{"id":11841,"date":"2012-11-09T13:30:12","date_gmt":"2012-11-09T12:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11841"},"modified":"2012-11-09T13:30:12","modified_gmt":"2012-11-09T12:30:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-sto-cambiando-pelle-come-solo-una-lucertola-cotta-dal-sole-puo-fare-di-marica-dal-cengio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11841","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;Sto cambiando pelle come solo una lucertola cotta dal sole pu\u00f2 fare&#8221; di Marica Dal Cengio"},"content":{"rendered":"<p>Sto cambiando pelle, letteralmente. Ho tutto il corpo pieno di macchie rosse, pruriginose; alcune sono larghe pochi millimetri altre anche due centimetri; sono comparse prima sull\u2019addome, poi sulla schiena, poi sul collo\u2026 gli arti sono venuti per ultimi. All\u2019inizio, c\u2019\u00e8 sempre un inizio anche per questa cosa che mi \u00e8 capitata, c\u2019\u00e8 stata solo un\u2019unica macchia, prima piccola e timida poi grande e rossa che allargandosi ha lasciato il posto ad un centro bianco. Ora la pelle ha un aspetto spesso e grumoso, come un vecchio rospo con la varicella e sta diventando secca, incredibilmente secca. Mi aspetto che cada a brandelli o si sfaldi come le scaglie di un drago che ha deciso di disfarsi della sua tenuta. Posso indossare solo indumenti di cotone, altri tipi di tessuto mi irritano, \u00e8 una costrizione, ma anche un sollievo: la mia scelta \u00e8 vincolata e non mi perdo. Se fossi una lucertola me ne starei tutto il giorno adagiata su un sasso e lascerei che il sole facesse il suo lavoro. Aspetterei immobile con i polpastrelli bene aperti sulla superficie calda e familiare; terrei le palpebre ben abbassate e il mondo resterebbe arancione, sarebbe un mondo in festa. Lo faccio sempre d\u2019estate, la sabbia \u00e8 il mio sasso e con gli occhi sigillati ascolto il profumo del mare e con la pelle annuso la forza del vento, ora invece fuori dalla finestra c\u2019\u00e8 solo una distesa bianca immacolata e la luce \u00e8 quella che ferisce e l\u2019aria \u00e8 quella che punge. Ho anche paura di guardarmi allo specchio, non mi piace quello che vedo, ho paura che questo processo, se \u00e8 un processo, non finisca mai e che le macchie diventino sempre pi\u00f9 grandi, pi\u00f9 rosse, pi\u00f9 secche.<\/p>\n<p>Ho scoperto che al dolore ci si abitua, ma \u00e8 alla gioia che non ci si abitua. Ho scoperto\u00a0 il dolore che batte come un secondo cuore, batte sordo nel lato sbagliato del petto; \u00e8 una voce martellante che sottolinea ogni parola; un\u2019eco, una sfumatura, una nota in pi\u00f9 qua e l\u00e0, una nota in meno qua e l\u00e0. Il dolore improvviso invece spaventa perch\u00e9 la mente non lo riconosce, \u00e8 gi\u00e0 da subito estremo, irrompe come una baraonda famelica occupando tutta l\u2019attenzione, troppa. E la mente se non gi\u00e0 assuefatta dall\u2019abitudine che istilla la sua presenza un po\u2019 alla volta, ha solo due possibilit\u00e0, o lo rifiuta, e allora chiude le porte e le finestre dei sensi, e chi pu\u00f2 dire cosa accadr\u00e0 se non \u00e8 una mente valida, allenata per risvegliarsi incolume; oppure, si lascia travolgere con il rischio di smarrirsi in un turbine di vento. Anche questa \u00e8 una strada pericolosa, alla fine. Credo che non si possa scappare dal dolore, prima o poi bisogna guardarlo in faccia, dargli un nome. Non soffre forse anche la pietra apparentemente pi\u00f9 immobile sotto la pressione del freddo o l\u2019agguato del caldo? Non soffrono forse gli alberi quando vengono sferzati dal vento? Lo stridore dei rami sono grida nella notte, ma se accompagnati dalla brezza leggera diventano bisbigli insoliti e rappacificatori. Gi\u00e0, basta un niente e il dolore diventa gioia. Vorrei capire la chiave del passaggio: un\u2019intensit\u00e0 marcata qui \u00e8 rumore ignobile; ma un\u2019intensit\u00e0 anticipata pu\u00f2 far diventare il rumore una melodia. Chi ha stabilito le regole di uno spartito che ci coinvolge regolarmente?