{"id":1137,"date":"2009-04-23T12:11:29","date_gmt":"2009-04-23T11:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1137"},"modified":"2009-04-23T12:11:29","modified_gmt":"2009-04-23T11:11:29","slug":"due-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1137","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;Due donne&#8221; di Fulvia Giannunzio"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">E\u2019 di nuovo mattina, sono di nuovo qui. Tra poco sarai di nuovo di fronte a me, come ogni giorno. Mi ricordo quanto desideravo vederti quando ti ho conosciuta. Quando aspettavo il tuo arrivo e il momento dei tuoi brevi racconti come una pausa leggera di felicit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Eppure ogni volta ti apro la porta, ti lascio entrare. So che tra poco comincerai a parlare. A parlarmi di lui. E le tue parole mi si infileranno come aghi nelle orecchie, negli occhi, nelle mani.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Questo posto era il nostro spazio, mio e suo. E\u2019 una stanza tutta bianca,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>anche i mobili sono bianchi. Sembrano ancora pi\u00f9 bianchi di mattina, sotto il sole che entra dalla finestra e illumina il tavolo. Le piante sono morte. Le ho buttate, sono rimasti i vasi vuoti, allineati lungo la parete.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Vengo qui ogni giorno. Ho continuato a farlo anche senza di lui. Mi porto da leggere, ma non lo faccio quasi mai. Sto seduta immobile sulla sedia, guardo fuori dalla finestra e do le spalle alla porta chiusa. Sento bussare nello stesso modo in cui bussava lui. Invece sei di nuovo tu. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Eccoti, stai entrando dalla porta. Sorridi e pieghi un po\u2019 la testa da un lato. Mi saluti. Non mi chiami pi\u00f9 col mio nome. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Io non ti parlo mai, parli sempre tu. Cominci sempre col parlare di cose piccole. E poi mi parli di lui.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ogni volta che lo nomini mi stringo le braccia al petto. Cerco di chiudermi in un nodo in cui le parole non riescano ad entrare. Eppure entrano sempre, da qualche parte trovano un varco, entrano e fanno male. Ti lascio fare. Non ti dico mai di non parlare. Non smetto di ascoltare. Stringo le dita fino a lasciarmi addosso dei segni. Ogni volta pi\u00f9 duraturi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Sulla mia pelle ormai non ci sono segni diversi da quelli che mi procuro da sola, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia di lui. Nella mia mente ha smesso di avere un viso, un corpo, un odore. Non li ricordo pi\u00f9. Lui \u00e8 solo nelle parole, e le parole sono solo tue.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ti osservo. Hai i capelli spettinati, separati in ciocche appiccicate l\u2019una all\u2019altra. Sei pallida, intorno agli occhi chiari hai dei piccoli cerchi rossi. Hai indosso un maglione largo, verde, un paio di pantaloni un po\u2019 informi e le scarpe da ginnastica. Ti osservo e mi chiedo che cosa lui abbia amato di te, prima di ricordarmi che anch\u2019io ti amavo. Avevo avuto i suoi stessi desideri. Stare nel tuo nido. Nel vapore della tua cucina. Stare avvolta in una tela di parole calde. Stare nel tuo mondo piccolo dai confini stretti. Far scivolare le mie dita sui tuoi capelli e sul profilo del tuo naso. Volevo essere una pioggia di goccioline, potermi posare sulla tua pelle bianca. Volevo addormentarmi avvolta nel tuo calore. Tutto senza scosse, come il tuo modo di parlare sempre calmo. Parlare di poco, di niente, solo per sentire il suono della tua voce, le sue inflessioni, i punti delle frasi in cui abbassi il tono, quelli in cui ti appoggi sulle parole. Cercavo il tuo sguardo, sapevo che vegliavi su di me, che mi proteggevi. Ero innamorata della tua quiete. La tua trasparenza era perfezione. L\u2019immobilit\u00e0, l\u2019assenza di mutamento. Tu diventavi impalpabile, quasi invisibile. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Volevo ritrovare l\u2019innocenza nei tuoi occhi, immaginare una seconda giovinezza. L\u2019abbiamo desiderata entrambi, lui ed io. Nessuno di noi due l\u2019ha avuta. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Attraverso di te ho iniziato a vedere lui. E lui ha visto me. Abbiamo steso le mani l\u2019uno verso l\u2019altra attraverso di te. Tu eri l\u00ec, hai guardato le nostre dita che si tendevano le une verso le altre, lentamente, senza sfiorarsi, ma si cercavano. Restavano vicine. Le nostre mani attraversavano il tuo corpo. Il tuo sguardo mi bruciava le dita. Hai ascoltato le nostre parole che si avvolgevano come spirali di fumo. Parole come carezze, come saliva. Tu non dicevi niente. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Te ne sei andata. Siamo rimasti soli. Camminavamo per notti intere senza smettere di parlare, senza pi\u00f9 toccarci. Faceva freddo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lui. Il tuo uomo. Il tuo uomo prima di me, dopo di me. Ci siamo trovati con sorpresa. All\u2019inizio i corpi erano quasi un ingombro, li coprivamo di parole anche facendo l\u2019amore. Poi le parole sono diventate mani, lingua, gambe, piedi.