{"id":11350,"date":"2012-06-08T12:13:48","date_gmt":"2012-06-08T11:13:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11350"},"modified":"2012-06-08T12:13:48","modified_gmt":"2012-06-08T11:13:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-fari-lampeggianti-di-maria-opici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11350","title":{"rendered":"Premio Racconti nella rete 2012 &#8220;Fari lampeggianti&#8221; di Maria Opici"},"content":{"rendered":"<p>A scuola le chiamavano la Cozza e la Vongola. Si dondolavano davanti alla vetrina di McDonalds all\u2019incrocio fra corso Buenos Aires e viale Tunisia, aspettando il momento buono per entrare.<\/p>\n<p>Il corso era affollatissimo, come ogni sabato pomeriggio alle tre. Un sacco di gente andava su e gi\u00f9 a guardare le vetrine degli ultimi saldi di fine febbraio.<\/p>\n<p>Martina la Vongola, lunga, piena di punti neri e di extension, punto e linea come un alfabeto Morse, era convinta di essere la versione mora di Lady Gaga e si muoveva come lei. Denise, la Cozza,\u00a0 non sapeva come fosse entrata in testa quell\u2019idea alla sua amica .<\/p>\n<p>\u201cWaa \u00e8 troppo bella sta canzone\u201d url\u00f2 Martina, porgendo un\u2019auricolare a Denise.<\/p>\n<p>\u201cBah, che schifo\u201d rispose la Cozza, che per un mese si era sparata <em>Bad Roman<\/em> a manetta nelle orecchie e ora non ne poteva pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il marciapiede era per met\u00e0 invaso dagli abusivi che costringevano la folla a rallentare per non calpestare la merce taroccata, posata a terra su rettangoli di vecchie lenzuola ingrigite dallo smog.\u00a0 Piccoli elicotteri di plastica telecomandati roteavano sulle teste dei passanti. Un uomo alto, che accompagnava una tipa bionda profumatissima, and\u00f2 a sbattere la fronte sull\u2019ala di uno di quei piccoli velivoli e imprec\u00f2 furioso. Volarono un paio di insulti, mentre gli altri ambulanti giravano la testa e guardavano altrove laggi\u00f9, verso l\u2019orologio digitale di piazzale Loreto.<\/p>\n<p>Martina la Vongola si guard\u00f2 riflessa nello schermo del cell. Le extension gliele aveva fatte la nuova fidanzata di Tamar, suo fratellastro. Si tocc\u00f2 una ciocca e scosse freneticamente il capo, poi se li arruff\u00f2 per dargli volume. Era preoccupata per i suoi capelli. Quando li lavava, non molto spesso a dir la verit\u00e0, intere ciocche restavano nel lavandino. Andando avanti di questo passo si sarebbe ritrovata a quarant\u2019anni come quel Carlo del libro di storia. O forse non ci sarebbe neppure arrivata ai quaranta, e neanche ai trenta se era per quello, lei gi\u00e0 lo sapeva. Le pareva di sapere gi\u00e0 tutto, di capire tutto quello che c\u2019era da capire. La realt\u00e0 era l\u00ec per terra, precisa\u00a0 e sporca come il marciapiede di corso Buenos Aires. Solo il futuro le metteva ansia, come \u00a0una galassia irraggiungibile. Le sembrava che il tempo fosse troppo veloce e troppo lento allo stesso tempo, e intanto i suoi capelli\u00a0 dimagrivano e si spegnevano lentamente.<\/p>\n<p>Denise la Cozza saltellava da un piede all\u2019altro per il freddo. Gett\u00f2 di sbieco un\u2019occhiata fra le vetrofanie <em>I\u2019m lovin it<\/em> e <em>take away<\/em> di McDonalds, ma rigir\u00f2 subito la testa. E\u2019 il vetro che deforma, pens\u00f2, ma si sent\u00ec pesante, anche se non aveva mangiato ancora nulla dalla sera prima. A casa sua non cucinava nessuno e a pranzo mangiava da sola qualcosa di gi\u00e0 pronto che sua mamma, comperava di corsa all\u2019Iper, oppure aspettava di andare in corso Buenos Aires a fare markette food, come diceva lei.