{"id":11785,"date":"2012-11-05T18:10:19","date_gmt":"2012-11-05T17:10:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11785"},"modified":"2012-11-05T18:10:28","modified_gmt":"2012-11-05T17:10:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2013-la-vendetta-di-alessandra-ponticelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11785","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2013 &#8220;La vendetta&#8221; di Alessandra Ponticelli"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; buio pesto nel parcheggio. Marta accende la luce dell&#8217;abitacolo. Sfila una <em>Camel<\/em> dal pacchetto e se la porta alla bocca. Dopo due anni \u00e8 la prima volta che le ricapita. La tiene stretta tra le labbra. Fin dai tempi del liceo il sapore del filtro le ha sempre ricordato quello del panettone fresco. Anche ora. Se Giulia fosse l\u00ec, di sicuro riderebbe. Giulia ride di tutto. Rise perfino quando, in quinta liceo, rischiarono entrambe di non essere ammesse all&#8217;esame. E&#8217; fatta cos\u00ec Giulia. Per questo \u00e8 convinta che la vita le sia andata incontro. Un marito ricco trovato sulle piste di sci, abiti firmati, villa\u00a0 al mare e tre figli. Bellissimi, naturalmente, come il suo Gianni.<\/p>\n<p>Marta\u00a0prende l&#8217;accendino dal portaoggetti, accende la sigaretta e resta fissa con gli occhi sulle volute di fumo che svaniscono lentamente. Giulia.\u00a0Non \u00e8 l\u00ec per pensare a lei.<\/p>\n<p>Guarda il vapore denso e umido della nebbia che ricopre il parabrezza e i finestrini. Si sente al sicuro. Nessuno pu\u00f2 vederla. Nemmeno la prostituta, arrivata\u00a0da una decina di minuti e sistemata all&#8217;angolo con la statale. Scruta l&#8217;orologio sul cruscotto. E&#8217; in anticipo. Come sempre. Ha passato la sua vita ad arrivare in anticipo. A scuola, alle feste, ai colloqui di lavoro, agli allenamenti, al cinema, dal dentista e pure ai funerali. Ha sempre aspettato in silenzio che gli altri arrivassero. Come ora del resto.<\/p>\n<p>Fuori non c&#8217;\u00e8 anima viva. Sente lo strid\u00eco di un camion che sfreccia lungo la strada mentre il suo sguardo insegue la sc\u00eca luminosa lasciata dai fanalini di posizione.<\/p>\n<p>Ma adesso tutto cambier\u00e0.<\/p>\n<p>Ha la nausea. In lontananza le insegne fosforescenti di un <em>pub<\/em> rischiarano la notte. Dieci anni. Dieci lunghissimi anni passati a cercare di dimenticare, inutilmente. Risente il profumo aspro di lui, la pelle liscia e sbarbata, l&#8217;alito che sa di alcool, le mani curate che l&#8217;afferrano e la sbattono con forza sulla sabbia. Non c&#8217;erano le stelle la sera nella quale quel bruto la violent\u00f2; e nemmeno ora. C&#8217;\u00e8 solo la luna. Una luna esangue e distante. Indifferente come allora. Guarda di nuovo l&#8217;orologio; meno di dieci minuti e lo rivedr\u00e0. Ma non arriver\u00e0 puntuale, ne \u00e8 sicura. Quelli come lui non sono mai puntuali.<\/p>\n<p>Accende la radio. Il meteo dice che\u00a0domani nevicher\u00e0. Controlla che la pistola sia ancora al suo posto, l\u00ec sotto il sedile del passeggero dove l&#8217;ha nascosta. Pensa a com&#8217;\u00e8 stato facile convincerlo ad andare:<\/p>\n<p>&#8221; Sai, in questo periodo mi trovo nei casini &#8230; ho bisogno di soldi &#8230; ti conviene pagare se non vuoi che racconti cosa successe quella notte&#8221;.<\/p>\n<p>Due fari potenti illuminano l&#8217;asfalto. Un&#8217;Alfa rallenta, in un rombo pigro. Marta si volta furtivamente: ha un sussulto.<\/p>\n<p>E&#8217; lui? No. Vede la macchina ripartire, schizzare, dissolversi, come una meteora, nel buio dell&#8217;incrocio. Nulla la fa impazzire come il silenzio; il silenzio che brucia pi\u00f9 di un sole battente.<\/p>\n<p>Ascolta, sonnolenta, la voce che esce monotona dalla radio.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 stata una rapina in una nota gioielleria del centro. Si scuote; alza il volume:<\/p>\n<p><em>Il titolare, un quarantenne di nome Gianni Fabrizi \u00e8 morto, ucciso da un colpo d&#8217;arma da fuoco mentre tentava di resistere al suo assassino.<\/em><\/p>\n<p>Marta non sa se \u00e8 felice.\u00a0Sa soltanto che qualcuno, senza volerlo, l&#8217;ha finalmente vendicata. Adesso che la pistola non le serve pi\u00f9 pu\u00f2 anche gettarla e andarsene\u00a0a dormire. Le condoglianze a Giulia le far\u00e0 domani. Per ora \u00e8 meglio lasciarla da sola con le sue lacrime.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11785\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11785\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; buio pesto nel parcheggio. 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