{"id":11321,"date":"2012-06-08T11:47:28","date_gmt":"2012-06-08T10:47:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11321"},"modified":"2012-06-08T11:47:28","modified_gmt":"2012-06-08T10:47:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-lorologio-verde-di-luciana-longobardi-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11321","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;Orologio Verde&#8221; di Luciana Longobardi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era davvero un bell\u2019orologio. Sul quadrante nero, lucido spiccavano le lancette verdi e il contorno, verde anch\u2019esso, circondava come un sicuro fortino la minuta, misteriosa plancia di comando. Nello scrigno segreto della cassa ingranaggi perfetti e instancabili lavoravano giorno e notte, inseguendo le ore, i minuti e i secondi. Ma la cosa pi\u00f9 sorprendente era il cronometro che faceva di quell\u2019orologio una vera rarit\u00e0. A una leggera pressione della rotellina a destra della cassa, con un lieve scatto le due lancette laterali roteavano simultanee in direzione opposta fra loro e sullo schermo nero compariva un disegno animato, tracciando verdi traiettorie concentriche. La perfezione geometrica del movimento stupiva i ragazzini del quartiere, che avevano anch\u2019essi i loro swatch, ma non uno cos\u00ec bello. L\u2019Orologio Verde era un piccolo tesoro e Giulio, da quando lo aveva al polso col cinturino zigrinato di un verde brillante, fosforescente e visibile anche al buio, era molto fiero di possederlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Un giorno fatale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era un gioved\u00ec pomeriggio, quando all\u2019improvviso Giulio si accorse di non avere pi\u00f9 con s\u00e9 il suo prezioso amuleto. Di sicuro doveva trovarsi in qualche angolo di casa, ma nella sua stanza, dove era solito lasciarlo, non c\u2019era. Che strano! Si ricord\u00f2 di averlo visto per l\u2019ultima volta \u00a0in palestra, prima dell\u2019allenamento. Lo aveva sfilato dal polso e lo aveva messo nello zainetto. Non era possibile rassegnarsi all\u2019idea di averlo perduto, non era solo il suo orologio, era anche il suo talismano! Ne parl\u00f2 in famiglia e, come prevedibile, si iniziarono subito le ricerche, ma senza grandi risultati per la verit\u00e0. Insieme, Giulio e i suoi genitori condussero indagini in lungo e in largo. Purtroppo dell\u2019Orologio Verde si era persa \u00a0ogni traccia e cos\u00ec, dopo una settimana di intense investigazioni, smisero di lottare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Un incontro molto, molto casuale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un mese dopo il brusco distacco l\u2019Orologio Verde, il cui cuore non aveva mai smesso di battere, era ancora l\u00ec, tra le spighe di grano, nel campo vicino alla palestra, dove il caso gli avrebbe fatto incontrare Elettra. La bambina veniva da un altro quartiere, ed era capitata da quelle parti in bici con le amiche. Il campo era cos\u00ec invitante, che le piccole cicliste\u00a0 avevano deciso di fermarsi a riposare un po\u2019 in mezzo alle belle spighe verdi, a un passo dall\u2019Orologio che invano Giulio aveva cercato proprio in quel punto, confuso com\u2019era lo Swatch tra l\u2019erba del suo stesso colore. Elettra, invece, fu pi\u00f9 fortunata. Mentre, infatti, si abbandonava alle pi\u00f9\u00a0 pazze capriole e acrobazie, ci fin\u00ec sopra col naso e se lo vide a tre centimetri dagli occhi. Fu un vero colpo di fulmine e da quel momento lei non lo se lo tolse pi\u00f9 dal polso. Anche l\u2019Orologio Verde fu preso da un\u2019insolita euforia, elettrizzato quasi dalle grandi novit\u00e0 che visse finch\u00e9 rest\u00f2 al polso della nuova compagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La bambina frequentava la scuola di danza e ogni volta che ballava sembrava una trottolina vorticosa con le braccia sollevate come a toccare il cielo. Allora il mondo con tutti i suoi colori girava cos\u00ec rapido attorno a lui, da sembrare una giostra impazzita. E quando lei, accoccolata, si alzava all\u2019improvviso sollevando le braccia leggere, gli pareva di spiccare un volo, posato sulle ali di un uccellino. E cos\u00ec l\u2019eccitazione della ballerina era anche la sua. Di notte, per\u00f2, quando quel turbine di vitalit\u00e0 si fermava, anche il suo respiro elettronico ritornava al ritmo regolare. Allora si abbandonava ai ricordi,\u00a0 il pensiero correva a Giulio e l\u2019Orologio Verde si chiedeva