{"id":11023,"date":"2012-06-03T18:18:31","date_gmt":"2012-06-03T17:18:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11023"},"modified":"2012-06-03T18:18:31","modified_gmt":"2012-06-03T17:18:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-conflitti-di-famiglia-di-gabriella-ferrari-curi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=11023","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Conflitti di famiglia&#8221; di Gabriella Ferrari Curi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ho ammazzata finalmente.<\/p>\n<p>A essere onesti, da un punto di vista tecnico in parte ci si \u00e8 messa la sorte o meglio la fortuna e in parte io ho fatto del mio, dandole una mano con la spinta decisiva. Mentre stava scendendo dal letto. Per un istante \u00e8 rimasta incerta sulle gambe piegate. Poi le ginocchia hanno ceduto di colpo e si \u00e8 schiantata contro l\u2019angolo aguzzo di marmo del comodino, e infine, in un gran trambusto, a terra, dove \u00e8 rimasta con la faccia schiacciata sul pavimento, mentre il corpo si assestava lentamente.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 l\u00ec, distesa sullo scendiletto, come una balena spiaggiata. Il capo \u00e8 girato in modo strano, all\u2019indietro, e un occhio spalancato sta diventando tutto gonfio e sanguinolento &#8211; e il cielo sa come mi sia odiosa la vista del sangue.\u00a0 Ha un\u2019espressione molto incazzata. Nel silenzio che \u00e8 seguito, quasi irreale, mi chino su di lei, per scrutarla piena di speranza.<\/p>\n<p>Brutta era prima, ma anche da morta fa una pessima figura.<\/p>\n<p>Provo un gran senso di liberazione. Sono tre anni che tento di farla fuori. Ho letto pi\u00f9 gialli io di un maniaco seriale. Tutti libri comprati in librerie diverse e poi buttati via. Che non venisse fuori qualche sospetto che mi poteva, un domani, incastrare. Per\u00f2 sia in quelli inglesi all\u2019Agatha Christie per intenderci, dove per uccidere devi avere a disposizione almeno tre maggiordomi e un castello, sia in quelli americani con le loro complicate fisime freudiane, non avevo mai trovato la ricetta giusta. I funghi velenosi? Secondo le statistiche sono i pi\u00f9 usati dalle donne. Inoltre richiedono una competenza di anni di studio. Altri veleni? E\u2019 proprio dai veleni che \u00e8 pi\u00f9 facile trovare il colpevole. Che poi, colpevole! Un benefattore, a togliersela dai piedi questa qui. Incidenti domestici? Quante volte le ho chiesto di insegnarmi a stirare le camicie \u2013 anche se ho una cameriera che in questo \u00e8 bravissima &#8211; dopo aver scoperto un pezzetto del filo del ferro e rovesciato l\u2019acqua dell\u2019umidificatore sul pavimento, che facesse corto circuito! E col phon? Innumerevoli tentativi. Mi sono perfino offerta di lavarle la testa col mio shampoing speciale comprato a Papeete, nonostante lo schifo di quei suoi capelli radi e tinti male. Solo per l\u2019intento di fargliela asciugare vicino agli schizzi della doccia. Posso dire che con l\u2019elettricit\u00e0, il mezzo pi\u00f9 insospettabile, il pi\u00f9 banale, ho provato di tutto. E invece oggi, guarda la fortuna, \u00e8 scivolata su quel suo culone di lardo scendendo dal letto ed io, con mano santa e benedetta, ho aiutato la provvidenza. Ha fatto un fracasso infernale, che lo avranno sentito in tutto il palazzo.<\/p>\n<p>Devo dare subito l\u2019allarme senza perdere la testa. Per prima cosa vado in cucina e riempio un bicchiere d\u2019acqua. Sar\u00e0 il mio alibi, giusto per non aver seccature: nella camera, quando \u00e8 successo il fattaccio, io non c\u2019ero, mi ero allontanata per prenderle da bere.<\/p>\n<p>Poi suono alla vicina. \u201cSignora Erminia, venga, la prego\u2026 corra, la povera mamma \u00e8 scivolata, non so come sia successo\u2026\u00a0 \u00c8 l\u00ec per terra.\u201d Ho gli occhi sbarrati, la voce ansimante e ancora il bicchiere d\u2019acqua in mano per darmi un contegno.<\/p>\n<p>La signora Erminia entra in casa caracollando sui suoi piedi piatti.\u00a0 Intanto chiamo il 118 e dico, con voce rotta: \u201d Aiuto, mia suocera\u2026 \u00c8 caduta\u2026 venite.