{"id":11142,"date":"2012-06-06T10:02:59","date_gmt":"2012-06-06T09:02:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11142"},"modified":"2012-06-06T10:02:59","modified_gmt":"2012-06-06T09:02:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-la-ragazza-il-gatto-ed-un-sorriso-di-luca-manfredini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11142","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;La ragazza, il gatto ed un sorriso&#8221; di Luca Manfredini"},"content":{"rendered":"<p>La pioggia cadeva obliqua, fredda, pungente e scavava una malinconia disadorna che si appiccicava alle case serrate l\u2019una all\u2019altra a formare una specie di anfiteatro. La ragazza prov\u00f2 a tirarsi su aggrappandosi alle sbarre di ferro incrostate di ruggine e scivolose di fango. Il carro si mosse impercettibilmente affondando le ruote di legno nella fanghiglia della piazza lastricata di pietre, terra e sterco. Morire sarebbe stato un bel modo per evitare l\u2019inevitabile, per sfuggire agli untori folli della chiesa della santa inquisizione. Era maggio inoltrato ma faceva freddo e la ragazza tremava come le fronde tenere allo spirare delle brezze. Un colpo di tosse, poi di nuovo uno sforzo immenso per alzarsi sulle ginocchia e infilare la faccia incavata tra le sbarre. Le spalle urlarono dolore attraverso le ferite profonde dovute alla recente flagellazione e Aisha rimase senza fiato, torcendosi le mani per non urlare. Il volto si illumin\u00f2 al passaggio della luna diafana tra due nuvole nere gonfie di pioggia. A dispetto della sofferenza il volto della ragazza era dolce e di una bellezza scolpita. I capelli corvini appena mossi ricadevano a ciocche lungo le spalle e sulle gote scarne. Lacrimavano fango e acqua impigliandosi nella bocca carnosa e sensuale. Forse proprio la bellezza avvenente e lo sguardo felino; forse quel taglio a mandorla e il colore verde intenso come un lago di montagna; forse quel senso di sfida alle convenzioni che si annidava nelle parole mai banali\u2026\u2026Forse!!! Aveva sete Aisha ma rimase un attimo a pensare come in una sorta di limbo metafisico. Avrebbe voluto lasciarsi andare, morire, cos\u00ec senza preavviso, in quella notte senza stelle. Avrebbe evitato di bere il calice che gli uomini di Dio stavano preparando per lei da tempo. Ma qualcosa nella sua mente e nel suo cuore urlava forte; qualcosa che nei secoli ogni essere vivente ha imparato a riconoscere. Era lo spirito di sopravvivenza! Fece uscire dalla gabbia arrugginita la mano tremante, bianca e piegata a formare una piccola coppa. Pioveva ancora piuttosto forte e l\u2019incavo si riemp\u00ec. Aisha bevve avidamente quell\u2019acqua dal sapore di ferro e dall\u2019odore di fango e di sterco. Le ginocchia si piegarono di lato e la ragazza si trov\u00f2 distesa, priva di forze e con il desiderio insopprimibile che la morte la rapisse nel sonno. Si addorment\u00f2 e sogn\u00f2 di trovarsi in un campo di grano, dove spighe mature del colore dell\u2019oro e dell\u2019ocra si piegavano come danzatrici del ventre. Un campo punteggiato di papaveri ritmicamente pronti a genuflettersi nel parlare concitato del vento. Le braccia tese si lasciavano solleticare dalle punte radiose delle spighe. Gli occhi della ragazza erano chiusi ed ospitavano soltanto la delizia di quel momento. Poteva sentire l\u2019odore dell\u2019estate invadere i suoi sensi, violentarla fino nel pi\u00f9 profondo e recondito respiro della sua anima. Poteva percepire il dono; la sensazione di essere tutt\u2019una con l\u2019universo, con l\u2019essenza mirabile del creato. Il calore intenso del sole agostano, raggiante ed imbevuto del frinire delle cicale, era mitigato da un vento fresco che le carezzava il collo, le spalle e circuiva la sua persona in un dolce abbraccio. Fu il miagolio di un gatto, con la sua intermittenza lasciva a farle aprire gli occhi. Lui stava fermo e la fissava. Era seduto sulle zampe posteriori al limitare del grande campo