{"id":10374,"date":"2012-05-29T19:14:26","date_gmt":"2012-05-29T18:14:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10374"},"modified":"2012-05-29T19:14:26","modified_gmt":"2012-05-29T18:14:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2012-indecisioni-di-andrea-salvatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=10374","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2012 &#8220;Indecisioni&#8221; di Andrea Salvatori"},"content":{"rendered":"<p>Mi girai un attimo e non c\u2019era pi\u00f9: \u201c Oh, Robb\u00e8, Robb\u00e8\u00e8\u00e8\u00e8\u2026\u201d<\/p>\n<p>Francesco, intanto, con le mani nel cespuglio davanti al muretto di cinta del giardino, stava per tirare fuori il pallone che si era incastrato tra i rovi, e tra qualche istante avrebbe battuto il fallo laterale.<\/p>\n<p>Non potei fare altro che sganciarmi dalla mia posizione ed avanzare qualche metro per coprire il buco che aveva lasciato Robbertone. Oltre la grata di ferro verde arrugginito del giardino, tra due cespugli incolti, riuscivo a scorgerlo con la sua maglietta a righe orizzontali bianche e arancioni, la stessa di sempre, mentre attraversava la strada con le ginocchia alte e con il petto e la pancia traballanti. Poi lo persi di vista, ma di sicuro era gi\u00e0 arrivato alla fontanella. Per andare a bere ci aveva lasciati in due contro tre quel deficiente, e ora mi toccava fare il portiere volante.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cLo sapevo\u2026 lo sapevo\u201d, dicevo ad alta voce, e infatti lo faceva sempre. Tutte le volte che giocavamo, ad un certo punto, senza avvertire nessuno, prendeva e usciva fuori dal giardino e correva a bere alla fontanella che stava dall\u2019altra parte della strada. A dire la verit\u00e0 correva pi\u00f9 in quei momenti che per tutto il resto della partita.<\/p>\n<p>Era abbastanza pesante, Robbertone, e la sete l\u2019aveva sempre sofferta, fin da bambino. Ma quel giorno, non so perch\u00e9, che potesse andare a bere da un momento all\u2019altro non lo avevo minimamente considerato. Fino a quel momento era stato impeccabile, qualche minuto prima aveva addirittura segnato, e per tutta la partita sembrava leggero come non lo era mai stato. Io dalla porta gli urlavo \u201cfai questo\u201d e \u201cfai quello\u201d, gli dicevo \u201cbravo\u201d oppure \u201cstai attento\u201d, e lui correva, duettava con Francesco e non sbagliava un passaggio. Dall\u2019altra parte, malgrado continuasse a fare il superiore, per quello stronzo di Sandrino si stava mettendo male, proprio male.<\/p>\n<p>Lo faceva apposta Sandrino a mettersi in porta, ne ero certo. Lo faceva perch\u00e9 non si voleva sprecare a darci lezioni di calcio, lui che era il \u201csignor stocavolo\u201d dei giardinetti, il pi\u00f9 bullo e il pi\u00f9 bravo. Allora quel giorno pensai va bene, tu sarai anche il pi\u00f9 forte ma giochi sempre da solo, noi invece siamo una squadra e adesso ti mostro quello che significa: mi metto in porta anch\u2019io.<\/p>\n<p>Eppure, Sandrino, nonostante quella valanga di tiri che gli era piovuta addosso, compreso il goal che aveva fatto Robbertone con il quale eravamo in vantaggio, non sembrava essersi accorto di nulla. Fino a quel momento se ne era stato in porta con un piede appoggiato alla ringhiera della pista a mangiarsi le unghie e a pensare ai fatti suoi. A volte non guardava neanche il gioco, sapeva lui quando alzare lo sguardo. Neanche aver fatto sega a scuola sembrava averlo elettrizzato pi\u00f9 di tanto: forse perch\u00e9 ci era abituato.<\/p>\n<p>Noi invece, con quel sole di Aprile che finalmente ci aveva messo a mezze maniche, eravamo tutti gasati. Perfino Robbertone, che sega vera e propria non l\u2019aveva neanche fatta, sembrava il pi\u00f9 entusiasta di tutti.<\/p>\n<p>\u201cA giocare vengo, ma a mia madre l\u2019avverto lo stesso\u201d, mi aveva detto la sera prima mentre lo accompagnavo sotto casa.