{"id":10831,"date":"2012-05-31T22:24:12","date_gmt":"2012-05-31T21:24:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10831"},"modified":"2012-05-31T22:24:12","modified_gmt":"2012-05-31T21:24:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-redenzione-di-maria-teresa-barone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10831","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Redenzione&#8221; di Maria Teresa Barone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">Ho tre aculei piantati nella gola, tre aghi spaventosi.<\/p>\n<p>Non so, non ricordo il momento in cui sono venuti fuori cos\u00ec, duri\u2026 pungenti. VOMITAVO. MANGIAVO POCO. Non ricordo se vomitavo perch\u00e9 avevo tre spine in gola o mi erano spuntate perch\u00e9 vomitavo; so solo che inizialmente si presentarono come due grossi antiestetici peli dal bulbo scuro, orribile. Li martoriavo con una comune pinzetta; successivamente passai, non ricordo in quale periodo, dalla PINZA alla TENAGLIA: mi accorsi che pi\u00f9 cercavo di sradicarli e pi\u00f9 ramificavano radici robuste e profonde. I miei allarmati mi trascinarono da uno specialista all\u2019altro: risultati inesistenti. Unica terapia possibile? L\u2019UNIVERSITA\u2019. Cos\u00ec s\u2019erano fissati:<em> Vedrai,\u00a0 studiando scompariranno\u201d. <\/em>In verit\u00e0 s\u2019ingrassavano ad ogni mio passo, si cibavano della mia magrezza ed erano sempre pi\u00f9 lucidi e neri.<\/p>\n<p>Ecco! Stamattina li misuro: dieci centimetri col metro da sarta. Ho sonno ma decido di alzarmi in fretta; il collo mi brucia ma \u00e8 normale nelle mie condizioni. Mi sporgo dal davanzale della finestra direttamente dal letto, mi godo i particolari: l\u2019incastro fra le tegole dei tetti, le linee, le combinazioni tra architettura e vegetazione, alberi secolari. Penso: il disegno geometrico non \u00e8 il mio forte! Decido di fotografare con l\u2019obiettivo interiore ma \u00e8 inutile, non riesco a mettere a fuoco. Alzo lo sguardo e sorrido alle case cadenti attaccate alla collina come cuccioli ai capezzoli della madre. Abbasso la testa e un pensiero orribile bussa insistentemente: case screpolate, malinconiche, s\u2019accartocciano su se stesse in preda a convulsioni epilettiche; il colle, infastidito, se le scrolla di dosso come un cane puzzolente con le pulci.<\/p>\n<p>BRUCIORE. PRURITO. L\u2019APPUNTAMENTO: sono in ritardo. Mi vesto in tutta fretta indossando ci\u00f2 che pi\u00f9 \u00e8 gradito ai miei aculei. Niente specchio. Si parte. Percorro velocemente c.so Garibaldi, sbuco in c.so Umberto e automaticamente taglio, esplodendo in via Grimaldi: vengo travolta da braccia, gambe, sguardi, parole, puzza di sudore. Turisti e ancora turisti. Mio DIO! Si pungono! Va a finire che questi mi finiscono addosso e si feriscono. E chi li paga? Io non sono assicurata! Li osservo: si aggirano inebetiti per le vie del centro carico di storia, arte e sapori caratteristici. Il loro stupore \u00e8 tale da arrestare le gocce salate che si fanno strada fra le rughe della fronte e delle guance. Mi carico d\u2019entusiasmo nel vedere balconi, cornicioni, statue, pezzi di muro, riflessi nei loro occhi. E\u2019 un attimo. Continuo veloce cercando di evitarli e uno esclama : <em>Che strano parcing!<\/em> Lo ignoro. Finalmente via Marchesa Tedeschi, finalmente la chiesa di Santa Maria: prendo a sinistra e m\u2019imbroglio nella matassa di vicoli e viuzze. Buco e sbuco e finalmente la trovo:La VIA REDENTORE, n.37. Il mio appuntamento \u00e8 salvo. Mi addentro nel tugurio sniffando zuppe rancide e umidit\u00e0. Il sorriso che io e la vecchia ci scambiamo vale pi\u00f9 di mille formule affettuose di saluto.<\/p>\n<p><em>\u201cCome va stamattina ?\u201d\u00a0 \u201cMeglio, insomma\u2026 il dolore c\u2019\u00e8 sempre\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cOggi si cambia!\u201d <\/em>\u00a0La fisso: \u00e8 immobile, sprofondata nella sua vecchia poltrona, intrappolata in tre giacche di lana, come fosse al polo Nord. Non distoglie gli occhi dal suo lavoro con la lana.<\/p>\n<p><em>\u201cVuoi pane, cioccolato, marmellata fatta in casa ?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNo, grazie. Questi aghi\u2026 sai\u2026\u201d\u00a0 \u201cSucco d\u2019arancia senza zucchero?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c Vabb\u00e8\u2026 non dovrebbe darmi fastidio\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Provo piacere nel bere. Per la prima volta il mio stomaco, tenuto spesso in cattivit\u00e0, non si ribella alla libert\u00e0 concessa e sorride, anzi ride proprio. La vecchia stramba dalle trecce giovani continua a lavorare impassibile all\u2019uncinetto, un uncino grosso, di ferro, rosso, e lana gialla, soffice allo sguardo. L\u2019ambiente circostante sembra possedere una memoria millenaria: oggetti di ogni forma, materiale, esistenti e inesistenti, lucidi, senza un granello di malinconia.<\/p>\n<p><em>\u201cVuoi provare? Prendi l\u2019uncinetto,l\u00ec\u201d\u00a0 \u201cNo. Senti\u2026 potresti passarmi di nuovo il cotone imbevuto d\u2019olio sacro, santo, insomma quello che \u00e8\u2026 e cominciare a togliermi i vermi dallo stomaco e\u2026 e i massaggi, con quella polvere\u2026 magica\u2026\u201d\u00a0\u00a0 \u201cIl borotalco?