{"id":11232,"date":"2012-06-07T16:46:23","date_gmt":"2012-06-07T15:46:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11232"},"modified":"2012-06-07T16:46:23","modified_gmt":"2012-06-07T15:46:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-tziu-franciscu-boi-zio-francesco-boi-di-bruno-trogu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11232","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Tziu Franciscu Boi (zio Francesco Boi)&#8221; di Bruno Trogu"},"content":{"rendered":"<p>Tziu Franciscu Boi, detto Ciccheddu (1),\u00a0 era pastore nelle proprie tenute di \u201cSos forreddos\u201d (2). \u00a0Suoi molti ettari di terreno ordinati distribuiti tra pietre, roccioni, valli, tratti pianeggianti e fitti boschi, sui quali spesso si esibiva l\u2019astore che, con la sua innata eleganza, disegnava i contorni dell\u2019infinito \u00a0e \u00a0con il suo caratteristico richiamo amplificava il sentore del silenzio.<\/p>\n<p>E per tziu Ciccheddu tutto ci\u00f2 era la conferma intima dell\u2019illusione della propriet\u00e0, dell\u2019appartenenza alla natura, della sottomissione della stessa e del senso di indipendenza; \u00a0ma lo disponeva ancora di pi\u00f9 \u00a0a una sorta di simbiosi sensoriale con le vacche, le pecore e con gli animali in genere.<\/p>\n<p>Di giorno infatti, mentre le greggi e le mandrie \u00a0pascolavano, \u00a0avvertiva il tintinnio dei campanacci e dal tono dei belati, la distanza, la direzione e l\u2019eventuale comportamento non ordinato, sapeva; di notte invece, i sentimenti erano diversi, sempre protettivi ma condizionati alla tutela da ingerenze non proprio disinteressate. Per questo infatti, da tempo governava e custodiva il bestiame, gi\u00e0 radunato nell\u2019ovile circolare costruito con frasche di lentischio, di rovo e di olivastro, accoccolandosi avvolto in un mantello di orbace e con il fucile accanto, su di una sporgenza erbosa incastonata tra due rocce di granito; gli tenevano compagnia, come sempre, i cani, il tramestio e i versi di tanti animali notturni e in particolare il canto dell\u2019upupa che gli toglieva qualsiasi forma di aggressivit\u00e0 e lo conduceva al raccoglimento.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la sua mente si concentrava all\u2019ascolto del fitto dialogare degli alberi, di tutto informati dalla brezza notturna;\u00a0 stavolta per\u00f2, non parlavano come loro consuetudine dello spopolamento del paese, della siccit\u00e0 persistente, della latitanza custodita, delle pareti di casa annerite dal fumo della povert\u00e0 e dei truogoli vuoti, ma del mormorio dei cespugli e degli steli gonfi di urina a ridosso delle innumerevoli tombe nei grovigli di filo spinato. Dopo un attimo di attesa, con un sussulto rassegnato tacit\u00f2 gli alberi e parl\u00f2 a se stesso; gli si apr\u00ec l\u2019animo ai ricordi nelle solitudini senza domande e senza risposte. Ragazzi: PRESENTE \u2026 PRESENTE \u2026<\/p>\n<p>Presente in quei luoghi di alte cattedrali di rocce\u00a0 e di boschi attoniti, immersi in un anfiteatro affrescato di visioni che la natura, con grande generosit\u00e0, aveva colmato di bellezza, io con tanti altri attori soccombenti in un progetto senza alcun significato umano, con la sola inculcata convinzione che i giovani dell\u2019altra parte, spesso accovacciati sullo stesso pianoro profumato di erbe selvatiche, non si chiamavano Antonio, Giuseppe, Luigi, Francesco o Carlo, bens\u00ec il nemico.<\/p>\n<p>Il loro nome era nemico. Tutti si chiamavano nemico e in quegli anfratti, in quelle postazioni si attendeva il turno. E quando qualcuno di loro ci riduceva a una scritta su una croce, il capitano o a volte il maggiore o il colonnello, raramente un generale, nel chiudere la scarna cerimonia, nominando la patria o pi\u00f9 spesso la madre-patria, come un sigillo di valore assoluto al di sopra degli uomini e pi\u00f9 vicino al Signore e alla Sua volont\u00e0, il cuore si riempiva di rancore e molti dubbi affioravano sulla Patria o insomma sulla madre-patria. Quanti dubbi, quante perplessit\u00e0 mi tormentavano anche ascoltando i miei commilitoni, persino quello era un combattimento aspro.<\/p>\n<p>Ma quanto innocente il commento di uno di loro che con una semplicit\u00e0 e candore spiritualmente disarmanti mi disse: spero un giorno di incontrare la madre-patria, deve essere bellissima se tanto la difendiamo e siamo disposti a morire per lei. Non ebbe modo di vederla!<\/p>\n<p>Rientrato in paese, mi attendevano il mio lavoro, la mia campagna, i miei boschi, la mia vita libera, il mio sudore e la mia fatica e, nonostante le sofferenze mai sopite, anche il piacere di incontri galanti; cos\u00ec a trentanni suonati mi sposai con Maria Grazia Cossu, una confinante pi\u00f9 giovane di dieci anni,\u00a0 lontana parente da parte di mamma. E ora, io ho novantanni e mia moglie ottanta, continuiamo a fare il formaggio come da sempre e lo vendiamo.