di grano, con i suoi occhi bellissimi, di un vivido verde smeraldo. Gli occhi del gatto negli occhi di Aisha, il verde intenso dello sguardo animale a compenetrarsi con gli specchi umidi della ragazza. Vita liquida in un abbraccio dal sapore d\u2019infinito. Il gatto nero, dal pelo folto e dalla coda arruffata non sembrava provare paura. Anzi il suo miagolio era un dolce richiamo, come a dirle che era tempo di svegliarsi, di lasciare il sogno e di tornare al dolore e alla paura. E cos\u00ec successe! Riapr\u00ec a fatica gli occhi sullo squallore che la circondava. Gir\u00f2 lo sguardo verso la grata arrugginita e lo vide. Gli occhi verdi smeraldo si persero nei suoi. Il gatto le miagol\u00f2 con la sua sinuosit\u00e0 contagiosa come a dirle che lui era l\u00ec pronto a perdersi, a sciogliersi in quella malinconia senza fondo. Camminava elastico ed agile sulla sponda di legno che circondava il carro al limitare della grata e proprio sopra le ruote di legno. \u201cChe ci fai qui?\u201d, le sussurr\u00f2 Aisha. Il gatto le rispose con un miagolio sordo. \u201cSe ti trovano in compagnia di una strega ti uccideranno! Mio Dio forse lo sono davvero! Se un gatto nero si avvicina e mi fissa in questo modo; se non ha paura di me, di qualcuno che non ha mai visto n\u00e9 conosciuto, forse\u2026..Forse tutto questo vuol dire che io sono reietta\u2026. figlia del Dio del male, di Satana, Belzeb\u00f9, del Diablo\u201d. Poi rise! Non aveva mai creduto a queste credenze popolari, ma in un tempo oscuro come quello tutto ci\u00f2 che era fatuo poteva assomigliare alla verit\u00e0. Non si sceglie il tempo che Dio, il Caos o chiss\u00e0 chi, ci concedono di vivere. La sua condanna era stata nascere e crescere in un tempo dove pensare non le era permesso.\u00a0 Adesso era l\u00ec, imprigionata nel carro di ferro, al centro di una piazza, esposta al pubblico dileggio, in attesa di essere immolata sul rogo. Il gatto si strusci\u00f2 alle sbarre e lei allung\u00f2 una mano ed inizi\u00f2 ad accarezzarlo. Poi il torpore ebbe di nuovo il sopravvento e torn\u00f2 nelle spire di Morfeo. La mano sinistra fuoriusciva da una sbarra ed il gatto vi si acciambell\u00f2 sopra e condivise il sonno. Cominciava ad albeggiare quando i suoi occhi intuirono il mondo ovattato dalla nebbia, in una bruma piovigginosa e sonnolenta. Una donna affacciata alla finestra la fiss\u00f2 facendosi il segno della croce e sputando verso il basso per cacciare stregonerie e malocchio. Pi\u00f9 distante a fianco dell\u2019ultima casa fatiscente che delimitava il piccolo anfiteatro una vecchia con un dente solo stava governando i maiali. Lei la guard\u00f2 e Aisha si strinse nel vestito logoro e sporco tremando come una stella cadente nella notte di San Lorenzo. La vecchia prese un pezzo di pane rancido dal trogolo dei maiali, si avvicin\u00f2 al carro e glielo gett\u00f2 fra le sbarre con disprezzo. La ragazza fu sul punto di afferrare quel cibo, tanta era la fame ma poi si ritrasse. La vecchia la fiss\u00f2 con odio e paura ed inizi\u00f2 ad urlare. \u201cStrega, sei una strega! Solo chi trae forza dal maligno pu\u00f2 resistere giorni interi senza bere e mangiare!\u201d Si tocc\u00f2 il crocefisso di ferro ed argento che ricadeva bronzeo sulla pelle raggrinzita e cotta dal sole di una vita. Gli urli richiamarono un pubblico variegato e pronto a farsi giustizia, a difendere la propria squallida pelle bruciandola sul rogo, giustiziandola ancor prima dell\u2019arrivo dei cavalieri dell\u2019inquisizione. Il gatto sopra il tetto miagol\u00f2 con forza e Aisha lo guard\u00f2 perdendosi negli occhi dolci e penetranti dell\u2019animale. Per una frazione di secondo quel verso inconfondibile le restitu\u00ec un minimo di consolazione, poi aspett\u00f2 con gli occhi sbarrati la fine del suo viaggio. Gli uomini con le torce in mano erano gi\u00e0 nei pressi del carro quando uno scalpitare di cavalli richiam\u00f2 l\u2019attenzione della piccola folla impazzita. Erano loro