{"id":11365,"date":"2012-06-08T15:45:59","date_gmt":"2012-06-08T14:45:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11365"},"modified":"2012-06-15T19:30:52","modified_gmt":"2012-06-15T18:30:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-la-guerra-di-peter-di-dario-collini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11365","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;La guerra di Peter&#8221; di Hottario"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante il caldo e la vicinanza , il capitano si chin\u00f2 e gli grid\u00f2 vicino all\u2019orecchio:<\/p>\n<p><strong><em>\u201cPiero non devi mai fermarti, devi continuare, continuare a sparare fino all\u2019ultima cartuccia. Hai capitooo ?\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Piero, sollevando la guancia dal moschetto, annu\u00ec con la testa.<\/p>\n<p>Lo fece serrando ancor pi\u00f9 la bocca, per non offrire alla fine sabbia portata dal ghibli, un apertura.<\/p>\n<p>Poi, il Capitano, si alz\u00f2 in piedi sfidando quel turbinio di aria e polvere, che s\u2019infilava dappertutto e rivolgendosi a tutta la squadra, alz\u00f2 il tono della voce al limite delle capacit\u00e0 delle corde vocali, ed url\u00f2:\u00a0<strong><em>\u201c Anche se doveste essere feriti dovete continuare, continuare a sparare perch\u00e9 gli inglesi non fanno prigionieri! \u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era l\u2019ennesima esercitazione di tiro alle sagome.<\/p>\n<p>Sagome improvvisate, piantate nella sabbia del deserto libico, alla periferia di Tobruk\u00a0 con la solita esortazione, per corollario, a fare quello per cuila Patriali aveva spediti prima al confine conla Francia, sulle montagne di Ventimiglia e\u00a0 poi in Libia: cio\u00e8 a sacrificare la propria giovinezza e probabilmente la propria vita per uccidere il maggior numero di nemici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ventimiglia era stata una pacchia.<\/p>\n<p>Nemmeno uno sparo di fucile, solo qualche colpo d&#8217;obice. Una specie di campeggio.<\/p>\n<p>Montagne verdi con torrenti pieni d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Aria fresca, profumata di salmastro e di macchia mediterranea, che saliva dalla costa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senza preavviso, come un tuono d\u2019estate che preannuncia la tempesta, fu ordinato al Reggimento di preparare in fretta e furia armi e bagagli per raggiungere immediatamente Napoli per imbarcarsi con destinazione il fronte libico di questa seconda grande guerra, che vedeva fronteggiarsi in nord Africa, gli Inglesi contro gli Italiani ela Germania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inutilmente Piero chiese e supplic\u00f2 un permesso di poche ore per fermarsi lungo il viaggio a Firenze, giusto il tempo strettamente necessario per incontrare la madre prima del trasferimento nelle lontane e sconosciute terre d&#8217;Africa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inutilmente raccont\u00f2 le sofferenze di Elvira, la madre, ch\u2019era rimasta vedova mentre attendeva una figlia, quando lui aveva 4 anni ed il fratello ne aveva compiuti la met\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inutilmente spieg\u00f2 ch\u2019era l\u2019unico figlio convivente, visto che per ragioni di sopravvivenza il fratello, quindici anni prima, era stato affidato ad uno zio che abitava lontano e la sorella ad un collegio di orfane presso le suore vicino alla chiesa di San Gervasio e Protasio a Firenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Piero non voleva disertare.<\/p>\n<p>Piero voleva solo salutare la madre prima di andare in Africa a sparare ed essere sparato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La negazione del permesso gli sembr\u00f2 un\u2019inutile crudelt\u00e0.