{"id":11190,"date":"2012-06-07T11:52:32","date_gmt":"2012-06-07T10:52:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11190"},"modified":"2012-06-11T10:11:55","modified_gmt":"2012-06-11T09:11:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-sollievo-di-matteo-pieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11190","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il Sollievo&#8221; di Matteo Pieri"},"content":{"rendered":"<p>\u00abE\u2019 successo due sere fa, roba da non crederci. C\u2019\u00e8 questo tizio pieno di soldi, sulla cinquantina, che viene sempre con una BMW bianca. Era gi\u00e0 capitato qui un paio di volte con la moglie, non proprio giovane lei, ma tra roba di serie e modifiche varie ti giuro che non passa inosservata. Insomma l\u2019altra sera arriva intorno alle due di notte e comincia a girare qua dentro, lei invece resta sola in macchina. Appena se ne va l\u2019ultimo camionista attacca a parlare con me, a quell\u2019ora ogni argomento \u00e8 buono per restare svegli. Non passa molto che arriva al punto. Tira fuori una piccola telecamera, pensavo volesse venderla, e invece no. Avrai gi\u00e0 capito cosa aveva in mente. Ha chiamato la moglie e ci siamo messi l\u00ec, vedi, nell\u2019ufficio a vetri. Lui si accomoda sulla poltroncina, come un cazzo di Tinto Brass, e si accende sigaro e telecamera. Cristo, proprio come Tinto Brass. Ci fa scopare la moglie a turno, prima a me e poi al nostro Gaucho. Quando glielo dici il coso gli fa ancora le capriole nelle mutande. Vero Gaucho? Com\u2019\u00e8 che ti diceva? \u201cNella testa bello, fammelo sentire nella testa\u201d. Ma non era la testa quella, te lo assicuro.<\/p>\n<p>Ma aspetta, non \u00e8 mica finita. Proprio mentre Gaucho stava per svuotare l\u2019ampolla arriva una pattuglia a fare rifornimento. Cazzo, due agenti in completa uniforme alle tre di notte. Io esco subito mentre il pischello riavvolge il pitone. Il marito rimane sempre tranquillo, non stacca la ripresa nemmeno mentre la moglie si tira su le mutande, anzi, gira la telecamera e inquadra quei due stronzi che vengono dentro a pagare. Sono scesi tutti e due, non volevano andarsene. Quando Gaucho \u00e8 uscito da l\u00e0 dietro quelli si sono messi a curiosare, la situazione s\u2019\u00e8 fatta tesa. Non so se scoparsi una di fronte al marito sia reato, ma di certo andando a frugare l\u00e0 dietro avrebbero trovato la roba che vendiamo sottobanco, capisci? Sante, ti giuro che mi stavo cagando sotto. \u201cCosa succede qui?\u201d fa uno dei due mentre l\u2019altro tira fuori il manganello, quello vero intendo, quello per menare. Si avvicina alla telecamera e comincia a parlare verso l\u2019obiettivo. \u201cOra facciamo una bella perquisizione qui, e vediamo di cosa si occupano i nostri amici benzinai durante la notte\u201d. \u201cFine della festa\u201d pensavo, \u201cquesti erano d\u2019acordo con la coppietta per farci il culo.\u201d E invece eccolo li, il poliziotto col manganello, che abbassa le mutande alla signora per perquisirla a dovere. Si mettono a perquisirla insieme, mentre il marito continua a riprendere. Ti giuro, quello schifoso si \u00e8 sbrodolato i pantaloni senza nemmeno sfiorarselo. Ha fatto scopare la moglie da quattro uomini in meno di due ore. Lo so che non ci credi, \u00e8 normale, non ci crederei nemmeno io se non avessi sentito quelle tette di silicone con le mie mani. Ma vedrai quando mi porter\u00e0 il video Sante, vedrai.\u00bb<\/p>\n<p>Le stazioni di servizio suggeriscono ogni tipo di stranezza. Specialmente durante la notte, quando i piazzali sono deserti e le luci spente. Sono posti che esistono a malapena, dove la gente passa e non si ferma. Ogni stazione somiglia all\u2019altra, come i panini esposti nel bancone. Quando i trasportatori si fermano a riposare nel parcheggio cominciano gli affari.