se il suo primo, migliore amico si fosse consolato con un altro swatch. Questo \u00e8 il tragico destino degli oggetti: provare l\u2019affetto, qualche volta persino la strizza della gelosia e non poter esprimere i propri sentimenti. \u00a0Eppure se i circuiti animati, nascosti agli occhi degli adulti sotto la lucente, immobile plancia trasparente avessero potuto parlare col linguaggio degli esseri umani, avrebbero saputo dire cose inaudite. Forse si sarebbero lasciati sfuggire un sospiro: come incontrarsi di nuovo? Ma inesorabilmente la strada di Giulio e quella dell\u2019Orologio Verde si allontanavano sempre di pi\u00f9. Oramai l\u2019Orologio Verde abitava in un altro quartiere.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Avventure e disavventure, traversie e buona sorte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La scuola aveva organizzato una gita a Fantasylandia. Elettra e il suo Orologio Verde erano emozionati e non stavano pi\u00f9 nella pelle; erano da poco arrivati alla meta e stavano viaggiando con gli altri scolari sul trenino rosso nella citt\u00e0 dei sogni. La locomotiva, sbuffando e fischiando a pieni polmoni, attraversava i villaggi del lontano West; poi all\u2019improvviso infilava gallerie buie che per\u00f2 si illuminavano, animandosi di allegri suoni; poi ancora sbucava in una giungla fitta e piena di insidie. Ma ecco che, schivato il pericolo, imboccava una verde radura oltre la quale, in un tranquillo specchio d\u2019acqua blu, dondolava pigra la nave dei pirati con le gomene e il pennone mossi da un brezza leggera. \u00a0Elettra, l\u2019Orologio Verde e i compagni si sporgevano dai finestrini, certi di vedere comparire all\u2019improvviso Peter Pan e Capitan Uncino. Dopo un po\u2019 il paesaggio cambiava di nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ora il trenino rosso correva all\u2019indietro verso un tempo lontanissimo. A un tratto la porta spalancata di una piramide ingoi\u00f2 come un\u2019enorme fauce la locomotiva con i piccoli viaggiatori. Il primo a rendersi conto che stavano viaggiando a ritroso nel tempo fu \u00a0l\u2019Orologio Verde, perch\u00e9 in pochi istanti le lancette fecero milioni di giri all\u2019indietro. Ne fu talmente stordito, da non sapere se fosse diventato pi\u00f9 giovane o pi\u00f9 vecchio di cinquemila anni. Elettra si faceva piccina piccina, mentre ai suoi occhi si rivelavano in rapida successione inquietanti misteri sepolti dalla notte dei secoli. Preziosi sarcofaghi rivestiti d\u2019oro si aprivano, lasciando apparire bianche mummie strette in fasce di lino; immagini superbe di re e di regine stavano immobili sui troni e alle loro spalle, sulle pareti del tempio, giganteschi geroglifici\u00a0 raccontavano, in una scrittura sconosciuta agli attoniti bambini, antiche storie. Qui, nell\u2019immensit\u00e0 della valle dei faraoni egizi, il tempo si era fermato per sempre, ma il trenino rosso non poteva arrestare la sua corsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Elettra e il suo Orologio Verde, tremante e sempre pi\u00f9 stretto al polso, trattennero il fiato, mentre la locomotiva sbuffando risaliva lungo il pendio della collina del castello stregato. Le finestre serrate non lasciavano penetrare il sole. L\u2019aspetto lugubre e tetro della facciata non faceva presagire nulla di buono e la sola idea, che il trenino, rallentando la corsa, si fermasse proprio davanti al cupo portone d\u2019entrata, metteva i brividi. Elettra e i suoi compagni non avevano alcuna voglia di\u00a0 conoscerne il proprietario, fantasma o uomo che fosse. E meno che meno l\u2019Orologio Verde che stava per svenire dalla paura, ma il trenino, giunto davanti all\u2019ingresso del castello, acceler\u00f2 improvvisamente, emettendo un acutissimo fischio \u00a0quasi a liberarsi del terrore e lasciarsi alle spalle la sinistra apparizione. Poi, ritrovata l\u2019allegria, si tuff\u00f2, col carico dei piccoli passeggeri ancora sbalorditi, nella verde valle sottostante. Qui il trenino si ferm\u00f2, e i\u00a0\u00a0 gitanti, che alla vista dell\u2019arioso paesaggio avevano ritrovato sorriso e buonumore,\u00a0 ebbero il permesso di scendere. La valle incantata era fin dai tempi remoti la dimora delle fate, dei folletti e di quelle strane creature chiamate gnomi, ma forse anche nascondiglio di streghe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Elettra rabbrivid\u00ec, tuttavia era troppo curiosa per restare sul trenino. La vista del bel luogo, l\u2019aria tiepida del mattino, il profumo della