{"id":11058,"date":"2012-06-06T10:13:05","date_gmt":"2012-06-06T09:13:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11058"},"modified":"2012-06-10T12:34:18","modified_gmt":"2012-06-10T11:34:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-lestremo-bacio-oltre-i-confini-degli-oceani-di-francis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11058","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;estremo bacio oltre i confini degli oceani&#8221; di Francesca Favorido"},"content":{"rendered":"<p>\u201cP\u00e8lle d&#8217;\u00e8bano, occhi di smeraldo&#8230;malesiana, forse, mio Capitano.\u201d<br \/>\n\u201cForse&#8230;sicuramente clandestina. -Borbott\u00f2 di rimando un uomo alto, dallo sguardo altero e la carnagione segnata dal sole e dal salmastro- Per mille galere Ombra, com&#8217;\u00e8 stato possibile imbarcare una clandestina a bordo della mia nave? Da dove sbuca quella sgualdrina e quanti uomini ha soggiogato per restarsene rinchiusa chiss\u00e0 dove nella carena senza morire di fame? Sono diciasette giorni che non tocchiamo terra ed \u00e8 sopravvissuta alla penuria di cibo e a ben due fortunali&#8230;qualche sciocco sognatore deve averla aiutata&#8230;chiss\u00e0 cosa lei gli ha promesso in cambio&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cSi capitano, cos\u00ec \u00e8, non so come possa essere successo ma il responsabile o i responsabili saranno fustigati domattina all&#8217;alba davanti agli occhi di tutta la ciurma affinch\u00e9 il sangue della loro pellaccia funzioni da monito&#8230;\u201d Mentre il secondo, Rodrigo, soprannominato Ombra per la letale furtivit\u00e0 delle sue stilettate nel corpo a corpo, continuava il suo discorso concitato e le parole si rincorrevano senza sosta in un turbinio di scuse e progetti di vendetta contro gli uomini che avevano osato tanto, il Capitano continuava a scrutare quell&#8217;angolo del ponte, da cui la donna misteriosa era sbucata, con in corpo una crescente apprensione e un misto di desiderio. Nonostante l&#8217;apprezzabile et\u00e0, egli si ritrov\u00f2 ad accarezzare l&#8217;idea di quella sinuosa sirena giacente nuda sul proprio letto e quest&#8217;immagine, seppur appena abbozzata, si insinu\u00f2 con prepotenza nei suoi pensieri e li stravolse contorcendoli e rigirandoli a proprio piacimento come fa l&#8217;uragano con le barchette dei pescatori: la sua mente fu cos\u00ec di colpo risvegliata dal torpore che da qualche giorno l&#8217;attanagliava e il suo corpo, ormai affaticato dalle tempeste, fu scosso da un sussulto per niente lieve che attravers\u00f2 ogni fibra del suo essere. Mutando improvvisamente il tono della voce, incurante dei farfugliamenti che giungevano alle sue orecchie dalla voce di Ombra, il Capitano sussurr\u00f2: \u201cDa tempo l&#8217;aspettavo ed ora ella \u00e8 arrivata. Spero capirai presto come non si possa mancare all&#8217;incontro con una creatura di tale bellezza perci\u00f2, Rodrigo, amico mio, ti cedo il mio cappello: fanne buon uso per il tempo che lo terrai&#8230;\u201d Si lev\u00f2 il tricorno e lo calc\u00f2 nella testa del compagno che, incredulo, non profer\u00ec parola limitandosi a voltare la testa verso la donna sopraffatto da un&#8217;orgia di domande senza risposta: chi era costei che aveva fatto in modo che il suo Capitano cedesse il comando? Una strega maledetta dagli oscuri poteri, ne era certo, capace con uno sguardo di lanciare sortilegi. Ora il Capitano delirava parole senza senso e la sua volont\u00e0 era totalmente sottomessa come quella di una marionetta guidata senza piet\u00e0 da abili mani&#8230;Da quanto tempo poi la conosceva? Giacch\u00e9 aveva appena dichiarato di aspettarla e perci\u00f2 doveva pur conoscerla, anche se suonava davvero strano come egli non l&#8217;avesse riconosciuta immediatamente&#8230; Quanto tempo ella intendeva fermarsi?