{"id":11201,"date":"2012-06-07T16:25:31","date_gmt":"2012-06-07T15:25:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11201"},"modified":"2012-06-07T16:25:31","modified_gmt":"2012-06-07T15:25:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-agneia-di-andrea-bonizzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11201","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Agneia&#8221; di Andrea Bonizzi"},"content":{"rendered":"<p>LUCE! era forte e l\u2019accecava, provocandole un intenso dolore agli occhi. Li richiuse subito, strizzandoli pi\u00f9 forte che poteva, e fu di nuovo buio. Rimase cos\u00ec per alcuni minuti, in piedi, ferma, con la schiena leggermente incurvata in avanti e le mani sulla fronte, a schermare dalla luce gli occhi serrati. Rilass\u00f2 poco alla volta le palpebre e il buio pi\u00f9 scuro si contorn\u00f2 di aloni di vari colori da lei mai visti, un giallo-arancione che suggeriva alla vista il senso di calore che la pelle provava. Le piacevano quei colori e sentiva in s\u00e9 la voglia di spalancare gli occhi e venire inondata dalla loro bellezza, senza filtri, senza barriere, ma il dolore provato appena prima la bloccava. Li socchiuse allora cautamente, aprendone una sottilissima fessura schermata da una fitta rete di ciglia. Non vedeva nulla ancora, ma il giallo s\u00ec, quello lo vedeva, ed era sempre pi\u00f9 intenso e bello. Continuando cos\u00ec, a tentativi e azzardi, a spalancare e, punita per il troppo ardire, subito dopo a serrare, riusc\u00ec ad aprire gli occhi solo quando la luce se n\u2019era andata e la sera era scesa sulle terre del luogo. Ma anche il buio qui era diverso da quello che lei conosceva. Un cerchio di luce gentile sfiorava le figure del paesaggio. Riusc\u00ec allora a vedere chiaramente cosa stava intorno a lei. Alberi di varie dimensioni si stagliavano plumbei come ombre contro quella luce opalescente e alle sue spalle un monte, alto e brullo. Si incammin\u00f2 in quel bosco e, a poco a poco, allo stupore dello sguardo si affianc\u00f2 lo sbigottimento dell\u2019udito. Nella notte mille voci e niente simile a nient\u2019altro. Non un albero era della stessa forma di un altro, non un grido, un suono, un richiamo assomigliava all\u2019altro. Tutto nuovo e splendido, e diverso, ma nella diversit\u00e0 perfettamente integrato nel tutto, come fosse il gioco di un\u2019inesauribile fantasia.<\/p>\n<p>Usc\u00ec dal bosco mentre la notte giungeva al termine e la luce cresceva. I suoi occhi, sotto la materna guida della natura, si abituarono come gli alberi e gli animali attorno a lei al giorno che nasceva. Non faceva male ora la luce e tutto si colorava. Non solo gialli, ma verdi, azzurri, rossi e mille altri colori e sfumature che incontravano lo sguardo come una gioiosa festa di paese che accoglie e stupisce il viandante ignaro di tale ricorrenza e di questa sua mancanza si rallegra. Di fronte a lei il terreno digradava leggermente e, al termine del dolce pendio, si trovava una cittadina. Qui si diresse Agneia.<\/p>\n<p>Le strade erano affollate e le persone moltissime. Queste si affrettavano quasi tutte nella stessa direzione e solo la minor parte andava in senso contrario. Era un vocio ad attirarle e, man mano che si percorreva la strada, il vociare cresceva, cos\u00ec come il numero di uomini e donne presenti, fino a saturare del tutto lo spazio disponibile. Nessuno pi\u00f9 si muoveva se non al ritmo dell\u2019intera folla e, le donne che si avvicinavano e allontanavano dai banchetti al lato delle strade, sembravano il pulsare del corpo dell\u2019immensa creatura. Agneia tent\u00f2 di avvicinarsi a un banchetto come aveva visto fare ad altri e, vincendo la corrente che la portava, riusc\u00ec a raggiungere quello prescelto. Un bancarella colma di frutti di ogni tipo e colore, che ai suoi occhi sembravano tante pietre preziose. Dopo aver scorso lo sguardo su ci\u00f2 che le stava di fronte, attirata ora da questo ora da quel frutto, fu colpita dall\u2019intensit\u00e0 del rosso di uno di questi e persino la forma le pareva singolare, invitante: due piccoli tondi rossi imperfetti lo formavano e, da ognuno di questi, spuntava verso l\u2019alto un sottile picciolo verde che nel punto d\u2019incontro con quello del compagno sbiadiva in un marroncino ligneo. Ne prese una coppia e, dopo averla osservata a lungo, fece per metterla in bocca, ma una mano afferr\u00f2 il suo polso stringendolo. \u201cEh no, cara mia!\u201d disse l\u2019uomo che la bloccava, \u201cse vuoi mangiare le mie ciliegie devi prima pagarle, ma siccome quelli come te di soldi non ne hanno, posa quelle che hai in mano e torna tra i tuoi pari!