\u201d Cos\u00ec anche questo \u00e8 fatto, caso mai che quella stronza distesa per terra, magari, come tutte le pellacce, non fosse morta completamente. Anche se ci giurerei.<\/p>\n<p>Poi telefono a Giovanni e agitata gli urlo: \u201cTua mamma \u00e8 caduta \u2026\u00e8 l\u00ec per terra, mi sembra che non stia bene\u2026\u201c e gi\u00f9 un bel singhiozzo e senza chiudere la comunicazione, sempre con il mio bicchiere d\u2019acqua in mano che \u00e8 il mio alibi, piagnucolo forte: \u201cSignora Erminia, secondo lei respira ancora? Spero solo che sia stordita dal colpo che ha preso\u2026 dio, ma qui c\u2019\u00e8 sangue\u2026 Aiuto sto per svenire! signora Erminia mi aiuti\u2026\u201c<\/p>\n<p>La signora Erminia mi toglie di mano il bicchiere e mi fa accomodare su una sedia in cucina, cos\u00ec non vedo quel monte di cattiveria steso per terra. Che poi non mi fa neanche impressione &#8211; io che sono cos\u00ec schizzinosa che neanche al cinema posso vedere gli incidenti &#8211; tanto \u00e8 la gioia che sia morta o per lo meno spero, dio ti prego, fa che non resusciti, che quella \u00e8 capace di tutto.<\/p>\n<p>E\u2019arrivata l\u2019ambulanza. Io sto a capo chino rannicchiata sulla sedia e faccio finta di non sentire quello che mi dicono, solo ogni tanto mando un piccolo lamento che scioglierebbe qualsiasi cuore.<\/p>\n<p>La signora Erminia capisce che tocca a lei e prende in mano la situazione.<\/p>\n<p>\u201cPovera signora Rosa, \u00e8 caduta, forse un giramento di testa\u2026 la nuora era in cucina per prenderle un bicchiere d\u2019acqua che \u00e8 ancora l\u00e0 sul tavolo e ha sentito il tonfo. Quando l\u2019ha vista per terra si \u00e8 spaventata\u2026 E\u2019 cos\u00ec giovane&#8230; poi io, con tutta l\u2019esperienza che ho dopo la malattia di mio marito che praticamente \u00e8 diventato come un vegetale\u2026\u201d Incomincia a parlare come un fiume. Sento per\u00f2 chiaramente uno dei paramedici che dice: \u201cE morta, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente da fare.\u201c<\/p>\n<p>Altro che, se c\u2019\u00e8 da fare, penso io, c\u2019\u00e8 da fare un bel balletto di gioia, tuu\u2026 tuu&#8230; tuu\u2026 la vecchiaccia non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u2026<\/p>\n<p>\u201cCosa dice, signora? Si sente bene?\u201d Un paramedico premuroso \u00e8 chino su di me. Che scema, devo stare attenta, tramuto subito la canzoncina in una specie di singulto. E alzo su di lui occhi innocenti.<\/p>\n<p>Arriva Giovanni stralunato, con i capelli arruffati e il cappotto allacciato tutto storto. Quando vede la madre per terra, incastrata tra il letto e la finestra, manda un urlo terribile e poi: \u201cMamma, mammina, che ti \u00e8 successo, mammina bella.\u201d<\/p>\n<p>Mammina bella! per quel quintale informe \u00e8 veramente esagerato, credo che tutti nella stanza lo guardino scettici.<\/p>\n<p>Finalmente \u00e8 venuto anche il medico, ha firmato la costatazione di morte e se la sono portata via, chiusa in un sacco uguale a quello della spazzatura. Giovanni \u00e8 seduto sulla sponda del letto, ancora disfatto, con le coperte che pendono per terra, dove la morta le ha trascinate nella caduta.<\/p>\n<p>Mi avvicino e lo abbraccio, mentre piange come un bambino. \u201cCaro, mi dispiace, lascia veramente un gran vuoto,\u201d e guardo ispirata il letto che mantiene l\u2019impronta smisurata del suo corpo. \u201cE\u2019 stato un attimo, il tempo di prendere un bicchiere d\u2019acqua di l\u00e0\u2026 intanto le dicevo, mamma, aspetti se si vuole alzare \u2026 e invece un gran tonfo\u2026 \u201c<\/p>\n<p>Finalmente libera, penso, finalmente posso godermi il mio matrimonio, mio marito la mia casa, finalmente potr\u00f2 avere i figli che desidero, che, con quella megera da combattere, me ne era passata la voglia.<\/p>\n<p>Simpatica non mi \u00e8 mai stata, dal primo incontro, con il suo viso grasso e gli occhietti porcini che mi hanno scrutato malevoli. Avevo osato sposare suo figlio, il suo unico figlio. Volevo occupare il suo posto. Me lo aveva detto in tono di sfida fin dal principio: \u201cNon potrai portarmelo via. Io sono la mamma. Lui mi appartiene. Ci hanno tentato altre prima di te, pi\u00f9 vecchie e pi\u00f9 scaltre.