{"id":10375,"date":"2012-05-27T22:43:02","date_gmt":"2012-05-27T21:43:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10375"},"modified":"2012-05-27T22:43:02","modified_gmt":"2012-05-27T21:43:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-lincubo-di-diego-bastianelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10375","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;L&#8217;incubo&#8221; di Diego Bastianelli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Aveva nuotato per quasi un\u2019ora senza sosta, con ampie bracciate che affondavano nell\u2019acqua con rabbia incontrollabile. Quando fu esausto si ferm\u00f2, in mezzo al mare. Non aveva la minima idea di dove si trovasse. Si guard\u00f2 intorno ansimando ma riusciva a vedere soltanto acqua. Una distesa di blu infinito. Era solo e finalmente indisturbato, nessuno avrebbe potuto raggiungerlo. Guard\u00f2 in alto, il sole gli fer\u00ec gli occhi e lui li chiuse d\u2019istinto, stringendoli pi\u00f9 forte possibile. Una lacrima gli scese sulla guancia, una lacrima, non di dolore, ma di liberazione. Per la prima volta in vita sua si sentiva assolutamente libero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continu\u00f2 a guardare verso il cielo con gli occhi serrati e le lacrime che gli inondavano il volto, poi, all\u2019improvviso, blocc\u00f2 gambe e mani ed inizio ad affondare. Si lasci\u00f2 andare, dritto verso il fondo. Sentiva la vita sfuggirgli via lentamente. Era una sensazione meravigliosa, che aspettava da sempre. Soltanto un volta arrivato in profondit\u00e0, con le ultime forze rimaste e i polmoni ormai gonfi d\u2019acqua, apr\u00ec gli occhi&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Apr\u00ec gli occhi e si sollev\u00f2 di scatto. La prima cosa che vide fu il poster dei Rolling Stones e cap\u00ec di trovarsi in camera sua e non in mezzo a chiss\u00e0 quale oceano. Si guard\u00f2 intorno ancora spaventato. Le lenzuola erano zuppe di sudore e avevano preso la forma esatta del suo corpo. Muovendosi lentamente si mise a sedere sul bordo del letto e, appena appoggi\u00f2 i piedi a terra, urt\u00f2 qualcosa. Cap\u00ec subito di che cosa si trattasse: era il libro che aveva dato il LA al suo incubo. Lo aveva finito di leggere la sera prima, poi, ubriaco di stanchezza e di lettura, aveva buttato il libro a terra e si era lasciato andare al sonno.<\/p>\n<p>Prese il libro in mano e guard\u00f2 il marinaio disegnato in copertina. Sorrise tra s\u00e9, poggi\u00f2 <em>Martin eden<\/em> sul comodino accanto al pacchetto di Lucky strike, estrasse una sigaretta e la accese.<\/p>\n<p>And\u00f2 in cucina, ancora in mutande, e si prepar\u00f2 un caff\u00e8. Non aveva la minima idea di che ora fosse, ma, dall\u2019odore di arrosto, dal rumore di stoviglie, dalle grida dei bambini e dai rimproveri dei genitori che sentiva provenire \u00a0dal piano di sopra, cap\u00ec che era l\u2019ora in cui la gente normale pranza. Ogni volta che capitava in situazioni del genere, in cui lui era nettamente fuori fase rispetto al ritmo di vita delle persone che lo circondavano, provava un misto tra orgoglio e disagio. Orgoglio perch\u00e9 si sentiva libero e svincolato da quelle piccole regole sociali del \u201csi pranza a quest\u2019ora! Ci si alza a quest\u2019ora! A Quest\u2019ora si fa il riposino!\u201d e stronzate del genere. Si sentiva come un animale. Faceva quello che gli andava di fare e quando gli andava di farlo. Ma provava anche una strana sensazione di disagio, dovuta a questo essere fuori fase e, quindi, solo.