{"id":10640,"date":"2012-06-01T18:49:44","date_gmt":"2012-06-01T17:49:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10640"},"modified":"2012-06-01T18:49:44","modified_gmt":"2012-06-01T17:49:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-trentuno-tremo-di-rita-ciccaglione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10640","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Trent&#8217;uno&#8230; Trem\u00f2&#8221; di Rita Ciccaglione"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\">Alla citt\u00e0 incantata di Haku dove le macerie mi condussero ai draghi\u2026<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, tutte queste case coraggiose con giardini fioriti sono venute dall&#8217;Oceano Atlantico, dal Pacifico e dall&#8217;Indiano. Dalla prima all&#8217;ultima, sono state ramponate e trascinate qua, su dal fondo del mare&#8221;. H.M.<\/p>\n<p>Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E forse trema ancora, sempre trema. Ogni volta, come se, un terremoto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Al centro di una bussola a cercare gabbiani, e stavolta sono io che mangio un gelato, c\u2019\u00e8 chi ha voglia di chiacchierare. Il vicolo con una volpe, e dov\u2019\u00e8 il lupo che l\u2019accompagna? Nel pianoforte che suona nell\u2019aria, accanto ai quadri di Mir\u00f2. C\u2019\u00e8 un drago nei quadri di Mir\u00f2 che sputa fuoco prima, e poi dispiega le sue ali e mostra la sua coda, che \u00e8 quella di un pesce. Nella via in cui si fanno le chiavi c\u2019\u00e8 pesce fritto e un quadro di Mir\u00f2 su di un auto parcheggiata fatto con una chiave, l\u2019oro tra le ali dei gabbiani. Ma mi son persa a seguire i gabbiani lungo la corrente, fidandomi di loro pi\u00f9 che del centro di una bussola, cercando il t\u00e8 delle renne.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non ricordo molto di quella notte. Ricordo solo di aver sognato un polpo viola che mi teneva stretto e di essermi svegliato con una scatola blu tra le mani. Tu, la riconosci?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io ricordo una canzone che non conoscevo, ricordo petali di rose. Ricordo l\u2019andar oltre la vita che normalmente ci appartiene. Ricordo una stella cadente che mi ha insegnato a chiamarti per nome e la consapevolezza dell\u2019essere a casa, dalle montagne al mare.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E mentre fuori accade in realt\u00e0, io sogno di esser in una casa bombardata dall\u2019interno, ramponata e scossa.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Credevo di averti perso in chiss\u00e0 quale tasca di chiss\u00e0 quale giacca. Perch\u00e9 tra le mani mi \u00e8 rimasta una giacca pur desiderando un cappello, in un letto che non \u00e8 il mio, nemmeno abbracciando\u2026 Perch\u00e9 Nessuno vorrei abbracciare. E invece, ti ho trovato nel mio letto quando non ti stavo cercando, con il tuo volto da giovane, a cercar riparo, un giaciglio come un bambino. E io che il letto lo volevo per uno sconosciuto quando mi hai detto che il letto era il mio ma non sapevi dove andare, le scuse e la vergogna di un bambino. Ti ho accarezzato il volto, la barba che ancora non c\u2019era. Ti ho detto di restare che quello era il tuo posto, io me ne sarei cercata un altro. Poi, ho smesso di cercare.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, Rione Terra, la Collina della Terra.<\/p>\n<p>E al numero 64 di una via di un seminario una porta. Al numero 64 in quella porta conigli e galli e forse un ippogrifo. I portali, le volte e le chiavi delle volte. Una torre, il mio campanile di Marcellinara, sopra i tetti un orologio. Le gradelle, i miracoli, San Nicola di Bari, San Nicola de\u2019 Greci, San Nicolillo degli Avellinesi, il mio campanile di Marcellinara.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, Rione Terra, la Collina della Terra.<\/p>\n<p>In una via, con il nome di un re, tagliata in una collina della terra, l\u2019arrotino, la parrucchiera, i colori per gli artisti e le cornici, una donna che disegna modelli di abiti per altre donne e li cuce a misura, la farmacia, le bombole a gas, un fotografo, una lavanderia americana. Le fontane, i cannoli da cui sgorga l\u2019acqua, i tre cannoli da cui l\u2019acqua sgorga.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, Rione Terra, la Collina della Terra.