{"id":11360,"date":"2012-06-08T12:04:54","date_gmt":"2012-06-08T11:04:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11360"},"modified":"2012-06-17T18:45:56","modified_gmt":"2012-06-17T17:45:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-aurore-boreali-di-eleonora-branchesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11360","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Aurore boreali&#8221; di Eleonora Branchesi"},"content":{"rendered":"<p>Una\u00a0 straripante risata inond\u00f2 la stanza. La grassa signora seduta su una provata sedia di vimini non seppe trattenere l\u2019improvviso moto d\u2019ilarit\u00e0 e la sua laringe inizi\u00f2 a scuotersi\u00a0 ripetutamente, provocando il maremoto della sua pappagorgia.<\/p>\n<p>Per il giovane prete che stava intrattenendo con lei una conversazione, fu impossibile mettersi al riparo: in un istante venne scaraventato\u00a0 in faccia alla folla dei presenti \u00a0ed i suoi pezzi in frantumi \u00a0finirono dritti nei loro sguardi interrogativi, nei quali il prete tent\u00f2 di immergere il suo nell\u2019estremo tentativo di \u00a0recuperare \u00a0l\u2019integrit\u00e0. Invano. L\u2019espressione attonita \u00a0che assunse guardando negli occhi \u00a0gli astanti per provare la sua innocenza\u00a0 circa il cataclismatico evento, dovette apparire buffa e poco convincente. Di fatto non fece che amplificarne la portata, coinvolgendo anche le distinte signore che fino ad allora non si erano scomposte e diffondendo fino agli angoli pi\u00f9 remoti della stanza\u00a0 il dubbio di chiss\u00e0 quale amenit\u00e0 da lui pronunciata. Allarmanti movimenti tettonici cominciarono a scuotere la pingue donna mentre l\u2019onda della sua risata continuava a salirle dalla profondit\u00e0 delle viscere. La sedia, intanto, scricchiolando provava\u00a0 ad esprimere \u00a0il livello insostenibile raggiunto dalla sua sofferenza .<\/p>\n<p>Il prete, per rendere pi\u00f9 evidente la sua estraneit\u00e0 ai fatti, inizi\u00f2 con indifferente cautela ad allontanarsi dalla sua imbarazzante postazione, attento a non inciampare in qualche sguardo troppo insistente. Se c\u2019era qualcosa che proprio non sopportava, Dio lo perdoni, era quella di essere giudicato ingiustamente! Era questa \u00a0la ragione \u00a0profonda per cui si era messo a servizio della massima autorit\u00e0 in fatto di giudizi, profonda al punto che non la sospettava neppure.<\/p>\n<p>Si ritrov\u00f2 esattamente al centro della stanza quando ormai la situazione era quasi tornata alla normalit\u00e0: il chiacchiericcio delle conversazioni aveva gradualmente ripreso i consueti livelli di decibel ed era sovrastato solo a tratti da sempre pi\u00f9 flebili sghignazzi di assestamento della signora. Ma di l\u00ec a poco, ahim\u00e8, la sedia spir\u00f2, fracassando sul pavimento insieme a lei. Immediatamente la donna fu soccorsa da coloro che le si trovavano vicino. Gli altri, come mossi da inconsce leggi di geometria psichica, \u00a0con minimi spostamenti\u00a0 rispetto alle loro postazioni, si ritrovarono a formare cerchi perfettamente concentrici attorno al prete, fissandolo. Fu solo un istante: l\u2019improbabile configurazione geometrica si scompose immediatamente. Nessuno ebbe neppure il tempo di farci caso. Nessuno, tranne il prete, il quale ebbe il dubbio di aver avuto un\u2019allucinazione e che<\/p>\n<p>in quell\u2019istante infinito, in cui il tempo gli sembr\u00f2 essersi fermato, scorse caleidoscopici frammenti della sua esistenza nella moltitudine di occhi che lo fissavano.