{"id":10809,"date":"2012-05-31T22:54:43","date_gmt":"2012-05-31T21:54:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10809"},"modified":"2012-05-31T22:54:43","modified_gmt":"2012-05-31T21:54:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-partita-iva-con-incroci-di-massimo-boschetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10809","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Partita IVA con incroci&#8221; di Massimo Boschetti"},"content":{"rendered":"<p>Uscito dal bar, dopo una serata passata a\u00a0 giocare a carte e a bere vino,\u00a0 indugiava spesso agli incroci. Una donna, quella giusta, doveva pur esserci nelle possibili strade che portavano a casa. Indovinare la strada non era cosa semplice: la luce di un bar ancora aperto o un gatto che ammiccava nel buio, correndo attraversava la strada e sembrava indicare, i possibili indizi. Per scrupolo era bene ogni tanto tornare al punto di partenza\u00a0 e tentare una strada diversa. Di tempo ce n\u2019era. Consumati gli incroci e le strade, quando ormai si vedeva la casa in fondo al viale e la speranza sembrava perduta, il gioco mutava. Allora, fra le donne che aveva conosciuto, sceglieva quella che ricordava pi\u00f9 dolce, la meglio per passarci la notte. Di certo si era ricordata di lui\u00a0 e nella casa, che condivideva con altri, aveva trovato qualcuno ancora sveglio e lo aspettava.\u00a0 Apriva la porta, era buio e non c\u2019era nessuno.<\/p>\n<p>Tutto questo succedeva quando Marco aveva venti anni. Ora di anni ne aveva\u00a0 trentacinque e non tornava a casa dal bar, ma dal corso di formazione \u2018Nuove figure professionali e gestione della partita IVA\u2019.\u00a0 Eppure\u00a0 la tentazione di indugiare agli incroci e di ripetere il gioco era grande.<\/p>\n<p>Per tornare a casa far\u00f2 un giro lungo,\u00a0 pens\u00f2 mentre in un bar del centro beveva il primo bicchiere di vino. Vivo ancora in una casa\u00a0 con altri, ho una camera con uso cucina come venti anni fa, ma ho fatto dei passi avanti: arrivato al portone di casa so di certo che non c\u2019\u00e8 nessuna di sopra ad aspettarmi nel letto.<\/p>\n<p>\u201cMi sono scaltrito\u201d disse alla cassiera mentre pagava e questa non cap\u00ec, ma sorrise lo stesso.<\/p>\n<p>Dopo un bel po\u2019 di bar e un bel po\u2019 di\u00a0 vino fu invaso da una grande stanchezza. Ho perso la fede, pens\u00f2, non incontrer\u00f2 nessuna per passarci la notte. Meglio smetterla qui.<\/p>\n<p>Una nebbia fredda e spessa era scesa su Milano, copriva tutte le cose e infreddoliva le ossa,\u00a0 e Marco non sapeva nemmeno\u00a0\u00a0 dove lo avesse condotto quel suo etilico girovagare. Ora telefono ad un taxi e mi faccio portare a casa, pens\u00f2.<\/p>\n<p>Cammin\u00f2 fino all\u2019angolo del caseggiato per leggere la targa con il nome della via.\u00a0 Perse alcuni minuti a capire in quale tasca del giaccone fosse finito il cellulare che, una volta trovato, risult\u00f2 scarico.\u00a0 Prese allora la direzione che sembrava portare verso il centro, ma, quando vide un distributore automatico di sigarette, pens\u00f2 di tendere un\u2019imboscata al primo che arrivava e di farsi portare a casa. \u2018Imboscata\u2019 fu la parola che us\u00f2, perch\u00e9 ormai parlava da solo. Pensava di sdraiarsi davanti al distributore e di fare il morto. Immaginava che qualcuno si sarebbe avvicinato per vedere come stava e che allora lui con un balzo lo avrebbe preso per un braccio e gli avrebbe detto \u2018portami a casa altrimenti ti massacro\u2019.