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Non c\u2019eravamo che noi, i nostri odori, il sesso ogni volta pi\u00f9 intenso. Il sapore della sua pelle, il suo respiro nelle orecchie. I suoi occhi che mi guardavano, io che mutavo forma dentro il suo sguardo. Le mie mani scorrevano su di lui, sui pieni e i vuoti, sulle striature della sua pelle. Entravano nel suo corpo, lui frugava il mio. Vedevo i suoi tremiti, i suoi timori. Sudati, incollati per ore. Un amore di naufraghi. Profondo, infinito e senza speranza. Finito senza preavviso e troppo bruscamente come sbattuto sugli scogli. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quando lui se ne \u00e8 andato tu hai ripreso a vivere e a parlare. Lo hai fatto lentamente, quando \u00e8 cominciato il suo silenzio sono cominciate le tue parole. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Allora \u00e8 questo essere una coppia. E\u2019 la capacit\u00e0 di cogliere il rimbalzo senza pause, di sapere quando l\u2019altro smetter\u00e0 di parlare e prendere il suo posto. Tu hai colto il suo rimbalzo e hai ripreso il tuo posto come se niente fosse, come se non lo avessi mai lasciato. Io ho perso il ritmo, la corsa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, tu ci sei ancora. Ogni giorno sono qui, ed ogni giorno tu arrivi e mi parli di lui. Mi racconti ogni particolare della sua vita, ogni minuto della sua giornata. Mi dici come sta seduto al mattino, i gomiti appoggiati al tavolo della cucina, la testa sulle mani, come tossisce, quello che mangia. Ti guardo mentre mi parli, e penso che sai, che senti come ogni parola combacia con la mia mancanza, con il vuoto che c\u2019\u00e8 in me. Ti guardo mentre muovi delicatamente il coltello nella mia ferita, e penso che mi basterebbe cos\u00ec poco. Apro le labbra secche, le inumidisco con la lingua, mi schiarisco la voce con un colpo di tosse.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cLa sua pelle \u00e8 coperta di piccoli buchi, come mille tracce\u201d.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Conosco la sua pelle, posso descriverti il disegno del suo torace. Conosco i diversi sapori di ogni parte del suo corpo. Le sue cicatrici. Parlami di questo. Raccontami il suo corpo, dimmi com\u2019\u00e8 cambiato. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Basterebbe dirti questo e smetterei di soffrire. Tu cominceresti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ma non lo faccio. Non voglio vederti soffrire. Sembri una ragazzina. Ti ascolto in silenzio. Resto immersa nel fluido denso delle tue parole, ormai non sei pi\u00f9 trasparente, sei diventata uno stagno scuro e cerchi di tirarmi dentro, io resto ferma e ti lascio fare. Aspetto il momento in cui smetterai di parlare e mi toccherai. So che lo farai. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ogni giorno tu mi abbracci. Anche sul mio corpo vi cedete in passo senza perdere il ritmo. Mi mancano le sue mani, o forse le tue. Non riesco a capire la differenza, non la sento pi\u00f9.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Mi abbracci. Sento il tuo odore di fiori delicati. Mi stringi, quella stretta mi da\u2019 un gusto dolce nello stomaco, come una caramella. Il mio corpo non si sottrae. Entro tutta nelle tue braccia piccole, affondo il viso nel tuo collo. Tu mi carezzi la schiena, lentamente, in modo irregolare. E\u2019 bello.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cMi mancano le sue mani\u201d, ti dico. Lo dico solo nella mia testa, senza voce. Tu non mi senti, ma cominci a passarmi i palmi delle mani sulla schiena formando dei cerchi, ogni cerchio premuto un po\u2019 pi\u00f9 forte. Si, cos\u00ec. Mi carezzava cos\u00ec. Circondava un punto al centro della mia schiena, creava un vortice. Mi ritrovavo stretta attorno a un punto. Mi manca il suo corpo, mi manca la sua voce. Vorrei dirtelo. Vorrei chiederti che cosa dice adesso, che cosa si ricorda, quali cose ha dimenticato. So che vorresti consolarmi. Se potessimo superare quest\u2019ultimo velo. Tu, io, potremmo. Ma non lui. E\u2019 per lui che non diciamo la verit\u00e0, per non togliergli il respiro. Continuiamo questa danza, in silenzio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"150%;\"><span style=\"Times New Roman;\">Nella stanza si sente il rumore del vento che soffia. E\u2019 come un mugolio. Soffia una voce troppo ampia in uno spiraglio piccolo, come chi ha troppo da dire e non riesce. Il suono diviene un lamento, il mio. Mi stringi a te. Chiudo gli occhi, cullata nelle tue braccia. Potrei ferirti. Potresti uccidermi. Respiro nel tuo collo, sento la tua vena che mi pulsa sul viso. Tu continui a stringermi. Ci scambiamo il calore, ci scambiamo il corpo. Le cellule dei nostri corpi si scambiano memorie. Stiamo strette, ondeggiamo, mentre il tempo passa diventiamo un\u2019unica cosa, un\u2019unica donna, e tutto il resto sparisce.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1137\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1137\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 di nuovo mattina, sono di nuovo qui. 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