{"id":10623,"date":"2012-06-02T18:48:06","date_gmt":"2012-06-02T17:48:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10623"},"modified":"2012-06-03T11:54:30","modified_gmt":"2012-06-03T10:54:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-passiflora-il-fiore-della-di-gianluca-pignalberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10623","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Passiflora&#8221; di Gianluca Pignalberi"},"content":{"rendered":"<p>Caldo! Il pensiero sommesso e la sensazione tenue si sono insinuati pervasivamente tra le pieghe del mio cervello e delle mie fibre muscolari. Ora il mio organismo non si accorge di altro che della temperatura, dell\u2019umidit\u00e0 corporea, della sete. Sono a passeggio nei dintorni di Piazza Fiume a Roma; \u00e8 l\u2019ultima domenica di maggio del 20xx. Ho bisogno di un po\u2019 d\u2019acqua e di ombra. Ho l\u2019acqua; trovo l\u2019ombra a ridosso dei palazzi. Un po\u2019 di tregua dal caldo, incredibile per quella stagione che ricordavo essere la primavera durante la mia infanzia.<br \/>\nQualche minuto di ristoro fa miracoli e tutti i miei sensi sono di nuovo attenti e pronti a cogliere il pi\u00fa minuscolo dettaglio.<br \/>\n\u2013 &#8230; telefono alla segretaria e fisso un appuntamento&#8230; \u2013 dice un\u2019italiana esile a un cellulare che la divide dal suo interlocutore. Di domenica? Forse la chiamerai domani, vorrei dirle ma evito.<br \/>\nI pochi passanti sono di provenienza varia: filippine che si tengono per mano, nordafricani intenti in discorsi per me incomprensibili ma non per questo meno affascinanti, qualche asiatica che non distinguo&#8230; cinese? giapponese? coreana? e di che regione o stato? Non posso neanche guardar loro il taglio degli occhi perch\u00e9 indossano grandi e vistosi occhiali da sole. Quasi non vedo i loro zigomi.<br \/>\n\u2013 Signora, mi fa un caff\u00e8? \u2013 proviene da un bar la voce di una donna che dice di dover tornare al lavoro.<br \/>\nLe reazioni nucleari di fusione di atomi di idrogeno in atomi di elio del sole continuano implacabili la loro opera di illuminazione e riscaldamento. Devo rimanere all\u2019ombra. Mentre girovago mi trovo a svoltare nella strada vicino alla lapide posta per l\u2019assassinio di Massimo D\u2019Antona. Scuoto la testa, impotente di fronte alla barbarie umana, osservata all\u2019epoca da una Villa Albani silente e immota. Rasento il muro esterno del parco mentre mi domando come e se sia possibile visitarlo quando una fuggevole visione periferica sinistra perfora la mia attenzione: il muro di cinta di un palazzo \u00e8 totalmente rampicato e ridisceso da una pianta i cui fiori sono di una bellezza indicibile, una pianta che vidi per la prima volta l\u2019estate in cui avevo sedici anni. Era il 19xx.<br \/>\nMi trovavo sulla costa mediterranea spagnola con una corposa combriccola di persone a cui ero aggregato come un comedone \u00e8 aggregato al viso di un\u2019adolescente in pena d\u2019amore. Mi tenevo ai margini della comitiva e salvaguardavo il mio spazio sociale al meglio che potevo da quei perlopi\u00fa <em>nonni<\/em> poco scolarizzati e goliardicamente prepotenti. Il fatto di aver attraversato mezza Italia, l\u2019intera Francia e un pezzo di Spagna non deponeva a mio favore. Il pomeriggio prima dell\u2019arrivo a destinazione ci fu la decisione di fermarsi per guardare una partita: l\u2019Italia se la vedeva contro un&#8217;altra squadra europea a me ignota. Avrebbero trovato un bar in cui vedere la partita?<br \/>\nCi fermammo in un paesino chiamato San Jos\u00e8. Il bar, un localetto attempato e molto carino da vedere e da vivere, dava su una strada litoranea costeggiata da una stazioncina ferroviaria. Entrai nel bar con gli altri ma la mia moderata passione per il calcio e la forte avversione per il fumo, specialmente quello eruttato da quelle sigarette di varechina cristallizzata chiamate Ducados, mi consigliarono di uscire all\u2019aperto. Attraversai la strada pressoch\u00e9 deserta e andai vicino alla stazioncina. Il muro di fronte alla strada era tappezzato da una pianta con dei fiori che non avevo mai visti. La loro composizione tridimensionale ricordava le torte multistrato dei matrimoni: una base di petali bianchi a forma di triangolo arrotondato, poi uno strato di petali longilinei e aculeiformi di colore bianco digradante a blu chiaro sulla sommit\u00e0 e a viola scuro alla base, quindi uno strato pentagonale formato da cinque bastoncini terminati da spatoline; infine lo strato sommitale formato da tre stami carnosi vagamente glandiformi. Scoprii anni dopo che era una passiflora, il fiore della passione, denominata cos\u00ed per il ricordo evangelico della corona di spine posta sulla testa del Cristo durante la sua Passione.