{"id":10770,"date":"2012-06-01T21:41:34","date_gmt":"2012-06-01T20:41:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10770"},"modified":"2012-06-02T18:31:42","modified_gmt":"2012-06-02T17:31:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-6-0-6-0-di-lea-silvana-torrisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10770","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;6-0, 6-0&#8221; di Lea Torrisi"},"content":{"rendered":"<p>Stava in piedi sul molo e guardava il ritmico movimento delle onde, trasferendo tutto se stesso , le sue fibre , il suo sangue, le sue ossa, in quell&#8217;acqua che si muoveva. Infine anche il suo respiro si adatt\u00f2 a quel ritmo e vi si abbandon\u00f2 completamente.<\/p>\n<p>Lui era il mare e il mare teneva sua madre tra le braccia. Fu cos\u00ec che la ritrov\u00f2.<\/p>\n<p>E lei da quelle profondit\u00e0 gli parl\u00f2.\u00a0 Sentiva la sua voce, la stessa che la sera gli dava le ultime raccomandazioni: &#8221; ripassa la lezione per domani, fa&#8217; che la pagina scritta sia l&#8217;ultima immagine che i tuoi occhi vedono prima che ti addormenti, cos\u00ec la tua mente continuer\u00e0 a vederla nel sonno\u00a0 e domani sarai pi\u00f9 preparato!&#8221; , erano le ultime raccomandazioni del giorno, ma a lei sembrava fossero le ultime della sua vita.<\/p>\n<p>Fausto aveva iniziato i suoi studi a sei anni compiuti perch\u00e9 sua madre voleva che fosse davvero pronto a iniziare la sua carriera scolastica che, per lei, era quanto di pi\u00f9 impegnativo le persone dovessero affrontare nella vita e lo aveva tenuto per mano, studiando con lui tutto, di nuovo , a iniziare dalle vocali. Doveva essere il migliore, perch\u00e9 doveva essere migliore di lei e lei aveva concluso i suoi studi con un centodieci , ma senza lode. In ogni momento della sua vita scolastica sua madre interveniva con le sue spiegazioni, delucidazioni , chiarimenti. Tutto assumeva dimensioni spaventose per il povero Fausto, che a sei anni,\u00a0 sentiva parlare di Aristotele quando doveva soltanto capire il significato della parola \u00a0&#8220;causa&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Mamma ho una bella notizia! Ho avuto otto nel compito d&#8217;italiano, la professoressa mi ha detto che sono stato bravo&#8221;.&#8221; Allora era quasi perfetto! &#8211; rispondeva lei &#8211; che cosa hai sbagliato? Probabilmente hai fatto errori banali , che la prossima volta potrai evitare. Pensa: poteva essere un compito perfetto, potevi avere un nove! &#8220;. Insomma una delusione. Fausto andava a chiudersi in camera e si distraeva giocando. Aveva capito che non avrebbe mai avuto gratificazioni. Tutto quello che riusciva ad ottenere era sempre suscettibile di perfezionamento, non avrebbe mai superato i traguardi che si ponevano davanti a lui tutti i giorni. Era inutile provarci.<\/p>\n<p>Inutile provare a ribaltare il set: 4-6 a favore dell&#8217;avversario. Ma il secondo set riparte da 0-0 , non c&#8217;\u00e8 un ostacolo da superare. Fausto pensava alle battute eseguite alla perfezione durante gli allenamenti, quando il sorriso muto dell&#8217;allenatore gli diceva: &#8220;perfetto Fausto, sei il migliore qui! Con te i tornei a squadre li vinciamo tutti, ti faccio giocare in squadra con l&#8217;allievo pi\u00f9 scarso, \u00a0perch\u00e9 solo con te pu\u00f2 uscire dal match senza subire la sconfitta e poi , per &#8220;schiacciare&#8221; l&#8217;avversario, ti faccio giocare anche il singolo, otterremo una vittoria dopo l&#8217;altra\u2026&#8221;. Questi pensieri erano il carburante per il suo braccio sinistro, col quale afferrava la sua Wilson con una forza e una precisione non comune fra i ragazzi del circolo. Nel frattempo il secondo set era giunto al risultato di 4-0 in suo favore e lui non ci aveva ancora fatto caso . Ancora un 40-0 e si sarebbe aggiudicato il quinto game, ma fu proprio in quel momento che l&#8217;angoscia lo prese. L&#8217;inizio del sesto game aveva portato un punto al suo avversario, allorch\u00e9 scivolando sulla terra rossa non era riuscito a rispondere ad una volle sotto rete.