{"id":11338,"date":"2012-06-07T21:28:46","date_gmt":"2012-06-07T20:28:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11338"},"modified":"2012-06-07T21:46:58","modified_gmt":"2012-06-07T20:46:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-versilia-1959-di-federico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11338","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Versilia, 1959&#8221; di Federico Bianca"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChe caldo!\u201d, pensava Luigi l\u2019oste, facendosi stancamente vento con il cappello di paglia. L\u2019afa era un diversivo, gli impediva di pensare a Mariuccia, la ragazzina che serviva ai tavoli. Il padre di lei si era accorto di qualcosa, voleva evitare chiacchiere, scandali, ricordi. \u201cDio santo!\u201d, sbuff\u00f2, alzandosi e affacciandosi sulla piazza. Un marcantonio quarantenne, aveva combattuto in Russia, volontario, a Sal\u00f2, era sfuggito alle rappresaglie rosse ma non alle epurazioni, aveva dovuto lasciare il posto di usciere al comune. Proprio lui, cos\u00ec fiero, rispettato e temuto, impazzire per un paio di gambe adolescenziali\u2026Cos\u00ec elastiche, toniche, di seta\u2026Strinse il mezzo sigaro tra i denti, lo sput\u00f2 rabbiosamente a terra, insieme al tabacco che gli aveva riempito la bocca. E via alla solita e implacabile ridda di pensieri di odio, commiserazione, vendetta, impotenza: la fidanzata che lo abbandona dopo la sua breve prigionia, il padre morto di crepacuore, i vecchi camerati che adesso si salutavano col pugno chiuso, i sospiri di Mariuccia, la consapevolezza morale di avere peccato\u2026La piazza di quel paesino della Versilia era inondata dal sole impietoso di luglio. Il progresso, la ricchezza, la ricostruzione, la bella vita di quel 1959 erano lontani, sembravano stare comodamente appartati nelle scatole delle televisioni, sulle pagine dei quotidiani, nelle fotografie patinate delle riviste. Il medico condotto aveva comprato l\u2019automobile nuova, cos\u00ec come l\u2019avvocato ed il notaio, ma le usavano semplicemente nei fine settimana, per le gite fuori porta. Erano le dieci del mattino, da un\u2019ora non passava pi\u00f9 nessuno attraverso la piazza principale, i vestiti cominciavano a pesare sudati sulle spalle e la schiena. Per stordirsi, Luigi fissava lo sguardo torvo sull\u2019asfalto, sulla facciata della chiesa, sui portoni verniciati, sulla calce dei muri di mattoni: i riflessi del sole, accecanti e dolorosi, lo costringevano a chiudere gli occhi, a osservare con curiosit\u00e0 quei ghirigori fluorescenti, a velocit\u00e0 alternata, che si formavano allegramente sotto le sue palpebre, che dispettosi gli facevano marameo, schernendolo per le sue inutili preoccupazioni sentimentali. Fino al giorno prima, avvertendolo della partenza immediata per Firenze, Mariuccia gli aveva voluto asciugare il sudore col suo fazzoletto. Come sempre, si era alzata sulle punte, canticchiando, il fresco cotone del fazzoletto bianco che passava leggero sulla fronte, sul collo. \u201cChiudi gli occhi\u201d gli diceva, e nettava rapidamente anche quel poco di sudore sulle palpebre. Nessuno, mai, fidanzate o familiari, aveva avuto quel pensiero cos\u00ec accorto. Nei pochi istanti in cui i suoi occhi erano chiusi, Luigi pensava a Dio. In piedi nella fresca ombra della locanda, aspirava lentamente l\u2019essenza dei lunghi capelli di Mariuccia, immaginava il volto magro concentrato infantilmente ad asciugare il sudore senza premere troppo sugli occhi, per non distrarsi smetteva persino di cantare. Luigi pensava al silenzio della chiesa in estate, al confessionale, ai passi silenziosi del prete o del sacrestano. Dio doveva avere a che fare con quel gesto pieno di amore, grazia, concentrazione, in un\u2019atmosfera di calma, lontano da tutti e tutto. Eppure, Luigi lottava per non perdere la fede ed il contatto con Dio. Sapeva che Dio, in qualche modo, era stato presente nelle distese di neve russe, durante la ritirata, i cannoneggiamenti nemici, i caccia in picchiata che mitragliavano le colonne umane senza pi\u00f9 difese, le tormente che flagellavano, uccidevano, nascondevano i cadaveri, come a voler ricominciare il massacro ogni volta con pi\u00f9 slancio e diligenza. Luigi sperava che, a pensarci bene, forse, una risposta l\u2019avrebbe trovata, per quanto fuggevole come l\u2019ombra dei piccioni che volavano sulla piazza. Sorrise involontariamente, al pensiero del gelo in cui aveva vissuto, al disperato bisogno di calore, al rimpianto feroce e crudele delle spiagge della sua giovinezza. Si avvicin\u00f2 alla cassa, cont\u00f2 accuratamente tutte le monete dell\u2019incasso \u2013 un paio di bottiglie di birra, una forma di pane fresco \u2013 , sfogli\u00f2 il suo unto taccuino, per le eventuali comande a domicilio, fece somme e sottrazioni, si appunt\u00f2 un paio di cose da chiedere al suo grossista, rispose educato ma freddo ai saluti che un paio di clienti abituali gli