<\/p>\n<p>Segu\u00ec il suggerimento del cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella scese dal treno, abbandonando i suoi compagni d&#8217;armi.<\/p>\n<p>Li salut\u00f2 cos\u00ec: <strong><em>\u201cCi si vede domani, a Napoli\u201d <\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Corse a casa a salutare la \u201csu\u2019 mamma\u201d, a mostrarle, che godeva ottima salute \u2013 a farle coraggio \u2013 a raccogliere<\/p>\n<p>le ultime notizie riguardanti il fratello e la sorella.\u00a0 Quasi sconosciuti per lui.<\/p>\n<p>Dopo solo sei ore, era di nuovo sul treno per raggiungere il suo Reggimento a Napoli.<\/p>\n<p>Il comandante sentite le ragioni di Piero gli confess\u00f2, che personalmente non lo biasimava, ma come Ufficiale del Regio Esercito doveva affibbiargli 30 giorni di cella di rigore da scontare una volta raggiuntala Libia.<\/p>\n<p>L\u2019anima gli sorrideva dentro.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cUn prezzo assai conveniente\u201d<\/em><\/strong> pens\u00f2 Piero, con gli occhi assorti e rivolti verso il pavimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un mese dopo l\u2019ultima esercitazione, l\u2019esercito britannico,\u00a0 sconfinando dall\u2019Egitto, entr\u00f2 in Libia ed attacc\u00f2 la cittadina di Tobruk.<\/p>\n<p>La moderna artiglieria nemica colpiva le postazioni italiche senza che queste potessero contraccambiare.<\/p>\n<p>I cannoni a disposizione delle truppe dei Savoia &amp; Mussolini erano costituite da residui italiani e asburgico della guerra del 1915\/1918.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Piero spar\u00f2 e fu sparato. Fu ferito ad una gamba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalla ferita usciva molto sangue e partivano dolori lancinanti.<\/p>\n<p>Si trascin\u00f2 per alcuni metri, cercando un riparo migliore.<\/p>\n<p>Dalla feritoia della nuova postazione osserv\u00f2 l\u2019avanzata dei carri armati britannici, notando la loro grande dimensione.<\/p>\n<p>Con grande sorpresa vide, che sul retro montavano dei bidoni da200 litrimuniti di rubinetti e ricolmi di th\u00e8 a disposizione delle truppe terrestri a seguito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era sconvolto per l\u2019abbondanza di mezzi degli avversari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si convinse, che non c\u2019era mai state speranze di vittoria per gli Italiani.<\/p>\n<p>Poi prese atto di non avere alcuna possibilit\u00e0 di fuggire.<\/p>\n<p>La battaglia e l\u2019onore erano perduti e lui stava per perdere la vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stramaled\u00ec chi lo aveva ingannato con la propaganda sulla giustezza della guerra, chi lo aveva truffato sulla superiorit\u00e0 italica e sulla certezza della vittoria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le parole urlate dal comandante gli rimbombarono nella testa: <strong><em>\u201c\u2026 devi continuare, continuare a sparare\u2026\u2026 devi continuare, continuare a sparare\u2026 \u2026 devi continuare, continuare a sparare\u2026 \u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il dolore lancinante della ferita scacci\u00f2 quelle parole che adesso gli sembrarono assurde.