{"id":11259,"date":"2012-06-09T10:21:24","date_gmt":"2012-06-09T09:21:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11259"},"modified":"2012-06-09T10:21:24","modified_gmt":"2012-06-09T09:21:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-funambolo-di-letizia-pozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11259","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il funambolo&#8221; di Letizia Pozzo"},"content":{"rendered":"<p>Faccio un mestiere strano, sono un funambolo, in equilibrio sul filo, sospeso a un\u2019altezza inverosimile. Non c\u2019\u00e8 nulla n\u00e9 sopra, n\u00e9 sotto di me, neanche intorno, ora che ci penso, solo vuoto che si espande e tenta di risucchiarmi.<\/p>\n<p>Il filo \u00e8 la scrittura, \u00e8 l\u2019unico mezzo che mi consente di passare da una parte all\u2019altra senza cadere, io ci cammino sopra e gli sono grata di esistere: quel filo rappresenta la mia salvezza. Senza di lui sarei schiantata a terra mille e mille volte, sarei diventata un ammasso di sangue e carne senza pi\u00f9 sembianze, ma che bisogno c\u2019\u00e8 di stare in bilico sul mondo mischiati alle nuvole e alla curiosit\u00e0 della gente?\u00a0 Nessuno mi obbliga. \u00a0Solo che non potrei rimanere tra quei volti che guardano, con il naso all\u2019ins\u00f9, sperando che io cada prima o poi, che auspicano la sciagura o gioiscono se barcollo, fingendo di trasalire. E\u2019 il loro unico piacere. Perch\u00e9 non voglio fare parte di quella folla? Me lo chiedo spesso, anzi capita che tenti \u00a0di mischiarmi alla ressa della metro, dei centri commerciali, delle vie. Che noia, per\u00f2! Anzi un\u2019ansia sottile da vigilia di Natale forzata.<\/p>\n<p>No, non posso stare tra loro, anche se spesso ci provo. Non \u00e8 una scelta, \u00e8 un imperativo categorico. Sono estranea alle sagome umane. La terra e il suolo mi creano disagio. Mi fanno sentire incollata a un luogo privo di movimento.<\/p>\n<p>Preferisco stare quass\u00f9, a rischiare di cadere e inseguire le parole che formano il filo su cui cammino, con l\u2019asta dei miei pensieri che mi tiene in bilico, oltre i soliti discorsi scontanti.<\/p>\n<p>Unici amici, i libri, alcuni, li annodo al mio filo, alle due estremit\u00e0, rappresentano i capisaldi\u00a0 ai quali si appende \u00a0il mio percorso, e cammino impavida, perfino in un periodo di dolore profondo come questo, mentre devo pensare solo a rimanere in equilibrio sul vuoto.<\/p>\n<p>Mi vedo come in un trailer, pronta a essere dissolta dall\u2019efferatezza di un\u2019epoca che non perdona, che divora l\u2019anima, che \u00e8 schiava del web.<\/p>\n<p>A volte mi tengono compagnia i fantasmi dei brani di Cechov, Rimbaud, Baudelaire, Simenon, Blanchot, \u00a0le note di Debussy e Schubert; \u00a0\u00e8 come se incontrassi dopo tanto tempo, all\u2019angolo di un paese abbandonato, le loro fisionomie conosciute, svelate da lampioni generosi che illuminano l\u2019oscurit\u00e0 e mi rallegro del mio procedere.<\/p>\n<p>Non devo distrarmi. Quando arrivo al centro del mio cammino, appesa quass\u00f9, a met\u00e0 del filo, sento una sospensione sul resto che toglie il fiato, potrei morire e non accorgermene; quasi mi dimentico di esistere, di respirare, di soffrire. Non posso, per\u00f2, dimenticare di camminare sul filo. Altrimenti cado, mi trasformo in\u00a0\u00a0 una marionetta rotta.<\/p>\n<p>Mi concentro, attenta,un passo dietro l\u2019altro, una parola sospinta dall\u2019altra, come le vele in una regata. Aggiro i vuoti dei sogni che mi appaiono inaspettati. Cerco nella punteggiatura un sostegno al mio procedere. Ondeggio, barcollo, avanzo.<\/p>\n<p>Poi giungo, all\u2019inevitabile traguardo, tocco la terra ferma, dopo la traversata, su un mare di aria rarefatta e crudele \u00a0e\u00a0 mi stupisco della capacit\u00e0 di essere sopravissuta, ancora una volta, in modo inaspettato, sorprendente.<\/p>\n<p>Saluto\u00a0 tutte le persone, gi\u00e0 pronte a dimenticare quel buffo funambolo che li ha intrattenuti per pochi minuti, che \u00a0sono rimaste deluse \u00a0perch\u00e9 non si \u00e8 sfracellato, e scendo di nuovo, tra uomini soli e ammassati. Loro hanno avuto\u00a0 in\u00a0 dono\u00a0 la mia capacit\u00e0 di rischiare, ma tengo per me il segreto di questa parola scritta che va oltre la corruzione del tempo.<\/p>\n<p>Raggomitolo il mio filo con calma e me ne vado con un inchino da personaggio incomprensibile, lo so, per molti.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11259\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11259\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faccio un mestiere strano, sono un funambolo, in equilibrio sul filo, sospeso a un\u2019altezza inverosimile. 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