i custodi della verit\u00e0 vera, del delirio dell\u2019odio. Gli inquisitori scesero da cavallo con i crocefissi d\u2019oro che penzolavano sui paramenti sacri. Sul drappo rosso della stola l\u2019effige di Lucio III colui che per primo aveva perseguitato streghe ed eretici in nome del buon Dio che tutto ama, tutto comprende e, nella carit\u00e0, tutto perdona. Il vento adesso spazzava la piazza mentre turbini di pioggia e fango si alzavano nella bruma tra il fetore insopportabile dei porci. Il gatto sembrava invisibile agli occhi dei presenti ma non di Aisha che continuava a seguirlo mentre saltava da un tetto all\u2019altro. \u201cDonna!\u201d, disse la voce profonda del cardinale, \u201cDio ti ha concesso un\u2019altra notte per decidere se farti forte di Lui ed ammettere la tua colpa o rimanere nelle spire di Satana che usa ogni mezzo lecito e illecito per traviare il cuore e l\u2019anima di coloro che smarriscono la fede nell\u2019Onnipotente. Tu ammetti di aver trascinato l\u2019uomo che ami nella fornicazione e nell\u2019impudicizia? Ammetti di averlo avviato sulla strada della magia attraverso l\u2019uso di erbe e spezie con cui hai confezionato pozioni medicamentose sconosciute a Dio e ai suoi occhi considerate immonde? La ragazza d\u2019un tratto ritrov\u00f2 forza e coraggio. Quella determinazione che solo la verit\u00e0 sa iniettare nell\u2019animo umano e che \u00e8 capace di trasformare i perdenti in donne ed uomini veri. Fiss\u00f2 con occhi di brace il suo interlocutore e l\u2019uomo che l\u2019aveva tradita per avere salva la vita. Del resto chi mai avrebbe incolpato un maschio per le sue squallide bugie avendo la possibilit\u00e0 di sfogare su una bella ragazza l\u2019odio profondo che il diverso comunica a prescindere? \u201cSe ho fornicato non mi pento perch\u00e9 era amore quello che ha spinto il mio corpo a darsi completamente ad un uomo che non lo meritava. Non c\u2019\u00e8 colpa nel sesso condiviso, che nasce dall\u2019amore\u2026..E\u2019 solo la vostra grettezza e la paura con cui i Padri di una chiesa terrena e votata al potere hanno nutrito le anime congelate, che non vi fa andare oltre. Non ho mai esercitato magia, ma ho sempre creduto che ci\u00f2 che Dio concede agli uomini non porta con s\u00e9 il seme del male, non produce ferite ai nostri fratelli. Adesso potete bruciare il mio corpo, ma la mia anima voler\u00e0 sulla Vostra insipienza. Cos\u00ec disse Aisha, mentre il Cardinale toccava con un desiderio quasi immondo la croce che penzolava sul suo petto. \u201cDio la perdoni\u201d, url\u00f2 arringando la folla. \u201cSatana sta parlando attraverso di lei, la sta manipolando. Parole immonde le sono uscite dalla bocca e vi ordino di non avvicinarvi per non rischiare di essere vittime pure voi del Diavolo che tutto osa per traviare gli uomini. La donna rimarr\u00e0 su questa pubblica piazza fino al sorgere del sole di domani, quando verr\u00e0 bruciata sul rogo cos\u00ec che l\u2019espiazione sia totale e la sua anima si possa liberare dal male che la corrode. Preparate una pila di legna secche, di paglia e di arbusti e mettetela su un carro tenendola a riparo dalle intemperie. Domani mattina a mezzogiorno in punto, cos\u00ec come Dio affid\u00f2 ai suoi dodici discepoli le chiavi della chiesa e la Buona Novella da regalare al mondo, la ragazza verr\u00e0 bruciata ed io sparger\u00f2 su di lei l\u2019incenso perch\u00e9 il Padre Celeste ne abbia misericordia. Nessuno osi sostituirsi al conclave dell\u2019inquisizione; sventura e castigo lo coglieranno. Se ne andarono pregustando il macabro finale, sentendosi ebbri di soddisfazione perch\u00e9 potevano decidere della vita e della morte e niente comunica un senso di potere tanto smisurato. Prima che la sera allungasse le ombre sinistre su quell\u2019angolo di mondo gli abitanti del piccolo villaggio sfogarono sulla ragazza il loro odio e la loro paura, umiliandola in un escalation di violenza gratuita. La notte non rivel\u00f2 