<\/p>\n<p>Rassegnato e piangendo a dirotto, smise di sparare e gett\u00f2 fucile e munizioni da una parte ed attese che il suo destino si compisse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alla sua giovane vita, che stava per concludersi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alla madre, che sola a casa l\u2019attendeva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 al padre perduto troppo presto a cui, ogni notte, rivolgeva una pensiero prima di coricarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 al fratello, che tanto aveva desiderato di conoscere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alla sorella rinchiusa dalle suore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alle donne che avrebbe voluto amare e che non aveva ancora avuto il tempo d\u2019incontrare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricord\u00f2 i compagni di baldorie e risate che a 18 anni lo avevano trascinato a Firenze nella \u201cCasa chiusa\u201d vicino al mercato di Sant\u2019Ambrogio.<\/p>\n<p>Fu in quella occasione che gli amici lo ribattezzarono Piero, smettendo di chiamarlo Pietro, come invece era stato registrato all\u2019Anagrafe\u00a0 del Comune.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alla famiglia, che avrebbe potuto avere.<\/p>\n<p>Poi s\u2019accasci\u00f2 e sommessamente e con un filo di voce rotta dai singhiozzi, alz\u00f2 lo sguardo al cielo, implor\u00f2: <strong><em>\u201cBabbo aiutami\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giunse l\u2019ultimo carro armato, seguito da una nuvola di polvere e sabbia, dalla quale all\u2019improvviso apparve la fanteria britannica<\/p>\n<p>Un soldato, armato di fucile, si stacc\u00f2 dal gruppo che si proteggeva dietro il carro armato, e a passo di mezza corsa lo raggiunse.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2 di fronte a lui e calmo l\u2019osserv\u00f2.<\/p>\n<p>Piero,\u00a0 stremato dalla ferita, che aveva sparso molto sangue, era disteso al suolo sconvolto dalla consapevolezza della fine, che l\u2019attendeva.<\/p>\n<p>Un groppo di nervi gli aveva la bloccato la gola.<\/p>\n<p>Tremante, con gli occhi terrorizzati, invoc\u00f2 con un filo di voce il nome d\u2019Ernesto, suo padre, morto quando lui era un bambino di quattro anni.<\/p>\n<p>Un dolore acuto gli risal\u00ec il braccio sinistro raggiungendo il cuore.<\/p>\n<p>D\u2019istinto, ansimando port\u00f2 il palmo della mano destra sul cuore, come per proteggerlo da quel dolore acuto.<\/p>\n<p>Fu in quel preciso momento che il soldato alz\u00f2 lo sguardo e lo ferm\u00f2 verso l\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Poi con calma liber\u00f2 una mano dal fucile e cominci\u00f2 a frugarsi nelle tasche del giubbotto militare.<\/p>\n<p>Piero pens\u00f2, che cercasse il revolver per finirlo comodamente ed economicamente con un proiettile di pistola.<\/p>\n<p>Ma, con sua grande sorpresa e incomprensione, il soldato nemico estrasse, da una tasca, un pacchetto di sigarette.<\/p>\n<p>Sempre con calma, il soldato apr\u00ec il pacchetto delle sigarette, ne sfil\u00f2 una e posandosela tra le labbra l\u2019accese, strofinando con un gesto secco il fiammifero sul fucile.<\/p>\n<p>Aspir\u00f2 profondamente con gusto, trattenne il fiato e\u00a0 lentamente espir\u00f2 una nuvola di fumo profumata di tabacco.<\/p>\n<p>Piero terrorizzato, con il cuore che gli doleva e gli pulsava in gola come impazzito, seguiva ogni gesti del britannico con brevi e precisi scatti degli occhi.<\/p>\n<p>Gli sembr\u00f2 che il tempo si fosse bloccato.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 che quel <em>\u201cbastardo\u201d<\/em> d\u2019inglese, che prolungava l\u2019esecuzione, fosse un vero sadico e lo facesse con il solo scopo di farlo patire maggiormente.<\/p>\n<p>Ma il fante nemico, sempre con calma, prese con una mano la sigaretta appena accesa, mentre con l\u2019altra sosteneva sempre il fucile.<\/p>\n<p>Si chin\u00f2 verso di lui e abbozzando un leggero ma sincero sorriso\u00a0 gli appoggi\u00f2 la sigaretta sulle sue labbra.<\/p>\n<p>Poi si volt\u00f2 e come era giunto si allontan\u00f2 con il solito passo di mezza corsa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era accaduta la cosa pi\u00f9 inaspettata, il fatto pi\u00f9 incredibile ed inconcepibile,\u00a0 per Piero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Impossibile descrivere le emozioni ed i sentimenti, che prov\u00f2 in quegli istanti.