<\/p>\n<p>La piazza che \u00e8 il cinema, la piazza che \u00e8 il teatro di questa umanit\u00e0. La lana dei cuscini stesa ad asciugare, noi che dall\u2019arte della lana abbiamo ricavato uno stemma con un agnello, pur essendo lupi. Un palazzo in stile liberty. Lo Stretto e il Largo. Il Largo, la Libert\u00e0, l\u2019ombrellaio tra il caff\u00e8 e la tipografia, la fermata dell\u2019autobus dalla stazione. Il Casale, un reticolato, il mestiere pi\u00f9 vecchio del mondo, un albergo, la casa degli abiti.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, Rione Terra, la Collina della Terra.<\/p>\n<p>Il rifugio, una chiesa. Il mercato al Carmine, i gelsi bianchi, le noci fresche, le pannocchie bollite, il pesce, il capitone a Capodanno, l\u2019odore acre della naftalina per tutto il pomeriggio, le chiese che chiudono i battenti. L\u2019osteria e un convento di clausura. Il vicolo della neve, gli zingari, la neve dalla montagna e\u00a0 i sorbetti d\u2019estate, l\u2019uomo del ghiaccio, i carretti del mercato.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, Rione Terra, la Collina della Terra.<\/p>\n<p>La via di un abate, le case, su entrambi i lati le case, le lenzuola ad asciugare tra le case. Le case di tufo, gli scalini, i portali, la pavimentazione di pietra con liste di cotto per frenare i cavalli sulla pendenza. La via pubblica, la parrocchia e la cupa. Una chiesa, la Madonna della Potenza.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, Rione Terra, la Collina della Terra.<\/p>\n<p>Una rampa che sale da una fontana, un mattarello per la pasta a mano rimasto in strada, la farina in terra, una donna, la pasta a mano davanti il portale di casa. Le case, su entrambi i lati le case, le lenzuola ad asciugare tra le case.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, lungo il torrente della Terra, fuori dalla Collina della Terra.<\/p>\n<p>Le gradelle, le tintiere a un passo dal castello, le ische coltivate, le uova fresche, i fichi, il formaggio e la ricotta, i pezzari, i seggiolari, il ponte sul torrente. La vetreria, la lavandaia con la cenere al torrente, la torre d\u2019acqua, l\u2019acqua che si beve con le foglie di castagno. Le case, le case di tufo. Le Fornelle, gli zingari, quelli che si arrangiano ogni giorno, i bassi, i gatti, i gradelle e le galline. Una donna e un cane lupo, una donna dai capelli rossi, una donna che pettina i capelli ad altre donne.<\/p>\n<p>Prima di trent\u2019uno era la terra, lungo il torrente della Terra, fuori dalla Collina della Terra.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 su, sulla strada il rumore del lavoro dei marmorari, il legno venduto all\u2019ingrosso, una donna che vende le bilance, i ceraiuoli, le stoffe e gli abiti cuciti a misura, la piattara, il ferro, fino alla Puntarola. La Cupa dei muti di fronte alla chiesa, una loggia balconata. Una galleria con il soffitto in legno, il pavimento di una casa. Le case, le case di tufo.<\/p>\n<p>Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E forse trema ancora, sempre trema. Ogni volta, come se\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chiudi gli occhi che conosco, appoggiati e sta qui tra il collo e la spalla come la prora di una nave in un golfo. Tieni gli occhi chiusi e guarda i gabbiani che ti fanno strada, che quando sei arrivata nel loro benvenuto era gi\u00e0 la strada. Prendi fiato e respira e sfiata. E apri gli occhi e mi troverai ad aspettarti tra le tue braccia e il rumore di un treno. E ora, andiamo a comprarti questo cappello\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E i gabbiani mi hanno dato il benvenuto e fatto strada fino al negozio di cappelli. Ed \u00e8 un rito comprar cappelli, io che non credevo che bisognasse riconoscersi. Certo, sempre dopo un t\u00e8 delle renne o al cioccolato, in cui mi aspettavo qualcuno mi avesse cercato.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed \u00e8 come un rito comprar cappelli. Tu ce l\u2019hai nei tuoi occhi il tuo cappello, solo che non l\u2019hai mai visto, n\u00e9 lui ha mai visto te, ancora nessuno specchio nel mezzo. Ma tu, ce l\u2019hai nei tuoi occhi il tuo cappello.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dentro i tuoi occhi c\u2019\u00e8 un bambino che parla al mio posto. C\u2019\u00e8 bisogno che qualcuno lo stia ad ascoltare. C\u2019\u00e8 qualcuno che ha voglia di chiacchierare e un gabbiano che mangia un gelato sulla mia strada.