<\/p>\n<p>Da quando Teresa mi ha buttato fuori dormo da Daniela, mia sorella, ma non ho alcuna fretta di tornare a casa. Mi fermo per l\u2019ultima birra dal Maggini, alla stazione di servizio. Lui, che ha appena cominciato il turno, mi rifornisce di queste storie assurde. Le storie sono importanti nel mio lavoro, almeno quanto la memoria per i nomi. Io li ricordo tutti. I nomi dei clienti e dei colleghi, i concorrenti e le rispettive squadre di calcio favorite, ricordo anche tutti i nomignoli e, quando non \u00e8 sconveniente, quello delle mogli di ognuno di loro. Nelle storie del Maggini questa realt\u00e0 improbabile sconfina sempre in una fantasia impossibile. A volte si intuisce il confine dalle espressioni del povero Gaucho, altre volte invece, sopraffatto dalla strafottenza del collega, nemmeno lui \u00e8 capace di smentirlo. In questa storia per esempio i poliziotti sembrano di troppo, e forse anche il filmino. La scopata invece ci sta tutta. E\u2019 incredibile quello che passa la notte qua dentro. C\u2019era un periodo in cui il Maggini vendeva pure materassi in lattice. Al nero, si capisce. Sto parlando di materassi per i letti, anche matrimoniali. Roba che non puoi tenere chiusa in un cassetto. Non ho idea di come riuscisse a rimediarli. Certe volte gli ho passato qualcosa pure io. Qualche disco diamantato, o qualche scarpa antinfortunistica. Erano campioni dimostrativi, o merci restituite per un errore di consegna. Il Maggini si rivende qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>\u00abGrazie Maggini, ma non ci tengo a vedere il tuo culo in video, dovr\u00f2 fidarmi.\u00bb<\/p>\n<p>Qualcuno mi sta chiamando, il telefono muto mi vibra in tasca. E\u2019 l\u2019ultimo cliente della giornata.<\/p>\n<p>\u00abPronto? Ciao carissimo. Certo, te ne mando due in pi\u00f9, non c\u2019\u00e8 nessun problema. Vai tranquillo. Domani ti arriva tutto, ti faccio un bel prezzo. Vai, grazie.\u00ad\u00bb<\/p>\n<p>Non mi ricordo come sono arrivato a vendere materiali edili. Forse perch\u00e8 lo faceva mio padre, questo \u00e8 sicuro, ma io sono un perito, non ho sempre fatto il rappresentante. Sono bravo a vendere, ecco tutto. Utensili, isolanti, anche abbigliamento da lavoro. Agente plurimandatario. Due anni fa ho preso una Marea milleotto diesel che adesso ha centoventimila chilometri.<\/p>\n<p>\u00abMaggini, te l\u2019ho detta quella dell\u2019infermiere?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuello che passava il metadone ai nonnetti dell\u2019ospizio?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa no, sono stato ricoverato un paio di mesi fa, niente di che, solo qualche controllo. Insomma questo infermiere tiene alla parete un biglietto della lotteria incorniciato.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHa vinto?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAvrebbe vinto si, se lo avesse giocato.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon ci credo, sono usciti i numeri e lui non lo aveva giocato?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0, dice che lo tiene per ricordarsi che \u00e8 un cretino. Ecco vedi, tu potresti proiettare il tuo video su un maxischermo, cos\u00ec te lo ricordi pure tu, e magari si divertono anche i clienti.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSfotti vai, intanto se ripassa il nostro Tinto magari ti chiamo a dare una mano.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche due. Ora me ne vado, prendo un\u2019altra birretta, segnala per domani.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abStai sveglio Sante, che stasera ti vedo pi\u00f9 cotto del solito.\u00bb<\/p>\n<p>Mi risveglio con il clacson di un camion. Avevo appena abbassato le palpebre. Sono davvero stanco, eppure non vorrei mai rientrare. Dormo a casa di Daniela, ma \u00e8 come se la casa fosse vuota, come se fosse la stanza di un albergo dove esco all\u2019alba e rientro a notte inoltrata. Ancora il telefono, a quest\u2019ora non pu\u00f2 essere un cliente.<\/p>\n<p>\u00abStai guidando?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon preoccuparti, ho l\u2019auricolare\u00bb, non \u00e8 vero, non lo trovo da stamani. Sono talmente abituato a quella macchinetta che nemmeno mi accorgo di averla addosso. Devo essermici addormentato sopra, ho pure l\u2019orecchio indolenzito. Magari sar\u00e0 finita tra i cuscini o in fondo al letto. Teresa si arrabbia molto se parlo al telefono mentre guido, si preoccupa per la mia patente, che mi consente di lavorare e mandarle i soldi. Non mi fa nemmeno parlare con i ragazzi, mi chiama solo per i soldi, quando le servono. Sembra il direttore vendite che dispone gli obiettivi commerciali. Chiama solo se non li hai raggiunti.