valle fiorita, la speranza di conoscere da vicino una vera fata, invogliavano a immergersi nel meraviglioso regno delle fate, lasciandosi accarezzare dal sole di primavera. In quell\u2019istante, per\u00f2,\u00a0 non si accorse che l\u2019Orologio Verde, col quale aveva vissuto fino a quel momento tutte le emozioni e le avventure della gita, le era scivolato via dal polso finendo sul sedile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per lunghi, interminabili minuti l\u2019Orologio Verde rimase solo,\u00a0 abbandonato, in preda al terrore. Poi finalmente il compartimento si riemp\u00ec di un\u2019allegra famigliola con due bambini, di ritorno dall\u2019escursione nella Valle. Marco, il pi\u00f9 grandicello, lo not\u00f2 quasi subito, lo raccolse e, come prevedibile, ne rest\u00f2 incantato. Peccato, per\u00f2, che fosse rotto, fermo sempre alla stessa ora! In effetti l\u2019Orologio Verde aveva subito un forte trauma a causa dell\u2019abbandono, ma il danno che ne era seguito consisteva semplicemente nel fatto che il poveretto era caduto in un lunghissimo sonno. Il malcapitato, sensibile orologio aveva perduto conoscenza, ma forse i suoi circuiti non erano del tutto compromessi. Fu cos\u00ec che al ritorno dalla gita fu portato a riparare dall\u2019orologiaio pi\u00f9 bravo della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Anche gli orologi hanno un\u2019anima<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando riprese i sensi, si guard\u00f2 intorno rintronato; vedeva come nei fumetti le stelline roteargli sulla testa. Poi un po\u2019 alla volta le stelline si dileguarono e, con immenso stupore, si accorse di essere in compagnia di tanti esseri simili a lui, tutti afflitti da qualche problema. Certo non\u00a0 era davvero una bella scena quella che gli si present\u00f2! Decine e decine di orologi di tutti i tipi giacevano in ampie vetrine e su spaziosi scaffali di legno, alcuni fermi alle ore pi\u00f9 strane, alcuni funzionanti a intermittenza, altri completamente sfasati. C\u2019era una francesina molto elegante, ma con la campana di cristallo crepata. C\u2019era un antico orologio a pendolo tutto serio, affetto, poverino,\u00a0 da aritmia e perci\u00f2 penosamente a disagio. C\u2019era una curiosa sveglia rossa che dava fastidio ai presenti suonando a tutte l\u2019ore. Ovunque orologi e lancette scandivano ore, minuti e secondi, ognuno a modo suo. I ticchettii marciavano ciascuno per proprio conto, disordinatamente in un\u2019incessante sequenza irregolare e stonata. Accidenti, in che posto era capitato! e chiss\u00e0 per quanto tempo sarebbe rimasto l\u00ec dentro, nonostante che si sentisse in piena forma e non vedesse pi\u00f9 stelline luminose. Insomma, si era completamente ristabilito e, grazie a una\u00a0 pila nuova, il malore era svanito! Nei giorni seguenti sperava che qualcuno venisse a liberarlo dall\u2019ospedale degli orologi, magari Giulio, il suo primo vero amico e compagno di giochi. Di Elettra non c\u2019era da fidarsi. Aveva dimostrato cos\u00ec poca cura di lui! Invece, un bel pomeriggio ecco apparire sulla soglia del negozio un ragazzino che l\u2019Orologio Verde\u00a0 non aveva mai visto. Era Marco, colui che l\u2019aveva raccolto in stato di incoscienza, portato all\u2019orologiaio e che ora veniva a riprenderselo. Era un bambino tranquillo e l\u2019Orologio Verde gli si affezion\u00f2, e cos\u00ec anche il ricordo di Giulio si addolc\u00ec e la lontananza da lui divent\u00f2 una cara nostalgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Epilogo della storia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Da parte sua Giulio che aveva cercato a lungo il suo indimenticabile Orologio Verde ebbe in dono un altro swatch\u00a0 altrettanto carino e tecnologicamente perfetto. Ma se a volte, per caso, un piccolo bip gli riportava alla mente un suono familiare e inconfondibile fra tanti, allora in lui tornavano a risvegliarsi antichi ricordi; o se inaspettatamente una tenera fogliolina verde, appena nata, si sporgeva dal ramo e si affacciava timida alla\u00a0 finestra della stanza, allora anche lui ripensava con un pizzico di nostalgia all\u2019Orologio Verde, all\u2019inseparabile compagno di giochi d\u2019infanzia, verde e vivo come le foglie nuove di primavera.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11321\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11321\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era davvero un bell\u2019orologio. 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