<\/p>\n<p>\u201cCome sarebbe che glielo dici?\u201d, gli risposi io ridendo, \u201ce che sega sarebbe?, ma dai su\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo no\u201d, fece subito lui senza tentennamenti, \u201cche poi lo so che sto con la coscienza sporca e mi si rimpone tutta la giornata; tanto domani c\u2019ho due ore di collettivo, una di religione e una di inglese che tanto gi\u00e0 mi ha interrogato: pure se non vado non succede niente\u2026\u201d<\/p>\n<p>Nel dirmi cose del genere, Robbertone, quando eravamo da soli io e lui, con quel faccione ancora imperlato di sudore e gli angoli della bocca punteggiati del pomodoro della pizza che si mangiava puntualmente ogni sera prima di andare a cena, non solo esprimeva una convinzione ostinata, ma anche una\u00a0 tenerezza che mi disarmava. Quei momenti, cos\u00ec nostri, erano quelli in cui, nonostante in apparenza me ne facessi beffe, pi\u00f9 che il suo migliore amico, io mi sentivo quasi suo fratello maggiore.<\/p>\n<p>Sistemato il pallone a terra, Francesco rimise in gioco passandomelo lateralmente con il piatto destro. Sandrino sembrava improvvisamente essersi calato nella partita e aveva messo su in ghigno che non mi piaceva. Forse mi sfidava.<\/p>\n<p>Ero un portiere volante ma, data l\u2019inferiorit\u00e0 numerica, e badando bene a non sbilanciarmi troppo, avevo anche licenza di sorpassare il centrocampo e tirare: mi sentivo tutti gli occhi del mondo addosso. Appena ricevuta palla avanzai un paio di metri oltre la mediana. Sentii Francesco suggerirmi qualcosa, forse \u201cpassa\u201d oppure \u201caspetta\u201d, invece avanzai ancora da solo a testa bassa e caricai il destro. Il pallone al quale avevo impresso tutta la forza che potevo ma poca potenza, impatt\u00f2 i pantaloni larghi e goffi di Marcello che mi si era messo davanti e non l\u2019avevo neanche visto, smorz\u00f2 la sua corsa, cambi\u00f2 traiettoria, e si apprestava a diventare una palla persa in fallo laterale.<\/p>\n<p>E\u00a0invece&#8230;\u00a0TINNN\u2026<\/p>\n<p>Il pallone rimbalz\u00f2 sulla ringhiera della pista di pattinaggio che delimitava il nostro campetto, e quando, come fece, rientrava dentro lo si riconsiderava ancora in gioco: TINNN\u2026<\/p>\n<p>Quel rumore accese un lampo nello sguardo di Sandrino che si svegli\u00f2 del tutto. Quando vidi lui e quella palla innocua guardarsi negli occhi, capii subito di essere nel mezzo di un dilemma molto pi\u00f9 simile ad una trappola: andargli addosso, o indietreggiare velocemente verso la mia porta. Quell\u2019attimo mi fu fatale. Vidi Sandrino andare incontro al pallone in due passi, coordinarsi, e colpirlo al volo di prima intenzione senza neanche guardare, di destro: e pensare che quello stronzo era anche un mancino puro. Scalciai due passi impacciati all\u2019indietro come fossi immerso nelle sabbie mobili, seguii la traiettoria del pallonetto fino a che non intercett\u00f2 il sole e poi abbassai la testa. Sentii soltanto la sfera di gomma tamburellare un paio di volte, rimbalzando impazzita tra il mattonato e la traversa di ferro, e alle mie spalle, la risarella da iena di Sandrino e qualche altro urletto di stupore degli altri. \u201cMamma mia!!!, Mammmma mia!!!\u201d, dicevano tutti. Ma tra quelle voci ne sentivo una provenire dalla parte opposta, come un coro di risposta fuoricampo: e fuori dal campo c\u2019era proprio Robbertone.<\/p>\n<p>Era ritornato tutto trafelato dalla sua consueta bevuta alla fontanella giusto in tempo per gustarsi la prodezza di Sandrino, e ora esultava e gli batteva le mani neanche fosse stato un suo compagno di squadra: \u201cMammmma miaaa\u2026\u201d<\/p>\n<p>Proprio lui, il mio amico, mio fratello, il mio compagno di squadra pi\u00f9 fidato, il mio alleato, si prendeva gioco di me e della nostra squadra in quel modo.