<\/p>\n<p>Guardo ancora una volta il chiarore insano che si dirama dal mio corpo e mi circonda come fosse confusione e mi fa sentire fragile, nuda. Voglio chiudere gli occhi ancora una volta e sparire addosso la roccia ed aspettare l\u2019arsura del sole. Questa crosta bianca che si sta formando sembra una cotta di sale che non serve a nessuno tranne che a me. In mezzo alla folla i pensieri corrono tra i piedi degli altri. Da quando ho la pelle cos\u00ec anche la mia ombra appare svestita, scontornata.<\/p>\n<p>La lucertola resta lucertola anche sotto il sole, in ogni momento \u00e8 lucertola, ma io che cosa sono, cosa sto diventando?<\/p>\n<p>Se l\u2019uomo \u00e8 un progetto in divenire, io come singolarit\u00e0 rivendico il diritto ad una definizione. L\u2019incompiutezza non \u00e8 una definizione, da qualunque lato la si possa guardare. Se solo potessi sbarazzarmi di questo filo di dolore che mi tiene tra il sonno disturbato e la veglia lontana.<\/p>\n<p>Se fossi vuota, veramente vuota, potrei passare un dito di vento e farlo risuonare dal mio guscio di pelle secca. Potrei anche abituarmi a questa condizione di mezzo: non sono nulla ma posso fare a meno di scegliere di essere qualcosa. E\u2019 colpa di questa secchezza e torpore di membra, ma voglio dormire adesso, solo dormire.<\/p>\n<p>Il tuo respiro si muove silenzioso accanto al mio, mi basta allungare una mano per sfiorare piano i tuoi capelli.<\/p>\n<p>Bruciore, dolore, vergogna, e questo vuoto che mi sta ingoiando ed una cicatrice, fuori, indelebile. Ho paura che resti solo la paura e non ci sia posto per altro, per nessun altro; a volte penso che legarmi a te sia un modo per non perdermi, che tenere la tua mano sia volere un appiglio di tepore; ma tu, tu vedi quello che sono? Perch\u00e9 non fuggi via? Io lo farei se potessi. Mi guardo allo specchio e vedo quello che non conosco.<\/p>\n<p>Brucia, brucia, brucia\u2026 questa ferita \u00e8 un grido tra la pelle, devo accettarla, non ho scelta, ma brucia.<\/p>\n<p>Guardo il cielo tingersi di blu, indaco e grigio con i monti tutt\u2019attorno che lo seguono come fossero uno specchio gigante. Vorrei essere un fiume e spandere per il cielo immenso diventando blu, indaco, poi grigio. Abbiamo fatto l\u2019amore ogni giorno da quando sei con me, e ogni giorno pi\u00f9 volte durante il giorno e la notte ed ogni volta ho letto il mare che sa di tempesta sulla tua pelle e nei tuoi occhi. Il mio sudore si \u00e8 mescolato al tuo, ho il tuo odore adesso, ho te sulla mia pelle ed \u00e8 ci\u00f2 che rimane quando te ne vai; ho la tua voce che si \u00e8 posata dentro me. Hai detto che sei mio, che sei per me; mi hai chiesto di amarti\u2026 s\u00ec ti amo.<\/p>\n<p>Servirsi piano delle parole \u00e8 un po\u2019 come cercare la strada. Credo che l\u2019uomo vivesse gi\u00e0 nella mente del suo dio, e quando dio gli ha dato forma, ha visto semplicemente quello che lo perseguitava nel cuore.<\/p>\n<p>Non ho paura adesso che il paesaggio scorre fuori dai finestrini come fosse acqua, sto andando da lui, lo vedo come gi\u00e0 fosse vicino, devo solo aspettare che la sua immagine mi perseguiti ancora un po\u2019. La cicatrice intanto brucia come se avessi del ferro arrugginito addosso, come una collana dimenticata.