<\/p>\n<p>\u00abSenti, domenica Andrea ha una partita alle dieci. Ci terrebbe molto che tu lo vedessi giocare\u00bb<\/p>\n<p>\u00abBenissimo, dove ci vediamo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u201cbenissimo\u201d cosa? Guarda Sante che mica devi vendermi dei trapani. Io non ci sono, puoi venirlo a prendere alle nove e un quarto sotto casa, gioca qui al campo sportivo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abInsomma vuoi che lo porti io perch\u00e8 tu devi farti i cazzi tuoi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSei un idiota, ma perch\u00e9 dobbiamo litigare per forza?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico modo di tenerti un po\u2019 al telefono\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSenti, non abbiamo niente da dire, se vuoi vederlo domenica passa a prenderlo, altrimenti ce lo accompagner\u00e0 Silvio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSilvio certo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEsatto, Silvio\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 non pensa lui anche alla rata del mutuo cara?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 non vai a fare in culo Sante?\u00bb<\/p>\n<p>Un beep nell\u2019orecchio e Teresa non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Rimane la striscia bianca sul bordo dell\u2019autostrada a trascinarmi via. Il vibrare delle gomme su quella superficie mi riporta in carreggiata ancora un paio di volte prima del casello. La voce automatica mi augura buon viaggio. La offendo come posso, come offenderei Teresa e Silvio. Si chiama pure Silvio. A volte vorrei essere come il Maggini, stare alla pompa di benzina e sparare cazzate. Ninete fatturato, n\u00e9 obiettivi, n\u00e9 sconti. Mi hanno fatto dimenticare chi sono. Ma chi \u00e8 stato? Teresa? Il lavoro? Sembra che il telefono suoni ancora, invece \u00e8 la radio.<\/p>\n<p>Sono davanti alla porta di casa. In certi frangenti potrei aver ucciso qualcuno e non ricordarlo. Mi succede sempre alla guida, quando conosco bene la strada. A volte trascorro cos\u00ec intere settimane. Da una domenica all\u2019altra senza soluzione di continuit\u00e0. Niente birra in frigo, questa \u00e8 calda da far schifo, sembra di bere e piscare la stessa cosa. Mi serve un moment, o un\u2019altra cosa. Dovrei farmi una doccia.<\/p>\n<p>Sento vibrare il telefono da qualche parte. Daniela mi chiama dalle scale, dice che ha preparato il caff\u00e8. Non riesco a trovare quel maledetto auricolare. Non trovo nemmeno il telefono che suona da dieci minuti. Mi scoppia la testa. Adesso non suona pi\u00f9. Ho bisogno di una doccia. L\u2019orecchio \u00e8 gonfio, pizzica, devo avere un\u2019irritazione, magari mi sono tagliato internamente. Chi \u00e8 che continua a chiamare? Il cellulare ha il blue tooth, e segnala l\u2019auricolare attivo. Ma dove \u00e8 andato a finire?<\/p>\n<p>Oggi ho un sacco di appuntamenti. Perdere le cose mi fa impazzire, senza auricolare \u00e8 impossibile lavorare, con il vivavoce non si capisce niente. Con questa infezione mi pare di sentire tutto ovattato, come un rumore di fondo. Il telefono non mi d\u00e0 tregua, per fortuna, significa che il lavoro sta riprendendo, domani c\u2019\u00e8 pure l\u2019incontro con il capoarea. Devi occuparti di quell\u2019insoluto.<\/p>\n<p>\u00abInsoluto? Cosa?\u00bb<\/p>\n<p>Giusto, devo sollecitare il Mengozzi, mi ha pure chiesto del materiale. Il problema non \u00e8 vendere, il problema \u00e8 riscuotere. Gi\u00e0, il mondo \u00e8 pieno di insoluti. C\u2019\u00e8 un rumore di fondo. Non \u00e8 quello solito della macchina, \u00e8 pi\u00f9 un parlottare indistinto, nel quale soltanto a tratti colgo alcune affermazioni. Mi fermo alla stazione di servizio per un caff\u00e8 e un buscofen, Teresa lo prendeva sempre quando aveva le sue cose, magari se finisco la scatola vengono pure a me. Lo specchio del bagno mi restituisce il gonfiore del padiglione auricolare, i neon rimarcano impietosi il mio pallore. Come pensavo, sembra che il microfono sia rimasto incastrato nell\u2019orecchio, vedo il led illuminarsi ritmicamente attraverso la cartilagine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A pranzo non mangio quasi mai. Da queste parti c\u2019\u00e8 il Flamingo, qui trovo sempre alcuni clienti in pausa. Solo un bicchierino, anche questo \u00e8 lavoro. Se non mi muovo non riuscir\u00f2 a fare l\u2019ultimo cliente. Magari lo chiamo, sento se gli serve qualcosa, altrimenti evito qualche chilometro di strada. Sei fuori prezzo, sei completamente fuori dal seminato. Cerchiamo di differenziarci, puntare soprattutto sulla qualit\u00e0. Basta che sia certificato.