{"id":11882,"date":"2012-11-12T13:19:35","date_gmt":"2012-11-12T12:19:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11882"},"modified":"2012-11-12T13:19:35","modified_gmt":"2012-11-12T12:19:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-ninochka-di-alessandra-ponticelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11882","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Ninochka&#8221; di Alessandra Ponticelli"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Grazie di tutto, signore&#8221;, disse Ninochka mentre raccoglieva le ultime cose.<\/p>\n<p>&#8220;Grazie a te. Senza il tuo aiuto io e mia sorella non ce l&#8217;avremmo mai fatta&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sono stati due anni faticosi, ma belli&#8221;, riprese lei rilassando il grazioso volto rotondo in un grande sorriso.<\/p>\n<p>&#8220;E ora dove andrai?&#8221;, aggiunse lui indolentemente.<\/p>\n<p>&#8220;Non lo so; cercher\u00f2 un altro lavoro. Don Antonino mi ha detto che qualcosa, forse, salter\u00e0 fuori&#8221;.<\/p>\n<p>Ettore la guard\u00f2. &#8220;Occhi color del mare&#8221;, cos\u00ec la chiamava tra s\u00e9, era davvero bella. Tanto bella da togliere il fiato. Adesso che la mamma era morta, se ne sarebbe andata e non l&#8217;avrebbe pi\u00f9 rivista.<\/p>\n<p>La giovane ucraina ripieg\u00f2 meticolosamente il plaid di pile che era servito a coprire le gambe paralitiche della vecchia\u00a0durante il giorno e lo sistem\u00f2\u00a0con amore nell&#8217;armadio.<\/p>\n<p>Lui la osserv\u00f2 da dietro.<\/p>\n<p>Era stato un idiota. Perch\u00e9 non aveva mai trovato il coraggio di provarci?<\/p>\n<p>&#8220;Devo chiudere le persiane?&#8221;, chiese lei dolcemente.<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, grazie&#8221;, assent\u00ec pronto Ettore.<\/p>\n<p>Ninochka apr\u00ec la finestra.Guard\u00f2 le linee scure delle montagne stagliarsi nella notte, i bagliori opachi della luna, la strada deserta e livida che saliva dal fondovalle e si tir\u00f2 dietro le imposte.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;aria \u00e8 gelida e sembra che voglia rinevicare&#8221;, disse.&#8221;Povera signora! Proprio ieri sera mi aveva detto che non ne poteva pi\u00f9 del freddo&#8230;e pensare che l&#8217;estate prossima sognava di ritornare, dopo tanto, finalmente, a Lignano&#8221;.<\/p>\n<p>Dalla manica del pullover estrasse un fazzoletto e si asciug\u00f2 in fretta una lacrima.<\/p>\n<p>&#8220;Che vuoi farci&#8230;tutti dobbiamo morire un giorno o l&#8217;altro&#8221;, sentenzi\u00f2 Ettore, allargando le braccia.<\/p>\n<p>Il suono vibrante del campanello si dilat\u00f2 sulle pareti.<\/p>\n<p>&#8220;E ora chi \u00e8?&#8221;, chiese l&#8217;uomo perplesso.<\/p>\n<p>&#8220;Vado a vedere&#8221;, rispose Ninochka lasciando scivolare la borsa sulla sedia a rotelle, gi\u00e0 sistemata in un angolo a fianco del letto.<\/p>\n<p>Zia Teresina entr\u00f2 e si diresse come un fulmine in cucina.<\/p>\n<p>&#8220;Cara, ancora qui? Ed Ettore? Dov&#8217;\u00e8 Ettore?&#8221;, url\u00f2 mentre si sfregava le mani sopra la stufa a legna sulla quale borbottava un vecchio paiolo di rame traboccante d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>&#8220;Stavo sistemando le ultime cose&#8230;&#8221;, aggiunse timidamente la ragazza.<\/p>\n<p>&#8220;Ma Ettore? Dov&#8217;\u00e8 finito, Ettore?&#8221;, ripet\u00e9 la donna.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; di sopra. Devo chiamarglielo?&#8221;, domand\u00f2, con un filo di voce, Ninochka.