<br \/>\nL&#8217;aver ottenuto il comando seppur per poco, egli pensava, lo riempiva d&#8217;orgoglio ma allo stesso tempo lo turbava: da giorni navigavano senza sosta e, a suo parere, senza meta, lontani centinaia di leghe dalla beata Tortuga e l&#8217;equipaggio, formato per lo pi\u00f9 da luridi avanzi di galera, dava segni di scontentezza. Avrebbe saputo tener testa ai malumori di quell&#8217;ammasso di fetenti? Se essi si fossero accorti della donna e della momentanea assenza del Capitano ne avrebbero certamente approfittato come quella notte in cui mor\u00ec Magdalena, l&#8217;amata figlia di lui&#8230;.oh, che notte quella notte! Rodrigo la ricordava come fosse ieri e certo rimase impressa, indelebile, nella mente di molti: qualcuno giur\u00f2 di aver visto una donna combattere leggiadra, ma letale, contro il manipolo di manigoldi che attentarono inutilmente alla vita del Capitano: i dieci morirono miseramente sovrastati dalla forza del Vescovo che, seppure ubriaco, seppe difendersi menando fendenti mortali mentre urlava come un ossesso frasi come: \u201cVieni a prendermi, vieni a prendermi se ci riesci! Non mi avrai mai, mai e poi mai!&#8221;<br \/>\nIl Vescovo, il temuto e rispettato Capitano della Sirena Nera -una nave, si diceva, che maledetta da secoli, domava le spumeggianti onde degli oceani guidata dai pi\u00f9 temibili e feroci uomini che il genere umano avesse generato- se ne stava adesso l\u00ec, sotto l&#8217;albero maestro, in attesa, gli occhi totalmente assorti verso quella creatura oscura. Sembrava un bambino con lo sguardo trasognato che attende trepidante il suo balocco e non gli stacca gli occhi di dosso finch\u00e9 non lo ha in mano; eppure quello sguardo aveva fatto tremare centinaia di uomini: implacabile, inflessibile, reso ancor pi\u00f9 spietato dallo sfregio sopra l&#8217;occhio destro, meritato trofeo dell&#8217;epico duello vittorioso che trentasette anni prima, poco pi\u00f9 che ventenne, aveva avuto con l&#8217;Eretico, il pi\u00f9 temuto, allora, dei potenti pirati del Golfo Persico, cos\u00ec chiamato per il suo odio verso la cattolicissima Spagna.<br \/>\nQuello stesso giorno alcuni saraceni, che insieme a lui guidavano l&#8217;ammutinamento della Sirena Nera e che divennero poi suoi fedeli compagni d&#8217;arme e d&#8217;avventura, coniarono il soprannome e con esso la leggenda. Nessuno sapeva il suo vero nome e fors&#8217;egli pi\u00f9 non lo ricordava&#8230;qualcun altro sussurrava addirittura -ma era certamente una fantasticheria di poco conto- che egli lo avesse rinnegato e avesse assunto quello di Vescovo per sfuggire ad una donna che lo perseguitava chiedendo chiss\u00e0 quale vendetta.<br \/>\nDa Occidente il sole divent\u00f2 di fuoco e si tuff\u00f2 obbediente nel mare: l&#8217;acqua sembr\u00f2 accogliere gaudente il suo calore che si fondeva schiumante, cedendo il passo alla notte. Le prime falene si rincorrevano nell&#8217;ennesimo gioco serale ed ella incedeva lentamente verso il Capitano angelica e perversa, esile e spietata, in una carambola di contrasti capace di togliere le facolt\u00e0 di pensiero a qualsiasi mortale. Identica ad una dea, forse Venere in persona scesa dalla sua aurea reggia sull&#8217;Olimpo o Minerva giunta dai ridenti boschi della Macedonia con la sua faretra piena di frecce, la donna attraversava il ponte deserto eterea, quasi sfiorandone il pavimento ligneo.<br \/>\nD&#8217;un tratto ella scocc\u00f2 un&#8217;occhiata al braccio destro del Capitano che, come stordito da un acre miasma, arrest\u00f2 il vortice dei suoi pensieri e dei suoi ricordi e retrocedette di una spanna; poi, un ultimo sguardo al Vescovo, si ritir\u00f2 in cambusa misurando i passi per non far rumore perch\u00e9 aveva appena intuito con sconcertante certezza che qualcosa di grandioso, e nel contempo di terribile, stava per compiersi ed egli ne era testimone.<br \/>\nSul ponte di fatti la scena si compiva, ineluttabile: il Capitano, gli occhi color cenere impassibili e fieri, guardava la donna ed ella avanzava con l&#8217;eleganza e la maestosit\u00e0 di una tigre&#8230;.avanzava ed egli, risoluto, ne sosteneva lo sguardo, nemmeno per un attimo lo abbass\u00f2 mentre si domandava in cuor suo, trepido, se ella fosse reale e quanto tempo fosse passato dall&#8217;ultima volta che l&#8217;aveva veduta e quanto fosse stato sciocco nel fuggire da lei&#8230;<br \/>\nAppena ne sent\u00ec il profumo, dolce come miele appena stillato ed inebriante come vino persiano, il Capitano allung\u00f2 le braccia e, con una violenza che egli stesso non si aspettava, attir\u00f2 a s\u00e9 la donna prendendola per i fianchi. Ella sorrise ed in quel preciso istante il forte aliseo del nord est si accasci\u00f2 improvviso, frenando l&#8217;impeto delle onde che si immobilizzarono in un sol colpo, le falene si posarono silenti sopra l&#8217;albero maestro, i gabbiani si eclissarono ingoiati dal cielo plumbeo, tutto rimase immobile nell&#8217;aria tremula del vespro come se il tempo avesse smesso di scorrere&#8230;dal fondo della carena anche la ciurma aveva arrestato la sua cantilena persa in un vuoto irreale.