\u201d<\/p>\n<p>Ha incominciato una guerra tanto cattiva quanto logorante. Ogni giorno alla13,30 precise telefonava. E quando una volta ho tentato di far la furba, facendo rispondere dalla domestica che il dottore era a tavola, aveva subito ordinato inviperita: \u201dVada a dire al dottore che al telefono c\u2019\u00e8 la mamma e di sbrigarsi.\u201d Cos\u00ec mangiavamo sempre tutto scotto e freddo. Due volte al giorno, in cui i miei sforzi culinari venivano vanificati, nonostante la mia buona volont\u00e0 di imparare a far da mangiare. Durante la settimana mi piombava in casa inaspettata. E quando le dicevo, che stavo uscendo, avevo un impegno, rispondeva: \u201cDavanti alla mamma il resto pu\u00f2 aspettare.\u201d Il peggio \u00e8 venuto quando si \u00e8 fatta consegnare da Giovanni le chiavi di casa \u201c\u2026non si sa mai se dovesse succedere qualcosa io posso intervenire subito.\u201d\u00a0 Entrava e usciva da padrona e, quando rimaneva sola, spostava i mobili e mi toglieva dagli armadi i vestiti, con la scusa di fare spazio a quelli del figlio. Se mi lamentavo con Giovanni, lui, intenerito, mi zittiva: \u201c Poverina, ha sempre vissuto per me e adesso \u00e8 il suo modo di rendersi ancora utile.\u201d<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi tentava anche di passare la notte da noi. Si addormentava davanti alla televisione e poi diceva querula: \u201dOh! Non ho proprio voglia di affrontare il freddo per tornare a casa, potrei fermarmi nella stanza degli ospiti.\u201d Ed io, magari a mezzanotte, anche se ero stanca: \u201c\u2026 vengo anch\u2019io con voi, per farvi compagnia, che non ho ancora sonno.\u201d Un inferno quotidiano. La domenica, quando stavamo un po\u2019 pi\u00f9 a letto a farci qualche coccola, telefonava che stava male e aveva bisogno subito delle sue pastiglie per la pressione, forse Giovanni poteva urgentemente passare da lei\u2026 Non parliamo di quando andavamo nella casa di campagna, ci entrava in camera urlando: \u201dPigroni, pigroni, cosa fate ancora a letto? su in piedi che fuori c\u2019\u00e8 il sole!\u201d e magari noi eravamo l\u00ec a fare l\u2019amore e poi Giovanni si bloccava per giorni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho pensato: questa deve sparire dalla mia vita, ho diritto di avere la mia e mio marito e la mia casa tutta per me. E ho incominciato a leggere libri gialli di nascosto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato il funerale. Prima di chiudere la cassa Giovanni le ha fatto un sacco di fotografie a destra, a sinistra, di fronte, e lei l\u00ec immobile, con la sua faccia arcigna, che sembrava perfino che in ventiquattro ore i baffi le fossero cresciuti pi\u00f9 folti.<\/p>\n<p>Tieni duro, mi sono detta. Poi chi muore giace e chi vive si d\u00e0 pace.<\/p>\n<p>Ora va molto meglio. A tavola dopo i primi giorni d\u2019inevitabili tristezze mangiamo sereni. Io mi sbizzarrisco in piattini succulenti.<\/p>\n<p>Questa sera Giovanni \u00e8 arrivato con un grosso pacco e con solennit\u00e0 l\u2019ha aperto. Dentro, riccamente incorniciato, c\u2019\u00e8 il ritratto di mammina, quasi a grandezza naturale, con la sua espressione cattiva, come quando era gi\u00e0 nella cassa da morto. Gli occhi, nella fotografia, sono aperti, sbarrati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGli occhi\u201d, ho sussurrato in preda al terrore che fosse resuscitata, \u201dcome hai fatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cUn intervento in digitale molto sofisticato. Guarda com\u2019\u00e8 bella, sembra viva! E poi con lo sguardo ti segue, come se non ti volesse lasciare andare. Lo vado ad appendere in camera di fronte al letto. Cos\u00ec \u00e8 la prima cosa che vediamo alla mattina e l\u2019ultima la sera. E\u2019 come se mammina fosse sempre con noi\u201d.<\/p>\n<p>D\u2019improvviso, con disperazione, capisco: ho sposato un cretino. Ricco, bello, simpatico. Ma irrimediabilmente cretino.<\/p>\n<p>Domani vado in libreria a comperare qualche libro giallo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_11023\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"11023\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ho ammazzata finalmente. 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