<\/p>\n<p>Una brezza leggera e il riflesso della luna sui campanacci del gregge mi rassicurava, cos\u00ec come la quiete dei cani; a un tratto per\u00f2, Piliruiu (3) il pi\u00f9 vecchio di essi, avvertendo la presenza di qualcuno mugol\u00f2 destando la mia attenzione; dopo un po\u2019 infatti, riconosciuto dai passi, comparve Salvatore, un bel giovane mio vicino di pascolo, \u00a0con il quale ero solito scambiare due chiacchiere e tacitamente anche la cortesia della vigilanza.<\/p>\n<p>Sost\u00f2 qualche minuto in silenzio prima di parlare, quindi guardingo chiese: \u201ctottu hene, tziu Franc\u00ec?; \u00a0risposi: \u00a0heia, tottu hene Salvat\u00f2\u201d (4);\u00a0 c\u2019\u00e8 un calma strana stanotte, prosegu\u00ec sottovoce Salvatore, provo un senso di inquietudine; \u201cmah! isperamos chi no sutzeda nudda\u201d (5); e si allontan\u00f2 salutando e io lo seguii con lo sguardo e con animo riconoscente.<\/p>\n<p>Il buio aveva immobilizzato le forme senza la brezza gi\u00e0 quietata. E allora mi rivolsi alla mia stella preferita, con la quale avevo stabilito un\u00a0 rapporto di lealt\u00e0, per poterle parlare, ancora una volta, delle mie eterne incertezze. In quella notte per\u00f2, non mi prest\u00f2 ascolto, era distaccata e mi resi conto, come mai mi fosse capitato altre volte, della sua autonomia celeste e come questo fosse un chiaro segnale di abbandono; abbassai lo sguardo rassegnato, quasi inconsapevole giunsi le mani e ricordai la preghiera da tutti invocata.<\/p>\n<p>I ricordi si affievolirono, gli alberi ripresero a dialogare e io mi appisolai.<\/p>\n<p>Verso le tre del mattino tziu Franciscu sent\u00ec un po\u2019 di fame, si alz\u00f2, diede uno sguardo al gregge e ai cani e si avvi\u00f2 verso casa (la casa: l\u2019orgoglio delle sue mani), entr\u00f2, accese la luce, grande conquista l\u2019elettrificazione delle campagne, e dalla bisaccia, appoggiata sulla sedia, tolse una tovaglia pulita, la distese sul tavolo e con le mani sfior\u00f2 il ricamo in rilievo, le iniziali di Maria Grazia (Graziedda, pens\u00f2).<\/p>\n<p>Sulla tovaglia che sapeva di melacotogna, pose un po\u2019 di carasau, un tocco di formaggio, un pezzo di salsiccia, cen\u00f2. Si accost\u00f2 alla credenza e da un cassetto prese una penna e un foglio. Recuper\u00f2 anche tutto il carteggio di un progetto, redatto dall\u2019ingegner Conconi (figurarsi!), per la realizzazione ormai quasi ultimata di nuovi edifici con apparecchiature per la mungitura, la sterilizzazione del latte, ricoveri in muratura per il bestiame ovino e bovino, una porcilaia e una zona attrezzata per l\u2019allevamento delle galline. Lo guard\u00f2 ripetutamente, soddisfatto e con un pensiero al futuro lo ripose.<\/p>\n<p>Sul foglio scrisse per quasi un\u2019ora. Quindi si distese sul letto e appoggi\u00f2 il foglio sul petto tenendolo premuto con le mani.<\/p>\n<p>Al mattino, verso mezzogiorno, i nipoti presero il foglio dalle mani ormai esangui del nonno: era una lunghissima sequenza di nomi, alcuni non comuni, strani o stranieri probabilmente, e alla base il disegno incerto ma chiaro di una bandiera; forse per tziu Ciccheddu la bandiera dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTE:<\/p>\n<ol>\n<li>diminutivo sardo di Francesco<\/li>\n<li>nome della tanca che letteralmente significa:\u00a0 i fornelli; nome di una tanca (appezzamento di terreno recintato adibito a pascolo, allevamento di bestiame, coltivazione di orto, foraggio, ecc.)<\/li>\n<li>appellativo sardo: pelo rosso<\/li>\n<li>\u201ctutto bene zio Franc\u00e8; risposi: \u201cs\u00ec, tutto bene Salvat\u00f2\u201d<\/li>\n<li>\u201cmah, speriamo che non succeda nulla\u201d<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11232\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11232\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tziu Franciscu Boi, detto Ciccheddu (1),\u00a0 era pastore nelle proprie tenute di \u201cSos forreddos\u201d (2). \u00a0Suoi molti ettari di terreno ordinati distribuiti tra pietre, roccioni, valli, tratti pianeggianti e fitti boschi, sui quali spesso si esibiva l\u2019astore che, con la sua innata eleganza, disegnava i contorni dell\u2019infinito \u00a0e \u00a0con il suo caratteristico richiamo amplificava il [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11232\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11232\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2955,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-11232","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11232"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2955"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11232"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11235,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11232\/revisions\/11235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}