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che le restasse, date le circostanze.<\/p>\n<p>Intanto Martina aveva iniziato in solitaria il loro gioco preferito, il fari lampeggianti lo chiamavano.<\/p>\n<p>Una delle due fissava un passante, sbattendo le palpebre. Occhioni maliziosi, molto truccati e iridi dilatate. Se quello agganciava si andava dentro da McDonalds prima in bagno e poi a far la coda con i soldi guadagnati. In bagno entrava solo la Cozza, che era pi\u00f9 sviluppata, la Vongola stava fuori a fare la guardia.<\/p>\n<p>Ci sono cose che tutti condividono e McDonalds \u00e8 uno di queste. Hamburger ripieni, farciti, fritti. Ci piace, pensa la Cozza, fai ok col pollice alzato. S\u00ec, siamo tutti d\u2019accordo su alcune cose. Tutti amiamo il countdown di fine anno, giusto? Ok, Mc Donalds \u00e8 cos\u00ec, piace a tutti. Sapori americani, panini soffici conditi con cipolle, pancetta, salsa di senape e di cereali. Formaggio fuso,\u00a0 maionese e peperoni. Totalmente gustoso. Denise desiderava solo questo: affondare i denti in piccoli brani di carne senza pensare a tutto il resto.<\/p>\n<p>Martina, con gli auricolari nelle orecchie e gli occhi truccatissimi, osservava alternativamente i passanti e lo schermo del suo cell, aspettando che arrivasse un messaggio e con la bocca faceva grosse bolle rosa che scoppiavano subito. La cicca, oramai troppo masticata, sapeva solo di plastica. Era nauseata, ma non ce la faceva a restare senza mordere qualcosa.\u00a0 Lo stomaco vuoto le gorgogliava a intermittenza, ma lei non era come Denise, che avrebbe ingoiato qualunque cosa pur di sopravvivere, una vera cozza.<\/p>\n<p>Martina si era\u00a0 allontanata di pochi metri dall\u2019ingresso verso viale Tunisia. <em>La libert\u00e0 sta in sella\u00a0 al suo cavallo<\/em>. La scritta con la vernice spray era stata fatta da poco sull\u2019unica porzione di rivestimento del palazzo di fianco rimasto libero. Le venne in mente Alex, anche lui era un writer. Scrut\u00f2 le facce che ondeggiavano verso di lei. Sbatt\u00e9 le palpebre. Fari lampeggianti. Alcuni infastiditi, altri con curiosit\u00e0 ne incrociavano lo sguardo, molti occhi, la maggior parte, la oltrepassavano come raggi laser , ignorandola. Si sentiva fiacca e il rumore cupo del traffico le risuonava come un concerto di\u00a0 tamburi da un orecchio all\u2019altro. Decise di mandare un sms ad Alex, il suo amore da una settimana, \u201c6 my protein in qst vita ke fa paura\u201d. Era una frase che qualcuno dei suoi amici aveva linkato su facebook da una pagina con una foto romantica, che quando la vedeva le veniva da piangere e non sapeva perch\u00e9. Era il quarto messaggio che mandava ad Alex in un\u2019ora, ma non aveva ancora ricevuto nessuna risposta. Osserv\u00f2 imbronciata per alcuni istanti lo schermo del cell sperando di sentire le note di <em>Alejandro <\/em>che annunciavano l\u2019arrivo di un nuovo sms.<\/p>\n<p>Doppio Cheeseburger o big Mac? Che dilemma. Da bambina, quando apriva il frigorifero,\u00a0 Denise si sentiva come un piccola extraterrestre davanti a una fantastica astronave piena di luce. Allora non\u00a0 mangiava quasi nulla, ma le piaceva riempirsi la faccia di luci. Il colore e l\u2019odore di quel luogo freddo e proibito le ricordava il mocio e i secchi d\u2019acqua sporca \u00a0che suo padre usava per pulire i pavimenti dell\u2019ospedale.<\/p>\n<p>\u201cChiudi il frigo, che sprechi la corrente!