{"id":11982,"date":"2012-11-21T12:02:08","date_gmt":"2012-11-21T11:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11982"},"modified":"2012-11-22T16:54:40","modified_gmt":"2012-11-22T15:54:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-il-segreto-di-riccia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11982","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Il segreto&#8221; di Annamaria Majatico"},"content":{"rendered":"<p>Sabrina ha venticinque anni. E\u2019 una donna, le dicono, e cos\u00ec ha finito per crederci.<\/p>\n<p>A Roma ci vive da sempre. Da quando, bambina, la domenica passeggiava per le vie del centro con il pap\u00e0 fino alla Fontana di Trevi per lanciare una monetina nell\u2019acqua. 100 lire, o 200. A volte 500, quando ancora non esistevano i centesimi di rame e nessuno aveva il coraggio di dire di no a quei grandi occhi scuri e alla cascata di riccioli marroni che la rendevano gi\u00e0 un po\u2019 selvaggia. Dopo veniva sempre il negozio di giocattoli all\u2019angolo di Piazza Navona. Trascinava la mano grande che la teneva per non farla cadere, finch\u00e9 non si fermava estasiata a guardare. Adesso, dopo tanti anni, quelle vetrine piene di pupazzi di animali a grandezza umana non esistono pi\u00f9. Dietro una siepe di periferia ha scoperto la dolcezza di un bacio, sotto l\u2019imponente Colosseo quanto pu\u00f2 essere rigenerante la solitudine, fra i binari di Termini le lacrime di un addio e il sapore contrastante, agrodolce, della partenza.<\/p>\n<p>E\u2019 quello che prova oggi, alle prime luci dell\u2019alba, mentre il cartellone degli orari lampeggia il numero del suo treno. Non ha bagagli, solo una grande borsa e un biglietto stretto fra le dita. Non stringe pi\u00f9 nessuno da tempo ma ha ancora i suoi riccioli scuri, solo pi\u00f9 lunghi, e i suoi immensi occhi marroni, forse semplicemente un po\u2019 pi\u00f9 stanchi e coraggiosi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un treno che l\u2019aspetta. Non sbuffa, \u00e8 un lungo siluro rosso e grigio che sembra una freccia pronta a dividere a met\u00e0 l\u2019aria e la vita. Lei cammina piano, ogni tanto si ferma, le persone la superano con le loro valigie senza notarla. Ma Sabrina non vuole essere notata, le piacciono le retrovie, i muri dietro cui difendersi, gli aculei da lanciare.<\/p>\n<p>Fabrizio le dice sempre che non \u00e8 altro che una piccola istrice: un cuore tenero circondato di spine pronte da scagliare appena si fa un passo falso. Lui crede che esista una strada per aggirarle, un modo dolce di scivolarle dentro senza farle male, solo che nessuno l\u2019ha ancora mai capito, n\u00e9 trovato. Fabrizio, invece, capisce tante cose. Dall\u2019altra parte d\u2019Italia, l\u2019aspetta.<\/p>\n<p>\u00c8 domenica, eppure in Centrale c\u2019\u00e8 tantissima gente. Dal finestrino del vagone Milano non ha il tempo di dare il benvenuto a nessuno, per\u00f2 fa arrivare tutti. Ci sono gruppi di ragazzi che fumano una sigaretta, coppie che si salutano con un bacio, qualche signore solitario e una donna con i capelli bianchi e qualche spicciolo fra le mani che non le baster\u00e0 nemmeno per un caff\u00e8.<\/p>\n<p>Roma e Milano non si sono mai amate, romani e milanesi ancora meno. \u00c8 grigia! Le dicono. Si lavora solamente! Aggiungono. A Milano non c\u2019\u00e8 spazio per le emozioni. Ma se fosse proprio questo il bello? Se si nascondesse proprio l\u00ec, la salvezza? Anche se non l\u2019ha mai detto a nessuno Sabrina crede che Milano sia come una bella signora in carriera, frenetica e iperattiva, sempre occupata a correre e a cambiare e a correre; non ha spazio per nulla, soprattutto per il dolore. Per questo, quando camminare fra i fantasmi di Roma le ricorda troppo anche i suoi, prende il treno e si lascia travolgere da quella fretta spasmodica e ristoratrice, da quella lava di tempo ardente e salvifica. \u00c8 una droga; appena diventa smaniosa e insofferente significa che Milano la sta chiamando di nuovo e a lei non resta altro che rispondere.<\/p>\n<p>Fabrizio le viene incontro ancora insonnolito e distratto, trova solo la lucidit\u00e0 per stringerla forte. \u00c8 alto, la sovrasta e a Sabrina per un istante viene in mente la mano di suo padre. Per fortuna Milano torna a correre portando con s\u00e9 tutti i ricordi, lasciandoli solo con la gioia sincera di rivedersi dopo mesi di lontananza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVuoi un caff\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>Perch\u00e9 no.