia che si stava sporgendo dal finestrino del Suv in partenza. Baci\u00f2 la sposa affettuosamente e allung\u00f2 uno scappellotto bonario allo sposo.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nRimasto solo sull&#8217;ampio piazzale li segu\u00ec con lo sguardo fin che fu possibile.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nDopo aver salutato gli ultimi invitati, si avvi\u00f2 verso il lago per assaporare il tramonto in solitudine. Il sole rosso nel cielo violaceo stava incendiando le cime degli alberi.<br \/>\nGiulio era un uomo molto attraente. La figura atletica i<\/span><\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> lineamenti dolci quasi infantili, e due magnetici occhi grigio azzurri giocavano ancora a suo favore. Il tempo lo aveva appena sfiorato.<br \/>\nArrivato, si sedette sul bordo di un tavolino di pietra mezzo consumato dal tempo, guard\u00f2 il paesaggio che si rifletteva nel lago: solo qua e l\u00e0 guizzi di pesci a caccia di moscerini animavano lo specchio immobile. Il salice vicino mosse i lunghi rami. Non c&#8217;era alito di vento.<br \/>\nL&#8217;uomo accese una maledetta sigaretta, si volse a guardare la facciata severa dell&#8217;albergo ingentilita da affreschi e le montagne lievemente innevate.<br \/>\nChe ci faceva in quel posto?<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nUn senso di malessere lo colse.<br \/>\nPerch\u00e9 avesse acconsentito con entusiasmo alla decisione della figlia nella scelta di questo albergo se lo stava chiedendo ancora.<br \/>\nCapiva le esigenze della ragazza. Il luogo era stato la loro dimora per un lungo periodo. Lo scopo era stato di tenere una bimba lontana dall&#8217;assenza non voluta della madre. Ovviamente la bambina sub\u00ec il fascino di un nuovo modo di vivere e quel che fece ora piegare l&#8217;ago della bilancia: conobbe il ragazzino che poche ore prima aveva sposato.<br \/>\nL&#8217;albergo allora fu anche protagonista di un altro incontro.<br \/>\nGiulio conobbe una donna che gli fece dimenticare in breve tempo la moglie. La loro fu una unione della carne e dello spirito e come le cose pi\u00f9 belle ebbe una fine. Il ritorno a una vita normale e una lunga permanenza all&#8217;estero contribuirono a spezzare una bella intesa.<br \/>\nEbbe altre donne, ma ritornare in questo luogo, aveva riaperto una ferita. C<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">erc\u00f2 di sorridere.<br \/>\nOvviamente la figlia, egoista come la maggior parte dei ragazzi, non aveva mai avuta nessuna voglia di avere altre donne per casa, e aveva avuto banco nelle scelte del padre.<br \/>\nRabbrivid\u00ec, pensando al futuro e piano piano torn\u00f2 sui suoi passi.<br \/>\nIl tramonto aveva lasciato spazio in quell&#8217;ora che tutto si fa grigio, e i ricordi tornarono amari.<br \/>\nAttravers\u00f2 il ristorante senza fermarsi, aveva mangiato poco durante il pranzo nuziale. Sentiva solo il bisogno di bere. Non voleva pensare al ritorno a casa, la sua bellissima dimora immersa in un grande giardino al centro della citt\u00e0, ma da ora<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">ricca<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di ricordi<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> lasciati dalla figlia cos\u00ec disordinata e solare. La ragazza aveva in buona parte riempito la sua vita.<br \/>\nAvrebbe trovati ad aspettarlo il gatto di casa e la vecchia Bettina ormai sorda come una campana.<br \/>\nIl segretario ancora in servizio vedendolo attraversare la hall lo chiam\u00f2, gli consegn\u00f2 una busta e gli porse la chiave.<br \/>\nRaggiunto il bar, Giulio si sedette su una di quelle poltrone basse e accoglienti: si fece portare del whiskey irlandese e del ghiaccio. Lui lo preferiva liscio, ma non a stomaco vuoto. Voleva ricordare momenti che aveva chiuso a doppia mandata e negato a ogni evidenza.<br \/>\nAl primo sorso riconobbe la sua marca preferita, ricord\u00f2 un viaggio a Kork e la sua iniziazione al non torbato sul posto. Si accomod\u00f2 meglio, apr\u00ec la busta e subito la annus\u00f2: un profumo intenso di muschio e viole lo avvolse e lo fece precipitare nel passato. Dispieg\u00f2 con ansia il foglio e corse alla firma.<br \/>\nLo aveva intuito, era tornata Vilia!<br \/>\nSi precipit\u00f2 alla reception, il portiere che aveva sostituito il segretario non seppe dargli una spiegazione precisa. Ricordava una bella donna con un velo dorato sulle spalle, e sicuramente era nel gruppo degli invitati degli sposi.<br \/>\nInoltre, dopo avergli consegnato la busta aveva chiesto il numero della sua stanza.<br \/>\n&#8211; Il numero della mia stanza?- Chiese ansioso l&#8217;uomo.<br \/>\n-S\u00ec signore&#8230;<br \/>\nGiulio, incredulo si precipit\u00f2 nella camera che aveva ospitato la figlia. Arriv\u00f2 ansante.