{"id":10860,"date":"2012-05-31T21:22:29","date_gmt":"2012-05-31T20:22:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10860"},"modified":"2012-05-31T21:22:29","modified_gmt":"2012-05-31T20:22:29","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-il-giorno-prima-di-san-valentino-di-lorenzo-oggero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10860","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Il giorno prima di San Valentino&#8221; di Lorenzo Oggero"},"content":{"rendered":"<p>Non stavi parlando con Dino, dice Angelica.<\/p>\n<p>No, stavo proprio parlando con Dino, rispondo.<\/p>\n<p>Non l\u2019hai salutato nello stesso modo di stasera, insiste.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 darsi che non l\u2019abbia salutato nello stesso modo di stasera, ribatto, ma stavo parlando con lui.<\/p>\n<p>Ormai ti conosco, il tono della tua voce cambia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le dieci di sera, pressappoco: subito dopo la telefonata con Dino, \u00e8 iniziata la scena di gelosia.<\/p>\n<p>La tua \u00e8 una fissazione, si tratta di supposizioni, fantasie, il tuo sta diventando un comportamento patologico, le ripeti.<\/p>\n<p>Due sere prima, rientrando mentre eri al telefono con Dino, si era convinta che non stessi parlando con lui. Niente da fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hai cercato di ricordare la telefonata di due sere fa. Stavi parlando con Dino, l\u2019avevi chiamato per chiedergli informazioni su un medicinale.<\/p>\n<p>Le hai esposto con precisione alcuni dettagli della telefonata.<\/p>\n<p>Hai tentato di convincerla, con la disponibilit\u00e0 che si usa con i bambini. La stessa che reclamano i vecchi. Hai fatto appello a tutta la tua pazienza. Ognuno ha un limite. Un limite fisiologico. Se lo superi, ti spezzi la schiena.<\/p>\n<p>Dopo venti minuti di recriminazioni e accuse \u2013 la stessa \u00a0ossessivit\u00e0 di un disco in vinile che s\u2019incanta -, una luce improvvisa: violenta, cattiva, inesorabile.<\/p>\n<p>Non ci sarebbe mai stata la possibilit\u00e0 di una vita serena con lei, neppure dopo cent\u2019anni. Neppure il diritto di essere creduto su una telefonata autentica: la gelosia infondata \u00e8 meno difendibile di quella fondata.<\/p>\n<p>Ti sei ricordato di quanto era accaduto la notte prima. Lei si era svegliata d\u2019improvviso gridando, terrorizzata. A volte le succede. L\u2019hai abbracciata, l\u2019hai rassicurata. Non ti sei spaventato, forse perch\u00e9 le sue grida ti sono arrivate smorzate, attenuate dai tappi di cera che usi quando dormite assieme. Se ti sogna con un viso deformato, forse il suo inconscio ti crede un mostro.<\/p>\n<p>Aveva la tua faccia, per\u00f2 indiavolata. Un arlecchino cattivo, aveva aggiunto Angelica.<\/p>\n<p>Si era riaddormentata tra le tue braccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mai pi\u00f9 sogni angelici con lei, ora ti \u00e8 chiaro.<\/p>\n<p>Quante volte hai giocato con il suo nome.<\/p>\n<p>Un nome bellissimo, originale, le avevi detto appena conosciuta. Ti ricordava la protagonista dell\u2019Orlando Furioso.<\/p>\n<p>Lei, abituata con ogni probabilit\u00e0 a commenti di questo tipo, ti aveva sorriso.<\/p>\n<p>Avevi pensato: che fortuna, una bocca cos\u00ec!<em> Una bocca<\/em> <em>piena di sole e di sassi<\/em>. Avevi anche scherzato, dicendole che gli angeli spesso devono combattere contro il diavolo. Le avevi chiesto se l\u2019avesse mai fatto.<\/p>\n<p>L\u2019avevi sorpresa, avevi conquistato la sua attenzione.<\/p>\n<p>\u00c8 cominciata cos\u00ec, in gran segreto, la vostra storia: allora pensavi fosse un angelo. Un angelo sfortunato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono le dieci e mezzo. Sei seduto davanti alla televisione, guardi senza vedere. Lei ha finito di sparecchiare, \u00e8 arrivata in soggiorno, si \u00e8 seduta sul divano di fianco a te.<\/p>\n<p>\u00c8 stato allora che hai pensato che non era possibile continuare cos\u00ec, che dovevate trovare il coraggio di prendervi una pausa.<\/p>\n<p>Dobbiamo riflettere, le hai detto, magari provare per un po\u2019 a non frequentarci.<\/p>\n<p>Le hai detto anche che l\u2019avresti accompagnata a casa sua. Era una decisione gi\u00e0 discussa pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p>Ogni tanto diceva qualcosa a proposito delle tue responsabilit\u00e0, di una tua vecchia relazione chiusa proprio il giorno di San Valentino di molti anni prima, ti ha accusato in modo confuso.<\/p>\n<p>Siete andati, ciascuno con la propria auto, a casa sua.<\/p>\n<p>L\u2019hai accompagnata in ascensore portandole la borsa, ti sei fermato davanti alla sua porta.<\/p>\n<p>Lei ti ha guardato con gli occhi umidi: cos\u00ec ti sono sembrati.<\/p>\n<p>Angelo, addio, ti ha detto aprendo la porta.<\/p>\n<p>Adesso non drammatizzare.<\/p>\n<p>Non drammatizzo. Ti ho solo detto addio.<\/p>\n<p>Addio, le hai risposto entrando in ascensore.<\/p>\n<p>Sei andato via, in giro per la citt\u00e0 deserta e gelata. Il termometro dell\u2019auto segnava meno due.