{"id":10719,"date":"2012-05-31T19:01:58","date_gmt":"2012-05-31T18:01:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10719"},"modified":"2012-05-31T19:01:58","modified_gmt":"2012-05-31T18:01:58","slug":"premio-racconti-per-corti-2012-a-chiedere-perdono-di-gioacchino-de-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10719","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2012 &#8220;A chiedere perdono&#8221; di Gioacchino De Padova"},"content":{"rendered":"<p>Anche oggi mi trovo qui, ad aspettarti, seduto su questa sedia. Poco distante da me una donna, sta guardando negli occhi il suo uomo, seduto di fronte a lei. Allunga una mano verso di lui, c\u2019\u00e8 solo questo vetro a dividerli. L\u2019uomo vi appoggia sopra le sue dita, poi chiude il pugno, nel gesto di stringere la mano di lei dentro la sua.<\/p>\n<p>Da quando tu sei rinchiusa qui dentro, quante volte ho assistito a una scena come questa!<\/p>\n<p>Volto la testa dall\u2019altra parte, voglio lasciarli soli nella loro intima sofferenza. E, mentre volgo lo sguardo, mi accorgo che stai arrivando.<\/p>\n<p>Sei sempre pi\u00f9 magra, hai l&#8217;aria stanca, cammini quasi svogliata. Ma il tuo viso \u00e8 ancora bello, anche se sembra quasi che tu voglia nasconderlo. Porti i capelli lunghi fino alle spalle, sono neri neri, come quelli di tua madre. Sono sempre stati cos\u00ec, fin dal giorno della tua nascita. Cammini seria, con lo sguardo fisso verso terra.<\/p>\n<p>-Ciao, come stai?- ti chiedo quando mi sei di fronte, sperando almeno oggi di sentirti parlare.<\/p>\n<p>Ma tu mi saluti appena, con un filo di voce. Poi ti stringi nelle spalle, come a dire: \u201c sto come stavo ieri\u201d.<\/p>\n<p>Ti siedi di fronte senza pi\u00f9 parlare. Alzi gli occhi verso di me, abbozzi un sorriso. E, in quello sguardo, riconosco gli occhi di quando eri bambina.<\/p>\n<p>Ti rivedo ancora sulla bicicletta, il primo giorno in cui ti avevo tolto le ruotine. Avevi paura, ma l\u2019eccitazione di quella nuova prova ti faceva rialzare subito dopo ogni caduta. Ti rivedo il primo giorno di scuola: con gli occhi lucidi ti seguo con lo sguardo e ti vedo entrare nel portone, mentre lascio a tua madre l\u2019emozione di accompagnarti dentro l\u2019aula.<\/p>\n<p>E poi gli anni del liceo, tu, che, crescendo, inizi a porti domande sempre pi\u00f9 scomode. Le tue prime prese di coscienza, le contestazioni, i primi atti di ribellione. In fondo mi piaceva, quel tuo modo di essere, incontaminata. Ma ero sicuro che tu avessi ben chiaro quale fosse il limite e non avrei mai pensato che tutto potesse precipitare come \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 successo dopo, ancora non riesco a spiegarmelo. Ma sicuramente \u00e8 stata anche colpa mia, perch\u00e8 non mi sono mai accorto di nulla.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo che ti ha messo una pistola tra le mani \u00e8 ancora in giro da qualche parte, all\u2019estero. Come vedi, la presunzione di \u201cvoler salvare l\u2019Italia\u201d, pare essersi trasformata soltanto in un grande desiderio: quello di salvare se stesso.<\/p>\n<p>E invece tu sei qui. Sola. A pagare il prezzo della vostra follia.<\/p>\n<p>Quel giorno toccava a lui. Ma davanti alle grida soffocate di quell&#8217;uomo le sue mani tremavano. Proprio in quel momento eri intervenuta tu. Risoluta fino all&#8217;ultimo istante. Anche questo devi averlo preso da me.<\/p>\n<p>Eppure Dio solo sa quanto vorrei che quel giorno tu avessi avuto un attimo di incertezza, un ripensamento, un ultimo rigurgito di piet\u00e0. Ma i tuoi occhi quel giorno guardavano altrove. Dove non sarebbe arrivata nemmeno la piet\u00e0.<\/p>\n<p>Ora eccoti qua. Hai combattuto la tua guerra che ha lasciato solo sconfitti. Ma il mondo fa ancora schifo. Esattamente come prima. Mentre tu stai marcendo qui dentro.<\/p>\n<p>Ora ti alzi. Anche oggi non abbiamo detto una parola.<\/p>\n<p>Ci siamo guardati, con le lacrime agli occhi. Senza fiatare. Abbiamo consumato il nostro carico quotidiano di sofferenza. E adesso ce ne andiamo.<\/p>\n<p>Tu, dentro quella gabbia.<\/p>\n<p>Io, sulla tomba dell&#8217;uomo che hai ammazzato.<\/p>\n<p>A chiedere un perdono che non arriver\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10719\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10719\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche oggi mi trovo qui, ad aspettarti, seduto su questa sedia. 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