<\/p>\n<p>Che strano scendere in una coltre umida con i gesti che si mescolano a parole senza senso: sillabe di una lingua che potrei chiamare amorosa, che molti conoscono e quasi tutti temono. Voglio che il mio corpo la parli senza timore, senza colpa: in fondo \u00e8 stato creato anche per questo. Ho usato il suo profumo per darmi un\u2019identit\u00e0, viaggio nel mio limbo con la sua essenza, viaggio nel mio spazio ridotto con la sua mole immensa\u2026<\/p>\n<p>Il libro che sto leggendo dice che gli incontri pi\u00f9 importanti sono gi\u00e0 combinati dalle anime prima che i corpi si vedano ed avvengono generalmente quando arriviamo ad un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. A volte credo che la mia anima ti cercasse da sempre, e quando ho posto gli occhi su di te credo che lei abbia esultato di gioia. Riascolto il mio nome tra le tue labbra e resto come sempre incantata, come se qualcosa mi si spezzasse dentro, o si aprisse. Dura poco meno di un secondo, ma mi ci potrei perdere, tra le tue labbra. E\u2019 bello sentirti dire ti amo, \u00e8 bello sentire questo pugno di vocali e consonanti scivolare nelle orecchie, gi\u00f9 fino in fondo al cuore. Dura poco pi\u00f9 di un secondo ma potrei volerne ancora. E\u2019 questo che mi spinge, dopo, a rintanarmi affondando il viso nel tuo collo, ad aggrapparmi al tuo abbraccio, quando tu mi tocchi come se fossi fragile \u2026 io, invece, ti sto solo cercando\u2026<\/p>\n<p>Se lo scopo di ogni azione \u00e8 vincere, i vincitori di Darwin hanno ammazzato il mondo. Per quale motivo l\u2019uomo ha sempre innalzato e protetto tabernacoli d\u2019odio e sopraffazione? Soprattutto verso l\u2019amore e il rapporto con l\u2019altro che \u00e8 specchio di s\u00e9, vuol dire allora che odia se stesso, che vuole dominare se stesso e lo fa attraverso l\u2019altro\u2026 \u00e8 per stupidit\u00e0 o \u00e8 per paura? La paura non ha colore, razza, nazione, \u00e8 indefinibile, ha tante facce, suoni, odori, eppure \u00e8 la stessa ovunque ed \u00e8 anche la mia.<\/p>\n<p>E\u2019 buio, sento il suo odore, l\u2019odore della sua pelle, del suo corpo. E\u2019 buio, ma dalla finestra un refolo d\u2019aria mi porta i rumori del mondo di fuori che si mescolano al rumore sordo del mio cuore. Si avvicina e con la mano mi sfiora la mano. Ho la sensazione che sappia come muoversi che veda anche al buio. Si avvicina ancora e si strofina addosso come solo un gatto sa fare. Strofina la fronte contro la mia guancia, il collo; strofina per cancellare la mia pelle e lasciare la sua. Guardo la sua pelle di luna e mi chiedo cosa si prova ad averla, forse mi ci muoverei bene.<\/p>\n<p>Ho tante anime dentro, tante quante le nuvole in cielo e mutano e cambiano ad ogni dito di vento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11841\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11841\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sto cambiando pelle, letteralmente. Ho tutto il corpo pieno di macchie rosse, pruriginose; alcune sono larghe pochi millimetri altre anche due centimetri; sono comparse prima sull\u2019addome, poi sulla schiena, poi sul collo\u2026 gli arti sono venuti per ultimi. All\u2019inizio, c\u2019\u00e8 sempre un inizio anche per questa cosa che mi \u00e8 capitata, c\u2019\u00e8 stata solo un\u2019unica [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11841\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11841\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3092,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-11841","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2013"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11841"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3092"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11841"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11841\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11845,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11841\/revisions\/11845"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}