<\/p>\n<p><em>-E\u2019 tutta colpa tua!- I compagni di classe lo avevano inseguito lungo il polveroso sentiero del ritorno verso casa. Il primo anno di scuola media\u00a0 era quasi terminato e dopo una piovosa primavera, l\u2019estate alle porte infuocava l\u2019aria e forse anche gli animi degli studenti ormai stanchi della scuola, anche se per qualcuno la stanchezza era arrivata fin dal secondo giorno\u2026 Ultimo compito in classe di epica, per alcuni: ultima possibilit\u00e0 di prendere almeno un sei\u00a0 per recuperare. Una notte passata a copiare le gesta di Achille su foglietti microscopici. Non da Mario, che aveva studiato tutto l\u2019anno e che quella mattina, a scuola, non aveva trovato giusto che gli altri copiassero senza che il professore se ne accorgesse. Perci\u00f2 aveva \u201cfatto la spia\u201d ed il compito era stato annullato. Per questo, dopo averlo inseguito fin quasi sotto casa, i compagni lo avevano accerchiato. Inutile ricordare come era andata a finire. E a che pro? Ci aveva messo tutti \u00a0gli anni delle medie per dimenticarlo\u2026<\/em><\/p>\n<p>\u201cDon Mario, lei che ne pensa?\u00a0 Don Mario\u2026 Don Mario!\u201d Un\u2019elegante signora in abito lungo, comprato apposta per l\u2019occasione a cui presenziava \u00a0insieme agli altri invitati, gli rivolse parola.<\/p>\n<p>\u201cSi?\u201d rispose Don Mario.<\/p>\n<p>\u201cLei che ne pensa? Parlavamo dell\u2019Iliade\u2026 L\u2019avvocato dice che Achille si \u00e8 comportato da vero eroe. A me invece Achille non \u00e8 simpatico, con quel suo risentimento esagerato. Che diamine! Vedere i suoi compagni decimati e non intervenire per puro orgoglio! Un po\u2019 di solidariet\u00e0\u2026\u201d Gi\u00e0: la solidariet\u00e0. Erano tutti l\u00ec apposta: una serata di beneficenza in cui erano messi all\u2019asta i quadri di Don Mario, che prima di diventare prete era stato un pittore. Il ricavato sarebbe andato per una missione in Africa.<\/p>\n<p>\u201c Vogliate scusarmi\u2026\u201d Gli girava la testa, a Don Mario. O forse era la stanza che aveva preso a girare attorno al perno della sua esistenza ? Not\u00f2 che si trovava ancora perfettamente al centro dell\u2019\u2019ambiente , circondato da persone che lo fissavano,\u00a0 in quell\u2019istante in cui il tempo, fermandosi,\u00a0 sembrava aver collassato in un buco nero in cui presente e passato non si distinguevano pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cNon si sente bene?\u201d domand\u00f2 l\u2019avvocato Martinetti\u00a0 e, trattenendolo per un braccio come se dovesse sostenerlo da un eventuale\u00a0 svenimento, continu\u00f2 : \u201cL\u2019increscioso incidente di prima deve averla molto turbata\u2026 La signora Matilde \u00e8 sempre eccessiva, non le badi\u2026 E\u2019 ossessionata dal suo problema di peso e questo credo le crei degli scompensi\u2026 Ma di che cosa parlavate\u2026 prima?\u201d Prima?<\/p>\n<p><em>-Di che cosa avete parlato ? Insomma! Me lo vuoi dire?- La presa al braccio divenne una morsa. -Se non me lo dici giuro che ti ammazzo! Che cosa le hai detto? <\/em><\/p>\n<p><em>Suo fratello, di un anno pi\u00f9 grande, era molto pi\u00f9 forte di lui. E molto pi\u00f9 bello. Era una cosa evidente a tutti, anche a sua madre, che non perdeva occasione per farglielo notare.<\/em><\/p>\n<p><em>-Dovresti fare un po\u2019 di ginnastica! Guarda che spalle che ha tuo fratello! &#8211; era solita dirgli.