{"id":10811,"date":"2012-05-31T23:00:22","date_gmt":"2012-05-31T22:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10811"},"modified":"2012-05-31T23:00:22","modified_gmt":"2012-05-31T22:00:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-la-piazza-di-massimo-boschetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10811","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;La piazza&#8221; di Massimo Boschetti"},"content":{"rendered":"<p>Che bel paese \u00e8 l\u2019Italia! In qualunque luogo tu vada ad abitare, con il treno o con l\u2019automobile puoi in poco tempo raggiungere una piccola citt\u00e0 che ha bei palazzi, una bella chiesa,\u00a0 un castello,\u00a0 delle antiche rovine, ma soprattutto una bella piazza.<\/p>\n<p>Capita cos\u00ec che\u00a0 Mario e Chiara,\u00a0\u00a0 in autunno o in primavera, vadano spesso in gita\u00a0 con i loro due figli\u00a0 per vedere queste citt\u00e0 che hanno piazze che la domenica mattina sono piene di vita. Mentre Chiara porta i bambini a visitare quanto di bello e di interessante \u00e8 offerto dal luogo, perch\u00e9 tutti e due ci tengono che quelli non crescano come delle capre,\u00a0 Mario si trova un bel bar con tavolini all\u2019aperto e si gode la piazza. Chiara pietosamente dice \u201cil babbo deve fare delle telefonate\u201d oppure \u201cil babbo non ha dormito bene questa notte\u201d e lo lascia fare. I bambini si avviano al museo di turno ridacchiando, perch\u00e9 ormai lo sanno che il babbo non va\u00a0 con loro e la cosa \u00e8 diventata quasi un gioco. Poi loro raccontano cosa hanno viso e Mario vede la citt\u00e0 con i loro occhi. E anche questo \u00e8 un gioco.<\/p>\n<p>Le piazze delle piccole citt\u00e0 la domenica mattina sono una delizia: si vedono le persone per come vogliono mostrarsi al mondo, si possono osservare il farsi e disfarsi dei capannelli e dopo un po\u2019 di pratica si riescono ad individuare nel viavai anche le persone che fingono di non vedersi e prevederne le mosse.<\/p>\n<p>L\u2019eventuale sopraggiungere di un acquazzone non turba l\u2019ottima disposizione di Mario verso il mondo. Solitamente queste piazze hanno bei caff\u00e9 dove la gente si rifugia e, in questi casi, il gioco pu\u00f2 continuare indoor e in pi\u00f9, di tanto in tanto, si possono cogliere interessanti frammenti di conversazione. A questo proposito, per orientarsi e mettere un qualche ordine agli spezzoni di frasi, Mario fa una\u00a0 lettura delle pagine locali del giornale. Poi ordina un bicchiere di vino bianco e diventa come una spugna d\u2019immagini e di voci. Ed \u00e8 qui che pu\u00f2 sorgere un problema.\u00a0 Questa totale disponibilit\u00e0 al mondo esterno viene infatti prontamente intuita da personaggi logorroici, paranoici, disturbati mentali di vario grado che vogliono attaccare bottone. Il forestiero poi \u00e8 per questi un\u2019occasione da non farsi sfuggire, perch\u00e9 a causa dei contenuti ripetitivi delle loro storie, sono conosciuti da tutti i concittadini e da questi scacciati come molesti.<\/p>\n<p>Solitamente Mario tronca le loro avances con modi bruschi, che non sono i suoi.<\/p>\n<p>Le cose andarono in modo diverso in una domenica piovosa d\u2019inizio autunno. La notte precedente aveva davvero dormito male, il vino non era un granch\u00e9\u00a0 e nel bar semideserto un cliente, vestito con una tuta da ginnastica multicolore,\u00a0 sembrava, anche se timidamente, volergli dire qualcosa: tossicchiava, faceva rumore sfogliando il giornale, quando ne incrociava lo sguardo esibiva sorrisi esagerati. Mario fece un cenno con la mano come a chiedere cosa volesse e quello rispose a sua volta alzandosi dal tavolo e indicando col capo di seguirlo.<\/p>\n<p>Usciti dal bar, l\u2019uomo, che disse di chiamarsi Armando, costeggi\u00f2 la piazza per un breve tratto, poi svolt\u00f2\u00a0 in una viuzza stretta su cui affacciavano edifici bassi, senza pretese.\u00a0\u00a0 Mario seguiva\u00a0 a pochi passi di distanza Armando, che si girava ogni tanto ammiccando e ridacchiava fregandosi le mani. Svoltarono ancora in una strada dal fondo sconnesso\u00a0 su un lato della quale vi era un muro di ciottoli\u00a0 e mattoni,\u00a0 interrotto da un cancello di ferro a due battenti. Armando lo apr\u00ec con una leggera spallata\u00a0 ed entrarono\u00a0 in un cortile che pareva\u00a0 di una vecchia officina, con rottami ferrosi ammonticchiati in un angolo. Sulla destra, fra l\u2019edificio principale e una baracca col tetto di lamiera, alcuni gradini immettevano in uno stretto passaggio che curvava ad angolo retto e al cui termine vi era una porta. Armando, sorrise nuovamente con aria complice, fece segno di fare silenzio e apr\u00ec la porta che portava i segni di una passata forzatura.<\/p>\n<p>Si trovarono cos\u00ec in un corridoio poco illuminato\u00a0 e dalle\u00a0 pareti scrostate,\u00a0 che sul lato destro presentava\u00a0 una rientranza con una finestrella dalla quale, gi\u00f9 in basso, si poteva vedere un locale stretto e lungo. Qui, una decina di ragazze, disposte in un\u2019unica fila, lavorava su macchine da maglieria.<\/p>\n<p>Armando fece segno di aspettare\u00a0 e\u00a0 bisbigliando disse che voleva venti euro.\u00a0 Mario lo accontent\u00f2, per toglierselo di torno, e rimase a guardare di nascosto le operaie che erano tute giovani e vestivano un camice color carta da zucchero.<\/p>\n<p>Quando Armando,\u00a0 sempre fregandosi le mani,\u00a0 se ne fu andato, nello stanzone di sotto entr\u00f2 un uomo sulla cinquantina. Si ferm\u00f2 dietro la prima ragazza della fila e\u00a0 mentre controllava il tessuto infil\u00f2 una mano nella scollatura accarezzando e tastando i seni, prima l\u2019uno poi l\u2019altro. La ragazza, che aveva interrotto il lavoro, non disse nulla, ne cambi\u00f2 espressione del viso. La palpata dur\u00f2 forse un minuto, che a Mario parve lunghissimo, poi l\u2019uomo pass\u00f2 alla seconda ragazza e poi alla terza. Mario apr\u00ec la patta dei calzoni e si masturb\u00f2 addossato al muro.\u00a0 Poi scapp\u00f2 via.<\/p>\n<p>Ritornato al bar, si sedette all\u2019aperto perch\u00e9 aveva smesso di piovere. Ordin\u00f2 un bicchiere di vino bianco, che gli fu servito con olive, patatine e alcune tartine disposte con cura sul vassoio. Poco dopo correndo arrivarono i bambini\u00a0 che volevano la coca cola\u00a0 e a seguire Chiara\u00a0 con il suo ragionevole sorriso.<\/p>\n<p>Consueto era il viavai\u00a0 sulla piazza, che aveva riacquistato la sua tranquilla vivacit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10811\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10811\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che bel paese \u00e8 l\u2019Italia! 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