<\/p>\n<p>Il terrore era svanito.<\/p>\n<p>Sostituito da un insieme di sentimenti contrastanti, quali: sorpresa, perch\u00e9 non capiva per quale ragione quel soldato nemico non l\u2019avesse ucciso, come gli avevano detto con insistenza i suoi superiori; un\u2019enorme gioia, per essere ancora vivo, ed alla fine amarezza e una grande rabbia per essere stato ingannato dai suoi superiori.<\/p>\n<p>Un lampo di luce gli illumin\u00f2 la mente, facendogli comprendere, senza l\u2019uso di vocaboli e concetti, quanto fosse crudele ed assurda la guerra.<\/p>\n<p>Alla fine la gioia si trasform\u00f2 in un pianto liberatore.<\/p>\n<p>Il dolore acuto al cuore era scomparso.<\/p>\n<p>Il gesto del soldato lo aveva salvato bloccandogli miracolosamente l\u2019infarto miocardico in atto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 l\u2019ambulanza dell\u2019esercito britannico.<\/p>\n<p>I portantini lo caricarono con cura e lo trasportarono all\u2019ospedale da campo.<\/p>\n<p>La gamba ferita era gonfiata ed aveva un brutto aspetto.<\/p>\n<p>Gli misurarono la temperatura corporea, la febbre era salita a 41 e mezzo.<\/p>\n<p>I dottori diagnosticarono una cancrena e per salvargli la vita, gli prospettarono\u00a0 l\u2019amputazione dell&#8217;arto.<\/p>\n<p>Piero si oppose disperatamente, dicendosi sicurissimo che la febbre era dovuta alle emozioni vissute quel giorno e non alla cancrena.<\/p>\n<p>I medici non lo ascoltavano e ordinarono agli infermieri di preparare i ferri per un amputazione.<\/p>\n<p>Piero terrorizzato, s\u2019immagin\u00f2 a casa, senza una gamba, al lavoro, a camminare per il paese appoggiandosi ad una stampella.<\/p>\n<p>Decise che non voleva una vita senza una gamba.<\/p>\n<p>Si mise ad urlare\u00a0 minacciando di uccidersi, qualora gli avessero amputata la gamba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il tono usato per la minaccia, convinse i medici inglesi e all\u2019italiano, nonch\u00e9 prigioniero di guerra, gli fu somministrato straordinariamente, un nuovo farmaco in sperimentazione, riservato ai soli soldati britannici: la penicillina.<\/p>\n<p>Furono concesse 12 ore di tempo per controllare l\u2019azione del farmaco e qualora l\u2019esito fosse stato negativo i dottori avrebbero proceduto al taglio dell\u2019arto comunque.<\/p>\n<p>Questa fu la proposta e Piero l&#8217;accett\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La penicillina lavor\u00f2 per tutta la notte e dimostr\u00f2, che non era la cancrena la causa dell\u2019altissima febbre e del gonfiore della gamba, infatti la mattina successiva la febbre era calata a 37 e la gamba si sera sgonfiata.<\/p>\n<p>Piero si commosse per la consapevolezza che per la seconda volta, in un paio di giorni, aveva avuto salva la vita.<\/p>\n<p>Lo imbarcarono a Port Said su un bastimento di prigionieri di guerra e percorse il Mar Rosso.<\/p>\n<p>Entrato nell\u2019Oceano Indiano, approd\u00f2 in Sud Africa, dove soggiorn\u00f2 per alcune settimane, ironia della sorte, nel campo prigionieri di St. Petersbourg.<\/p>\n<p>Termin\u00f2 la circumnavigazione dell\u2019Africa su un\u2019altra nave, vomitando anche l\u2019anima, quando il bastimento a causa del mare grosso ondeggiava di beccheggio e di rullio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sbarc\u00f2 in Inghilterra e fu internato in un Campo di prigionia alla periferia di Londra.<\/p>\n<p>Il quindicesimo giorno manc\u00f2 di rispetto ad un sottufficiale del Campo, beccandosi 30 giorni al\u2019 \u201cHotel Bristol\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec veniva chiamato ironicamente il carcere, dal personale di sorveglianza del Campo.