<br \/>\nDalle rosee labbra turgide usc\u00ec una voce suadente: \u201cHo viaggiato molto per trovarti, sempre riuscivi a sfuggirmi ed io, docile, lo permettevo. Adesso per\u00f2 non \u00e8 pi\u00f9 il tempo di correre, potrai fermarti. Ho voluto aspettare per questo incontro affinch\u00e9 tu fossi pronto: ti ho illuso di poter scappare da me perch\u00e9 tu potessi desiderarmi un giorno, ti ho illuso di potermi sconfiggere: le tue innumerevoli vittorie sono vane consolazioni terrene ma ti hanno reso forte per me, perch\u00e9 tu potessi affrontarmi un giorno. Solo cos\u00ec avresti potuto amarmi con tutto te stesso&#8230;questo giorno \u00e8 dunque arrivato e tu sei consapevole, sei pronto: lo sento dal tuo vigore che non cede, lo vedo dal tuo sguardo che non si piega e non rifugge il mio, lo percepisco dal tuo respiro che non si affanna.\u201d<br \/>\nCon gli occhi lucenti il Capitano parl\u00f2 e la sua voce, seppur serena, tradiva l&#8217;emozione: \u201cSi, questo giorno \u00e8 arrivato finalmente! Due anni sono ormai trascorsi da quando il mio cuore inquieto decise finalmente di rivolgere ogni suo sforzo per rivederti&#8230;Sempre i miei occhi scrutavano l&#8217;orizzonte in cerca di un barlume di speranza: immaginavo di vederti apparire crudele, come quel giorno a Samarcanda quando Durk Tre Dita diede a ferro e fuoco la citt\u00e0 ed io, per somma vigliaccheria, lasciai a lui il bottino in virt\u00f9 di un antico favore per poter prendere il largo e fuggire da te; mille volte ho sognato la tenerezza dei tuoi occhi quando, dolcissima, accompagnasti Magdalena nei suoi ultimi istanti&#8230;Oh, allora pensai scioccamente che fosse un giorno funesto e ancora una volta mi affrettai a sciogliere gli ormeggi! Ti maledissi poi gridando alle stelle e mi addormentai con una bottiglia di brandy giurando a me stesso che che avrei fatto il periplo della terra sette volte ma che mai, mai e poi mai ti avrei dato la soddisfazione di avermi.\u201d<br \/>\n\u201cMio caro- disse lei- quella notte stessa venni da te per averti ma ascoltai il tuo dolore e decisi che avrei aspettato&#8230;da allora mi nascosi al tuo volto e ti lasciai libero di affrontare il mare con le sue tempeste&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cPerch\u00e8 hai tardato?\u201d Implor\u00f2 lui cedendo un poco l&#8217;abbraccio.<br \/>\n\u201cSsh&#8230;-replic\u00f2 lei carezzandogli la guancia e procurandogli un brivido elettrico lungo la schiena-non pretendere di capire in un baleno la vita intera di un uomo. Ora sono qui, \u00e8 questo ci\u00f2 che conta. Un altro tempo si spalanca davanti a te, oltre i confini di questi oceani: il tempo della conoscenza piena dove tutti i tuoi dubbi saranno fugati ed ogni tuo giorno acquister\u00e0 una uova luce.\u201d<br \/>\nLui la baci\u00f2 dolcemente e nell&#8217;estasi di quell&#8217;istante le falene ripresero il loro volo, i gabbiani in lontananza intonarono il loro lamento e la ciurma ricominci\u00f2 a remare cantilenando e assecondando il ritrovato vento. Lei se ne and\u00f2 come era arrivata lasciando il corpo esanime del Capitano sul ponte, il volto sereno con un sorriso appena abbozzato sulle labbra.<br \/>\nIn cambusa Rodrigo aveva smesso di torturarsi con dubbi e paure: lo sguardo di quella donna lo aveva turbato ma lentamente, come un&#8217;amara medicina che sprigiona il suo effetto benefico, gli aveva infuso una serena determinazione. Si infil\u00f2 il cappello del Capitano e si prepar\u00f2 al comando. L&#8217;avrebbe rivista ancora, ne era certo, ma non quella notte, non cos\u00ec presto&#8230;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11058\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11058\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cP\u00e8lle d&#8217;\u00e8bano, occhi di smeraldo&#8230;malesiana, forse, mio Capitano.\u201d \u201cForse&#8230;sicuramente clandestina. -Borbott\u00f2 di rimando un uomo alto, dallo sguardo altero e la carnagione segnata dal sole e dal salmastro- Per mille galere Ombra, com&#8217;\u00e8 stato possibile imbarcare una clandestina a bordo della mia nave? 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