<\/em><\/p>\n<p><em>A 19 anni Mario aveva iniziato a perdere gi\u00e0 i primi capelli, subito dopo la morte del padre, un uomo mite e pio. &#8211; Dovresti fare qualcosa per quei capelli, guarda che bella chioma ha Sandro!<\/em><\/p>\n<p><em>Ci era\u00a0 abituato, ormai. Era stato cos\u00ec fin da bambino. Peggio di Sandro in tutto. Ma, evidentemente, con\u00a0 maggiori responsabilit\u00e0: se qualcosa era stato fatto male o non era stato fatto, la colpa alla fine era sempre la sua. Quando i due fratellini\u00a0 litigavano, sicuramente aveva iniziato lui. Sandro sapeva come guardare la mamma \u00a0per convincerla che la colpa non era la sua. Lui\u00a0 no. Forse sarebbero stati necessari\u00a0 gli stessi occhi azzurri di Sandro, di un azzurro intenso come il mare, unici : nessun altro in famiglia li aveva cos\u00ec, neppure un lontano parente\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>-Allora! Dimmi dove siete stati! Che vi siete detti?- \u00a0Il mare dei suoi occhi era in tempesta. La sua ragazza era uscita con suo fratello, Mario, e pochi giorni dopo\u00a0 lei lo aveva lasciato. Lei\u2026 cos\u00ec bella! Quando rideva, poi, era bellissima. La sua \u00a0risata scoppiettante era una miccia che arrivava diretta al cuore e cominciava a farlo ardere. Involontariamente, senza intenzione.<\/em><\/p>\n<p><em>-Hai fatto un casino! E\u2019 tutta colpa tua!-continuava a gridare Sandro, fuori di s\u00e9.<br \/>\n-Io non ho fatto niente!<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; E allora perch\u00e9 cazzo mi ha lasciato?<\/em><\/p>\n<p><em>-Che cazzo ne so, io?<\/em><\/p>\n<p><em>Alla fine confess\u00f2:\u00a0 si erano incontrati per caso ma poi avevano deciso di andare in spiaggia. Non era successo niente. Avevano soltanto parlato. Delle aurore boreali. E alla fine avevano aspettato l\u2019alba. In silenzio.<\/em><\/p>\n<p><em>Per\u00a0 Sandro era l\u2019ultimo anno di liceo. Dopo l\u2019estate sarebbe dovuto andare a studiare medicina, come avrebbe voluto suo padre, anche se in realt\u00e0 non sopportava la vista del sangue. Fu un\u2019estate triste. La madre, dopo la morte del marito, era caduta in una grave depressione, forse anche perch\u00e9 vedeva che i suoi figli non si parlavano pi\u00f9\u2026 Nessuno dei due rivide pi\u00f9 la ragazza.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019autunno inizi\u00f2 tragicamente. All\u2019universit\u00e0 Sandro non ci and\u00f2 mai. A settembre si suicid\u00f2.<\/em><\/p>\n<p>\u201cDon Mario?&#8230; Ho capito: preferisce non parlarne\u2026 In ogni caso le ripeto: non faccia caso alle strane reazioni della signora Matilde. Lo sa? Pare che un tempo fosse davvero una bella donna&#8230; Poi, da quando il marito l\u2019ha lasciata, ha iniziato ad ingrassare a dismisura! Dicono che l\u2019abbia lasciata per una storia di gelosia\u2026 una lettera anonima\u2026 ma lei giura che erano tutte bugie. Il marito per\u00f2 non le ha creduto. Secondo me perch\u00e9 non l\u2019amava\u2026 L\u2019avrebbe\u00a0 lasciata comunque, per un motivo o per l\u2019altro! Dico bene, cara Anna?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSar\u00e0 pure come dici tu, ma quello che io proprio non capisco \u00e8 perch\u00e9 certa gente non si fa gli affari suoi\u2026 Come \u00e8 possibile mandare lettere anonime? Si abbia il coraggio di metterci almeno la faccia! Si dichiari apertamente la verit\u00e0, se davvero \u00e8 tale! Altrimenti \u00e8 molto meglio mettersi da parte! Per come la vedo io, mai mettersi in mezzo ad una coppia! A meno che non si abbiano davvero delle ragioni importanti, ma in quel caso, non ci si pu\u00f2 nascondere\u2026 Lei, Don Mario\u2026 ma dove \u00e8 andato?