\u201d Le urlava sua madre. Altri tempi, allora non lo sapeva quello che le sarebbe successo. Poi scopr\u00ec di avere una voragine e cos\u00ec ci precipit\u00f2 dentro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Vongola, torn\u00f2 indietro verso l\u2019incrocio, facendo dondolare gli orli della gonnellina di jeans che sporgevano di pochi centimetri, da sotto il giubbotto nero. L\u2019ingresso era sovrastato dalla grande emme gialla su sfondo rosso e la porta si spalanc\u00f2 all\u2019improvviso al suo arrivo, come davanti a una star di Mtv. La fotocellula aveva intercettato lei, la Lady Gaga mora di Corso Buenos Aires. Martina si esalt\u00f2, lei s\u00ec che era una stragnocca, non come la Cozza chiatta e giallina, e si mise a cantare a squarciagola\u00a0 verso il \u00a0riflesso filiforme sul vetro della porta, che intanto si era richiusa. Teneva entrambe le mani premute sugli auricolari, china in avanti con le ginocchia incrociate leggermente flesse, come se le stesse scappando per davvero e non ne potesse pi\u00f9, come aveva visto fare alle rockstar, quelle vere.<\/p>\n<p>Intorno la battaglia dell\u2019ora di punta s\u2019era fatta pi\u00f9 aspra. Ora era Denise, ferma all\u2019incrocio come una pesante palla da booling pronta al lancio, che apostrofava sbattendo gli occhi\u00a0 coloro che passavano di l\u00ec con quel suo sorriso incerto e sgraziato. Alcuni uomini sembravano non\u00a0 crederci e si rigiravano di nuovo a guardarla, per vedere se si erano sbagliati, oppure no. Davvero quella ragazzina insaccata nei fouseau a quadretti, che avr\u00e0 avuto si e no quattordici anni, ci stava provando? Quando se ne accorgeva Denise, sicura di restare impunita, data la ressa,\u00a0 urlava dietro a quegli uomini \u201cBavoooso!\u201d e con le unghie tinte di turchese e decorate con i brillantini indicava il poco di collo che aveva, poi \u00a0scuoteva la testa a destra e a sinistra come aveva visto fare nei video hip hop dalle ballerine nere. Non era sicura, per\u00f2, che l\u2019effetto fosse proprio lo stesso.<\/p>\n<p>Martina lo sapeva, la Cozza con quegli uomini ci giocava solo, non ci sarebbe mai andata con un adulto, erano i ragazzi che voleva agganciare, magari quelli carini che non si fidanzavano con lei, ma che in bagno a fare roba erano disposti ad andarci e a pagare pure. Non ne avevano mai parlato proprio bene, ma Martina era sicura: Denise non l\u2019aveva mai fatto fino in fondo, come lei del resto, anche se si vantava del contrario. E cosa facesse la Cozza rinchiusa dentro al cesso del McDonalds erano affari suoi, il fatto \u00e8 che usciva con i soldi, 10 euro a botta, e quello era ci\u00f2 che importava.<\/p>\n<p>Erano amiche per la pelle, per questo si criticavano ferocemente. Ma delle due era sempre Denise quella che ci restava pi\u00f9 male, che si sentiva a disagio. In effetti se a Martina toglievano la testa, quel che restava si poteva definire anche attraente, magra com\u2019era, mentre se a Denise tagliavano via la testa quel che restava era sempre una massa rotonda, meglio non pensarci. Per fortuna esisteva il Big Mac.<\/p>\n<p>&#8220;\u2026 zzo guardi? Bavoooso!&#8221; \u00a0Denise ne aveva agganciato uno con i suoi fari lampeggianti. Un anziano trentenne con una faccia da evaso e una busta del Lidl fra le mani, uno sfigato, come al solito. E con uno cos\u00ec vecchio mica ci andava dentro.<\/p>\n<p>&#8220;\u2026 zzo ridi?&#8221; Denise si rivolt\u00f2 come una serpe verso la Vongola che se la rideva a crepapelle.<\/p>\n<p>\u201c\u2026markette food!