<\/p>\n<p>&#8220;Oh s\u00ec, gioia, sei veramente un tesoro&#8221;.<\/p>\n<p>Il rumore del passo pesante dell&#8217;uomo che scendeva si amplific\u00f2 sui gradini di legno delle scale.<\/p>\n<p>&#8220;Zia, che ci fai qui? Lo sai che sono le due? E&#8217; forse successo qualcosa?&#8221;.<\/p>\n<p>Lei ebbe un&#8217;espressione di meraviglia.<\/p>\n<p>&#8220;Perch\u00e9? Che c&#8217;\u00e8 di male? Sono venuta a dirti che \u00e8 stata davvero una bella cerimonia. Non sai come sono contenta per tua madre. Dopo tutto se lo meritava&#8221;.<\/p>\n<p>Lui si gir\u00f2 di spalle e si pass\u00f2\u00a0una mano sulla testa completamente glabra.<\/p>\n<p>&#8220;Hai ragione&#8221;, replic\u00f2 a capo basso, &#8220;ma non potevi aspettare domani?&#8221;.<\/p>\n<p>Stizzita, zia Teresina inizi\u00f2 a battere ossessivamente il suo elegante bastone di mogano sul pavimento.<\/p>\n<p>Ninochka le chiese se voleva una tazza di caff\u00e9.<\/p>\n<p>&#8220;A quest&#8217;ora? No, piccola, per carit\u00e0. Non dormirei&#8221;.<\/p>\n<p>Nel frattempo Ettore aveva iniziato a torturare con due dita la chiave della credenza.<\/p>\n<p>&#8220;Non mi do pace! Ci siamo dimenticati di metterle tra le mani il rosario d&#8217;oro che le aveva regalato tuo padre. Almeno tu, per dio, potevi pensarci!&#8221;, riprese\u00a0lei.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; vero, zia&#8221;, rispose lui, sbadigliando.<\/p>\n<p>&#8220;Non potr\u00f2 mai perdonarmelo. Mai&#8221;, ripeteva in continuazione zia Teresina mentre Ninochka l&#8217;accompagnava alla porta.<\/p>\n<p>&#8220;Arrivederci, cara. E buona fortuna&#8221;, disse l&#8217;anziana donna, intanto che, con cura, si agganciava la lunga stola di visone che aveva adagiato sulle spalle.<\/p>\n<p>La giovane la salut\u00f2 con un abbraccio, poi rapidamente corse di sopra, per recuperare la borsa.<\/p>\n<p>&#8220;Ah, \u00e8 qui?&#8221;, esclam\u00f2, sorpresa, vedendo Ettore.<\/p>\n<p>Immobile, seduto su una sedia, la fiss\u00f2 senza dire niente.<\/p>\n<p>&#8220;Bene, allora se non ha pi\u00f9 bisogno di me, io vado e, ancora tante, tantissime condoglianze, signore&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo si alz\u00f2. Era troppo bella per lasciarla andare via. L&#8217;afferr\u00f2, la strinse a s\u00e9 e la scaravent\u00f2 sul letto.<\/p>\n<p>Ninochka inizi\u00f2 a gridare.<\/p>\n<p>&#8220;Calmati. Non vogli farti del male&#8221;, le sussurr\u00f2 all&#8217;orecchio.<\/p>\n<p>&#8220;Aiuto! Qualcuno mi aiuti!&#8221;, url\u00f2, disperata, la ragazza.<\/p>\n<p>A Ettore non erano mai piaciute le donne che lo respingevano. Non le aveva mai sopportate. E &#8220;Occhi color del mare&#8221; gli ricordava la sciacquetta che due anni prima aveva dovuto far fuori al margine di una strada. Non era stata di certo colpa sua se era finita cos\u00ec.<\/p>\n<p>&#8220;Ma chi si credeva di essere? In fondo era solo una puttana&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Qualcuno mi aiuti!&#8221;, continuava a gridare Ninochka.<\/p>\n<p>Mentre le premeva il cuscino di sua madre sulla bocca, lui la guard\u00f2 con schifo.<\/p>\n<p>Lei si dimen\u00f2, inutilmente, fino a che i suoi occhi limpidi e chiari non si spensero nel gran freddo di una notte italiana.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11882\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11882\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Grazie di tutto, signore&#8221;, disse Ninochka mentre raccoglieva le ultime cose. &#8220;Grazie a te. 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