<\/p>\n<p>Spontaneit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passeggiano per la citt\u00e0. C\u2019\u00e8 traffico di macchine, c\u2019\u00e8 traffico di gente. Sabrina non riesce a non avere fretta, a non bramare un altro scorcio, un\u2019altra via, un altro segreto. Fabrizio \u00e8 pi\u00f9 calmo, ogni tanto le prende la mano e le mostra dove e quando fermarsi. Lei \u00e8 impaziente, indisponente. Fa i capricci ma alla fine l\u2019ascolta e scopre la bellezza del restare immobile quando tutto il resto del mondo continua a correre. In cima al Duomo non scattano fotografie, preferiscono restare affacciati a osservare Milano. Sabrina segue il dito di Fabrizio che le mostra dove vuole portarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAdesso andiamo l\u00ec, dove c\u2019\u00e8 quella torre bianca. La vedi?\u201d<br \/>\n\u201cNo. Per\u00f2 mi fido.\u201d<\/p>\n<p>E quanto le costa dirlo.<\/p>\n<p>Sicurezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo averla guidata nella corsa folle e impazzita della citt\u00e0 l\u2019ha fatta salire in macchina, le ha detto di scegliere un cd e si sono lasciati il centro alle spalle. Mentre un gruppo inglese canta solo per loro i palazzi si diradano, le vie si allargano e la gente scompare. Non c\u2019\u00e8 calca, ma c\u2019\u00e8 un lago. Un laghetto, come dice Fabrizio, nato per caso, come tutte le cose belle, solo perch\u00e9 c\u2019era troppa acqua per costruire ancora.<\/p>\n<p>Quando scendono fa freddo ma loro restano lontani. Ognuno al suo posto, nessuna insistenza. \u00c8 stato cos\u00ec da sempre, \u00e8 il loro segreto. A met\u00e0 Novembre non c\u2019\u00e8 erba, solo un manto di foglie marroni e gialle che scricchiolano sotto i loro passi. Ci sono anche oche e papere che starnazzano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGuarda Sabri, se scodinzolassi saresti proprio come loro!\u201d<\/p>\n<p>Ridono.<\/p>\n<p>Serenit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si siedono su una panchina di legno. All\u2019inizio lontani, poi ogni parola \u00e8 un passo. C\u2019\u00e8 calore fra le braccia di Fabrizio, anche se la paura entra lo stesso. Ha la voce adulta e matura, ma anche buona e dolce di chi non vorrebbe mai ferire nessuno, e tuttavia lo ha fatto delle volte e ora ne sente il peso. La stringe, l\u2019ascolta, sa quando smettere e quando ricominciare e Sabrina vorrebbe avere la sua stessa dimestichezza con le parole. Ogni tanto ascolta il silenzio, si stupisce di come, a pochi passi da Milano, esista una simile pace. Forse pure le belle signore hanno bisogno di fermarsi e di emozionarsi, conservano gocce d\u2019acqua anche al centro di correnti di fuoco. Magari anche Milano ha paura, delle volte, solo che se ne dimentica perch\u00e9 cos\u00ec vogliono tutti.<\/p>\n<p>Si nasconde il viso nella giacca a vento, mentre Fabrizio continua a stringerla. Se ne sta rannicchiata senza volersi far vedere, sente il suo cuore respirare e scopre una speranza nuova che ha il colore dell\u2019autunno e la voce dell\u2019acqua di un lago.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGuarda che paio di occhi grandi nascosti in mezzo ad una cascata di riccioli\u2026\u201d<\/p>\n<p>Qualcosa resta, mentre tutto cambia.<br \/>\nSintonia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando si comincia a scappare si impara presto che le stazioni hanno una religione tutta loro: c\u2019\u00e8 un Dio mascherato e quando fischia si pu\u00f2 solo obbedire. Per questo non c\u2019\u00e8 dolore nel modo in cui si stringono prima di lasciarsi, solo una silenziosa nostalgia che non pu\u00f2 ferire. Fabrizio le scompiglia i capelli un\u2019ultima volta, Sabrina lascia una carezza fra le sue dita prima di tornare a camminare da sola. Sa che non pu\u00f2 pi\u00f9 farsi mantenere nelle mani di nessuno, ma sa anche che \u00e8 giusto cos\u00ec: non c\u2019\u00e8 colpa in questo, nemmeno peccato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cTornerai presto, vero?\u201d<\/p>\n<p>Torna, tutto torna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il treno segue una strada completamente nuova mentre corre verso Roma. \u00c8 la stessa su cui cammina Sabrina, fra un aculeo e l\u2019altro. Perch\u00e9 se pu\u00f2 concederselo una bella signora elegante, pu\u00f2 permetterselo anche lei. Perch\u00e9 Milano, ancora una volta, l\u2019ha salvata per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11982\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11982\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabrina ha venticinque anni. 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