\u201d<\/p>\n<p>In nessun posto. Al centro della stanza. Ovunque.<\/p>\n<p><em>-E dove sta adesso?- All\u2019uscita della messa, il signor Stefano, uomo sulla sessantina, si ferma a parlare con una sua vecchia conoscenza del quartiere. Don Mario, dalla sua postazione metafisica, li sente parlare. Forse li immagina.<\/em><\/p>\n<p><em>-Mah! Potrebbero averlo mandato ovunque\u2026 Si ricorda la serata di beneficenza? La sera in cui quella signora \u00e8 caduta dalla sedia? Credo che gi\u00e0 allora Don Mario sapesse che lo avrebbero trasferito\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>-Per questo era cos\u00ec strano quella sera\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>-L\u2019ha notato anche lei, allora! Comunque credo che ora si trovi \u00a0in qualche sperduta parrocchia di periferia.<\/em><\/p>\n<p><em>-Ma per quale motivo?<\/em><\/p>\n<p><em>-Come? Non l\u2019ha saputo? Al campo estivo, l\u2019anno scorso\u2026 Qualche ragazzo \u00e8 stato beccato mentre si fumava uno di quei cosi\u2026gli spinelli\u2026 All\u2019inizio la cosa \u00e8 stata tenuta in sordina, ma poi le mamme sono andate a lamentarsi\u00a0 ed \u00e8 scoppiato un putiferio. Nessuna mandava pi\u00f9 i figli al catechismo, neppure a messa! Si ricorda quelle domeniche in cui la chiesa era vuota? Io non sospettavo neppure lontanamente una cosa del genere, i miei figli ormai sono grandi\u2026 Non volevo crederci, ma\u2026 ha visto? Ora che Don Mario \u00e8 andato via, la chiesa ha ripreso a riempirsi\u2026 Ho sentito delle voci dire addirittura che potrebbe aver lasciato il sacerdozio!<\/em><\/p>\n<p><em>-Possibile? Ma cosa c\u2019entrava Don Mario? Una cos\u00ec brava persona\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>-Gi\u00e0!<\/em><\/p>\n<p><em>Lui non c\u2019entrava assolutamente niente con tutta quella storia. Lo aveva detto anche al vescovo. Il vescovo si era mostrato molto comprensivo, durante il lungo colloquio. Don Mario fu sincero con lui: gli parl\u00f2 dei suoi turbolenti trascorsi e spieg\u00f2 bene come ne fosse uscito fuori gi\u00e0 parecchi anni prima di diventare prete e che, anzi, con la sua esperienza, avrebbe potuto aiutare quei ragazzi. Ma alla fine il vescovo decise: anche se non era colpa sua , doveva andarsene. E poi Dio vede e provvede. Le mamme avevano giurato che avrebbero diffuso la notizia nelle scuole e che non si sarebbero fermate se non fossero stati presi dei provvedimenti : cosa altro poteva fare? Non poteva certo mandar via il vecchio parroco! <\/em><\/p>\n<p><em>La sua brutta esperienza\u2026 Era l\u2019ultimo anno di liceo artistico. Fino a quell\u2019anno si era tenuto alla larga dai bagni del terzo piano, che all\u2019ora di ricreazione si trasformavano in vere fumerie d\u2019hashish. Le classi quinte ogni anno venivano trasferite al terzo piano. Mario era a pezzi \u00a0all\u2019inizio della scuola. Non gli parve vero, quando prov\u00f2 la prima volta, di riuscire a ridere e scherzare come se nulla fosse. Ci si mise d\u2019impegno. In meno di un mese sapeva dove comprare il fumo, come rollare perfettamente una canna e soprattutto che se non voleva che lo assalissero i pensieri, non doveva mai essere del tutto lucido. Al terzo mese sapeva anche come venderlo e che quello era il sistema migliore per non rimanerne mai senza. Tutto sommato era\u00a0 facile e le cose sembravano prendere il verso giusto. Nuovi amici e un sacco di gente che conosceva a malapena che veniva a trovarlo a casa, gente simpatica, amici di amici, con cui fumare insieme senza pensare, fino a tarda sera. La madre non si accorgeva di niente: dopo la morte di Sandro \u00a0sembrava non essersi \u00a0accorta neppure del fatto che il mondo avesse continuato ad esistere.