<br \/>\nLa vetrata che dava sul balcone fiorito era aperta e le tende vaporose ondeggiavano: s\u2019intravedeva il blu della notte. C&#8217;era solo il vestito da sposa buttato sul letto, un\u2019esplosione vaporosa di veli di tulle. Lo prese con mani tremanti e lo depose sulla poltroncina. Una giarrettiera r<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">ossa appesa alla maniglia, gli fece ricordare che era un portafortuna regalato alla figlia.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIl cuore gli batteva all&#8217;impazzata.<br \/>\nGuard\u00f2 ovunque, ma della donna nemmeno l&#8217;ombra.<br \/>\nStanco, decise di andare a letto. Si spogli\u00f2, fece una lunga doccia, si coric\u00f2 lasciando aperta l&#8217;ampia finestra, cercando quel profumo, e si assop\u00ec.<br \/>\nApr\u00ec gli occhi a un rumore improvviso e vide Vilia che lo guardava sorridendo. Cerc\u00f2 l&#8217;interruttore, ma lei lo ferm\u00f2.<br \/>\n&#8211; Non ti basta la luce della luna?<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sei proprio tu!<br \/>\n&#8212; Certo, non sono un fantasma, guarda ho ancora il tuo anello.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Mi hai fatto morire, senti il mio cuore&#8230;<br \/>\nL&#8217;uomo le prese la mano e se la pose sul petto. Come non ricordare la piccola mano, l&#8217;anello troppo grande e il suo profumo cos\u00ec intenso.<br \/>\nLa donna sciolse veli e bottoni; il vestito le scivol\u00f2 al suolo.<br \/>\nGiulio intravide sullo specchio la sua silhouette: sembrava una ninfa, incredulo spost\u00f2 le lenzuola scese e sentendosi girare la testa apr\u00ec le braccia, lei gli si rifugi\u00f2 baciandolo, e lui ritrov\u00f2 la sua bocca e come un assetato avrebbe voluto berla assaporandola come un vecchio vino d&#8217;annata. Una voglia intensa lo avvolse e lei come allora gli si offr\u00ec tutta.<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><br \/>\n\u2013 <\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il mondo fu solo loro.<br \/>\nUn raggio di sole svegli\u00f2 Giulio che felice allung\u00f2 la mano. Si alz\u00f2 di scatto, il lenzuolo era freddo. E Vilia? Di lei nemmeno l&#8217;ombra.<br \/>\nL&#8217;uomo ispezion\u00f2 la stanza.<br \/>\nNon trov\u00f2 nessuna traccia della sua presenza.<br \/>\nPoi sfil\u00f2 il lenzuolo, fra le pieghe stropicciate ritrov\u00f2 l&#8217;anello, lo annus\u00f2, l&#8217;intenso profumo di viole e di muschio invase la stanza.<br \/>\nNo! Non poteva lasciarla andare.<br \/>\nDopo essersi infilato dei jeans e una maglietta scese per chiedere al portiere di notte se la avesse vista.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Si calmi signore, le posso assicurare che da qui non \u00e8 passato nessuno. Forse la signora che cerca \u00e8 una nostra cliente.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non lo so, credo di s\u00ec, era una mia vecchia conoscenza.- Rispose<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Potrei sapere il nome?<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nGiulio cerc\u00f2 di calmarsi.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nUn cameriere gli port\u00f2 un caff\u00e8- si sedette e&#8230; \u2013 S\u00ec, si chiama Vilia De Sordi.<br \/>\nIl vecchio portiere pensoso fece una lunga pausa, aspett\u00f2 che l&#8217;uomo si calmasse e sottovoce lo invit\u00f2 a seguirlo.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ora vedr\u00e0 da s\u00e9.<br \/>\nI due entrarono in una stanza del primo piano.<br \/>\nIl buio li accolse e il portiere accese il lampadario.<br \/>\nEgli si trov\u00f2 all&#8217;improvviso di fronte al ritratto in grandezza naturale di Vilia, seduta sotto il salice.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E&#8217; lei, Vero?- Chiese sottovoce il portiere.<br \/>\n&#8211;S\u00ec \u00e8 lei!- Rispose con voce rauca.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013<span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non si chiamava Vilia, ma era la signora Laura. La chiamavano scherzosamente come la ninfa perch\u00e9 sembrava appartenesse a quel mondo. Da pi\u00f9 di trentanni riposa sotto il salice del lago, proprio quello del quadro.- afferm\u00f2 il portiere.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Potrei rimanere solo?- Chiese un emozionato Giulio.<\/span><\/span><br \/>\n\u2013 <span style=\"font-family: Palatino Linotype,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Certo, ma la prego, quando esce chiuda la porta e mi porti la chiave.-Rispose il portiere avviandosi alla porta.<br \/>\nL&#8217;uomo ancora sconvolto si avvicino alla tela, fiss\u00f2 il bel viso e a lui sembr\u00f2 che gli sorridesse, no!<br \/>\nPoi guard\u00f2 le mani, le bellissime mani di Vilia appoggiate in grembo. E solo ora comprese che era stata veramente lei. Il dito che aveva portato l&#8217;anello aveva una fascia sbiadita. Giulio aveva ancora l&#8217;anello chiuso nel pugno, lo apr\u00ec e il profumo di viole e di muschio invase la stanza. <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_12002\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"12002\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0-Ciao, ciao! 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