{"id":11045,"date":"2012-06-05T11:37:05","date_gmt":"2012-06-05T10:37:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11045"},"modified":"2012-06-05T11:37:05","modified_gmt":"2012-06-05T10:37:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-20-ottobre-68-di-patrizia-puleio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11045","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;20 ottobre &#8217;68&#8221; di Patrizia Puleio"},"content":{"rendered":"<p>Avevamo giurato.<\/p>\n<p>Non proprio col sangue, come vedevamo fare alla tele da indiani e cow-boys in bianco e nero, ma con formule e riti magici e tutto il corredo di gesti scaramantici, sputi e strabuzzare d\u2019occhi. Avevamo giurato di essere sempre amici, sempre insieme contro le altre bande di quartiere, contro tutti i grandi naturalmente, contro il mondo intero, se occorreva.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 era stato tanto tempo prima, era passato un anno intero, e poi un\u2019estate lunga e caldissima in cui molti di noi erano stati via in vacanza. Adesso era autunno, non andavamo pi\u00f9 come prima tutti insieme alla vecchia scuola elementare, ma c\u2019eravamo sparpagliati in scuole medie diverse, e diversi erano, inevitabilmente, gli interessi e i nuovi amici.\u00a0 Parecchi pomeriggi per\u00f2, ci si ritrovava come prima in cortile, non solo a giocare, ma anche per parlare e sparlare, soprattutto di come crescevano e cambiavano le nostre amiche\/nemiche dell\u2019altro sesso.<\/p>\n<p>Quel giorno \u201cle femmine\u201d erano tutte a casa della Lella che festeggiava il compleanno, e noi ci eravamo radunati sulla scaletta sopra il laboratorio del materassaio, e l\u00ec, al riparo da sguardi indiscreti, ci fumavamo le sigarette che avevo comprato di nascosto coi soldi della paghetta, quando dal cancello entr\u00f2 una gazzella verde della polizia che si ferm\u00f2 davanti ai box. Subito si radun\u00f2 una piccola folla: il portinaio, i tipografi, il calzolaio, altri inquilini curiosi. Tutti parlavano insieme e riuscimmo a fatica a capire cosa stava succedendo: il Bellotti non era tornato a casa la notte \u00a0dopo la solita partita a poker, la moglie non l\u2019aveva trovato da nessuno dei soliti amici balordi e aveva chiamato la polizia.<\/p>\n<p>Sembrava per\u00f2 che stavolta avesse perso forte, ed era spuntato qualcuno che l\u2019aveva visto rientrare con la macchina nel cortile, intorno alle quattro. Solo che a casa non c\u2019era mai arrivato.\u00a0 \u201cEcco le chiavi!\u201d grid\u00f2 trafelato il geometra Righini, il vicino di casa del Bellotti, raggiungendo il gruppo davanti al box chiuso. Noi eravamo sempre acquattati sul ballatoio della scala, da dove godevamo di un\u2019ottima visione di tutta la faccenda, quando, mentre tiravo una profonda boccata di fumo proibito, l\u2019alta figura di mio padre si ferm\u00f2 davanti a noi. Mi sentii gelare e subito buttai la sigaretta, feci per aprire bocca ma lui alz\u00f2 un dito, come a dire : zitto. \u201cAndiamo\u201d disse. \u201cTutti a casa, ragazzi\u201d.<\/p>\n<p>Lo seguii a testa bassa, rapidamente e in silenzio.\u00a0\u00a0Il gruppo si sciolse e tutti presero la via della loro casa.<\/p>\n<p>Stavamo entrando nel nostro portone quando arriv\u00f2 di corsa con i suoi passetti svelti da gallina la moglie del Bellotti, spettinata e col grembiule, seguita a qualche metro dal pi\u00f9 piccolo dei figli.<\/p>\n<p>Si blocc\u00f2 davanti alla saracinesca che stavano alzando, qualcuno cerc\u00f2 di tirarla indietro, qualcun\u2019altro prese in braccio il bimbo, poi lei riusc\u00ec a farsi largo, entr\u00f2, guard\u00f2 nella macchina.<\/p>\n<p>Nessuno riusciva a parlare, improvvisamente non si sent\u00ec nessun rumore, non un cane che abbaiava, nessun suono dalle finestre aperte, niente radio n\u00e9 \u00a0televisioni.<\/p>\n<p>C\u2019era un silenzio assoluto, quando grid\u00f2.<\/p>\n<p>Mi fermai con la mano sulla maniglia per un tempo che mi sembr\u00f2 interminabile, come paralizzato. Poi, di colpo, smise.<\/p>\n<p>Mio padre mi spinse dolcemente da dietro, cominciammo a salire le scale. \u201cDammi una sigaretta\u201d mi disse. Gli allungai il pacchetto e l\u2019accendino, ne tir\u00f2 fuori una, l\u2019accese, aspir\u00f2 profondamente, mi ridiede il pacchetto che misi in tasca, imbarazzato.<\/p>\n<p>Salimmo lentamente tutti i cinquantaquattro gradini.\u00a0\u00a0Arrivati al nostro piano, schiacci\u00f2 la cicca nel vaso del ficus che c\u2019era sul ballatoio, spingendola bene fin dentro la terra.<\/p>\n<p>Aprendo la porta disse: \u201cVai a lavarti la faccia.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Solo allora mi accorsi delle lacrime che mi bagnavano le guance.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11045\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11045\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo giurato. 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