<\/p>\n<p>La cella la condivise con un renitente alla leva britannico e Peter fraternizz\u00f2 subito con quel ribelle. Ribelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Incuriosito dalla presenza di un suddito di Sua Maest\u00e0, si rivolse al compagno di cella chiedendogli il motivo della sua renitenza.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si dichiar\u00f2 di nazionalit\u00e0 scozzese e \u201c<em>papista<\/em>\u201d e conseguentemente, aggiunse, gli restava simpatico Mussolini.<\/p>\n<p>Gli anglicani chiamavano \u201cpapisti\u201d i cattolici romani.<\/p>\n<p>Dopo una pausa di alcuni secondi trascorsi a fissare il pavimento, confess\u00f2 di aver gi\u00e0 combattuto una guerra, la prima guerra mondiale e aggiunse, che non gli era piaciuta.<\/p>\n<p>A cinquant\u2019anni, l\u2019avrebbero destinato alle retrovie, probabilmente in una posizione tranquilla e senza rischi, ma lui non voleva essere corresponsabile di una nuova carneficina e si era nascosto per non essere arruolato.<\/p>\n<p>Gli sembr\u00f2 pi\u00f9 veritiera la seconda risposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il secondo giorno, lo scozzese chiese a Peter di aiutarlo in una certa faccenda.<\/p>\n<p>Se lo avesse aiutato avrebbe avuto i suoi vantaggi.<\/p>\n<p><strong><em>\u201cEd i vantaggi in che cosa consistono?\u201d<\/em><\/strong> chiese Peter.<\/p>\n<p>E lo scozzese cattolico: <strong><em>\u201cuna scatola di buon tabacco della ditta scozzese George Dobie &amp; Son ed una fetta di dolce con la glassa di zucchero sopra\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>In quel tempo, il tempo della seconda guerra mondiale, la glassa di zucchero era un lusso, un lusso anche per i fortunati sudditi metropolitani di Sua Maest\u00e0 Britannica.<\/p>\n<p>Il \u201c<em>papista<\/em>\u201c, prendendola larga, inizi\u00f2 a spiegargli, che nel Regno Unito quasi tutti gli uomini giovani e validi erano a fare la guerra in giro per il mondo, lontani da casa.<\/p>\n<p>In quella situazione i maschi adulti, erano pochi e questi ultimi, anche se poco prestanti, potevano scegliere.<\/p>\n<p>Le donne erano infelici. E quelle meno attraenti molto infelici, disse il \u201c<em>papista<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong><em>\u201c E allora?\u201d<\/em><\/strong> chiese Peter e prosegu\u00ec ironicamente: <strong><em>\u201cma noi siamo in galera, che possiamo fare?\u201d<\/em><\/strong> .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il compagno di cella con voce bassa e concitata lo inform\u00f2, che il comandante del loro braccio del carcere, era una donna con il grado di sergente.<\/p>\n<p>La poveretta, disse, era molto grassa e molto sola, per cuila Sergentedue anni prima gli aveva proposto di fare sesso con lei in cambio di tabacco e fette di torte che cucinava lei stessa a casa.<\/p>\n<p>Lo scozzese, sorridendo, afferm\u00f2 che aveva accettato la proposta, ma aggiunse: <strong><em>\u201cadesso ho cinquant\u2019anni, non ho pi\u00f9 ne il desiderio, ne la forza per incontrarla due volte a settimana\u201d<\/em><\/strong> dopo una pausa, aggiunse seriamente: <strong><em>\u201cse mi sostituisci,\u00a0 faremmo a mezzo del tabacco e delle fette di torta con la glassa, accetti?\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Peter era rimato basito da quella confessione e ancor pi\u00f9 da quella proposta.<\/p>\n<p>S&#8217;immagin\u00f2la Sergente.<\/p>\n<p>Erano due anni che non faceva sesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 al tabacco.<\/p>\n<p>Erano 18 mesi che non fumava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alla fetta di torta.<\/p>\n<p>Erano anni che non mangiava torte.