{"id":11234,"date":"2012-06-07T16:48:59","date_gmt":"2012-06-07T15:48:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11234"},"modified":"2012-06-07T16:48:59","modified_gmt":"2012-06-07T15:48:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-sabato-notte-al-cimitero-di-luca-olivieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11234","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Sabato notte al cimitero&#8221; di Luca Olivieri"},"content":{"rendered":"<p>Si era svegliato di soprassalto verso le cinque del pomeriggio di quel sabato; non ricordava cosa lo avesse svegliato, se un incubo, anche se non ne aveva da anni, o magari un qualche forte rumore esterno, un tuono? Guard\u00f2 fuori dalla finestra ma vide che nel cielo non c\u2019era traccia di nuvole ed il sole splendeva avviandosi verso il tramonto. Amava il tramonto, quando il cielo si colorava di splendide sfumature di rosso e arancio ed i gabbiani urlavano tra le onde del mare che ruggivano schiantandosi contro gli scogli di fronte alla sua casa. Quel giorno per\u00f2 il tramonto gli comunic\u00f2 uno strano senso di inquietudine, si avvi\u00f2 verso il mobile bar nel salone e si vers\u00f2 una dose abbondante di gin sperando di sentirsi meglio, il tentativo fall\u00ec miseramente. Guard\u00f2 quindi attraverso la finestra la piccola cittadina le cui ombre si allungavano lontane ed in cui non si poteva scorgere alcun movimento; spost\u00f2 lo sguardo pi\u00f9 in alto e trov\u00f2 a fissare il cimitero, che sovrastava la cittadina da una vicina collinetta. Sin da quando, anni prima, aveva comprato quella villa isolata sulla scogliera per sfuggire al caos di New York, era stato terribilmente attratto da quel luogo, quasi quanto era disgustato da quell\u2019orribile covo di bigotti che era la cittadina sottostante. Quegli ipocriti lo salutavano amabilmente quando, raramente, si decideva a scendere in citt\u00e0, mentre in realt\u00e0 avrebbero voluto vederlo morto, potevano infatti i gentiluomini e le gentildonne di Newport, Vermont, tollerare la presenza nella loro piccola e rispettabile cittadina di uno come lui, uno scrittore ricco, famoso e\u2026alcolizzato? Ma certo che no! Si lasci\u00f2 sfuggire di mano il bicchiere che and\u00f2 a infrangersi sul pavimento in una miriade di luminose schegge.<\/p>\n<p>Usc\u00ec di casa come in trance dirigendosi verso la cittadina senza quasi sentire il freddo pungente della brezza autunnale che s\u2019insinuava sotto la sua camicia. In breve tempo fu al centro della cittadina, di fronte alla chiesa dal cui interno proveniva il suono dei canti religiosi che accompagnavano la messa. Avanz\u00f2 ancora mentre il sole era ormai quasi scomparso dietro l\u2019orizzonte e arriv\u00f2 davanti alla Cemetery Hill proprio mentre l\u2019ultimo raggio di luce scompariva lasciando il posto al buio notturno.<\/p>\n<p>Il grande cancello in ferro battuto che immetteva nel cimitero era coperto di polvere ed i cardini scricchiolarono pesantemente appena cerc\u00f2 di aprirlo. Not\u00f2 che da uno dei fregi che decoravano il cancello pendeva una ragnatela e che il suo occupante, maestro tessitore, lo guardava fisso.<\/p>\n<p>\u201cCosa vai cercando nel mio cimitero?\u201d, gli disse con voce stizzosa.<\/p>\n<p>\u201cNon so\u201d, rispose, \u201cso solo che devo entrarci, poi sapr\u00f2 cosa fare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cD\u2019accordo puoi passare.\u201d, disse e subito il cancello si apr\u00ec senza alcun cigolio ed egli pot\u00e9 entrare senza problemi all\u2019interno del vecchio cimitero. Per un po\u2019 si aggir\u00f2 tra le tombe notando che, anche se il sole era tramontato gi\u00e0 da parecchio tempo, lui continuava a vedere chiaramente, quindi seppe esattamente dove doveva andare. Si avvi\u00f2 a passo svelto movendosi come un felino tra lapidi di nomi dimenticati sino ad arrivare di fronte ad un grande mausoleo di famiglia. Si ergeva quest\u2019ultimo in un angolo remoto del vecchio cimitero, quasi volesse essere per sempre dimenticato; si ferm\u00f2 davanti ad esso, ammirando la slanciata costruzione in stile neogotico, cerc\u00f2 la porta d\u2019entrata e la trov\u00f2 quasi subito. Di ferro massiccio, si trovava sotto un\u2019incisione sbiadita per via degli anni, che non si poteva pi\u00f9 leggere chiaramente, appoggi\u00f2 la mano sulla maniglia, ormai non sentiva pi\u00f9 il freddo, e spinse con forza, sicuro che la porta gli avrebbe opposto resistenza. Inaspettatamente questa cedette quasi subito e si apr\u00ec, cigolando sugli antichi cardini, voce che lo chiamava.