<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuna sufficienza al primo quadrimestre, tranne in materie pittoriche. Ma questo non gli importava.<\/em><\/p>\n<p><em>Il problema era la notte. Si addormentava sereno, poco dopo l\u2019ultimo tiro, ma poi annegava negli occhi del fratello. Si svegliava sudato, con la tachicardia, mille paranoie. Solo. Senza poter pi\u00f9 riuscire a riaddormentarsi. \u00a0Con il pensiero di lei. Allora iniziava a dipingere. Aveva provato a fumare anche di notte, ma l\u2019effetto era stato disastroso. I suoi pensieri, gi\u00e0 neri, con la stanchezza ,il fumo, la solitudine, diventavano dei mostri che non era in grado di controllare, creature deformi che lo schiacciavano sul letto. Soltanto i colori riuscivano a calmarlo. Si metteva alla ricerca dell\u2019equilibrio del rosso e del blu e, se gli riusciva di trovarlo, il suo ritmo cardiaco tornava normale. Ma era pur sempre un equilibrio precario. Bastavano una piccola sfumatura dominante o una macchia insignificante, a farlo ripiombare in uno stato di cupa agitazione. Spesso mescolava il blu con il giallo per ottenere delicate gradazioni di verde, perch\u00e9 gli sembrava che questo colore avesse il potere di rigenerarlo ma se il verde tendeva troppo verso il giallo si spaventava come un bambino, senza sapere il perch\u00e9. Le pennellate inseguivano i suoi stati d\u2019animo sopra le tele, tentando di cancellare ogni moto dell\u2019animo che lo riportasse a lei. Dipingere divenne un sostituto notturno dell\u2019hashish, un modo per non affrontare direttamente il suo senso di colpa, ma almeno cos\u00ec alleviava il dolore e alla fine riusciva a riaddormentarsi. \u00a0Con il tempo per\u00f2 le sue crisi d\u2019ansia\u00a0 presero ad assalirlo anche durante il giorno. Prov\u00f2 a chiedere aiuto ai suoi amici, ma non ne trov\u00f2 uno in grado di farlo, o forse, pi\u00f9 semplicemente non ne trov\u00f2 uno e basta. Un giorno, che era venuto un tizio insieme ad altra gente, che gli aveva fatto provare \u201croba forte\u201d, all\u2019improvviso \u201csbrocc\u00f2\u201d e cacci\u00f2 via tutti perch\u00e9 doveva assolutamente mettersi a fare un quadro. E\u2019 vero:\u00a0 anche dipingere era una scappatoia, ma, grazie a Dio, c\u2019era almeno una scappatoia! All\u2019epoca non poteva immaginare che quella via di fuga l\u2019avrebbe portato al centro di una stanza. <\/em><\/p>\n<p>\u201cEccola! Finalmente l\u2019ho trovata! La stiamo cercando tutti, sa? Dove si era cacciato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVeramente non mi sono mosso da qui\u2026\u201d Non conosceva la donna che gli stava parlando.<\/p>\n<p>\u201cNon importa\u2026 C\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta gente \u2026 un\u2019iniziativa davvero riuscita! Tra poco inizieremo. Sarebbe bello se lei prima dell\u2019asta volesse esporci il significato dei suoi quadri\u2026 Piuttosto, ma dove li teneva? Nessuno era al corrente del suo talento\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cErano rimasti in casa di mia madre. Ora che \u00e8 venuta a mancare\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0! Ho saputo. Sono davvero addolorata per la sua perdita\u2026 mi scusi se sono stato indiscreta. Sono davvero molto belli, sa? Un\u2019esplosione di colori! Sembrano\u2026 delle aurore boreali! Ma s\u00ec, certo! Sono delle aurore boreali! Non \u00e8 cos\u00ec? \u201c<\/p>\n<p>Don Mario trasal\u00ec. \u201cNo!