<\/p>\n<p>Nonostante fosse ubriaco si rese conto che non era in grado di massacrare nessuno e soprattutto\u00a0 non voleva massacrare nessuno. Pens\u00f2 allora di nascondersi nell\u2019ombra. Qualcuno arriver\u00e0 e scender\u00e0 dalla macchina per prendere le sigarette e allora io come un fulmine aprir\u00f2 la portiera posteriore e mi sdraier\u00f2 sul sedile e quando l\u2019altro risalir\u00e0 gli dir\u00f2 di portarmi a casa. Dir\u00f2 \u2018ti scongiuro, sto male portami a casa\u2019 e poi \u2026 si vedr\u00e0.<\/p>\n<p>Passati pochi minuti arriv\u00f2 una Smart da dove scese una donna che si diresse al distributore sbattendo la portiera. Non essendoci una portiera posteriore, Marco si sedette a fianco del guidatore e attese. La donna imprecava, forse non c\u2019erano le sigarette che voleva o forse non trovava la moneta. Diede anche dei calci al distributore, poi, sempre\u00a0 imprecando torn\u00f2 alla macchina e si sedette.<\/p>\n<p>Non lo vide nemmeno. Mise in moto la macchina e part\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cScusa\u201d disse Marco \u201cma\u2026.\u201d<\/p>\n<p>Non riusc\u00ec ad andare avanti perch\u00e9 lei fren\u00f2 bruscamente\u00a0 e Marco sbatt\u00e9\u00a0 con violenza la testa sul parabrezza.<\/p>\n<p>L\u2019automobile si era fermata un poco di traverso. La donna era scesa e ora gli parlava da fuori.<\/p>\n<p>\u201cChi cazzo sei ? Ti denuncio\u201d gridava. Poi vedendo che lui non reagiva, limitandosi a dire \u2018che botta, che botta\u2019, si avvicin\u00f2 e gli chiese se si era fatto male.<\/p>\n<p>\u201cNo. Voglio solo che qualcuno mi porti\u00a0 a casa perch\u00e9 non sto bene e mi sono perso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTutti\u00a0 io li devo trovare\u201d disse la donna, sempre da fuori, accendendosi una sigaretta. \u201cE cos\u00ec ti sei perso povero bimbo. E la mamma? Dove \u00e8 la tua mammina?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDai! Per favore portami\u00a0 a casa\u201d disse Marco, con una smorfia che voleva essere un sorriso.<\/p>\n<p>La donna risal\u00ec in macchina.<\/p>\n<p>\u201cSe mi tocchi\u201d disse \u201cio\u2026 t\u2019ammazzo.\u201d<\/p>\n<p>Fu allora che lui si accorse che\u00a0 lei aveva una\u00a0 benda nera sull\u2019occhio, una benda da pirata.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019hai vista la benda?\u201d disse ancora la donna. \u201cUna con la benda sull\u2019occhio\u00a0 ti ammazza davvero se fai il cretino\u201d.<\/p>\n<p>Marco disse il nome della\u00a0 strada dove abitava e l\u2019automobile part\u00ec. Fu alla seconda curva, presa in modo un po\u2019 spavaldo, che vomit\u00f2 sul tappetino.<\/p>\n<p>\u201cCristo santo! Non \u00e8 possibile! Apri la portiera e butta fuori quello schifo\u201d disse la donna, accostando la macchina al bordo della strada.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Marco scese e continuando a ripetere \u2018scusami, scusami\u2019 cercava di togliere il vomito dal tappetino con un\u00a0 fazzoletto di carta. Poi arrotol\u00f2 il tappetino e risal\u00ec in macchina.<\/p>\n<p>\u201cQuando arriviamo a casa\u00a0 saliamo un momento\u00a0 e te lo lavo sotto la doccia\u201d disse, mentre con un altro fazzoletto\u00a0 cercava di togliere alcuni schizzi violacei dal cruscotto.<\/p>\n<p>\u201cCome ti chiami?\u201d chiese Marco, dopo che la macchina fu ripartita.<\/p>\n<p>\u201cMarisa\u201d rispose lei \u201ce apri il finestrino che c\u2019e un odore tremendo\u201d.<\/p>\n<p>Poi non parlarono pi\u00f9 fino a quando raggiunsero la casa.<\/p>\n<p>\u201cQuesta \u00e8 la mia camera\u201d disse Marco. \u201cLa cucina e il bagno sono in comune. Vuoi un t\u00e8, un caff\u00e9, un bicchier d\u2019acqua?\u201d<\/p>\n<p>Lei scosse la testa.<\/p>\n<p>\u201cAllora vado a lavare il tappetino. Anzi, faccio una doccia\u00a0 anch\u2019io insieme al tappetino. Cos\u00ec mi passa la sbronza\u201d disse Marco, uscendo dalla stanza.