<\/p>\n<p>Si ferm\u00f2 un istante di fronte a quel buco nero che lo invitava ad entrare (quasi una bocca pronta a divorarlo) quindi, preso un profondo respiro, entr\u00f2.<\/p>\n<p>Non appena ebbe varcato la soglia la soglia sent\u00ec la porta chiudersi alle sue spalle; dopo che i suoi occhi si furono abituati all\u2019oscurit\u00e0, il luogo che gli apparve davanti gli sembr\u00f2 stranamente familiare, come se lo conoscesse da sempre. Si diresse verso il lato orientale dell\u2019edificio dove si trovavano tre loculi sovrapposti; subito si rese conto che dal terzo di questi mandava un sinistro bagliore che sembrava attirarlo come il nettare una farfalla. Si avvicin\u00f2 in fretta ed inizi\u00f2 subito ad armeggiare intorno alla lastra di marmo che chiudeva l\u2019imboccatura di quel loculo.<\/p>\n<p>Ad un tratto, come se non avesse aspettato altro, la lastra venne via da sola, finendogli quasi addosso. Il peso di quella enorme lastra di marmo lo fece barcollare, quindi riprese il controllo e scaravent\u00f2 la lastra sul pavimento e guardo finalmente all\u2019interno del loculo.<\/p>\n<p>Registr\u00f2 distrattamente l\u2019assenza della bara e si accorse che il corpo l\u00ec conservato non era stato minimamente intaccato dal tempo. Stupito si chin\u00f2 ad osservare la lastra di marmo, in lettere dorate era scritto: Jonas Wyler 1815-1846 \u2013Compianto figlio-.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 di nuovo l\u2019uomo morto, che sembrava piuttosto aver dormito in quella tomba, dato che gli anni trascorsi non avevano lasciato segni sul bel volto di quel giovane, n\u00e9 sul suo corpo, per quanto se ne vedeva, che fosse una sorta di miracolo? Mentre osservava con sempre maggiore stupore quel cadavere che andava contro tutte le leggi della natura, si accorse che il giovane stringeva tra le mani un piccolo libricino rosso; mentre ancora si chiedeva di fronte a quale misterioso fenomeno si trovasse e per volont\u00e0 di chi, il compianto figlio apr\u00ec gli occhi e si mosse.<\/p>\n<p>Si mise seduto sull\u2019orlo del loculo e si stir\u00f2, quindi lo guard\u00f2 con occhi feroci. Lo scrittore cerc\u00f2 di indietreggiare per la pura, finendo con la schiena contro la pesante porta metallica, il compianto figlio si alz\u00f2 ed inizi\u00f2 ad avvicinarsi lentamente ma inesorabilmente, guardandolo fisso con un\u2019espressione che egli pot\u00e9 classificare soltanto come <em>fame<\/em>.<\/p>\n<p>Cerc\u00f2 di urlare ma la gola gli si fece improvvisamente secca e dalla sua bocca uscirono solamente dei suoni gutturali mentre con gli occhi sbarrati guardava avanzare il morto vivente.<\/p>\n<p>Questo, continuando ad avanzare, batt\u00e9 la mano sul piccolo libricino, \u201cHa funzionato.\u201d, disse, quindi mise il libricino in una tasca della giacca di velluto nero che indossava e le sue mani gelide di morte si strinsero intorno al collo dello scrittore, che ormai tremava in modo incontrollabile dalla testa ai piedi. Lo costrinse a guardare nei suoi occhi di morto e quello sguardo affamato fu l\u2019ultima cosa che l\u2019uomo vide nella sua vita, dopodich\u00e9 il morto vivente si fece simile a vapore e si fece strada insieme all\u2019aria fetida del mausoleo in quel corpo ormai privo di anima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Discendendo dalla collina su cui sorgeva il cimitero la cosa che ormai non era pi\u00f9 lo scrittore inizi\u00f2 a ridere, e rise di gusto.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11234\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11234\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si era svegliato di soprassalto verso le cinque del pomeriggio di quel sabato; non ricordava cosa lo avesse svegliato, se un incubo, anche se non ne aveva da anni, o magari un qualche forte rumore esterno, un tuono? 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