\u201d rispose con un fremito. No! Non aveva mai pensato di aver dipinto aurore boreali. Le aurore boreali non esistevano nella sua vita, cos\u00ec come non esisteva pi\u00f9 quella ragazza della quale aveva persino dimenticato il nome.<\/p>\n<p>\u201cDavvero? Ero pronta a giurare il contrario\u2026 \u00a0Comunque, mi scusi se non mi sono presentata. Ho tanto sentito parlare di lei\u2026 ma in realt\u00e0 non ci conosciamo. Piacere- disse porgendo la mano- io sono Gloria.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 possibile!!\u201d Si lasci\u00f2 sfuggire Don Mario.<\/p>\n<p>\u201cPrego? Cosa non \u00e8 possibile?\u201c<\/p>\n<p><em>-Non \u00e8 possibile che non avete fatto niente tutta la notte!<\/em><\/p>\n<p><em>-Ti giuro che abbiamo soltanto parlato!<\/em><\/p>\n<p><em>-Non ci credo! Cosa c\u2019\u00e8 da dire per tutta una notte delle aurore boreali? Tu neanche ne hai mai vista una!<\/em><\/p>\n<p><em>Gloria invece l\u2019aveva vista. In vacanza, con i suoi genitori. Diceva che secondo lei non c\u2019era niente di pi\u00f9 bello al mondo. Era uno spettacolo eccitante, magico. \u00a0Vedere l\u2019energia\u00a0 scatenarsi in quel modo, con tutti quei colori!<\/em><\/p>\n<p><em>-Sai come succede?- gli aveva chiesto Gloria.<\/em><\/p>\n<p><em>-No.<\/em><\/p>\n<p><em>-Allora te lo spiego:\u00a0 il vento solare, cio\u00e8 l\u2019energia del sole, si mette a fare un viaggio interplanetario per raggiungere la terra, come se dovesse raggiungere la sua amata! Non si ferma davanti a niente: neppure davanti alla magnetosfera, che \u00e8 una specie di scudo che protegge la terra. A quel punto scivola addosso\u00a0 a quello scudo fino ai poli, per un effetto magnetico\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>-Insomma- disse lui- \u00a0\u00e8 come se il sole incominciasse ad accarezzare la terra\u2026- iniziava a sentire lo stesso effetto magnetico: moriva dalla voglia di accarezzare il suo viso, le sue braccia candide -E\u00a0 cosa succede dopo?<\/em><\/p>\n<p><em>Succedeva che il plasma del vento solare, dai poli, penetrava fino alla ionosfera e alla fine di tutto, dopo eccitamenti di atomi dell\u2019atmosfera e deposito di\u00a0 infinit\u00e0 di protoni ed elettroni del plasma solare sulla ionosfera, si manifestava l\u2019aurora boreale. <\/em><\/p>\n<p><em>Per Mario, sebbene seguisse con molta attenzione, fu difficile concentrarsi senza pensare ad altro.<\/em><\/p>\n<p><em>-Vedessi! All\u2019inizio era tutto calmo, poi i colori hanno cominciato a muoversi, a torcersi\u2026 <\/em><\/p>\n<p><em>Ad un certo punto lei aveva detto: -Lo sai che anche noi possediamo un\u2019energia? Per\u00f2 non si vede\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Lui invece la vedeva. Forse era un effetto del riflesso dello luna, ma lei gli appariva risplendente di luce. Le parole che le disse guardandola in quell\u2019istante gli uscirono da sole.<\/em><\/p>\n<p><em>-Se io fossi il sole e tu la terra, anch\u2019io verrei a cercarti.<\/em><\/p>\n<p>&#8211;<em>Sono gi\u00e0 qui! Non c\u2019\u00e8 bisogno che tu mi venga a cercare\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>-E\u2019 vero, Gloria. Sei qui.