{"id":10693,"date":"2012-05-30T22:40:53","date_gmt":"2012-05-30T21:40:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10693"},"modified":"2012-05-30T22:40:53","modified_gmt":"2012-05-30T21:40:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-la-dodecafonia-di-marco-di-benedetta-colasanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10693","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;La dodecafonia di Marco&#8221; di Benedetta Colasanti"},"content":{"rendered":"<p>Passava di l\u00ec spesso, ma mai aveva trovato quel tratto di strada cos\u00ec interessante.<\/p>\n<p>Forse per distrazione, forse perch\u00e9 era sempre immersa in altri pensieri, non aveva mai fatto caso a lui, che avrebbe potuto essere stato l\u00ec da sempre ma sembrava essere piovuto dal cielo.<\/p>\n<p>Tutto cominci\u00f2 una mattina. Si era svegliata di malumore e fino a quel momento tutto sembrava essere andato nel verso storto.<\/p>\n<p>Sua madre l&#8217;aveva svegliata aprendo la finestra della camera e abbagliandola con la luce del sole. Era una cosa che non tollerava; amava il sole, amava tante cose, ma preferiva andarsele a cercare, senza che queste venissero inaspettatamente a disturbarla, ed essere svegliata dal sole al mattino era una cosa che trovava insopportabile, come del resto essere svegliata in generale. Aveva gi\u00e0 la sua sveglia, che bisogno c&#8217;era che qualcuno aprisse la finestra?<\/p>\n<p>Sua madre inizi\u00f2 a riempirle la testa con una serie di raccomandazioni per la giornata, cosa inutile come il suo atto di aprire la finestra: Calliope si era appena svegliata e il suo cervello, se gi\u00e0 era in moto, non lo era di certo per ascoltare delle chiacchiere che sicuramente non erano questione n\u00e9 di vita n\u00e9 di morte.<\/p>\n<p>Finita la predica mattutina, la mamma sorrise e prima di uscire di casa la baci\u00f2 da sopra le coperte, visto che si era coperta fin sopra la testa per sfuggire ai raggi del sole.<\/p>\n<p>Il cattivo umore continu\u00f2 a infestare il suo corpo quando arriv\u00f2 in cucina e si accorse che il succo d&#8217;arancia era finito. La sua giornata andava sempre male se non lo beveva. Si vest\u00ec pi\u00f9 distrattamente del solito, usc\u00ec senza pettinarsi i capelli e digiuna, come se niente avesse avuto senso senza il suo succo. Era una di quelle giornate nere in cui sarebbe rimasta volentieri a casa ad ascoltare musica, a leggere, anche a studiare, ma avrebbe fatto di tutto per non uscire. Invece la lezione di letteratura la aspettava.<\/p>\n<p>Si avvi\u00f2 verso la stazione. Percorreva quel tragitto quattro mattine a settimana, quando aveva lezione all&#8217;universit\u00e0.<\/p>\n<p>Si frug\u00f2 nelle tasche della felpa, niente; poi in quella della borsa, niente. Aveva lasciato il suo iPod a casa e non poteva neanche distrarsi ascoltando la musica.<\/p>\n<p>Furono tutte coincidenze che gli permisero di fare caso a lui per la prima volta.<\/p>\n<p>Quella mattina, non avendo canzoni che le rimbombavano nella testa, non era stata capace di estraniarsi dal mondo,\u00a0 ma si rese conto che la citt\u00e0 era piena di tanti altri rumori piacevoli. Ce n&#8217;era uno in particolare che arriv\u00f2 alle sue orecchie indisturbato, senza che nessun altro suono, voce o rumore potesse celarlo.<\/p>\n<p>Era il suono di una chitarra. Si trov\u00f2 davanti agli occhi un ragazzo con i capelli scompigliati, gli occhi azzurri coperti da grandi occhiali da vista. Le sue dita suonavano libere, il suo corpo si muoveva appena, eppure sembrava che il suono venisse proprio da dentro di lui.<\/p>\n<p>Quel ragazzo era come la dodecafonia in musica, che aveva studiato l&#8217;anno prima a musicologia: si poteva anche percepire ogni suo singolo movimento, ma quello che sarebbe venuto dopo.. beh quello era un mistero. Eppure ne usciva una musica perfetta. Del resto nella dodecafonia niente \u00e8 lasciato al caso, e guardandolo era incredibile quanto la semplicit\u00e0 potesse sembrare complicata e viceversa.