{"id":1071,"date":"2009-04-16T15:55:26","date_gmt":"2009-04-16T14:55:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1071"},"modified":"2009-04-16T15:55:26","modified_gmt":"2009-04-16T14:55:26","slug":"la-locanda-del-cuococioccolato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=1071","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;La locanda del cuococioccolato&#8221; di Nicoletta Solinas"},"content":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa mi capit\u00f2 di fuggire in una locanda sperduta fra le campagne del Nord, ai confini con la realt\u00e0. E&#8217; l\u00ec che ho bevuto il vino pi\u00f9 buono del mondo, sincero, corposo ma non pesante, servito in grosse tazze da caffelatte, accompagnato da salumi casalinghi e pane fatto in casa. <\/p>\n<p>Non ricordo il nome n\u00e9 di quella locanda n\u00e9 di quel nettare inebriante, e a dire la verit\u00e0 non mi interessa neppure, poich\u00e9 mi basta il ricordo di quel posto che ancora, quando ci penso, mi riscalda il cuore e l&#8217;anima.<br \/>\nDi quella locanda invece ricordo molto bene il suo vecchio cuoco nel calore della grande cucina, un uomo dagli occhi stanchi, intensi e dalle mani ruvide come cartavetro. Come in un film scolorito dal tempo, rivedo quel vecchio chino sui fornelli, perennemente piazzato in quel suo regno fra odorosi vapori, da dove non usciva mai. Ricordo il tavolo di marmo sul quale troneggiavano pagine aperte, umide ed ingiallite di un manuale dal titolo \u201cLa Scienza in cucina e l&#8217;Arte di mangiar bene\u201d &#8211; antiche ricette senza tempo lasciate su quel piano da chiss\u00e0 quanti anni.<\/p>\n<p>In un lungo pomeriggio piovoso e freddo il vecchio mi chiese di entrare nella sua cucina e di aiutarlo a cucinare, quindi mi porse un coltello ed un grosso pezzo di cioccolato scuro e rugoso. Col coltello, timidamente, iniziai ad intagliare il cioccolato come fosse legno e lentamente lo ridussi in scaglie fini. Il vecchio mi porse poi un bicchiere di quell\u2019ottimo vino rosso e mi chiese quindi di rimescolare dentro la pentola mentre lui, con gesti quasi magici, vi versava il cioccolato. Mentre facevamo tutto questo mi accorsi che lui inizi\u00f2 a parlare alla pentola, anzi a ci\u00f2 che dentro vi ribolliva. <\/p>\n<p>Gi\u00e0, stava proprio rivolgendo parole gentili al cibo che stava cucinando: &#8220;parlargli gli fa bene&#8221;&#8230;disse \u201clo aiuta ad essere pi\u00f9 saporito\u201d aggiunse. Cos\u00ec, fra fumi e profumi di buono, in quella locanda, un delizioso vecchietto parlava piano dentro le sue pentole, preparando un piatto a base di cinghiale al cioccolato fondente e vino.<br \/>\nIn quella locanda ai confini della realt\u00e0 quel canuto stregone dei mestoli quella stessa sera mi svel\u00f2 il suo segreto. Mi raccont\u00f2 che 200 anni prima era stato un pezzetto di cioccolato fondente.<br \/>\nMi raccont\u00f2 tutta la sua storia. Dapprima era un cioccolatino, poi un uovo di pasqua, poi fin\u00ec in praline, cioccolata calda e fredda, gelato, sciroppi, liquori ed infine cacao sulla carne, sulla frutta e nel caff\u00e8.<br \/>\nNon ho mai capito perch\u00e9 mi concesse di conoscere il suo passato di vagabondo cioccolatino. Forse gi\u00e0 sapeva che avrei creduto alle sue parole, come fossi anch\u2019io una pentola seduta sui fornelli in attesa di conforto,della sua voce calma. E sapeva che lo avrei ascoltato in silenzio, senza fare domande.<br \/>\nEd ora eccomi qui, a raccontarvi di quella locanda e del suo magico cuococioccolato. Ogni tanto mi capita di ritrovarmi a parlare al cibo che cucino come faceva lui, altre volte mi ritrovo ad affondare le mani nella polvere amara del cacao, e mi par di essere l\u00ec al suo fianco, nella sua locanda alla fine dei mondi .<br \/>\nIl ricordo \u00e8 tutto ci\u00f2 che mi resta, perch\u00e9 laggi\u00f9 non saprei pi\u00f9 arrivarci se non in sogno.<br \/>\nSapete, tra me e quel vecchio rimarr\u00e0 per sempre un legame forte, dolceamaro, pungente e un po\u2019 peccaminoso. Puro come un pezzetto di cioccolato fondente.\u00a0Sincero come un buon bicchiere di vino.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_1071\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"1071\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tanto tempo fa mi capit\u00f2 di fuggire in una locanda sperduta fra le campagne del Nord, ai confini con la realt\u00e0. 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