{"id":10575,"date":"2012-06-02T18:51:09","date_gmt":"2012-06-02T17:51:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10575"},"modified":"2012-06-02T18:51:09","modified_gmt":"2012-06-02T17:51:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-quasi-una-fantasia-di-filippo-cerri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10575","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Quasi una fantasia&#8221; di Filippo Cerri"},"content":{"rendered":"<p>Se giro un po\u2019 la testa ed inclino leggermente il tempo sono di nuovo a ieri, Maria mi dice che mi vuole, io le sorrido e guardo quella lunare palla asettica che incipria una notte come tante, sempre blu scura, sempre nuvolosa, perch\u00e9 da queste parti siamo un po\u2019 tutti annuvolati, e il cielo non pu\u00f2 far altro che rispecchiarsi in noi, per non sentirsi troppo distante. Guardo la luna e mi immagino correre a mezz\u2019aria su quei terreni dimenticati, asfittici, senza preoccupazioni, senza vita, trattenendo il respiro, con la consapevolezza che \u00e8 cos\u00ec che si vive, con la poca aria che ti rimane cercando di fare qualcosa che ti sollevi da terra.<\/p>\n<p>Ma il mio corpo non ne vuole sapere dei miei propositi di ignorare la legge di gravit\u00e0, e l\u2019unico regolamento che si sente di infrangere \u00e8 quello stabilito dall\u2019uomo, articolo del codice della strada, di non guidare sotto l\u2019effetto di alcool, ma \u00e8 quello che sto facendo, in pieno possesso delle mie facolt\u00e0 mentali, poco meno quelle motorie, e Maria nel sedile accanto canta a squarciagola, a squarcia cuore, canzoni d\u2019amore che andrebbero sussurrate ridendo.<\/p>\n<p>Le case mi scivolano accanto e la mia meta sembra farsi pi\u00f9 distante ad ogni metro che guadagno. Poi mi rendo conto che \u00e8 una falsa prospettiva, io una meta non ce l\u2019ho, e guardandomi accanto capisco di dubitare anche della mia met\u00e0. Domani la lascio, penso osservando di sfuggita Maria mentre si sistema i capelli con l\u2019ausilio dello specchio che tiene nella borsa.<\/p>\n<p>Intanto la scarico sotto casa, pochi affetti sparsi mi separano da lei, e in un lampo sono di nuovo a cavalcare l\u2019asfalto serpentino e argentato di cui \u00e8 fatta la strada, lasciandomi idealmente alle spalle Maria, la citt\u00e0, il mio solito lavoro, ogni possibile preoccupazione derivatami dall\u2019essere sempre e costantemente me stesso.<\/p>\n<p>Parcheggio lontano da casa, che a quest\u2019ora nel miracolo di un posto davanti al portone non ci spero nemmeno. Me la faccio a piedi, cos\u00ec imparo a non essere un miliardario con villa e garageprivato.<\/p>\n<p>Samuel \u00e8 seduto sul muretto che fronteggia la casa, come tante altre volte, sta sbucciando la sera ingerendo birra in quantit\u00e0 industriale, ma tanto a lui non pu\u00f2 fare male. Appena mi vede alza un braccio, come una bandiera in alto mare, lo raggiungo e mi siedo vicino a lui.<\/p>\n<p>La terra continua a girare eppure le cose sembrano molto immobili. La situazione generale pare sempre la stessa, quando non peggiora. Lo stato cosa ha promesso di fare? I politici ne parlano? Il papa ha detto qualcosa a riguardo domenica mattina? Se lo ha fatto, io non ne ho idea, di sicuro dormivo. Samuel guarda in alto.<\/p>\n<p>&#8211; Com\u2019\u00e8 bella la luna stasera eh\u2026 &#8211; mi dice, prima di ogni altra cosa.<\/p>\n<p>&#8211; Gi\u00e0. \u2013 rispondo a mezza voce.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 tonda, perfetta.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 cos\u00ec che la vediamo.<\/p>\n<p>&#8211; Chiss\u00e0 se ci appare cos\u00ec bella perch\u00e9 la sua perfetta rotondit\u00e0 o per i crateri che la deturpano\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Forse l\u2019insieme delle due cose \u2013 rispondo, capendo di che sapori si stanno colorando le nostre parole.<\/p>\n<p>&#8211; Non pensi che la bellezza sia perfezione? \u2013 insiste. Allora cedo.<\/p>\n<p>&#8211; Forse, ma dovrebbe essere in ogni cosa.<\/p>\n<p>&#8211; Non lo \u00e8?<\/p>\n<p>&#8211; No\u2026non in tutto.<\/p>\n<p>&#8211; Capisco. Se non \u00e8 dappertutto vuol dire che la perfezione non c\u2019\u00e8, se non c\u2019\u00e8 perfezione non c\u2019\u00e8 bellezza.<\/p>\n<p>&#8211; Da nessuna parte\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Da nessuna parte.<\/p>\n<p>&#8211; Samuel, Ti sembra mai che qualcuno ci abbia fregato? Che ci sia stato fatto intendere qualcosa, e poi ce l\u2019abbiano fatta dimenticare, del tipo \u201clascia perdere e vai avanti\u201d?<\/p>\n<p>&#8211; Se \u00e8 cos\u00ec, qualcuno, da qualche parte, star\u00e0 ridendo di gusto.<\/p>\n<p>&#8211; Il meccanismo dell\u2019universo pu\u00f2 darsi che sia difettoso, che non sia cos\u00ec funzionale come ci piace pensare<\/p>\n<p>&#8211; Pu\u00f2 darsi.