{"id":10386,"date":"2012-05-27T22:37:07","date_gmt":"2012-05-27T21:37:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10386"},"modified":"2012-05-27T22:37:07","modified_gmt":"2012-05-27T21:37:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-ho-fatto-lamore-con-una-donna-di-diego-bastianelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10386","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Ho fatto l&#8217;amore con una donna&#8221; di Diego Bastianelli"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAveva ragione mio nonno\u201d pensava Matteo andando verso casa con il passo barcollante e incerto di chi ha dato tutto quello che aveva da dare ed ora cerca solo un letto su cui svenire.<\/p>\n<p>Sapeva che per arrivare a casa ci sarebbero voluti almeno trenta o quaranta minuti. Erano le quattro e mezza di notte, gli autobus non giravano pi\u00f9, di taxi nemmeno a parlarne visto che non aveva un soldo addosso, quindi si mise l\u2019anima in pace, si accese una sigaretta e, senza fretta, continu\u00f2 a camminare.<\/p>\n<p>Appena uscito dal locale sent\u00ec il freddo entrargli tra le gambe e infilarsi sotto il kilt ma, dopo pochi passi, un po\u2019 per il movimento, un po\u2019 per il whiskey che aveva in corpo e un po\u2019 perch\u00e9 aveva altri cazzi per la testa, non sent\u00ec pi\u00f9 niente. N\u00e9\u00a0 freddo, n\u00e9 caldo, n\u00e9 niente. Anestetizzato.<\/p>\n<p>Mentre camminava per la citt\u00e0, con la testa infossata nella giacca e gli occhi lucidi per il troppo alcol, ripensava alla serata e sentiva quel sapore agrodolce che spesso lo assaliva. Non si trattava di tristezza, quella era una sensazione alla quale era quasi sempre immune. Quello che sentiva era la malinconia che inevitabilmente segue una nottata come quella che aveva appena vissuto. Una nottata in cui due anime si trovano a danzare insieme per qualche istante, per poi essere costrette ad abbandonarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era arrivato al locale verso le undici e trenta, accompagnato da due amici, Gigi il bello e Diego lo zingaro. Il primo si era meritato il soprannome non tanto per l\u2019aspetto fisico, quanto per la propria convinzione di essere il pi\u00f9 figo di tutti. Diego, invece, doveva l\u2019appellativo di \u201czingaro\u201d ad alcuni comportamenti, diciamo cos\u00ec, non proprio signorili nei confronti del gentil sesso. Matteo era ancora senza soprannome, ma quella sera se ne guadagn\u00f2 uno sul campo: lo scozzese. Era marted\u00ec grasso e aveva deciso di\u00a0 travestirsi da scozzese, con tanto di kilt, cappellino, fascia tradizionale e spillette alle calze.<\/p>\n<p>Appena entrati ordinarono tre whiskey, brindarono e buttarono gi\u00f9 tutto in un sorso, tanto per darsi la prima scrollata. Trascorsero i primi minuti in silenzio ad osservare la gente entrare nel locale. Quando il posto fu abbastanza pieno si separarono e ognuno condusse la serata a modo suo.<\/p>\n<p>Gigi e Diego si buttarono subito nella mischia. Matteo rimase con il gomito appoggiato al bancone a sorseggiare un altro drink e a guardare da lontano i suoi amici, cose se fossero formiche sotto vetro.<\/p>\n<p>Aveva appena appoggiato il bicchiere vuoto sul bancone quando vide arrivare una ragazza vestita da Audrey Hepburn in \u201ccolazione da Tiffany\u201d, accompagnata da un\u2019amica, la Marylin di \u201cgli uomini preferiscono le bionde\u201d.<\/p>\n<p>\u201cciao Audrey!\u201d url\u00f2 Matteo, tanto per rompere la monotonia<\/p>\n<p>\u201cciao\u201d rispose lei mentre l\u2019amica la stava trascinando via.<\/p>\n<p>Matteo non era in grande spolvero. Era entrato nel locale che aveva zero voglia di ballare e poca voglia di parlare. Si era piantato al bancone con un bicchiere in mano e l\u00ec era rimasto.<\/p>\n<p>Si era chiuso in se stesso, pensava e parlava da solo. Dopo circa dieci minuti di soliloquio, vide nuovamente passare Audrey. Era ancora una volta di fretta, trascinata dall\u2019amica, <em>chiss\u00e0 dove vanno sempre di corsa<\/em> disse Matteo tra s\u00e9, lei si volt\u00f2 e sorrise, lui alz\u00f2 il bicchiere in segno di saluto e fece l\u2019occhiolino.