<\/em><\/p>\n<p>Il grande momento era arrivato. L\u2019asta stava per incominciare. La signora Gloria, che imput\u00f2 l\u2019improvvisa esclamazione di Don Mario alla sua recente perdita (\u201cNon si preoccupi- aveva detto- anch\u2019io quando ho perso mia madre iniziavo a piangere senza accorgermene\u201d), insistette ancora affinch\u00e9 egli facesse una breve esposizione delle sue opere. Approfittando dell\u2019incapacit\u00e0 del prete di opporre un pronto e netto rifiuto, immediatamente richiam\u00f2 l\u2019attenzione dei presenti, e per essere certa che tutti potessero ascoltare il discorso, \u00a0preg\u00f2 coloro che si trovavano nelle sue immediate vicinanze di diffondere anche tra gli altri l\u2019invito a fare un momento di silenzio. Ci\u00f2 facendo, comp\u00ec\u00a0 un giro completo attorno a Don Mario, rimasto immobile, il quale ebbe la chiara percezione di essere stato incardinato, suo malgrado, al centro del surreale universo copernicano di quella stanza.<\/p>\n<p>Le persone, abbandonando conversazioni e bicchieri, cominciarono ad avvicinarsi a Don Mario come un cosmo in movimento che, da un lato, riproduceva\u00a0 quello che stava avvenendo dentro di lui, nella stanza di un io dimenticato, in cui\u00a0 ricordi, emozioni , desideri , speranze, illusioni e disillusioni passate, si affacciavano al suo io presente, chiamandolo in causa e aspettando da questi \u00a0una parola che giustificasse la loro convocazione; dall\u2019altro alludeva ad un ordine cosmico superiore di cui tutti erano pedine inconsapevoli, compreso Don Mario, il quale, sul senso del suo farne parte, al pari degli altri, attendeva delucidazioni \u00a0da che aveva avuto il lume della ragione. O forse, ci\u00f2 che sarebbe stato pi\u00f9 logico, non c\u2019era nessuna relazione tra i moti celesti e quelli del suo spirito n\u00e9 tanto meno tra questi e i movimenti delle persone presenti nella stanza ed era un errore supporre di ravvisare un senso a ci\u00f2 che avviene e nulla pi\u00f9. Del resto, che senso avevano le sue opere? Quale spiegazione avrebbe potuto darne a quanti stavano attendendo che cominciasse a parlare? Quei colori erano scivolati sulle tele seguendo le sue emozioni . E poi era accaduto che apparissero come delle composizioni. Nulla pi\u00f9.<\/p>\n<p>Intanto era sceso il silenzio e Don Mario non accennava a proferire parola. La signora Gloria, sentendosi responsabile per\u00a0 l\u2019imbarazzante situazione, decise di intervenire ed inizi\u00f2 a descrivere i quadri. Parl\u00f2 delle tenui sfumature del giallo che mai si condensava in toni carichi e accesi come ad evitare la piena consapevolezza ed espressione di s\u00e9 e che era commovente per la sua delicatezza, sconfinante quasi nella fragilit\u00e0; del rosso che, ove appariva intenso e vibrante, indice di una equivalente passione, trovava poi la necessit\u00e0 di essere controbilanciato dal blu affinch\u00e9 quest\u2019ultimo, con la sua calma meditativa, potesse contenerne l\u2019azione a volte pericolosamente dirompente, e di come questi\u00a0 due colori in alcuni punti si mescolassero fino a sublimarsi in ascetici toni porpora e viola, i quali, se da un\u2019osservazione superficiale \u00a0sarebbero potuti apparire di ambigua indeterminatezza, ad una lettura attenta sarebbero risaltati come espressione sofferta di sintesi e rinascita; parl\u00f2 di quel verde mai troppo stabile, come se mai riuscisse ad appropriarsi totalmente di un\u2019identit\u00e0 sempre in fieri, teso fra un desiderio inesprimibile di giallo e la ricerca della rassicurazione