n\u00e9 luna n\u00e9 stelle. Continu\u00f2 la pioggia incessante, obliqua e irriverente. La ragazza era cos\u00ec debole che non riusc\u00ec nemmeno a tendere una mano fuori della gabbia per raccogliere nel palmo della stessa un po\u2019 d\u2019acqua. Aveva le labbra riarse, la gola secca come un coccio, il respiro corto. Ma il gatto non se n\u2019era andato e appena il buio della notte allag\u00f2 l\u2019anfiteatro, lui miagol\u00f2 al suo orecchio. Entr\u00f2 dentro la gabbia con movenze flessuose e con la lingua ruvida bagn\u00f2 le labbra della ragazza. Lo fece in maniera metodica uscendo e rientrando, lasciando che i suoi baffi ed il pelo nei pressi della bocca si zuppassero di pioggia. Riversava le gocce nella bocca semiaperta di Aisha,alleviando la sua smisurata sofferenza. La ragazza riusc\u00ec ad addormentarsi e sogn\u00f2 di trovarsi in un giardino delimitato da una splendida e fiorita siepe di gelsomino. Il profumo era inebriante e raccontava l\u2019estate che stava per arrivare. Niente poteva essere pi\u00f9 dolce di quella vista e di quel profumo. L\u2019alba sbadigli\u00f2 pigra fra nuvole basse e accompagnata dalla pioggia fine e ininterrotta. La piazza era un acquitrino fetido. Intorno c\u2019era uno strano silenzio quasi si dovesse riservare un rispettoso commiato alla strega che dopo poche ore avrebbero visto bruciare sul rogo. La pila fu preparata nel centro della piazza poco prima che lo scalpitare dei cavalli annunciasse l\u2019arrivo dei giustizieri crociati. La ragazza era ormai semi svenuta ma sentiva tutto ci\u00f2 che succedeva intorno a lei. Fu presa da due energumeni con il volto coperto che il Cardinale bened\u00ec prima della macabra missione. Aisha fu legata al palo e le braccia si tesero fino allo spasimo provocandole un dolore lancinante. Fu in quel momento che il gatto nero le salt\u00f2 in grembo aggrappandosi ai vestiti logori e come d\u2019incant\u00f2 ogni pena scomparve. Nessuno fece caso all\u2019animale perch\u00e9 semplicemente non erano in grado di vederlo. Quando le fiamme avvolsero il suo corpo un sorriso radioso le comparve sul viso. Tutti lo videro ma lo interpretarono con il limite gretto della loro inettitudine. Il cardinale tuon\u00f2: \u201cEccolo il riso malefico del diavolo che si prende gioco di Dio e degli uomini. Da ora in poi questo luogo si chiamer\u00e0 \u201cPiazza del Demonio\u201d. Ma gli uomini e le donne presenti rimasero scossi. Gli anni passarono, le generazioni si alternarono ed il racconto di quell\u2019evento fu tramandato ai posteri. Molti provarono a disegnare quel sorriso che spuntava tra le lingue di fuoco ma quando il pennello si posava sul muro e terminava di delineare i contorni della mezzaluna che definisce lo sfiorire delle labbra sui denti avorio, l\u2019espressione diventava viva, quasi fosse irrorata dal sangue, dai nervi, dai muscoli. Cos\u00ec, improvvisamente le labbra si curvavano a spegnere il sorriso e il misterioso ripetersi di quell\u2019evento divenne il mistero dei misteri. Pittori tra i pi\u00f9 famosi e capaci furono chiamati a cimentarsi nel difficile compito di far ridere la ragazza, ma inutilmente. Finch\u00e9 un giorno, in un caldo pomeriggio di inizio settembre, arriv\u00f2 nel paese uno strano personaggio, uno di quelli a cui si affibbiano epiteti vari:, figlio della strada barbone, eremita, pellegrino, clandestino. L\u2019uomo chiese chi fosse quella ragazza dallo sguardo triste disegnata sul muro della chiesetta al centro della piazza. Un uomo senza arte n\u00e9 parte con un bicchiere di vino e un sigaro appeso alle labbra raccont\u00f2 al viandante il mistero legato alla ragazza che perdeva il sorriso. \u201cCome hai detto che si chiama questo posto?\u201d chiese il pellegrino. \u201cPiazza del Demonio\u201d, rispose l\u2019uomo spiegando il legame che esisteva fra la ragazza ed il male assoluto rappresentato da Satana in persona. Raccont\u00f2 della Santa Inquisizione, della punizione, della morte sul rogo, di quel sorriso radioso mentre le fiamme la avvolgevano bruciandola viva. \u201cCome si chiamava?