{"id":10647,"date":"2012-05-30T22:09:45","date_gmt":"2012-05-30T21:09:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10647"},"modified":"2012-05-30T22:09:45","modified_gmt":"2012-05-30T21:09:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-da-dove-vieni-di-andrea-lepretti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10647","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Da dove vieni&#8221; di Andrea Lepretti"},"content":{"rendered":"<p>Avevamo parlato a lungo. Del paese dove era cresciuto, dei suoi amici, di quel giorno non troppo lontano in cui sbarc\u00f2 a New York. Di quanto era stata difficile per lui l\u2019America e il suo idioma (mi farebbe comodo un laminato d\u2019acciaio al posto della lingua, disse), dei suoi progetti, delle sue prossime mosse, di come avrebbe agito nei giorni a venire. Voleva tentare la sorte, voleva anche diventare Rimatore. Disse che aveva avuto un colloquio con Martin Amis, a Oxford, anche se in quell\u2019occasione non avevano parlato n\u00e9 di poesia n\u00e9 di endecasillabi. Sarebbe diventato romanziere (in questo si mostr\u00f2 pi\u00f9 convincente). Mi raccont\u00f2 nei minimi dettagli le idee che aveva partorito per le sue storie, dalla presunta fuoriuscita d\u2019intestino di un impiegato delle poste dell\u2019Illinois, a come potesse c\u2019entrare tutto quel <em>visceralismo<\/em> con gli extra-terrestri e i cerchi nel grano. Oppure come una serata stellata, con il termometro che registra l\u2019incredibile temperatura di trentotto gradi, <em>come la febbre<\/em>, potesse trasformarsi con il passare delle pagine e di interminabili descrizioni paesaggistiche del Midwest, in una serrata invettiva contro il sistema sanitario statunitense e le sue assicurazioni. Non so bene come ci avvicinammo l\u2019un l\u2019altro. Le poche cose che ci accomunavano erano gli occhiali (tondi con la montatura colorata) e forse anche una lieve miopia, e il fatto di ordinare sandwich all\u2019uovo. A sentir lui, era rimasto affascinato dal mio torace a imbuto che si vede sotto la camicia, e io dissi ma che cazzo stai dicendo? e lui disse che si vede sotto la camicia il mio torace a imbuto. E allora si era avvicinato al bancone la prima volta, si era seduto vicino a me e aveva ordinato una tartina all\u2019uovo. Non diedi retta al mio essere guardinga, gli chiesi subito il suo nome e mi presentai. Poi me ne dovetti andare, giusto il tempo di un paio di morsi; mio figlio aveva avuto un imprevisto sulla settima, una roba da teenager, una scazzottata da niente in una Manhattan ancora da meno, e non lo rividi pi\u00f9 per due settimane, fino a ieri notte. Quando entrai nel pub era sdraiato su una panca che scriveva, lo riconobbi subito perch\u00e9 riusc\u00ec all\u2019improvviso a scaldarmi il petto. Quello che ho da dirti commuover\u00e0 l\u2019intero stato, gli interi Stati Uniti d\u2019America e forse anche l\u2019America Latina, disse. Caspita. Di cosa si tratta? Avanti racconta. Non qui, a casa mia, e si diede un colpo sul cuore e toss\u00ec, come se mi avesse appena invitato a danzare sulla sua pista del delirio. Perch\u00e9 dovrebbe piacermi? Perch\u00e9 dovrei essere attirata da un pazzo squilibrato di un italiano emigrato non si sa per quale fottuto motivo -per di pi\u00f9 senza permesso di soggiorno- perch\u00e9 dovrei di nuovo trovarmi qui con il pi\u00f9 disperato individuo che la Grande Mela ricordi dal 1919? \u00c8 suonato pi\u00f9 del pi\u00f9 assolato e solitario benzinaio di un deserto dell\u2019Arizona. Abito in una stalla, disse lui, a diciassette passi dal cielo. Mangio in uno scatolone per non far briciole. Ti ho telefonato tre notti fa, ma hai subito agganciato; non conoscevi nessun Pietro. Sono alla ricerca di uno dei maggiori scrittori scozzesi, mi disse ormai rassegnato al fatto di dovermi sviscerare tutto l\u00ec al pub (sapeva benissimo che non sarei mai andata a casa sua). Gli risposi che a dire il vero non me ne fregava un cazzo del suo scomparso poeta scozzese emigrato alle Isole Falkland, che era tardi e la mattina dopo avrei dovuto portare a passeggio certi turisti, fin sulla Statua della Libert\u00e0, e lo pregai ti tagliare corto, che mi sarei dovuta svegliare all\u2019alba, e piuttosto, di raccontarmi come era andata a finire la storia del suo suo permesso di soggiorno. Si trovava infatti alla ricerca di due cose, una era l\u2019opera mai pubblicata di un certo Ed Bambiy delle Isole Falkland appunto, e l\u2019altra era la traccia di un suo antenato, anch\u2019egli emigrato qui in America durante la guerra di secessione per combattere al fianco dei sudisti, e che trovare prove certe di questo Cinaschi suo avo avrebbe significato tanto per tutti, <em>per tutti<\/em>. Aggiunse anche che questo suo bis- o tris-nonno (non ricordo) aveva preso parte alla battaglia di Alamo nelle fila dei soldati messicani, ma come spia texana. Qualcosa non mi tornava, qualcosa mi puzzava. Avrebbe cos\u00ec potuto chiamare il centro immigrazione e fargliela vedere loro, <em>suonargliele delle belle<\/em>. Spieg\u00f2 che avere prove certe dell\u2019esistenza del Cinaschi d\u2019America poteva significare rimanere a lungo a New York, <em>e tante altre belle cose<\/em>. Di fronte a lui per un istante, non posso nasconderlo, mi immaginai un sequestro. Lo vidi dare l\u2019assalto al centro per l\u2019impiego, lo vidi uscire con l\u2019ostaggio trascinato per i capelli, e lo vidi subito dopo pestato a sangue e trasportato sulla camionetta della polizia, lo intravidi nella mia mente persino perdersi sulle strade polverose ai confini col Messico, con qualcosa che sobbalzava nel bagagliaio (c\u2019\u00e8 sempre qualcosa che sobbalza in un bagagliaio, di solito sono bagagli), e lo credetti per un attimo assieme alla figlia del benzinaio di un deserto dell\u2019Arizona, sorridente, ma era tutto cos\u00ec confuso, non posso dire di pi\u00f9. Era quasi l\u2019alba, e quell\u2019uomo di cui ancora non conoscevo il nome parlava ancora seduto, inveiva contro il pi\u00f9 grande complotto messo in atto dalla CIA ai danni dei viticoltori della California meridionale, narrava per cos\u00ec dire di quando fece l\u2019amore con la barista che stava in quel momento dietro di noi, con la sigaretta spenta fra le dita, ma poi disse che in realt\u00e0 non ci era mai stato a letto, che voleva <em>un poco<\/em> prendersi gioco di me, voleva solo farmi ingelosire. Mi disse che ormai mi amava, che con lui sarei stata la donna pi\u00f9 felice dell\u2019emisfero boreale. E io gli dissi che c\u2019era un bagno. E mi lasciai trascinare fin dentro al bagno. Ci lasciammo alle sei di mattina, io andai direttamente al lavoro con la mia Ford, senza rientrare a casa, lui si diresse in bicicletta verso il confine.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10647\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10647\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo parlato a lungo. 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