<\/p>\n<p>Dopo il secondo fugace incontro con Audrey, Matteo inizi\u00f2 a sentirsi un po\u2019 pi\u00f9 sciolto. Ad inizio serata si sentiva un blocco di ghiaccio ed ora aveva trovato in quella ragazza il raggio di sole in grado di scioglierlo. Ma quel raggio era passato e se n\u2019era andato troppo velocemente.<\/p>\n<p>Strana sensazione: non si trattava soltanto di una che avrebbe voluto portarsi a letto. Cio\u00e8, ovvio che se la voleva fare, ma non si trattava soltanto di questo. La sua aria disinvolta, quel saluto morbido e senza malizia, il sorriso largo e sincero, lo avevano colpito ed interessato.<\/p>\n<p>Per la prima volta da quando era entrato stacc\u00f2 il gomito dal bancone e con passo lento si butt\u00f2 nella folla.<\/p>\n<p>Fece il giro del locale due o tre volte. Vide Gigi con le mani ancorate al culo di una delle spice girl, vide Diego con la testa infilata tra le tette di miss California, ma della piccola Audrey nemmeno l\u2019ombra.<\/p>\n<p>Stava per rinunciare e tornare al bancone, quando vide tra la gente la chioma bionda di Marlyn. Guard\u00f2 meglio e vide anche Audrey. Lei era quasi di spalle, quindi non lo vide subito. Lui si avvicin\u00f2 e le sfior\u00f2 il braccio, era caldo e liscio. Audrey si volt\u00f2 e, come riconobbe Matteo, allarg\u00f2 di nuovo quel sorriso.<\/p>\n<p>\u201cdove vai sempre di corsa?\u201d disse lui per rompere il ghiaccio<\/p>\n<p>Lei rise, buttando leggermente indietro la testa.<\/p>\n<p>\u201cda nessuna parte\u201d rispose<\/p>\n<p>Si guardarono negli occhi.<\/p>\n<p>\u201ccome ti chiami?\u201d chiese Matteo<\/p>\n<p>Lei disse qualcosa, lui non cap\u00ec ma annu\u00ec con lo stesso per evitare di dover ripetere la domanda. <em>la chiamer\u00f2 Audrey<\/em> pens\u00f2.<\/p>\n<p>\u201ce tu?\u201d<\/p>\n<p>Matteo rispose con un nome finto, tanto per essere alla pari<\/p>\n<p>\u201cJimmy\u201d<\/p>\n<p>\u201cJimmy?\u201d domand\u00f2 lei<\/p>\n<p>\u201csi, mio padre \u00e8 di origine scozzese\u201d<\/p>\n<p>Lei squadr\u00f2 Matteo dalla testa ai piedi<\/p>\n<p>\u201ccerto come no!\u201d disse, mostrando nuovamente il sorriso.<\/p>\n<p>Il dj metteva la solita selezione di branetti indie-rock. A Matteo facevano schifo ma, per l\u2019occasione, tutto faceva brodo. Ballarono per un po\u2019 senza dire una parola ma cercandosi costantemente con gli occhi.<\/p>\n<p>Dopo poco lei si avvin\u00f2 di nuovo.<\/p>\n<p>\u201cse fossi un vero scozzese non dovresti portare niente sotto il kilt\u201d sussurr\u00f2 maliziosa. Aveva ragione, Matteo indossava un paio di calzamaglie, errore grossolano.<\/p>\n<p>\u201clo so! Ma fuori \u00e8 freddo!\u201d<\/p>\n<p>\u201coh poverino!\u201d lo prese in giro lei.<\/p>\n<p>Per qualche secondo nessuno dei due apr\u00ec bocca, ma stavolta non si allontanarono, rimasero quasi a contatto. Smisero anche di ballare, sembrava che il tempo fosse come sospeso. Si guardavano soltanto. Matteo usc\u00ec dall\u2019incantesimo e fece un mezzo passo verso di lei, ora erano veramente a contatto. Le mise la mano dietro la schiena, tutto avvenne con la massima naturalezza, senza irruenza. Fece una leggera pressione, quel poco che bastava per avvinarla a s\u00e9. Lei socchiuse gli occhi per un istante e poi li riapr\u00ec. Sorrise, ma stavolta era un sorriso diverso, pi\u00f9 intimo, pi\u00f9 complice.<\/p>\n<p>La gente intorno, la musica, i costumi, i rumori, niente aveva pi\u00f9 importanza, era tutto tagliato fuori. Erano riusciti a costruirsi una piccola capsula di intimit\u00e0 proprio al centro della pista.<\/p>\n<p>Lei gli mise le mani dietro la testa ed inizi\u00f2 ad accarezzargli il collo dolcemente. Matteo si sentiva in quella meravigliosa zona di confine tra l\u2019eccitazione e il rilassamento. Fece ancora po\u2019 di pressione con la mano e lei continu\u00f2 ad accarezzargli il collo. Erano a mezzo centimetro l\u2019uno dall\u2019altro. Matteo la tir\u00f2 verso di s\u00e9 e le baci\u00f2 la guancia dolcemente. Stava per scivolare verso la bocca, quando lei si scost\u00f2.