<\/p>\n<p>Rimasi di ghiaccio. Cos\u00ec sconfitto ed umiliato da un goal da antologia e dai gridolini del mio migliore amico, mi sentivo incapace di opporre la minima resistenza, incapace di pensare di nuovo alla partita che era ancora tutta da giocare, incapace di rincorrere Robbertone per tutto il quartiere allo scopo di linciarlo. Con quel goal negli occhi, qualsiasi cosa avessi fatto, di fronte agli altri mi sarei ricoperto ancora pi\u00f9 di ridicolo. E poi a che scopo correre dietro a Robbertone se perfino ammazzarlo mi sembrava poco?<\/p>\n<p>Andai a prendere il pallone con tutta la dignit\u00e0 che potevo. Infilai la testa sotto la ringhiera senza tradire alcuna reazione, avrei voluto prendere a calci lo zaino con i libri con cui avevo simulato di andare a scuola ma dovevo assolutamente trattenermi. Presi il pallone e lo lanciai verso il campo con insofferenza, come se non fosse pi\u00f9 affar mio, poi sputai per terra e mi pulii le mani strofinandole rabbiosamente sui pantaloni. Mi risistemai in porta e mi rinfilai fa felpa che avevo legato alla ringhiera in prossimit\u00e0 del palo.<\/p>\n<p>In quell\u2019istante mi venne in mente la scuola e il fatto che l\u2019avessi saltata, ma era strano: era come se lo scoprissi soltanto in quel momento. Mi sentii svuotato.<\/p>\n<p>Mi resi conto che, per un attimo, avevo provato qualcosa di simile gi\u00e0 la sera prima mentre parlavo con Robbertone, ma non gli avevo dato peso. Avevo fatto sega e ora capivo che mi dispiaceva, che non mi andava, che non era cosa mia. Tra l\u2019altro, anche se non l\u2019avevo detto a nessuno, io non l\u2019avevo mai fatta, era la prima volta, e vedere Robbertone che invece aveva fatto tutto alla luce del sole, e a differenza mia si era anche confidato con me, adesso mi faceva sentire ancora pi\u00f9 in colpa. Ma che cosa avrei dovuto fare? Come mi sarei sentito il giorno dopo, o magari il pomeriggio stesso, ascoltando i racconti degli altri? A fare la parte del bravo ragazzo davanti a Sandrino forse mi avrebbe scocciato lo stesso. Anzi, sicuramente.<\/p>\n<p>\u201cEsci Andr\u00e8\u00e8\u00e8\u2026\u201d, mi grid\u00f2 all\u2019improvviso Robbertone, risvegliandomi di soprassalto. Fabietto si era involato verso la nostra porta ma per fortuna avevo fatto in tempo ad anticiparlo.<\/p>\n<p>\u201cQuasi quasi, quando torno, glielo dico anche io a mia madre che oggi a scuola non ci sono andato\u2026\u201d, pensai subito dopo, aspettano il calcio d\u2019angolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10374\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10374\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi girai un attimo e non c\u2019era pi\u00f9: \u201c Oh, Robb\u00e8, Robb\u00e8\u00e8\u00e8\u00e8\u2026\u201d Francesco, intanto, con le mani nel cespuglio davanti al muretto di cinta del giardino, stava per tirare fuori il pallone che si era incastrato tra i rovi, e tra qualche istante avrebbe battuto il fallo laterale. Non potei fare altro che sganciarmi dalla [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_10374\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"10374\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":2854,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-10374","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10374"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2854"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10374"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10374\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10383,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10374\/revisions\/10383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10374"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10374"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10374"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}