<\/p>\n<p>Continu\u00f2 a guardarlo quasi ipnotizzata, tanto che and\u00f2 a sbattere contro un uomo che le url\u00f2 scortesemente di guardare in avanti. Lei non reag\u00ec ma distolse lo sguardo e guard\u00f2 davvero avanti, cercando di togliesi dal viso quell&#8217;espressione da ebete e di velocizzare la sua andatura. Andando di quel passo avrebbe perso il treno.<\/p>\n<p>Lo vide anche il mattino dopo e quello dopo ancora. Lui era ancora li, con la sua chitarra, con la sua musica. Non era uno di quegli artisti di strada con l&#8217;unico scopo di rimediare qualche spicciolo, non aveva davanti neanche l&#8217;ombra di un cappello in cui i passanti potessero mettere dei soldi, suonava per piacere, suonava per se stesso, suonava perch\u00e9 sentiva di doverlo fare, e quando Calliope non lo trovava la sua giornata proseguiva in modo davvero squallido.<\/p>\n<p>Lo trovava anche bello, gli occhi profondi, il corpo morbido, alto, asciutto, le braccia muscolose al punto giusto.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 a passare da l\u00ec anche quando non aveva lezione, inizi\u00f2 a pensarlo, ad immaginare il suo nome, a citarlo nel suo diario.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ci pensava e pi\u00f9 sosteneva che fosse una cosa stupida, ma non riusciva a farne a meno, e pi\u00f9 passava il tempo pi\u00f9 era come se si conoscessero.<\/p>\n<p>Una mattina le era capitato di sorridergli, come per dire: \u201canche oggi qui?\u201d ed era rimasta enormemente colpita perch\u00e9 lui aveva ricambiato il sorriso come se avesse capito.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra mattina successe una cosa ancora pi\u00f9 incredibile, Calliope si sent\u00ec toccare il braccio e si volt\u00f2 di scatto:<\/p>\n<p>\u201cQuesto \u00e8 tuo!\u201d<\/p>\n<p>Era proprio lui, le stava porgendo il suo diario.<\/p>\n<p>Che stupida. Le doveva essere caduto dalla tasca della borsa.<\/p>\n<p>\u201cOh.. si.. grazie..!\u201d<\/p>\n<p>\u201cPassi spesso di qua.. vai alla stazione immagino..\u201d<\/p>\n<p>Lei era praticamente senza parole, aveva la solita espressione da ebete del primo giorno in cui l&#8217;aveva visto, ma lui continu\u00f2 a parlarle:<\/p>\n<p>\u201c.. Starai facendo tardi.. Ti lascio andare!\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo! Voglio dire.. oggi passavo per caso, non devo andare da nessuna parte!\u201d<\/p>\n<p>In effetti era una di quelle mattine in cui passava di l\u00ec giusto per sentire quella musica che per la prima volta la riempiva fino al profondo e rompeva il silenzio che spesso opprimeva la sua vita.<\/p>\n<p>\u201c.. Vuoi bere qualcosa?\u201d<\/p>\n<p>Era assurdo, stava parlando con il ragazzo a cui tanto aveva pensato, ma in fondo non sapeva neanche chi fosse, non sapeva neanche il suo nome.<\/p>\n<p>Di fronte al suo silenzio lui continu\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cNon chiedo di bere qualcosa a tutte le ragazze che incontro per strada, ma tu mi sei passata davanti cos\u00ec tante volte che mi sembra di conoscerti! A proposito, mi chiamo Marco\u201d<\/p>\n<p>\u201cPiacere, io sono Calliope\u201d<\/p>\n<p>Si sorrisero e si strinsero la mano, poi si avviarono verso chi sa dove, verso chi sa cosa.. parlando di tutto. Le parole uscivano dalla bocca di entrambi come un uragano dopo una quiete di un secolo, come una musica leggera dopo un eternit\u00e0 di silenzio.<\/p>\n<p>\u00c8 strano come certe cose possano nascere apparentemente dal niente, da una distrazione, da uno sguardo, da un suono piacevole, da un ricordo dei suoni dodecafonici.. e pensare che studiandoli non le erano piaciuti per niente!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10693\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10693\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passava di l\u00ec spesso, ma mai aveva trovato quel tratto di strada cos\u00ec interessante. 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