<\/p>\n<p>Si scost\u00f2 \u00e8 vero! Ma anche questo fu un gesto armonioso. Per quanto quel rifiuto gli sembr\u00f2 una cosa assurda, ingiustificata, non ruppe l\u2019incantesimo. Lei allontan\u00f2 appena il viso, ma con garbo. Non si divincol\u00f2 dalla presa di lui e non tolse le mani dal suo collo. Semplicemente declin\u00f2 il bacio, ma per il resto tutto rimase uguale.<\/p>\n<p>\u201cnon ti capiter\u00e0 altre volte di baciare un uomo in gonnella\u201d le disse lui all\u2019orecchio. Lei sorrise e sorridendo gli accarezz\u00f2 il collo ancora pi\u00f9 intensamente<\/p>\n<p>\u201clo so\u201d rispose, \u201c\u00e8 che non posso\u201d<\/p>\n<p>Matteo non disse niente ma cap\u00ec. \u201cnon posso\u201d non significava \u201cnon voglio\u201d, per questo lei non si era staccata da lui. All\u2019inizio temette che si trattasse soltanto di gentilezza. Credeva che lei fosse rimasta aggrappata al suo collo soltanto per evirare l\u2019imbarazzo di un rifiuto pi\u00f9 deciso, ma ora era tutto pi\u00f9 chiaro. Non poteva. Voleva ma non poteva.<\/p>\n<p>Da quel momento rimasero in una zona di confine, una terra di nessuno. Era orami chiaro ad entrambi che non poteva esserci niente di pi\u00f9, ma nessuno dei due voleva staccarsi dall\u2019altro. Ci provarono, ma non ci riuscirono. Matteo si allontan\u00f2 per un po\u2019, and\u00f2 al bar a bere qualcosa, ma poi torn\u00f2 di nuovo a cercarla. La trov\u00f2. Lei fu contenta di essere trovata e tornarono di nuovo nella loro capsula nel mezzo della pista, a ballare, con lui che la teneva per la schiena dolcemente e lei che gli massaggiava il collo.<\/p>\n<p>Ad un certo punto Audrey sembr\u00f2 sul punto di cedere. Si avvin\u00f2 ancora di pi\u00f9 e si appoggi\u00f2 alla sua spalla.<\/p>\n<p>\u201cmi piace il tuo profumo\u201d gli disse.<\/p>\n<p>Matteo si chin\u00f2 appena, le baci\u00f2 il collo, facendo scorrere la lingua sulla pelle di lei. Audrey chiuse gli occhi e lui sent\u00ec il suo corpo rilassarsi e desiderare di pi\u00f9, ma poi torn\u00f2 in s\u00e9 e si scost\u00f2 nuovamente, ripetendo ancora una volta \u201cnon posso\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mentre camminava verso casa solo, perch\u00e9 Diego e Gigi erano spariti chiss\u00e0 dove e chiss\u00e0 con chi, ripensava a tutto questo. La memoria a volte gli si annebbiava, c\u2019erano dei piccoli vuoti per via del mix di stanchezza ed alcol, ma le sensazioni erano tutte l\u00ec. Sentiva ancora il contato della schiena di lei sulle sue mani, sentiva ancora il sapore della sua pelle sulla punta della lingua.<\/p>\n<p>Stava quasi per arrivare a casa, con il sole che iniziava a mostrare i primi bagliori, quando ripens\u00f2 di nuovo a quello che gli disse suo nonno. Era cieco e malato, con la testa che non lo seguiva pi\u00f9, quasi del tutto immobile sulla grande poltrona del salotto, con gli occhi lucidi e lo sguardo vacuo di chi non trova pi\u00f9 la connessione tra il cervello e la bocca. Ripeteva spesso le stesse cose, anche fuori contesto, anche quando erano inopportune. Pronunciava le sue massime e poi si scioglieva in una risata insana, malata ma profondamente umana.<\/p>\n<p>Matteo lo ascoltava sempre, ma come si ascolta un povero vecchio e sentimentale partito di testa. E invece il povero vecchio aveva ragione.<\/p>\n<p>Lo ripeteva spesso: \u201cballare con una donna \u00e8 come farci l\u2019amore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10386\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10386\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAveva ragione mio nonno\u201d pensava Matteo andando verso casa con il passo barcollante e incerto di chi ha dato tutto quello che aveva da dare ed ora cerca solo un letto su cui svenire. 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