<\/p>\n<p>Marisa si guard\u00f2 intorno: un letto ad una piazza e mezza, un armadio a tre ante, una scrivania con carte sparse e un computer, una poltrona Frau, una libreria, una vetrinetta; niente calzini e altri indumenti sparsi, come nelle case degli altri maschi che aveva conosciuto. Ma furono alcuni particolari a incuriosirla, soprattutto\u00a0 l\u2019alto comodino in noce con ripiano di marmo su cui troneggiava un\u2019insolita lampada: un Pierrot in bronzo, tristemente appoggiato a un lampione, e\u00a0 la vetrinetta che conteneva una serie di bicchierini da rosolio,\u00a0\u00a0 tazzine di porcellana con motivi floreali, e infine\u00a0 un grande quadro raffigurante un tavolino a tre gambe sul cui ripiano poggiavano, sopra un centrino di pizzo, un vaso di marmo nero, da cui debordavano rose carnose di un rosso acceso.<\/p>\n<p>Marisa si rannicchi\u00f2\u00a0 sulla poltrona appoggiando la testa sul bracciolo. Se\u00a0 avessi il mio occhio, pens\u00f2. Poi sorrise, sentendosi ridicola per la sua voglia di sedurre\u00a0 a prescindere dall\u2019oggetto in questione, che in questo caso era un maschio ubriaco con schizzi di vomito sulle scarpe e forse gay, per via del Pierrot, dei bicchierini da rosolio e del quadro con le rose, oltre che per l\u2019assenza dei calzini sporchi.<\/p>\n<p>Marco fece una lunga doccia, pul\u00ec il tappetino e ricomparve in camera con indosso un accappatoio di spugna. Marisa si era addormentata. Si era tolta l\u2019impermeabile e indossava una tuta da ginnastica aderente. Marco la osserv\u00f2 con attenzione e la trov\u00f2 bella.\u00a0 La\u00a0 copr\u00ec con una coperta, come aveva visto fare in un film, poi si infil\u00f2 nel letto e si addorment\u00f2 chiedendosi se fosse lei la donna per cui tante volte\u00a0 aveva indugiato agli incroci.<\/p>\n<p>Quando\u00a0 si svegli\u00f2, Marisa era\u00a0 seduta sulla poltrona. Era andata in bagno e si era lavata e pettinata con cura. Aveva trovato un paio di occhiali da sole sulla scrivania,\u00a0 si era tolta\u00a0 la benda da pirata e ora lo guardava pensando che era carino, quando non era ubriaco.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno. Tutto bene? Dove \u00e8 il tappetino, che voglio\u00a0 andare a casa?\u201d disse.<\/p>\n<p>\u201cFacciamo colazione insieme. Che fretta hai.?\u201d Rispose Marco.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Marisa decise di restare. \u201cSolo a fare colazione\u201d\u00a0 precis\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cLa benda\u00a0 fa un po\u2019 impressione, vero?\u201d disse, mentre bevevano il caff\u00e9. \u201cHo perso l\u2019occhio da ragazzina, in un incidente. Di solito porto una protesi, insomma un occhio di vetro, e non si nota, ma quello stronzo dell\u2019Armando, che \u00e8 quello con cui vivo, me l\u2019ha nascosta, perch\u00e9 \u00e8 andato via due giorni per lavoro e dice che quando non c\u2019\u00e8 gli faccio le corna. Cos\u00ec, mentre me l\u2019ero tolta, perch\u00e9 ogni tanto bisogna fare della manutenzione, l\u2019ha presa e l\u2019ha nascosta. Ma adesso vado a casa, mi prendo mille e cinquecento euro dal cassetto dove tiene i soldi per pagare i rumeni in nero e me ne vado. Perch\u00e9 mi ha stancato con la sua gelosia\u00a0 e cos\u00ec i conti della sua impresina del cazzo, perch\u00e9 lui ha un\u2019impresina edile del cazzo, se li fa fare da un\u2019altra. Io me vado bello. Cos\u00ec gli scrivo e mi prendo i suoi pidocchiosi soldi per la protesi, non una lira di pi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi sembra una buona idea\u201d disse Marco. Rimase un poco in silenzio poi aggiunse: \u201c\u00e8 una bella giornata, in due ore potremmo essere in Liguria, a prendere\u00a0 il sole e annusare l\u2019aria di mare e poi\u2026 poi, chi lo sa?