<\/p>\n<p>&#8211; \u2026<\/p>\n<p>&#8211; La gente muore di fame\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Si d\u00e0 fuoco\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Si getta da altezze vertiginose\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Non ce la fa ad andare avanti.<\/p>\n<p>&#8211; E a te come vanno le cose?<\/p>\n<p>&#8211; Procedono. A te? \u2013 gli chiedo, sapendo che non avr\u00f2 mai risposta.<\/p>\n<p>Camminiamo per una strada anonima, Samuel parla, continua a discutere, ride spesso, mentre io resto ad ascoltarlo. \u00c8 tanto che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e vederlo di nuovo questa sera, in cui mi tengo stretto per non lasciarmi andare, mi fa tornare in mente tante vecchie cose. Gli dico di Maria, di come siamo arrivati agli sgoccioli, di come il mio lavoro continui tutto sommato. Non parliamo d\u2019altro.<\/p>\n<p>Non avevamo mai parlato della bellezza, delle cose profonde del mondo, non in questi termini almeno, non a questi livelli.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 si srotola ai nostri piedi. Samuel mi lancia uno sguardo cristallino, poi svolta l\u2019angolo di una strada. Alla fine di essa si intravede il bagliore soffuso dei lampioni, e Samuel, salutandomi di nuovo con la mano, si allontana da me. Una breve incursione nella nebbia di questa mia notte \u00e8 tutto quello che pu\u00f2 offrirmi, e a me basta.<\/p>\n<p>Potrei tornare a casa a questo punto, o potrei spingermi ancora pi\u00f9 in l\u00e0, a vedere se il plenilunio mi abbia fatto impazzire del tutto, se ci sono solo vaghe suggestioni da portarmi a casa stanotte o se c\u2019\u00e8 un tema palpabile in fondo a tutta questa storia.<\/p>\n<p>Mentre mi tengo occupato a decidere il da farsi, una figura sbiadita si muove con agilit\u00e0 degna di nota, sguscia sull\u2019asfalto da un\u2019ombra ad un\u2019altra, fino a riposarsi in un angolo, vicino a dei cassonetti della spazzatura che hanno tutta l\u2019aria di essere l\u00ec da secoli. \u00c8 un gatto che, come me, si mantiene irrequieto. Vedo i suoi occhi brillare, che mi guardano, come se avessero tutta l\u2019intenzione di scavarmi dentro. Con passo deciso ma lieve si aggira per i vicoli. Poi qualcosa deve essere accaduto, perch\u00e9 l\u2019animale rizza le orecchie in aria, come se si aspettasse qualcosa. Tutto intorno il silenzio prende le redini della situazione. Rimane cos\u00ec, immobile come fosse impagliato, durante il trascorrere di alcuni attimi si congela, ed io con lui. Il suo sguardo \u00e8 rivolto verso un non-luogo che io mai e poi mai riuscirei a comprendere. Cos\u00ec come si \u00e8 fermato torna al movimento, si gira verso di me, di nuovo, e mi lancia un\u2019altra occhiata, questa volta l\u2019ultima, prima di smaterializzarsi in favore della notte.<\/p>\n<p>A questo punto la notte \u00e8 elettrica, la luna smuove dentro di me una marea di sensazioni, di impressioni e di umori che la realt\u00e0 difficilmente riesce a spezzare, calandomi in un\u2019attesa irreale, come quel gatto rimango vigile a guardare l\u2019infinito in sospeso.<\/p>\n<p>\u00c8 meglio lasciarsi fascinare la vista da cose che non esistono che riportare le cose alla loro giusta consistenza?, mi chiedo. In un primo momento resto cos\u00ec, senza bisogno di risposte, al caldo di una domanda retorica. Poi decido di sbilanciarmi e mi rispondo: \u00c8 meglio se tu pensi che lo sia.<\/p>\n<p>\u00c8 una sera strana e la mia attitudine malinconica raggiunge vette cos\u00ec alte che il mio respiro si fa pi\u00f9 rarefatto, tant\u2019\u00e8 che ancora una volta le cose mutano, e la luce dei lampioni mi suggerisce un sintomo di felicit\u00e0. L\u2019aria si tinge di chiaro, il mattino \u00e8 vicino e anche la luna sembra stia per licenziarsi. Il problema di notti come queste, in cui ripensi a vecchie storie, a storie che non hanno avuto una vera e propria fine e che ti mantengono vivo, \u00e8 che molto spesso si ostinano a diventar giorno. \u00a0\u00c8 l\u2019ora giusta per riconnettermi al presente, oggi \u00e8 un giorno ancora da sporcare, da vivere, penso ancora a Maria, a Samuel, alla vita randagia di quel gatto.\u00a0 E le cose vanno avanti, anche se a me non sembra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>* &#8220;Sonata Quasi Una Fantasia&#8221; \u00e8 la denominazione con cui Beethoven indicava la sua Sonata per pianoforte n.14, detta anche &#8220;Sonata Chiaro di Luna&#8221;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10575\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10575\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" 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