rivolsero, affacciandosi sorridenti all\u2019interno, si ricord\u00f2 di doversi radere, sfogli\u00f2 distratto un quotidiano sportivo di qualche giorno prima, dimenticato da un signore di passaggio, accese la radio. Controll\u00f2 speranzoso l\u2019orologio: era passato un quarto d\u2019ora, la giornata era ancora lunga. \u201cInutile, inutile\u201d, annu\u00ec triste, tanto valeva mettersi comodi e pensare a Mariuccia. Il giorno prima era venuta al solito orario, ma vestita con pi\u00f9 ricercatezza. \u201cTi devo parlare\u201d, gli sorrise sforzatamente. Il padre che non voleva guai, la madre spaventata ma pronta ad andare alla polizia, una possibilit\u00e0 appena venuta dalla citt\u00e0\u2026 Luigi non si mosse, annuiva semplicemente. \u201cOra muoio\u201d, pensava: per quanto tempo ancora il cuore deve smettere di battere? Mariuccia, finito il racconto, lo guardava, aspettava. Ma cosa avrebbe dovuto fare? Aveva sedotto una minorenne illibata, una sua impiegata, affidatagli dal padre, un suo vecchio camerata, uno dei pochissimi che non aveva fatto il voltagabbana, dopo la guerra. Doveva ringraziare che non gli avesse sparato! Mariuccia aveva notato il suo pallore, il silenzio, gli occhi vitrei e vuoti. Come si era preparata a quell\u2019addio? Come aveva trascorso la notte? Cosa faceva, adesso? Lo pensava? Che figura, che figura! Luigi si alz\u00f2, non poteva stare fermo, passeggi\u00f2 avanti e indietro nel locale, incurante dei pochi passanti che scivolavano via veloci, in cerca di un\u2019altra sosta all\u2019ombra. Era cos\u00ec che si comportava un uomo? Anche qua, oscuramente, c\u2019entrava Dio. Durante il periodo di Sal\u00f2, aveva disprezzato i vili, i traditori, gli imboscati, camminava a testa alta nella sua divisa nera, sicuro di s\u00e9. Non temeva un colpo alla schiena, l\u2019agguato nella notte, non frugava negli angoli bui dei portoni o i crocicchi deserti. Non era incoscienza o assenza d\u2019istinto di conservazione. Ne aveva viste troppe, troppi amici e parenti erano caduti, dilaniati, smembrati, assiderati. Cosa aveva in pi\u00f9 di loro? La mano di Dio? E perch\u00e9 proprio lui? Si sentiva sicuro, protetto, sereno, la coscienza a posto. Certe volte, riteneva giusta la pallottola che lo avrebbe sorpreso impreparato. E ora, invece, questa vilt\u00e0, la bassezza da seduttore di una ragazzina. Era sfuggito ai russi, ai partigiani, alle rappresaglie per questi atti d\u2019eroismo? La morte del padre, la solitudine, le lacrime d\u2019addio di Fernanda, il passaggio davanti al comune dove non poteva pi\u00f9 lavorare, le visite avvilenti ai casini, la mancanza di lavoro, gli sguardi fissi o inclinati dei passanti che non lo salutavano\u2026La provvidenza, attraverso i suoi sentieri, lo aveva condotto a questo? Sfiancato, Luigi si sedette nuovamente. Mormorava il nome della ragazza. Lo aveva salvato da se stesso, da un uomo finito, che viveva di ricordi, morti, sogni di stragi spettacolari, invidia, piaghe continuamente e gioiosamente riaperte. Com\u2019era stata, invece, la prima volta? A Luigi sembrava di ricordare un sogno, da raccontare bisbigliando, come se la sua voce di baritono potesse svegliare la ragazza che felice si era addormentata sul suo petto. Luigi pensava ai soldati morti da seppellire, ai corpi ammassati nelle trincee ghiacciate durante i bombardamenti, ai camerati che si ammucchiavano con lui nella boscaglia, all\u2019alba, spaventati e speranzosi, prima dell\u2019inizio dei rastrellamenti e delle sparatorie. Il suo corpo ricordava il peso di quello dei caduti, dei feriti, dei ragazzi che sapevano di combattere solo per le loro idee, non per la storia. Mariuccia era magra, ma la sua schiena era forte, il suo fianco premeva deciso sul proprio, il costato e la vita erano s\u00ec asciutti ma il ritmo del respiro faceva sentire i muscoli e le ossa sani. La ragazza si era donata a lui, si ripeteva quella notte, continuamente. Si era fidata della sua corte che, da scherzosa e galante, era divenuta seria, sofferta, dolorosa. C\u2019era ancora qualcosa di buono per lui, le sue sofferenze avevano uno scopo, la famiglia, i figli, il futuro non erano pi\u00f9 immagini distorte da affogare nella chiassosa sala dell\u2019osteria. \u201cHo sbagliato, tutto qui\u201d. Si stup\u00ec della semplicit\u00e0 della soluzione, il problema non esisteva pi\u00f9. Si tolse il grembiule, chiuse il locale, and\u00f2 alla stazione, alla volta della citt\u00e0 e di Mariuccia. Aveva sete, avrebbe bevuto al suo arrivo. Mentre aspettava il treno, gioc\u00f2 con le monete nella tasca dei pantaloni, dispiaciuto di una piccola macchia di vino nello sparato della camicia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11338\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11338\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChe caldo!\u201d, pensava Luigi l\u2019oste, facendosi stancamente vento con il cappello di paglia. 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