<\/p>\n<p>Non sarebbe stato pi\u00f9 un 6-0, non un set perfetto, inutile provarci, inutile pensare di farcela. Vide sua madre fra gli spettatori sulla gradinata, il suo viso era angosciato.<\/p>\n<p>Se non \u00e8 un punteggio pieno , non \u00e8 un punteggio utile. Perse quel match e tanti altri ancora. Insicuro, incapace di accettare ogni risultato , qualsiasi livello raggiungesse. Continu\u00f2 ad impegnarsi a fondo solo nel gioco virtuale, chiuso in camera sua. \u00a0 \u00a0 Era cresciuto, ormai aveva raggiunto la maggiore et\u00e0, mentre qualcuno gli aveva spiegato che il gioco \u00e8 un bisogno fisiologico della mente e che esso risponde alla necessit\u00e0 di sostituire se stessi con un personaggio ideale. Per lui doveva essere cos\u00ec perfetto che neanche la realt\u00e0 virtuale era in grado di offrirglielo. Ma Fausto aveva capito come fare, costru\u00ec il suo personaggio ideale in un gioco inventato completamente da lui. Sua madre lo sapeva, lo aveva visto, sbirciando ogni tanto in camera sua; per questo prese quel dischetto, ne fece una copia e la sped\u00ec, a sua insaputa, al concorso internazionale che metteva in palio una notevole somma di denaro e un contratto di lavoro, con la pi\u00f9 grande casa produttrice di applicazioni tecnologiche . Lui non aveva nessuna intenzione di partecipare ad un concorso. Il suo lavoro non era perfetto, non valeva la pena provarci. Dopo un mese arriv\u00f2 una lettera, che invitava Fausto, proclamato vincitore, a presentarsi presso la sede per sostenere una piccola prova formale e prendere possesso dei suoi premi. C&#8217;erano due settimane di tempo, un periodo che doveva bastare alla madre di Fausto per\u00a0 dirgli della partecipazione forzata al concorso, della piccola prova formale. Avrebbe dovuto superare una, sia pure piccola, prova! Lei sapeva come sarebbe andata: come l&#8217;otto nel tema d&#8217;italiano, come il set ribaltato in 5-7 da 5-0, e come tutte le altre\u00a0 vittorie che, essendo piccole diventavano grandi sconfitte; sarebbe rimasto chiuso in quella camera per il resto della sua vita e lei non avrebbe potuto far nulla per convincerlo, o forse, qualcosa c&#8217;era :\u00a0 era la sua esistenza che aveva fermato quella di suo figlio, ma una madre d\u00e0 la vita al figlio, non gliela toglie, piuttosto esce di scena. Questo era quello che doveva fare lei. Cos\u00ec\u00a0 scelse il mare. Le furono necessarie tantissime bracciate per perdere il fiato e le forze, ma alla fine ce la fece: spar\u00ec tra le onde. A casa sul suo comodino un messaggio per Fausto:&#8221; E&#8217; ora di apprezzare i piccoli risultati, provaci&#8221;. Accanto la lettera che comunicava la vittoria del concorso.\u00a0 Ci riusc\u00ec.\u00a0 Raggiunse rapidamente notevoli risultati, alternava studio e lavoro, trovando il tempo anche per giocare a tennis, divent\u00f2 un famoso esperto in informatica e spesso nelle riviste apparivano articoli che parlavano dei suoi successi, e , naturalmente , era riuscito a laurearsi, voto : 110 e lode.<\/p>\n<p>&#8221; A piccoli passi, Fausto &#8220;, quell&#8217;aria scaturita dall&#8217;infrangersi del mare sugli scogli tornava a ripetergli sempre.<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10770\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10770\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stava in piedi sul molo e guardava il ritmico movimento delle onde, trasferendo tutto se stesso , le sue fibre , il suo sangue, le sue ossa, in quell&#8217;acqua che si muoveva. 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