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene\u201d disse Marisa, titubante ed eccitata allo stesso tempo, \u201cper\u00f2 prima devo passare da casa a prendere i soldi e i miei vestiti. Cos\u00ec impara, lo stronzo.\u201d<\/p>\n<p>In mezz\u2019ora raggiunsero la casa\u00a0 di Marisa. Lei prese i soldi da un cassetto e poi disse a Marco di aspettare qualche minuto, perch\u00e9 doveva a fare la valigia. Fu cos\u00ec che Marco guard\u00f2 dentro il cassetto, vide che c\u2019erano circa diecimila euro, li prese e se li mise in tasca.<\/p>\n<p>Erano in tangenziale quando il cellulare di Marisa squill\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cEra mia madre\u201d disse, sbuffando, dopo la\u00a0 breve telefonata \u201cdice che mia sorella Anna \u00e8 da lei e fa la pazza. L\u2019Anna \u00e8 andata fuori di testa, perch\u00e9 suo marito, il Giorgio, l\u2019ha lasciata.\u00a0 Ha fatto tanto di quel piangere anche perch\u00e9 il Giorgio si \u00e8 messo con una\u00a0 che \u00e8 pi\u00f9 brutta di lei\u00a0 e questo la fa diventare matta. Mia madre vuole che passi da casa per calmarla. Vieni anche tu, in mezz\u2019ora mi libero e poi andiamo al mare. Gli dico che sei un amico dell\u2019Armando e che andiamo a raggiungerlo dove lavora.\u00a0 Non posso mica dirgli che lo mollo, adesso, che ha gi\u00e0 quella matta di mia sorella in casa\u201d.<\/p>\n<p>Marisa si era rabbuiata e guidava in silenzio. Anche Marco, particolarmente ciarliero sino\u00a0 alla telefonata, ora si\u00a0 chiedeva perch\u00e9 avesse preso quei soldi. Trov\u00f2 una risposta nel fatto che era stufo di non averne mai, di vivere in un appartamento con altri, in una stanza arredata con i mobili della nonna morta, di sua madre che gli chiedeva \u2018quando prendi gli altri mobili della nonna che stanno ad impolverarsi nel box? quando metti su casa davvero? perch\u00e9 per ora non ti prendi anche le tazze da te di porcellana Seltmann Weiden, cos\u00ec hai il servizio completo, e poi l\u2019altro quadro, quello con le barche, \u00a0che tanto i quadri non ne occupano di spazio?\u2019. E poi era anche stufo di fermarsi davanti al menu dei ristoranti e di fare le somme con la calcolatrice del cellulare, di non avere pi\u00f9 una macchina da quando quella che aveva ereditato da suo padre si era definitivamente fermata, di avere sul computer la pianta del trilocale che sognava e che\u00a0 arredava con mobili suoi: la sua casa virtuale.<\/p>\n<p>Tutto vero, ma\u00a0 ora che l\u2019euforia dell\u2019avventura si era come sospesa, se non spenta, era perplesso e confuso. Di certo c\u2019era il fatto\u00a0 che i soldi da quel cassetto ormai\u00a0 li aveva presi e che indietro non sarebbe tornato. Una volta al mare, proporr\u00f2 a Marisa di continuare il viaggio, pensava, di fare una settimana alla grande, una settimana da ricchi: bei ristoranti, begli alberghi. E si chiedeva se fosse lei la donna degli incroci.<\/p>\n<p>La mamma di Marisa abitava in una villetta in periferia. Stava stirando nella cucina al piano terra. Marisa and\u00f2 al primo piano dove c\u2019era Anna che faceva la matta e Marco rimase gi\u00f9 con la madre.<\/p>\n<p>\u201cSono cose che capitano\u201d disse Marco a disagio per il silenzio, interrotto a tratti dagli sbuffi del ferro da stiro e dai singhiozzi di Anna provenienti da sopra.