<\/p>\n<p>Che poi oggi tutto \u00e8 certificato, bisognerebbe vedere da chi \u00e8 certificato, e per fare cosa.<\/p>\n<p>\u00abMa con chi parli?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCosa?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDico, mi ascolti o no?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSi, scusa, sempre i soliti problemi.\u00bb<\/p>\n<p>Il Mengozzi non ride mai, ogni volta che stacca un assegno invecchia di schianto. Mi guarda come se gli stessi rubando in casa. Non mi guarda negli occhi, forse lo vede anche lui, mi sta fissando l\u2019orecchio, magari lui sa come toglierlo.<\/p>\n<p>\u00abSante vedi di darti una calmata perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 difficile lavorare\u00bb<\/p>\n<p>Devo fermarmi di nuovo, il dolore \u00e8 insopportabile, forse dovrei andare al pronto soccorso. Sento ancora borbottare da un qualche ufficio. La carne irritata pulsa mentre mi tampono il padiglione con del cotone imbevuto di aqua ossigenata. Un poco di sollievo. Roba da matti, deve essere rimasta una telefonata aperta. Meglio tornare subito a casa.<\/p>\n<p>Te lo dico subito, se non consegni Andrea per le nove ti lascio insoluto, per sempre. Non voglio perdermi la partita di Andrea. Mi alzo di scatto ma \u00e8 ancora buio fuori dalla finestra. Ho dormito tutto il giorno? Mia sorella dice che dormo tutto il giorno, lei \u00e8 sempre preoccupata per qualcosa. Non riesco a tenere gli occhi aperti, da lontano qualcuno mi chiede uno sconto sul trasporto, potrei capire meglio se solo parlasse nella cornetta. Hanno gi\u00e0 caricato, ormai \u00e8 impossibile cambiare l\u2019ordine. Allora rimandiamo tutto indietro, avevamo richiesto una consegna tassativa. Addio provvigione. Dovrei riuscire a sistemare la cosa prima della partita di Andrea. Ma sono le cinque di notte, mi sembra impossibile. Invece Daniela dice che la partita \u00e8 tra tre giorni, dice che mi vede confuso, ma lei lo dice sempre. Con quattromila euro al mese sarei a posto. Ne terrei soltanto mille e cinquecento per me, per dipingere. Darei tutto il resto a Teresa e ai ragazzi. Anche a Silvio se vuole. Io starei a casa a dipingere. Ecco cosa sono. Me lo hanno fatto dimenticare. Dovrei mettere il mio auricolare in cornice, per ricordarmi che sono solo, se solo riuscissi a toglierlo un attimo. Dovrei smettere di bere anche l\u2019acqua. Assolutamente. Non posso stare girato a destra, mi fa male appoggiare l\u2019orecchio al cuscino. Devo prendere qualcosa per dormire.<\/p>\n<p>Premendo sui bordi sembra che l\u2019estroflessione si ritiri un poco. Basterebbe sollevare un lembo per sfilare il blue tooth. Adesso provo con le forbicine. Una goccia di sangue mi cola sul dito. F\u00e0 il solletico. Continuano a chiedermi di fare carichi completi. Non possono essere venticinque scarpe, lo capisci? Devono essere venticinque paia, mica siamo tutti pezzi unici. Quella consegna delle nove e un quarto si ripete come una sirena incantata. Mi scoppiano le orecchie. Un attimo di silenzio bambini, solo un attimo e sono da voi. Senti, devo dirtelo, aspetto un bambino, mio e di Silvio. Deve dirmelo. Ma perch\u00e9 cos\u00ec tante volte? Il blue tooth deve essersi scaricato e mi sta scivolando in testa. Serve una cosa pi\u00f9 larga per fare leva. Mia nonna ripuliva le patate da tutti i butteri, toglieva anche le macchie pi\u00f9 insignificanti con una rotazione del polso veloce e sicura, maneggiava il coltello come un samurai. Devo stare piegato in avanti, a destra, altrimenti l\u2019auricolare mi cola dentro. Possibile che nessuno si accorga della telefonata aperta? Sembra che abbia delle zampette, lo sento solleticare le pareti interne, devo staccarlo subito. Prendo il coltello da cucina come faceva la nonna. Conviene spingere l\u2019auricolare fino in fondo, almeno cadr\u00e0 dall\u2019altro orecchio. Devo farlo rotolare con un colpo secco.<\/p>\n<p>Cos\u00ec.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11190\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11190\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abE\u2019 successo due sere fa, roba da non crederci. 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