<\/p>\n<p>Sei tornato in cortile, hai parcheggiato l\u2019auto, sei salito in casa e ti sei detto: questa pu\u00f2 essere davvero la fine della storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 altre volte c\u2019erano stati litigi, sfuriate, accuse. Oggi ti \u00e8 sembrato diverso. Quando le hai chiesto cosa pensasse davvero della telefonata, e lei ti ha risposto: \u00e8 possibile che fosse Dino, hai sentito la pesantezza di una mezza concessione. Una specie di regalo di convenienza.<\/p>\n<p>La fiducia tra voi si sta squagliando, hai pensato, come la neve che da anni stenta a imbiancare le terre della tua infanzia.<\/p>\n<p>Ti sei ricordato di quando, un pomeriggio di Natale, l\u2019avevi portata laggi\u00f9, sulle tue colline ricoperte da un manto di neve amica.<\/p>\n<p>Amici come noi non saremo mai, solo complici, ti aveva detto Angelica sorridendo.<\/p>\n<p>Hai rivisto la distesa bianca, hai ripensato all\u2019amore fatto in auto, come i ragazzi che non hanno i soldi per un motel.<\/p>\n<p>M1, il vostro motel. Con la nitidezza di una decalcomania ti sono riapparse le volte che ci siete andati.<\/p>\n<p>Prendevate l\u2019autostrada, una decina di chilometri, poi la grande insegna piazzata in alto, lunga quanto la larghezza delle quattro corsie: quarantacinquesimo parallelo, siete a met\u00e0 strada tra il Polo Nord e l\u2019Equatore.<\/p>\n<p>Hai risentito la domanda che tante volte le hai rivolto: Angelica, passiamo il quarantacinquesimo?<\/p>\n<p>Qualche volta anche lei ci scherzava sopra: cambiamo emisfero? diceva, oppure: mondo nuovo?<\/p>\n<p>Allusioni alla nuova vita che si prospettava per voi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornato a casa, hai preso un foglio e hai cominciato a scrivere.<\/p>\n<p>Di Antonia, chiss\u00e0 perch\u00e9. Una vecchia storia.<\/p>\n<p>Le tue storie d\u2019amore viaggiano su un crinale scivoloso, basta un piccolo episodio, un particolare, un\u2019inezia, per farle precipitare nel cassetto delle storie di ieri, delle storie sbagliate.<\/p>\n<p>Anche se non \u00e8 vero. Non \u00e8 mai tutto sbagliato.<\/p>\n<p>Quando una storia finisce, tu provi la tristezza per quello che non \u00e8 diventata, il rammarico per ci\u00f2 che di meraviglioso avrebbe potuto essere. Questa \u00e8 la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Alla mia et\u00e0, vivo ancora nell\u2019illusione di incontrare la donna perfetta. Ripeto sempre questo gioco. Il gioco finisce, arriva la delusione. E mi sorprendo.<\/p>\n<p>Episodi simili, gi\u00e0 accaduti in passato, si erano trasformati in qualcosa di diverso, magari anche in un litigio, per\u00f2 di quelli per finta, di quelli che aprono la strada al ritrovamento, alla riappacificazione. L\u2019amore improvviso e violento, fatto ovunque. Il temporale che lascia l\u2019aria trasparente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Emerge dai cassetti della memoria uno dei ricordi pi\u00f9 belli di Angelica: quando la sera, girando con un\u2019amica intorno alla tua casa, ti salutava da lontano e cercava i muretti, le panchine, i gradini per salirci e poterti vedere meglio. Per farsi vedere, con la camicetta bianca, primo dono.<\/p>\n<p>Ti salutava con gioia. L\u2019entusiasmo di una bambina. Una dea fanciulla.<\/p>\n<p>Quando hai rivisto queste immagini, ti ha preso nostalgia della sua bellezza, la sua spontaneit\u00e0, il suo sorriso pulito.<\/p>\n<p>La nostalgia per un amore che avrebbe potuto essere perfetto.<\/p>\n<p>La nostalgia per un futuro che non ci sar\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo due ore prima le avevi promesso di portarla a cena in un ristorante di mare e d\u2019amare, come ti piaceva dirle, per festeggiare San Valentino.<\/p>\n<p>Lei aveva sorriso contenta.<\/p>\n<p>Sei sicuro: domani non andrete da nessuna parte.<\/p>\n<p>La vostra storia sta marcando la fine.<\/p>\n<p>Le parole non parlano pi\u00f9.<\/p>\n<p>La seduzione \u00e8 affondata nelle sabbie mobili della quotidianit\u00e0: non ti interessa piacerle, ormai. Non ti commuovono il suo sguardo azzurro, il suo sorriso infantile, i suoi silenzi innamorati. Nemmeno la sua bellezza inalterata. Inalterata?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre stai scrivendo, senti il profumo della torta che aveva messo in forno, con la marmellata di arance amare, la tua preferita.<\/p>\n<p>\u00c8 un odore buono. Di quelli che scaldano il cuore e fanno calda la casa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Pensi che la cucina di un uomo solo abbia odori diversi da quelli che si mescolano nelle cucine delle coppie.<\/p>\n<p>In questa casa, chiss\u00e0 per quanto, non ci saranno torte, n\u00e9 di arance amare, n\u00e9 di altri frutti: ci sar\u00e0 odore di prosciutto crudo, mozzarella, pomodori.<\/p>\n<p>La tua cena <em>singolare<\/em>.<\/p>\n<p>La torta l\u2019ha fatta per te, ma tu sei ancora a dieta.<\/p>\n<p>Forse domani gliela porti.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10860\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10860\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non stavi parlando con Dino, dice Angelica. 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