<\/p>\n<p>In Italia, a casa, per lui e la madre la torta farcita e glassata era un lusso che si permettevano solo a Natale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Peter valut\u00f2 i rischi, ad una eventuale trappola, ma subito si tranquillizz\u00f2 dicendosi: <strong><em>\u201csono prigioniero di guerra ed in galera, che altro pu\u00f2 capitarmi?\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ed accett\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto si svolse come aveva previsto lo scozzese.<\/p>\n<p>La Sergentesi materializz\u00f2 all\u2019imbrunire, con il cambio delle guardie.<\/p>\n<p>Era grossa, un donnone di circa180 centimetri. con delle braccia grandi come le sue cosce, pens\u00f2 Peter.<\/p>\n<p>I capelli biondi erano nascosti nel cappello d&#8217;ordinanza.<\/p>\n<p>Durante l\u2019incontro in cella e il cammino nei corridoi del carcere, la donna mantenne il solito comportamento militare: sguardo impersonale, glaciale, a volte minaccioso, movimenti bruschi.<\/p>\n<p>Una volta entrati nella sua cameretta minacci\u00f2 Peter di non dire mai niente a nessuno\u00a0 di quello che stava succedendo e inizi\u00f2 a spogliarlo.<\/p>\n<p>Lo spogliava come farebbe una madre un po\u2019 burbera con il proprio figlioletto.<\/p>\n<p>E Peter , met\u00e0 intimorito e met\u00e0 eccitato, si fece spogliare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fu nel momento della denudazione del prigioniero, che avvenne la metamorfosi del donnone.<\/p>\n<p>Gli occhi del Sergente diventarono rotondi, s\u2019inumidirono per\u00a0 desiderio e sensualit\u00e0.<\/p>\n<p>I gesti del corpo e delle mani divennero pi\u00f9 armoniosi, il tono della voce dolce e femminile.<\/p>\n<p>Poi si spogli\u00f2 anche Lei,la Sergente.<\/p>\n<p>Il torace ed il fondo schiena erano esagerati, rotondi e bianchissimi: assomigliava ad una Dea Madre paeolitica.<\/p>\n<p>Anzi era la regina delle Dee Madri.<\/p>\n<p>Le braccia erano grandi come le cosce di Peter.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Peter si riemp\u00ec occhi e mani di quel corpo cos\u00ec procace.<\/p>\n<p>A fronte di tanta abbondanza, si convinse che il Cielo, dopo avergli salvata la vita e la gamba,\u00a0 adesso lo volesse ripagare, con una donna sola, di tutte le donne non incontrate a causa della guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Erano due anni, settecento e trenta\u00a0 giorni e settecento e trenta notti, che Peter soffriva l&#8217;astinenza.<\/p>\n<p>Il primo tentativo fu come una battaglia di Rommel: una guerra lampo.<\/p>\n<p>Subito e senza problemi ricominci\u00f2 a muoversi per la seconda volta.<\/p>\n<p>Con calma e metodo, regolando il respiro, per allentare l&#8217;eccitazione.<\/p>\n<p>Nonostante la singolarit\u00e0 della situazione gli ritorn\u00f2 in mente il fante di Tobruk, che gli aveva offerto la sigaretta.<\/p>\n<p>Come le altre volte si commosse e lo ringrazi\u00f2 con la mente.<\/p>\n<p>Poi ritorn\u00f2 alla realt\u00e0, appena in tempo per accorgersi che la donna era completamente in preda alla sua emotivit\u00e0.<\/p>\n<p>Peter si rese conto che era diventata una protesi del suo corpo.<\/p>\n<p>Al culmine dell\u2019evento,\u00a0 iniziarono ad uscire dalla gola della Sergentona,\u00a0 suoni flebili ed ansimanti.<\/p>\n<p>La parte cosciente di lei riprese per un attimo un p\u00f2 il sopravvento.<\/p>\n<p>I suoni si fecero pi\u00f9 chiari e si articolarono in parole:\u00a0<strong><em>\u201c \u2026 please dont stop\u2026 dont stop\u2026 go on \u2026. go on\u2026 Peter\u2026. \u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La visione di quel corpo rotondo, burroso scosso dagli spasimi dell\u2019amplesso non abbandon\u00f2 l\u2019immaginario di Peter per il resto della sua vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non st\u00f2 a descriverti caro lettore, l\u2019allegria, la gioia e la soddisfazione in quella cella de l\u2019 \u201c<em>Hotel Bristol<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era stato un giorno pieno di positivit\u00e0, ma\u00a0 prima d\u2019addormentarsi un dubbio assal\u00ec Peter.