\u201d\u00a0\u00a0 \u201cBorotalco? Eh\u2026 s\u00ec, i massaggi col borotalco per sciogliere le mie paure\u201d\u00a0 \u201cNo! Oggi prova questo. Vedrai il risultato!\u201d\u00a0 \u201cNo! Non ci siamo. Tu sei una guaritrice e devi\u2026 le tue mani mi servono\u201d\u00a0\u00a0 \u201cLeviamoli questi spuntoni!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon me ne frega niente degli spuntoni! Voglio guarire dentro! Prendi l\u2019olio o vado via?\u201d\u00a0 \u201cGuardati allo specchio!\u201d<\/em><\/p>\n<p>A trovarlo lo specchio in quel parapiglia! Eccolo! Seppellito da cianfrusaglie lanose.<\/p>\n<p><em>\u201cE Allora?\u201d\u00a0 \u201cQuanto sono lunghi ?\u201d\u00a0 \u201cDieci centimetri!\u201d\u00a0 \u201cE sangue?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cAll\u2019inizio forse. Ora niente.\u201d\u00a0 \u201cNon dire cretinate. Potrebbero crescere crescere e crescere, come il naso di Pinocchio\u201d\u00a0\u00a0 \u201cPalle!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cA proposito, con la lana verde ci sta l\u2019uncinetto rosso. Acchiappa!\u201d<\/em><\/p>\n<p>M\u2019incanto: le sue dita compiono inaudite acrobazie. Intreccio di fili, intrighi internazionali dai risvolti inaspettati.<\/p>\n<p>Mi butto, nuoto tra i fili di lana. Sto per annegare. Le dita nevrotiche cercano di tenermi a galla.<\/p>\n<p><em>\u201cE\u2019 semplice. La catenella. Segui il ritmo!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Annaspo. Grovigli, solo orribili grovigli.<\/p>\n<p><em>\u201cPrima o poi viene. E\u2019 questione di pratica, di addestrare le dita.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Niente! Senza speranza.<\/p>\n<p><em>\u201cLa catenella \u00e8 la fase iniziale, non deve mai essere fitta. Allenta la presa. Non tirare il filo, lascialo respirare. Ricomincia. Il filo. Aggancialo e trascinalo fuori dall\u2019anello e cos\u00ec\u2026 ricomincia\u2026 vai BRAVA!<\/em><\/p>\n<p><em>Controlla la posizione del filo. Controlla il filo mentre passa dalla mano all\u2019uncinetto! Ah!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cCerto. Non \u00e8 semplice e\u2026\u201d\u00a0 \u201cNon parlare. LAVORA!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Dopo ore di duro lavoro i miei malanni sembrano essere assorbiti dalla lana. Gli aculei si confondono all\u2019uncinetto e no mi danno fastidio: IMPOSSIBILE MA VERO! Sento il sano bisogno d\u2019andare al gabinetto. E\u2019 tanto che\u2026\u00a0 Mi trattengo, il momento \u00e8 CATARTICO: catenella, lana, morbidezza, sapori, parole e ancora catenella di parole:<\/p>\n<p><em>\u201cFu nell\u2019estate del \u201933. Noi bambini eravamo troppo piccoli per pensare alla miseria. Correvamo senza sosta. Sorpassavamo le colonne del tramonto. Un vociare da diavoli per le vie dell\u2019Inferno. Il fiato si spaccava dentro il petto. Quella volta la vecchia strega mi prese per un braccio e mi trascin\u00f2 via. Aveva un brutto naso, storto, e due occhi velenosi. Avevo paura. Era pazza! <\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Una notte di luna piena<\/span><em> m\u2019inform\u00f2 <\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">i miei poteri<em> <\/em>saranno tuoi<\/span>.<em> Piansi. Mi lasci\u00f2 andare. Poi ho capito. Ho letto tanto. Non mi sono lasciata convincere dalle stupidaggini. Non ho fatto tanta scuola ma ho letto le cose della scienza. Certe cretinate le ho modificate\u2026 per\u00f2\u2026 se arrivano gli ignoranti\u2026 gli do \u2018ste cose da ignoranti! Stupidaggini! Poi arrivi tu. Che ti do? Le cose da ignoranti? A me mi pare peccato! Cerco di darti le cose che ho letto e girato a modo mio. Alla fine\u2026 Mi capisci? Certe storie sono companatico. Niente sostanza! Capisci!\u201d<\/em><\/p>\n<p>\u201c<em>S\u00ec, s\u00ec. Ma il potere nelle mani, alla fine\u2026 C\u2019\u00e8?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE come no ? Guarda che meraviglia!<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Intanto le mie dita svolazzano impazzite tra la lana e non riesco a fermarmi. Quante ore sono passate? Sono sfinita, eccitata, ho tanta fame!<\/p>\n<p><em>\u201cFermati!\u201d \u201cNon ci penso neanche!\u201d \u201cLe colonne del tramonto, le hai superate!\u201d \u201cNo! Non mi fermo! Ho paura che poi ricomincia tutto.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMa prima o poi ti dovrai fermare?\u201d \u201cNo! Dovessi impazzire tra la lana!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cBuona notte! Io mi vado a coricare\u201d \u201cBuona notte!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Sto a lavorare tutta la notte\u2026 E poi? Con tutti questi poteri me ne vado direttamente in PARADISO.<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10831\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10831\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho tre aculei piantati nella gola, tre aghi spaventosi. 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