\u201d a Martina piaceva torturare Denise, \u00a0si sentiva impietibile, come diceva lei. \u201cMa fatti un fidanza vero, uno come Alex che bacia da dio.\u201d<\/p>\n<p>Martina stava diventando insopportabile. In realt\u00e0 Denise credeva ancora che l\u2019amore fosse una figata, soprattutto quello dell\u2019ottocento dove le persone morivano di passione come Romeo e Giulietta, per non parlare di Piero e Francesca, che li avevano messi all\u2019inferno perch\u00e9 si amavano. Ma esisteva davvero un amore cos\u00ec? Denise ci credeva e ci sperava, ma intanto doveva riempire il vuoto che si creava sempre dentro di lei, tutte le volte che smetteva di guardare il mondo fuori e precipitava a pensare a ci\u00f2 che le capitava dentro.<\/p>\n<p>\u201cSi vede sai che te le sei fatte le extension!\u201d disse Denise facendole una smorfia. Che acconciatura strafiga c\u2019aveva la sua amica del cuore. Ma sul tema capelli la Vongola era molto suscettibile.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 al mattino non fai colazione con un po&#8217; di sviluppina cos\u00ec magari oltre che le tette ti cresce anche il cervello?\u201d<\/p>\n<p>\u201cStronza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cStronza sarai tu\u201d.<\/p>\n<p>La Vongola riguard\u00f2 lo schermo del suo cell. Ancora niente. Presa dalla nostalgia and\u00f2 a riguardare gli ultimi messaggi che Alex le aveva inviato e che risalivano al giorno prima. Frasi profonde, piene di illuminazione. \u201cPrendimi xk\u00e9 la vita \u00e8 breve\u201d e ancora: \u201cNn capisco ke zzo pensava dio mentre creava il mondo\u201d. Lei lo capiva invece, capiva tutto di lui, la sua rabbia e il suo disgusto per l\u2019ipocrisia, molta e l\u2019ignoranza, infinita dell\u2019universo, tutto. Alex era speciale, era un writer e non giudicava come uno della massa. Lei lo amava, ne era assolutamente certa. Per lui aveva scritto dei versi che gli aveva mandato su Facebook \u201cSe potessi mettere il mio cuore sopra al tuo\u00a0 trasformerei le ragnatele della tua solitudine in zucchero\u201d. Diventava sentimentale tutte le volte che ricordava quella frase, che sentiva profondamente sua, ma che in realt\u00e0 aveva rubato in un blog di emo.<\/p>\n<p>A Denise venne voglia di un Happy Meal, quello dei bambini, che ci mettevano dentro anche il giochino. Un pasto felice con la sua famiglia lei proprio non se lo ricordava, forse c\u2019era stato quando ancora\u00a0 pap\u00e0 lavorava in ospedale, ma il ricordo era sparito, inghiottito nel buio della sua testa. E lei era entrata dentro il tunnel del suo tubo digerente, che\u00a0 alla fin fine si era trasformato \u00a0in un vicolo cieco, come il suo intestino.<\/p>\n<p>Markette food, tutte le volte lo faceva e tutte le volte stava sempre pi\u00f9 male, non per come s\u2019era procurata il cibo, ma per quanto aveva mangiato. Eppure lei sognava di baciarsi nell&#8217;oscurit\u00e0 al pallido chiarore della luna con un bellissimo ragazzo moro dagli occhi azzurri, stringendosi a lui in lungo abbraccio e sentire che il tempo rallentava e, lei lo sapeva, ogni secondo sarebbe durato anni, immenso come la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Il tempo di un bacio vero.<\/p>\n<p>Roba rarissima, chiss\u00e0 se le sarebbe mai successo.<\/p>\n<p>Si gir\u00f2 verso la Vongola. Martina aveva agganciato uno. Ok, si andava dentro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11350\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11350\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A scuola le chiamavano la Cozza e la Vongola. 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