<\/p>\n<p>Si domand\u00f2 se tecnicamente si fosse comportato come quelle prostitute del casino di Firenze.<\/p>\n<p>Il dubbio fu subito scacciato.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 stato per l\u2019astinenza, sar\u00e0 stato per il contesto, ma quel donnone l\u2019aveva\u00a0 stregato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli piacevala Sergente.<\/p>\n<p>Avrebbe fatto sesso con Lei anche senza la ricompensa del tabacco e delle fette di dolci con la glassa.\u00a0Non si sent\u00ec un prostituto.<\/p>\n<p>Prima di abbandonarsi felice a Morfeo, si disse tra se e se <strong><em>\u201cche bella, la vita\u201c<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Dorm\u00ec felice come un bambino nel letto tra il suo babbo e la sua mamma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La settimana successivaLa Sergenteinvit\u00f2 Peter per tre volte nella di Lei dependance.<\/p>\n<p>Senza che fossero state richieste,\u00a0 le razioni di tabacco e di torta glassata aumentarono, con grande soddisfazione dei due carcerati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finiti i 30 giorni di punizione, Peter dovette, nonostante il suo desiderio, lasciare l\u2019 \u201d<em>Hotel Bristol\u201d <\/em><\/p>\n<p>Il distacco dalla giunonica Sergente non fu accettato facilmente.<\/p>\n<p>Lo scozzese dovette parlare molto per convincerlo a non fare opposizione.<\/p>\n<p>Grande fu il dispiacere per la perdita dell\u2019amico scozzese, del buon tabacco e delle superbe fette di torta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una volta fuori dal carcere non si dette pace, finch\u00e9 lo stesso pomeriggio aggred\u00ec una guardia del Campo per farsi riportare in carcere.<\/p>\n<p>Le cose non procedettero secondo la logica.<\/p>\n<p>L\u2019atto gli valse solo diverse manganellate sul groppone e il trasferimento coatto a Bristol, non l\u2019 \u201c<em>Hotel Bristol<\/em>\u201c ma la citt\u00e0 di Bristol, nel Galles.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Addio alla tanto amata sergente al suo procacissimo e voluttuoso corpo.<\/p>\n<p>Addio al buon tabacco della George Dobie &amp; Son.<\/p>\n<p>Addio alle fette di torta con la glassa.<\/p>\n<p>Addio all\u2019amico scozzese.<\/p>\n<p>Ora l\u2019aspettava il Galles.<\/p>\n<p>Chi sa che cosa gli stesse organizzando il Destino, si\u00a0 chiese.<\/p>\n<p>Poi il pensiero ritorn\u00f2 a quel fante della sigaretta e si domand\u00f2 dove si trovasse e facesse in quel momento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando ero piccolo, mio padre mi raccontava l\u2019episodio del suo ferimento e del gesto di grande compassione umana fatto dal fante britannico, gesto che lo salv\u00f2 da una certa morte da infarto.<\/p>\n<p>Lo raccontava con partecipazione emotiva, gli si inumidivano gli occhi, per i forti sentimenti, che i ricordi gli facevano emergere dal profondo dell\u2019animo.<\/p>\n<p>Solo quando raggiunse la vecchiaia, ed io la maturit\u00e0, Peter accantonando il pudore, mi confid\u00f2 con rispetto, l\u2019incontro con la prosperosa e bisognosa Sergente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensai: <strong><em>\u201cCribbio,\u00a0 vecchio Peter non l\u2019hai ancora dimenticata ! \u201c<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11365\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11365\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 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