<\/p>\n<p>Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E trema, trema ancora, sempre trema. Ottanta. La Balena Bianca canta. Lasciala cantare. Ogni volta, come se\u2026<\/p>\n<p>Le macerie, la polvere e le pietre. Le case, di tufo le case spazzate via dalla Collina della Terra. La farmacia da contenitore alle macerie. Una torre decapitata, l\u2019orologio nella lavanderia. Qualcuno oggi si sposa, di domenica. Un piatto, gli avanzi del pranzo, gnocchi senza patate e fusilli tirati all\u2019uncinetto, con su un altro piatto a riposare tra le macerie, di domenica.<\/p>\n<p>Nella via del seminario i galli e i conigli son scappati dalla porta e le travi hanno ucciso l\u2019ippogrifo. Dietro ai\u00a0 cannoli da cui sgorga, l\u2019acqua non passa pi\u00f9 e non passano nemmeno i passi. Un negozio di orologi da contenitore alle macerie. Le case, di tufo le case bombardate dall\u2019interno. I miracoli sono andati persi, spezzati in due nel marmo.<\/p>\n<p>Ottanta. La Balena Bianca canta. Lasciala cantare. Ogni volta, come se\u2026<\/p>\n<p>Il Largo\u2026 Nella via del generale una festa per bambini e le pareti come biscotti. Il legno delle travi e i mobili di legno fino in strada. Quattro piani nella via del generale e una credenza da salotto perfettamente in piedi, alla parete. Sopra una candela e un candelabro e le statuine di ceramica. Come entrare in casa della gente senza salir le scale, senza essere invitati alla festa per bambini.<\/p>\n<p>La testata di un letto e uno scaldabagno cilindrico, lo scaffale di una bottega a pian terreno, fili e tubi, la polvere e le pietre. Lo specchio del bagno e la schiuma da barba su di esso. La Madonna di Raffaello, i cuscini e le coperte.<\/p>\n<p>Ottanta. La Balena Bianca canta. Lasciala cantare. Ogni volta, come se\u2026<\/p>\n<p>La piazza del mercato e i vicoli e le stanze perse per sempre. Al Triggio un auto gi\u00e0 rottamata, le lenzuola ancora stese ad asciugare. Il vicolo della neve, il tufo, la polvere e il legno marcio. La via dell\u2019abate l\u2019hanno sbarrata le macerie. Le case, le case di tufo bombardate dall\u2019interno. La rampa ripiegata su se stessa.<\/p>\n<p>Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E forse trema ancora, sempre trema. Ogni volta, come se\u2026 Una Balena Bianca\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ultimamente ti chiamo per nome.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Conoscere un nome non \u00e8 poca cosa, a chiamarti non ci sarebbe Nessuno e Nessuno ti chiamerebbe.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Posso chiamarti per nome?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Io ti chiamo con il tuo, riconosco il tuo nome e i tuoi occhi che ho gi\u00e0 visto.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il riconoscimento ha a che fare con l\u2019appartenenza.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Evidentemente ti appartengo, o mi appartieni, in qualche modo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le nostre anime avrebbero molto di cui conversare, credo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono cose e persone che ti appartengono fin da bambino, ti abitano silenziosamente. Abitano dentro di te senza esser state invitate e senza pagare l\u2019affitto. Poi, improvvisamente, appaiono. E portano con s\u00e9 un nome, solitamente. Hanno bisogno di esser nominate per apparire.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tu, \u00e8 come se apparissi. Quando passo davanti a uno specchio vedo i tuoi occhi, li riconosco. Invece, sono i miei.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quelli che riconosco io. Forse \u00e8 questa l\u2019appartenenza.<\/p>\n<p>Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E forse trema ancora, sempre trema. Ogni volta, come se\u2026<\/p>\n<p>Dopo trent\u2019uno che ne \u00e8 stato della terra? In altri rioni a viver la Terra, per lunghi anni in macerie la Terra. La ricostruzione e la Balena Bianca.<\/p>\n<p>La via scavata nella collina della Terra chiusa al traffico e pericolante. Contrafforti con mattoni forati ai palazzi pericolanti, per lunghi anni in macerie. La torre ha riavuto la sua testa e i suoi rintocchi, ma senza tetti. Tra i cannoli, i tre cannoli sgorga l\u2019acqua. Ancora buchi nella via del seminario.<\/p>\n<p>La ricostruzione e la Balena Bianca. Dopo trent\u2019uno che ne \u00e8 stato della Terra?<\/p>\n<p>Nella piazza il cinema marcisce, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019umanit\u00e0. San Nicola murato vivo, alle sue spalle un teatro nuovo, la borghesia e la Balena Bianca. Lo Stretto e la piazza del mercato, un blocco di cemento gli ha messo fine. Un blocco di marmo e cemento il vicolo della neve che non \u00e8 lui e il Triggio che ha perso l\u2019arco per far posto alle auto da rottamare.