<\/p>\n<p>Si sedette e sorseggi\u00f2 il caff\u00e8 con i gomiti appoggiati sul tavolo incrostato di birra e patatine. Guard\u00f2 il libro di \u201cfilologia classica\u201d abbandonato sul piccolo divanetto accanto alla finestra e quasi gli venne un conato di vomito.<\/p>\n<p>Era il senso di colpa a provocargli la nausea. Erano mesi che non dava un esame e settimane che non apriva un libro. Si sentiva come un tappo di sughero trascinato dalla corrente, in pi\u00f9 ci si era messa anche lei. Era davvero troppo, come poteva continuare senza&#8230; mentre era immerso in pensieri del genere squill\u00f2 il telefono. Si alz\u00f2 e, senza fretta, torn\u00f2 in camera a recuperare il cellulare. Era lei. Sbuff\u00f2 e rispose<\/p>\n<p>\u201cche vuoi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cbuongiorno!\u201d disse lei con voce incerta. Lui rimase in silenzio<\/p>\n<p>\u201csei arrabbiato con me?\u201d<\/p>\n<p>\u201cperch\u00e9 mi hai chiamato?\u201d<\/p>\n<p>\u201callora sei arrabbiato!\u201d<\/p>\n<p>\u201cSara, non \u00e8 questione di essere arrabbiato \u00e8 che\u2026\u201d sospir\u00f2 profondamente \u201ccio\u00e8, cosa ti aspetti che faccia?\u201d<\/p>\n<p>\u201cquando abbiamo deciso di rimanere amici tu eri d\u2019accordo\u201d disse Sara<\/p>\n<p>\u201ccazzo! Era d\u2019accordo, ma dammi un po\u2019 di tempo! Che mi chiami a fare cos\u00ec spesso? Non capisci che mi fai\u2026\u201d si blocc\u00f2 di colpo, \u201clascia stare\u201d aggiunse poi quasi sussurrando.<\/p>\n<p>\u201cvolevo solo sapere come stai! scusami\u201d. Riconosceva il tono lagnoso e venato di vittimismo. Conosceva Sara da quasi cinque anni e sapeva benissimo che tra poco avrebbe iniziato a dire cose del tipo \u201cio mi interesso a te, ma evidentemente per te non \u00e8 importante\u201d e altre infinite variazioni sul tema. Sembrava dimenticarsi il fatto che era stata lei a lasciare lui, sembrava dimenticarsi il fatto che era lei ad avere un nuovo ragazzo, sembrava dimenticare il fatto che era la vita di Matteo ad andare allo sbaraglio, non la sua.<\/p>\n<p>\u201cio sto bene\u201d disse lui mentendo<\/p>\n<p>\u201cmi fa piacere\u201d rispose lei \u201cvorrei che tu fossi felice anche senza di me\u201d<\/p>\n<p>Matteo scosse la testa e sorrise, pensando che non era stato felice n\u00e9 con lei n\u00e9 senza di lei. Per\u00f2 Sara mancava, questa era una verit\u00e0 che non riusciva ad affrontare. Sentiva il vuoto, non perch\u00e9 con lei fosse stato felice, ma perch\u00e9 lei era un tassello importante nel mosaico della sua vita. Caduta lei, tutto il resto stava crollando come un castello di sabbia: gli amici, l\u2019universit\u00e0, il calcetto, la musica, tutto aveva perso di senso.<\/p>\n<p>\u201ce tu come stai?\u201d chiese Matteo, anche se non gli interessava saperlo<\/p>\n<p>\u201cbene, grazie\u201d disse lei \u201chei Matte, ora ti saluto che \u00e8 arrivato il mio bus. Sto andando a lezione di letteratura anglo americana, non dovevi frequentarlo anche tu?\u201d<\/p>\n<p>\u201csi\u201d<\/p>\n<p>\u201cah infatti mi sembrava, allora magari se vieni a lezione ci vediamo l\u00e0\u201d<\/p>\n<p>\u201csi\u201d<\/p>\n<p>\u201cpoi io rimango a studiare in facolt\u00e0 e se ti va studiamo un po\u2019 insieme\u201d<\/p>\n<p>\u201csi\u201d<\/p>\n<p>\u201cciao Matte\u201d<\/p>\n<p>Matteo poggi\u00f2 il telefono sul comodino, si lasci\u00f2 crollare sul letto e, con le lacrime che gli solcavano il viso, sogn\u00f2 nuovamente di affogare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10375\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10375\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva nuotato per quasi un\u2019ora senza sosta, con ampie bracciate che affondavano nell\u2019acqua con rabbia incontrollabile. 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