{"id":10644,"date":"2012-05-30T22:02:38","date_gmt":"2012-05-30T21:02:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10644"},"modified":"2012-05-30T22:02:38","modified_gmt":"2012-05-30T21:02:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-precariato-di-stefano-finzi-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10644","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Precariato&#8221; di Stefano Finzi Vita"},"content":{"rendered":"<p>Dopo tanti anni di onorato servizio posso affermare che il mio lavoro, anche se duro e un po\u2019 ripetitivo, continua a piacermi, e mi atterrisce pensare che da un momento all\u2019altro possa finire.<\/p>\n<p>Mi sono inserito in questa sede quando l\u2019impresa era ancora giovane. Mi raccontarono all\u2019epoca che gli inizi non erano stati facili. Tutto pare fosse cominciato con l\u2019assunzione temporanea di un paio di giovani, per un lavoro nei primi tempi scarso e poco impegnativo. Man mano che crescevano le opportunit\u00e0 di lavoro, questi erano stati affiancati da altri nuovi assunti, tutti precari in verit\u00e0. Solo dopo qualche anno, nella prospettiva di un\u2019attivit\u00e0 finalmente regolare e duratura, quei giovani erano stati un po\u2019 alla volta sostituiti da altri lavoratori a tempo indeterminato, decisamente pi\u00f9 maturi e referenziati (tutti ad esempio conoscevano una lingua), che avevano rapidamente messo radici in quel posto. \u00c8 proprio in quel periodo che sono arrivato anch\u2019io. Il fatto di esserci installati tutti pi\u00f9 o meno negli stessi anni fa s\u00ec che oggi ci si conosca quindi molto bene: anni passati fianco a fianco hanno creato tra noi una innegabile solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Di cosa ci occupiamo nello specifico io e i miei colleghi di reparto? Riceviamo e trattiamo un\u2019enorme quantit\u00e0 e variet\u00e0 di materiali, per lo pi\u00f9 organici, che poi, ridotti in dimensioni pi\u00f9 maneggevoli, vengono inviati ad una consociata specializzata nello smaltimento finale. La potrei definire una grande impresa ecologica di trasformazione.<\/p>\n<p>L\u2019ambiente dove si svolge la nostra attivit\u00e0 \u00e8 un grande stanzone non troppo illuminato. Prende luce (ed aria) da un\u2019unica apertura regolabile, la stessa da cui arrivano i rifornimenti. D&#8217;altra parte alla semioscurit\u00e0 dopo un po\u2019 ci si fa l\u2019abitudine: conosciamo cos\u00ec bene il nostro lavoro che siamo in grado di farlo anche al buio.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitare a volte di ricevere senza preavviso qualche quantitativo straordinario da smaltire, ma le forniture principali del materiale da trattare avvengono in genere a orari prefissati, un paio di volte al giorno. Sono momenti di grande trambusto e concitazione, in cui il coordinamento tra di noi risulta essenziale per evitare intoppi e assicurare un flusso regolare di smaltimento. Nessuno pu\u00f2 agire da solo, ma soltanto prendendo il ritmo giusto insieme agli altri. La prima squadra che presidia l\u2019ingresso provvede a suddividere sommariamente il materiale grezzo in grossi pezzi disuguali, che vengono poi inviati ad altre due squadre pi\u00f9 tecniche che si occupano di ridurli sistematicamente in frammenti pi\u00f9 piccoli e regolari. Infine un\u2019ultimo reparto, aiutandosi anche con degli agenti chimici, trasforma il tutto in una specie di poltiglia fangosa che viene convogliata nel tubo di uscita, per essere spedita alla ditta responsabile dello smaltimento definitivo.<\/p>\n<p>\u00c8 un lavoro delicato, e non sempre tutto fila liscio. Delle volte succede che per fretta o distrazione finisca nel tubo di spedizione qualche frammento non sminuzzato a sufficienza, con conseguenze purtroppo assai spiacevoli. Se lo si scopre in tempo il pezzo torna semplicemente indietro, e per quell\u2019inversione di flusso ci tocca in genere subire una bella sfuriata acida, ma niente di pi\u00f9. Se invece il pezzo parte cos\u00ec com\u2019\u00e8, superando indenne ogni controllo, pu\u00f2 ostruire il tubo, e allora son dolori: le rimostranze possono durare per ore.