\u201d. Detto ci\u00f2 e senza lasciare spazio a replica alcuna la trascin\u00f2 in una stretta traversa e qui la gett\u00f2 con rabbia al suolo e torn\u00f2 al suo banchetto. Nella traversa c\u2019erano delle persone scarne e vestite di stracci. Le guard\u00f2, guard\u00f2 i loro visi smunti quasi quanto i loro sguardi e guard\u00f2 se stessa. Vide braccia magre e vesti lacere e sporche, ma il suo sguardo no, non poteva vederlo, eppure le bastava sentirlo per sapere che non era smunto e vacuo. Si alz\u00f2 e not\u00f2 un vecchio seduto sul ciglio del marciapiede: era calvo e la barba bianca e lunghissima; da uno squarcio del vestito si poteva vedere il costato e, di questo, contare ogni singola costola; aveva occhi azzurri e lo sguardo era assente, ma serbava il fascino di chi \u00e8 riuscito, molto tempo prima, a guardare nel profondo dell\u2019animo umano. Gett\u00f2 un\u2019occhiata verso la folla nella strada principale, era grassa, ma non meno malata di quei poveri seduti nella traversa; malata di ingordigia che non le dava posa e non le permetteva di godere della vita e degli agi che questa le riservava. Mosse alcuni passi verso quel vecchio, ma questo improvvisamente rinvenne dal suo torpore e impresse nei suoi occhi uno sguardo terrorizzato, lo sguardo di chi \u00e8 stato tradito dai suoi simili e di questi non si vuol pi\u00f9 fidare e subito lo distolse. Allora Agneia si arrest\u00f2 e volse altrove i propri passi.<\/p>\n<p>Vagando per la cittadina giunse casualmente a una piccola piazza che i bambini avevano trasformato nel loro parco giochi. Li osservo per un po\u2019 e riconobbe nei loro giochi le stesse dinamiche che aveva visto tra gli adulti. Ma il loro sguardo non era come quello dei genitori, lo sguardo di quei bambini aveva in s\u00e9 un qualcosa che le ricordava la profondit\u00e0 dello sguardo del vecchio e un qualcosa che andava oltre, che riconosceva familiare, che sentiva nel proprio. Cerc\u00f2 un luogo al sole dove potersi sedere e qui rimase fino a quando i bambini, incuriositi dalla sua presenza e da quel suo guardare fisso e paziente, le si avvicinarono uno alla volta e si sedettero accanto a lei. Il primo alla sua destra, il secondo alla destra del primo, il terzo alla destra del secondo e cos\u00ec via, fino a quando l\u2019ultimo si sedette alla destra del penultimo e alla sinistra di Agneia, creando un immenso cerchio che chiudeva in s\u00e9 tutta la piazza. Agneia si volt\u00f2 a guardare negli occhi l\u2019ultimo bambino che le si era seduto accanto e prese con la mano sinistra la destra di lui e questo fece altrettanto con quello che stava alla sua sinistra e cos\u00ec via, fino a quando il bambino alla destra di Agneia si volt\u00f2 a guardarla e le prese la mano. Rimasero cos\u00ec, in silenzio e con gli occhi veramente aperti, fino al tramonto quando le madri e i padri, non vedendo rincasare i figli erano andati per le strade a cercarli. Giunsero quasi all\u2019unisono alla piccola piazza e videro questo singolare spettacolo aprirsi davanti ai loro occhi, ma anzich\u00e9 aprire gli occhi per vedere lo spettacolo, li chiusero e, chi prima, chi poi, tutti spezzarono l\u2019anello che si era creato. Agneia venne malmenata, insultata e scacciata dalla citt\u00e0 e, salito il pendio e attraversato il bosco, giunse ai piedi del monte. Si volt\u00f2 solo un attimo a guardare gli ultimi raggi del sole morente che filtravano tra il fogliame, un attimo, un attimo solo, e poi spar\u00ec nel profondo della sua caverna.<\/p>\n<p>Il buio era intenso e l\u2019accecava. \u201cNon \u00e8 poi cos\u00ec diverso dalla luce\u201d pensava e, aspettando che i suoi occhi si riabituassero, sostava. Scese poi pian piano appoggiandosi alle pareti della caverna e giunse alla sua fine. L\u00ec si sedette.<\/p>\n<p>Voci\u2026 voci di bambini\u2026 tre voci distinte all\u2019ingresso della grotta; scendono. Agneia si alz\u00f2 in piedi e and\u00f2 loro incontro per guidarli nel buio. Li trov\u00f2 a met\u00e0 della discesa e li condusse con s\u00e9. Giunti al fondo della caverna si sedettero in cerchio e si presero per mano. Stettero seduti in quella posizione e non servirono parole per crescerli. Divenuti grandi giunse per loro il giorno di abbandonare la caverna e ritornare al mondo. Agneia li condusse fino alla bocca della grotta e disse: \u201cAndate figli miei. Ora sapete tutto ci\u00f2 che io so e io so tutto ci\u00f2 che voi sapete. Siamo tutt\u2019uno tra di noi e con la natura. Andate e insegnate tutto questo a chi nella luce non riesce a vedere.\u201d E dopo aver detto ci\u00f2 li cinse in un unico abbraccio e sussurr\u00f2 a ognuno di loro un nome nuovo.<\/p>\n<p>Salutata la madre Gnome, Elp\u00ecs e Sofrosyne andarono per il mondo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11201\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11201\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUCE! era forte e l\u2019accecava, provocandole un intenso dolore agli occhi. 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