<br \/>\nEro intento a guardare quei fiori per me inusitati quando sentii qualcosa che si strofinava sulle mia caviglie. Abbassai gli occhi che catturarono e trasmisero al mio cervello l\u2019immagine di un felino portatile: un gatto europeo femmina molto piccolo, forse svezzato da poco. Mentre dal bar giungevano grida di delusione (l\u2019Italia aveva subito un gol) io giocavo col piccolo quadrupede, l\u2019accarezzavo, lo sfidavo col dito tremolante. Ero intento al gioco immerso nel celestino del cielo serotino e nel sole gi\u00e0 quasi rosseggiante, prossimo al tramonto sul mare, quando vidi una figurina in calzoncini che si era avvicinata senza emettere rumori. Una ragazza, pressappoco della mia et\u00e0, si stagliava vicino a me per chinarsi subito dopo a giocare col gatto. I suoi capelli biondi, lunghi e lisci incorniciavano un paio di occhi radiosi e un sorriso schietto, semplice, per niente malizioso. Era molto carina ma ai miei occhi aveva lo stesso difetto che avevo io ai suoi: parlavamo due lingue reciprocamente straniere. Conoscevo tre parole tre di spagnolo e disponevo di un inglese ancora zoppicante, colpa dello studio precedente del francese, ma riconobbi il suo tentativo di presentarsi quando mi diede la mano, sempre sorridendo. Non capii il suo nome, non capii niente, ma il suo sorriso mi induceva a sorridere a mia volta. Tent\u00f2 di parlarmi del gattino e di tante altre cose ma ero solo frastornato e fissavo la sua bocca intenta ad articolare suoni che si trasformavano in fonemi aggregantisi in parole e quindi in frasi. Cosa mi avr\u00e0 detto mentre io la guardavo come avrei guardato un extraterrestre molto attraente? Accidenti a me e alla mia ignoranza!<br \/>\nDurante il tentativo frustrante di dialogo udii un altro urlo di disappunto e delusione provenire dal bar: la difesa estrema italiana era stata bucata per la seconda volta. Nonostante la partita non fosse finita, qualcuno fuoriusciva dal bar. Un <em>nonno<\/em> del gruppo mi vide vicino a una ragazza carina e sorridente e decise di farmi vedere quanto lui fosse figo e quanto io fossi semplice e imbranato. Si avvicin\u00f2 a noi, fece un paio di gesti alla ragazza, le disse qualcosa in italiano inframmezzato da un paio di parole in spagnolo e si allontan\u00f2 verso la spiaggia abbracciando la ragazza.<br \/>\nLi guardai attonito e i miei muscoli mimici furono percorsi dalla minuscola quantit\u00e0 di corrente necessaria e sufficiente a sostituire l\u2019espressione sorridente con un\u2019espressione di delusione. Piegai le spalle in avanti e tornai a giocare con il gatto. Se fossi stato Lucio Battisti sarei tornato a giocar con la mente e i suoi tarli. Un tarlo effettivamente c\u2019era nella mia testa, ma non gli diedi peso. Chi ero io per giudicare o prevenire le decisioni altrui, specialmente di una ragazza di cui non sapevo niente?<br \/>\nDopo un tempo che mi parve infinito, col sole ormai rosso e molto basso sull\u2019orizzonte vidi i due che tornavano, non pi\u00fa abbracciati. Lui, un fanfarone dedito alle vanterie e alle spacconate, insolitamente taciturno e lei muta e non pi\u00fa sorridente. Quando mi vide mi corse incontro e mi abbracci\u00f2. Mi parve anche di vedere le lacrime spuntare dai suoi occhi mentre cercava di dirmi qualcosa. Io ero ammutolito a mia volta: ero attonito e un po\u2019 spaventato. La voce dell\u2019autista mi richiam\u00f2: era ora di ripartire e viaggiare per un paio d\u2019ore. L\u2019indomani saremmo finalmente arrivati a destinazione. Il pullman ripart\u00ed mentre i miei occhi allargavano il campo d\u2019inquadratura e la figura esile della ragazza si rimpicciol\u00ed fino a squagliarsi nell\u2019ambiente ormai quasi buio.<br \/>\nOgni volta che vedo una passiflora mi torna in mente l\u2019episodio, il volto ormai senza sembianze della ragazza, la stazioncina, la ferrovia, gli urli incitanti dei tifosi per televisione. Passiflora, per tutti il fiore della passione, per me il fiore della colpa, della mestizia, della codardia. Mi sgomentano le stesse domande che mi pongo da troppi anni: Cos\u2019avr\u00e0 combinato quel fanfarone? Perch\u00e9 la ragazza mi ha abbracciato? Avrei potuto evitare qualcosa di male? Ho il terrore delle eventuali risposte. Mi sposto di nuovo al sole in attesa che minuscole gocce di sudore intridano la mia camicia e il sistema vasovagale mi urli che devo bere per non svenire.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10623\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10623\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caldo! 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