\u201d chiese il pellegrino. \u201cAisha\u201d, rispose l\u2019uomo senza arte n\u00e9 parte. \u201cE cosa sareste disposti ad offrirmi se io riuscissi a disegnare il volto radioso della ragazza che ride tra le fiamme?\u201d \u201cE\u2019 impossibile! Decine di uomini di chiesa, pittori ed artisti si sono cimentati in questa difficile missione, fallendo ogni volta l\u2019obiettivo\u201d, rispose l\u2019uomo. \u201cBene\u201d, continu\u00f2 ad insistere il viandante, \u201cnon credo che questo paese abbia niente da perdere?! Lasciatemi provare! Male che vada sar\u00f2 l\u2019ennesimo; un altro stupido illuso che fallisce nel presuntuoso tentativo di giocarsi la luna!\u201d \u201cNon sono io che decido!\u201d, bofonchi\u00f2 l\u2019uomo. \u201cBene! Allora mi porti da chi comanda!\u201d Il prete lo squadr\u00f2 dalla testa ai piedi, gli fece decine di domande, ma poi si lasci\u00f2 convincere perch\u00e9 quel tipo stravagante aveva una strana aurea. \u201cVoglio carta bianca\u201d, afferm\u00f2 l\u2019uomo, \u201caltrimenti non se ne fa niente!\u201d \u201cVa bene\u201d, rispose il prete \u201ce le prometto che avr\u00e0 il suo paio di scarpe nuove e diverse porzioni di carne essiccata\u201d. Il vagabondo si mise al lavoro, ma quando giunse alla fine la donna perse il sorriso. N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno ci\u00f2 che era successo a tutti gli altri pretendenti. Il tipo per\u00f2 non si perse d\u2019animo e davanti ad una folla attenta e petulante stacc\u00f2 dal muro la mattonella che recava incisa la fatidica dicitura: \u201cPiazza del Demonio\u201d. Prese dallo strano borsone bisunto che portava con s\u00e9 una mattonella nuova di zecca e vi incise una dicitura differente: \u201cPiazza del sorriso\u201d. Poi con fango e sterco la fiss\u00f2 al muro. Attese pochi secondi e la ragazza tramut\u00f2 l\u2019espressione triste e sconfitta in un sorriso radioso. Ululati di stupore ed ammirazione si sparsero nell\u2019aria calda di un pomeriggio qualunque di inizio settembre. Il prete gli mise nel borsone la carne essiccata e gli dette il paio di scarpe nuove di zecca. \u201cCome hai fatto?\u201d, gli chiese. \u201cFacile\u201d, rispose il viandante, \u201cho anteposto l\u2019amore alla paura, la bont\u00e0 alla cattiveria del potere, la ragione all\u2019idiozia\u201d. Il prete fece silenzio e l\u2019uomo si allontan\u00f2 pian piano con le scarpe nuove ed il borsone bisunto. E c\u2019\u00e8 chi giura di averlo seguito e di averlo visto tramutarsi in un gatto nero, peloso, con la coda folta e gli occhi verdi. Ma questa forse \u00e8 un\u2019altra storia o semplicemente l\u2019appendice logica di uno strano racconto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11142\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11142\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pioggia cadeva obliqua, fredda, pungente e scavava una malinconia disadorna che si appiccicava alle case serrate l\u2019una all\u2019altra a formare una specie di anfiteatro. La ragazza prov\u00f2 a tirarsi su aggrappandosi alle sbarre di ferro incrostate di ruggine e scivolose di fango. Il carro si mosse impercettibilmente affondando le ruote di legno nella fanghiglia [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11142\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11142\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2943,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-11142","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11142"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2943"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11142"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11142\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11145,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11142\/revisions\/11145"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}