<\/p>\n<p>Superate quelle ondate di iperattivit\u00e0 per\u00f2 il resto della giornata procede di solito abbastanza tranquillamente: si smaltiscono con calma gli ultimi resti delle lavorazioni effettuate e si rimette tutto in ordine prima degli arrivi successivi. La pulizia nel nostro lavoro \u00e8 infatti essenziale. Trattandosi di merci deperibili, \u00e8 fondamentale che le scorie prodotte dal trattamento non restino in giro, magari annidate in qualche recesso nascosto. Le conseguenze sarebbero un pessimo odore capace di diffondersi rapidamente nell\u2019ambiente, la possibilit\u00e0 di contaminare i nuovi arrivi, ma soprattutto quello pi\u00f9 serio di provocare danni alla nostra stessa salute. Per questo una ditta apposita provvede senza sosta a rimuovere i residui pi\u00f9 grossi, mentre periodicamente vengono eseguiti lavaggi accurati usando spazzole, detergenti e solventi speciali per eliminare anche le pi\u00f9 piccole tracce. L\u2019ambiente deve tornare ogni volta il pi\u00f9 possibile pulito, fresco e profumato.<\/p>\n<p>Pensate che ogni sei mesi veniamo tutti sottoposti a delle vere e proprie ispezioni generali, e c\u2019\u00e8 da tremare. Ognuno viene attentamente esaminato, ne viene saggiata la perdurante idoneit\u00e0 a questo lavoro, cos\u00ec come viene controllata la pulizia dei nostri uffici. Non \u00e8 una pura formalit\u00e0: uno che una volta non ha superato i controlli \u00e8 stato cacciato in malo modo tra urli e strilli, e non \u00e8 stato pi\u00f9 nemmeno rimpiazzato. A guardare quel suo posto vuoto l\u00e0 in fondo allo stanzone vengono ogni volta i brividi.<\/p>\n<p>Ma a questi problemi appena inserito in fabbrica non pensavo davvero. Ero orgoglioso del mio ruolo e mi sentivo parte di una solida azienda. Le cose in effetti fino a pochi anni sembravano andare a gonfie vele. Nel momento di massimo splendore l\u2019organico aveva raggiunto pi\u00f9 di trenta dipendenti, tutti specializzati. Funzionavamo come una squadra matura, affiatata ed efficiente, in grado di smaltire qualunque materiale, anche quelli pi\u00f9 difficili da trattare. Vederci lavorare in perfetta sincronia ed efficienza era un vero spettacolo. I dirigenti erano cos\u00ec orgogliosi di noi, che spesso ci utilizzavano per le pubbliche relazioni, esibendoci schierati tutti in fila, in manifestazioni dove scorrevano in genere fiumi di parole. Insomma a quell\u2019epoca ero convinto che sarei rimasto qui fino alla pensione.<\/p>\n<p>Negli ultimi tempi per\u00f2 le cose sono andate rapidamente peggiorando. Una patina di grigiore \u00e8 scesa su tutti noi, e molti hanno perso lo smalto di una volta. In diversi ammettono di sentirsi alquanto instabili e temono il licenziamento. Uno che si ammalava troppo di frequente \u00e8 stato di fatto declassato: oggi sta ancora al suo posto ma ha perso ogni vitalit\u00e0, e in pratica \u00e8 relegato a mansioni elementari. In tutti questi anni non ce ne rendevamo conto, ma svolgevamo un lavoro particolarmente usurante, e ora molti cominciano a denunciare malesseri di ogni tipo. A dir il vero alcuni di noi, dotati evidentemente di maggior giudizio, ci avevano messo in guardia, ma li abbiamo ignorati. Quelli di loro che si sono lamentati troppo sono stati emarginati o addirittura cacciati.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo c\u2019\u00e8 per\u00f2 da dire che l\u2019azienda ha risentito della congiuntura negativa. Non so se siano stati i primi morsi della crisi, o semplicemente un\u2019epoca di naturale trasformazione, ma le commesse si sono notevolmente ridotte sia in quantit\u00e0 che in complessit\u00e0, e ora molti temono la chiusura definitiva. C\u2019\u00e8 addirittura chi ha sentito dire che ci vogliano licenziare tutti in blocco per sostituirci con delle macchine, delle mole artificiali capaci di svolgere in tutto e per tutto le nostre mansioni, senza problemi di cassa malattia, ferie o scioperi sindacali. \u00c8 lo stesso problema di tante altre aziende, purtroppo.<\/p>\n<p>In mezzo a tutto questo io poi ho un serio problema in pi\u00f9. Sono diversi giorni che non mi sento molto bene, ho spesso dei forti dolori, e guardandomi sotto il colletto ho scoperto una macchietta nera che non mi piace per niente. Il mio vicino mesi fa ha avuto una cosa simile e si \u00e8 dovuto sottoporre a cure dolorosissime.<\/p>\n<p>A questo punto sar\u00e0 chiaro a tutti che le mie siano condizioni innegabilmente&#8230; precarie<em>.<\/em> Soffro una condizione scadente, ho perso mordente, la mia vita \u00e8 deludente, insomma \u00e8 del tutto evidente, e niente affatto sorprendente, che io non sia altro che un&#8230; dente <em>pre-cariato: <\/em>in altre parole, sono il <em>molare<\/em> della favola.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10644\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10644\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo tanti anni di onorato servizio posso affermare che il mio lavoro, anche se duro e un po\u2019 ripetitivo, continua a piacermi, e mi atterrisce pensare che da un momento all\u2019altro possa finire. 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