<\/p>\n<p>\u201cSecondo me\u201d disse la madre sempre stirando \u201cla colpa \u00e8 della televisione. Vede, quando l&#8217;Anna si alza la mattina, siccome ha sulla nuca\u00a0 un vortice di capelli, gli si forma una specie di piccola chierica e da questa i capelli partono belli diritti come i raggi di sole dietro la testa del\u00a0 Redentore. Allora\u00a0 al Giorgio, quando vede nella pubblicit\u00e0 le donne che si svegliano gia bellissime la mattina presto per mangiare i biscotti, gli prende una rabbia verso l&#8217;Anna\u00a0 per via della chierica e di tutto il resto. Gli prende un&#8217;invidia e insieme una tristezza come lui fosse il pi\u00f9 disgraziato della Terra. Queste donne della pubblicit\u00e0 dei biscotti fanno impazzire gli uomini sposati, che poi se ne vanno con la prima che capita.\u201d<\/p>\n<p>Disse\u00a0 anche e che gli uomini, soprattutto quando guardano la televisione mentre mangiano o subito dopo mangiato, diventano come dei bambini e si bevono tutto quello che vedono e\u00a0 che alle donne questo non succede perch\u00e9, siccome in casa devono fare tutto loro, sono meno intontite.<\/p>\n<p>Marco disse \u201c Eh gi\u00e0 .\u201d E poi rimase in silenzio.<\/p>\n<p>\u201cIo non so come far\u00e0 il Giorgio senza mia figlia\u201d disse ancora la mamma di Marisa\u00a0 \u201cche gli tiene tutti i conti del bar. Perch\u00e9 vede io ho due figlie col pallino dei conti\u00a0 &#8211; sono nate cos\u00ec, chiss\u00e0 perch\u00e9, la genetica dicono &#8211; e sono precise. Perch\u00e9 il Giorgio se ne frega abbastanza, ma l\u2019altro, il suo amico, l\u2019Armando, per i soldi lui diventa cattivo, lo sapr\u00e0 bene anche lei che \u00e8 andato fino a Crotone perch\u00e9 un tipo che lavorava con lui gli doveva duecento euro. E poi la Marisa sa anche come calmarlo, perch\u00e9, lo sapr\u00e0 lei meglio di me, l\u2019Armando \u00e8 una brava persona, ma quando gli vengono i suoi cinque minuti\u2026\u201d<\/p>\n<p>Marco sent\u00ec la mazzetta degli euro che teneva in tasca diventare improvvisamente calda, come un piccolo ferro da stiro sulla coscia.<\/p>\n<p>\u201cAdesso arrivo\u201d gridava da sopra\u00a0 Marisa, ma Anna non smetteva di piangere.<\/p>\n<p>Vide che Marisa aveva lasciato la borsa appoggiata ad una sedia, prese i soldi e li infil\u00f2 nella borsa. Poi disse che usciva a comprare il giornale e le sigarette.<\/p>\n<p>Sull\u2019autobus che lo portava verso casa tir\u00f2 fuori dalla tasca del giaccone, dove era rimasta dalla sera precedente, la relazione \u2018Nuove figure professionali e gestione della partita IVA\u2019 e inizi\u00f2 a leggere. A pagina tre era gi\u00e0 stremato.<\/p>\n<p>Stese le gambe e socchiuse gli occhi. Non era\u00a0 lei la donna degli incroci, si disse. Peccato! Avrebbe potuto tenermi anche la contabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10809\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10809\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uscito dal bar, dopo una serata passata a\u00a0 giocare a carte e a bere vino,\u00a0 indugiava spesso agli incroci. Una donna, quella giusta, doveva pur esserci nelle possibili strade che portavano a casa. Indovinare la strada non era cosa semplice: la luce di un bar ancora aperto o un gatto che ammiccava nel buio, correndo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10809\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10809\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2640,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-10809","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10809"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2640"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10809"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10809\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10884,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10809\/revisions\/10884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}