dell\u2019azzurro ed infine parl\u00f2 della sensibilit\u00e0 con cui i diversi colori, pur nella complessit\u00e0 di contrasti e assonanze, \u00a0erano\u00a0 stati composti su ogni tela in un insieme armonico, risultato, sicuramente, di una ricerca profonda. Don Mario, che aveva sempre temuto \u00a0che i suoi quadri sembrassero soltanto una congerie di colori, stette ad ascoltare in silenzio. Quando la signora Gloria ad un certo punto gli domand\u00f2 se le sue opere rappresentassero qualcosa in particolare egli, preoccupandosi di non rinnovare il dispiacere che sembrava averle procurato quando aveva\u00a0 negato quella che a lei era dovuta apparire come un\u2019evidenza, pens\u00f2 che \u00a0acconsentire alla sua interpretazione potesse essere la giusta forma di ringraziamento per aver deciso di toglierlo d\u2019impaccio e per aver trasformato con le sue parole i temuti sguardi inquisitori della folla in sguardi di apprezzamento. Positivo o negativo non aveva importanza: sottigliezze, al centro di una stanza dove non solo lo spazio e il tempo, ma ogni categoria \u00a0sembrava \u00a0essere stata sconvolta. L\u00ec, ci\u00f2 che altrove sarebbe stato sicuramente antitetico, poteva anche non esserlo. L\u00ec, sentire di essere gli altri era normale, l\u00ec era possibile essere il sole senza averne colpa n\u00e9 merito. Perci\u00f2, quando finalmente parl\u00f2 e disse che le sue opere rappresentavano delle aurore boreali, non sapeva se stesse mentendo \u00a0o meno, o se ci\u00f2 significasse ammettere a s\u00e9 stesso di aver perpetrato, fuggendone il ricordo, la sua notte d\u2019amore passata in riva al mare. Il fatto \u00e8 che nel momento in cui lo disse, prov\u00f2 una sensazione di inspiegabile, quanto impercettibile eppure assoluta felicit\u00e0. Un lungo applauso, partito dalla signora Gloria e subito condiviso da tutti , sanc\u00ec definitivamente la verit\u00e0 della sua affermazione. L\u2019incantesimo fu spezzato. L\u2019istante infinito al centro della stanza termin\u00f2. La folla si sparpagli\u00f2 e Don Mario fu libero di muoversi dovunque volesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11360\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11360\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una\u00a0 straripante risata inond\u00f2 la stanza. La grassa signora seduta su una provata sedia di vimini non seppe trattenere l\u2019improvviso moto d\u2019ilarit\u00e0 e la sua laringe inizi\u00f2 a scuotersi\u00a0 ripetutamente, provocando il maremoto della sua pappagorgia. Per il giovane prete che stava intrattenendo con lei una conversazione, fu impossibile mettersi al riparo: in un istante [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11360\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11360\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2197,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-11360","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11360"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2197"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11360"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11360\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11517,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11360\/revisions\/11517"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11360"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11360"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11360"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}