<\/p>\n<p>Dopo\u00a0 trent\u2019uno che ne \u00e8 stato della Terra? La ricostruzione e la Balena Bianca.<\/p>\n<p>Il convento, senza alcun senso, macerie a colpi di ruspe. Il palazzo di citt\u00e0, il benvenuto ai cittadini. Croce parla loro di storia. Tra le sue stanze, l\u2019ingegnere, l\u2019archivio storico un\u2019omissione. Al posto del mercato, un Mercatone, manie di grandezza e una cattedrale nel deserto urbano, un labirinto buono a giocarci da bambini, un gioco senza alcun senso.<\/p>\n<p>Dopo trent\u2019uno cosa \u00e8 stato fuori dalla Terra? Per lunghi anni le macerie fuori dalla Terra. La Balena Bianca e la ricostruzione.<\/p>\n<p>La passeggiata al Corso dopo il Largo. I palazzi tagliati, solo il pianterreno dei negozi. I muretti di protezione\u00a0 e le lamiere. La strada sul torrente della Terra, per lunghi anni, ancora oggi dopo trent\u2019uno, le macerie e i buchi. La toponomastica che non si trova, i miracoli che non hanno nome, la loggia balconata a colpi di ruspa, la Cupa dei muti e l\u2019immondizia.<\/p>\n<p>Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E ancora trema, trema sempre. Ogni volta, come se\u2026 La ricostruzione e la Balena Bianca.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quella notte un pezzetto di carta velina \u00e8 finito nella bussola\u2026<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Carta velina c\u2019era nella scatola blu insieme a immagini e parole, insieme a un polpo viola. Tu, la riconosci?<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E i miei occhi ti dicono di s\u00ec. I miei occhi che tu riconosci.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando mi son ritrovato con una scatola blu tra le mani avevo il tuo volto davanti ai miei occhi e quando ho letto il tuo volto era ancora davanti ai miei occhi, a pochi centimetri di distanza come ora. E avrei voluto trovarmelo tra le mani.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E mi alzo dalla sedia in cui sto bevendo in mio caff\u00e8, a cui sono ancorata per non tremare ed esser scossa\u00a0 e vengo a prenderti le mani tra le mie a deporle sul mio volto. E te le lascio l\u00ec che le mie sul tuo volto sono ad accarezzarti la barba che ora c\u2019\u00e8. E i tuoi occhi sono davanti ai miei, uno specchio, il riconoscimento, la riconoscibilit\u00e0, la riconoscenza.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se ne conoscono un po\u2019 di cappelli in una cappelleria, nel rito di comprarne uno. Poi i tuoi occhi si incontrano con il tuo cappello. E non \u00e8 pi\u00f9 dentro i tuoi occhi, ma davanti ai miei, tu e il tuo cappello, e i gabbiani che ti hanno fatto strada e ora i complimenti. Vi siete trovati tu e il tuo cappello. Il riconoscimento, la riconoscibilit\u00e0, l\u2019appartenenza e la riconoscenza.<\/p>\n<p>Sempre trema. Ogni volta, come se.. E forse un giorno smetter\u00e0, io smetter\u00f2 di tremare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10640\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10640\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla citt\u00e0 incantata di Haku dove le macerie mi condussero ai draghi\u2026 &#8220;S\u00ec, tutte queste case coraggiose con giardini fioriti sono venute dall&#8217;Oceano Atlantico, dal Pacifico e dall&#8217;Indiano. Dalla prima all&#8217;ultima, sono state ramponate e trascinate qua, su dal fondo del mare&#8221;. H.M. Trent\u2019uno\u2026 Trem\u00f2. E forse trema ancora, sempre trema. Ogni volta, come se, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10640\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10640\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2881,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-10640","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10640"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2881"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10640"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10640\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10643,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10640\/revisions\/10643"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10640"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10640"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10640"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}